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martedì 26 aprile 2011

La Benemerita non si tocca

 brutale aggressione da parte di quattro giovani a Sorano (Grosseto)

Le condizioni di Antonio Santarelli e Domenico Marino sono stabili, anche se il primo continua ad essere tenuto in coma farmacologico, mentre l'altro rischia di perdere l'uso dell'occhio destro, oltre ad avere riportato vari traumi in tutto il corpo, in particolare al volto.

No, signori giornalisti, così non va bene. Le parole influenzano le menti e voi continuate a chiamare chi compie atti violenti e delinquenziali: giovani, oppure ragazzi!! No, sono solo delinquenti. Non bisogna attendere il giudizio di un tribunale per definirli tali: sono le loro azioni delinquenziali a definirli. Guai ad attenuare con le parole la violenza, aggravata dal fatto che è stata espletata con ferocia inaudita visto il risultato sui due carabinieri che stavano svolgendo il loro dovere. Violenza e ferocia gravissime perché rivolte verso l'Autorità dello Stato incarnata in una divisa Benemerita che non si tocca, perché il farlo è un attacco allo Stato stesso che rappresenta come una delle sue più alte istituzioni. Gli uomini possono essere fallaci ma la divisa no. Aggredire dei carabinieri è un atto di una gravità assoluta e spero che i delinquenti aggressori abbiano adeguata punizione, o rischiamo di brutto come società che vuol dirsi civile.

Sono d'accordo con Antonio Di Pietro sulla Libia

"Bombardare una nazione - dice il leader dell'Idv in una nota - non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto. Né può valere l'ipocrita giustificazione che tutto ciò sarebbe già stato autorizzato dalle Nazioni Unite e dal Parlamento italiano".

"Infatti, l'Onu - spiega Di Pietro - non ha mai avallato tale scelta e, soprattutto, le nostre Camere non hanno mai discusso, né approvato un provvedimento in cui c'era scritto, nero su bianco, di fare guerra ad un'altra nazione. E' stato solo deliberato di impedire che avvenissero dei massacri della popolazione inerme durante una guerra civile. Già! Perché di guerra civile si tratta e pertanto l'Italia - conclude - non dovrebbe interferire nelle decisioni interne di un altro Stato, ma solo prodigarsi per fornire assistenza, solidarietà e supporto umanitario alla popolazione civile".