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giovedì 11 maggio 2017

Isabella Noventa: sfortunata ed incauta vittima di tre balordi

Da: Il Mattino di Padova 11 maggio 2017




DELITTO NOVENTA

Debora scrive alla D'Urso: "Mio fratello Freddy, uomo dalla mente malata" 

Nella lettera la donna sostiene la sua innocenza e accusa Freddy e Manuela Cacco: "Io non c'ero quella sera, non ho ucciso Isabella"


Ormai è così difficile ottenere Giustizia nei Tribunali che la gente si rivolge direttamente alle conduttrici televisive! Siamo ridotti così!

Proprio ieri sera, nella trasmissione seria, e ben diversa dal salotto di Barbara D'Urso, "Chi l'ha visto" si parlava di nuovo di questo triste delitto.

Ne ho già scritto e questo è il link:

Rita Coltellese *** Scrivere: Omicidio di Isabella Noventa

Colpisce in questa storia come l'ex-marito della povera signora uccisa parla di lei: non solo smentendo recisamente la versione di uno dei suoi assassini, Freddy Sorgato, che la vorrebbe vittima di un gioco erotico, cosa che non trova alcun riscontro nemmeno nell'indagine condotta molto bene dalla Polizia, ma Piero Gasparini parla di Isabella come di una signora di alto profilo sia morale che signorile, tanto che ci si chiede come mai egli era ex e non ancora marito di una donna che è così in alto nella sua stima e considerazione!
Si scopre che questo signore così dignitoso ha avuto qualche problema con la Giustizia:

Da: Il Mattino di Padova  24 gennaio 2016

L’ex marito Piero Gasparini invischiato nel caso Catapano

Oltre al fratello di Isabella Noventa, Paolo, qualche anno fa anche il suo ex marito Piero Gasparini è finito nei guai con la giustizia. Nel 2011 insieme al suo socio fu risucchiato nel vortice del...
Oltre al fratello di Isabella Noventa, Paolo, qualche anno fa anche il suo ex marito Piero Gasparini è finito nei guai con la giustizia. Nel 2011 insieme al suo socio fu risucchiato nel vortice del caso Catapano, il clan di matrice camorrista che agganciava aziende in difficoltà, si intascava i crediti, le intestava a prestanome e poi le faceva fallire.
Piero Gasparini, che al tempo viveva a Albignasego, insieme all’amico e socio Mirko Niero, residente a Pernumia, fu denunciato con l’accusa di bancarotta fraudolenta, come tutti gli imprenditori che finirono nelle grinfie del clan.
I due, che erano contitolari dell’impresa edile Emmepi Costruzioni Generali di Maserà (impresa fallita il 22 luglio 2009) trovandosi a navigare in cattive acque nel 2008 decisero di contattare il gruppo Catapano. Lo fecero attraverso il loro sito internet e si servirono come referente di un certo Alessandro Cassioli. Piero Gasparini, e Mirko Niero spesero in quell’occasione ben 100 mila euro per ripianare 750 mila euro di debiti, per poi vedere l’azienda finire comunque sul lastrico. E così l’ex marito di Isabella Noventa all’epoca si trovò invischiato nel procedimenti relativo all’inchiesta sulla maxi truffa Catapano.
Su "Fanpage" si legge che Isabella e Piero si sono separati nel 2010 e i guai dell'impresa di lui si sono conclusi con il fallimento nel 2009. Lui parla della ex moglie come di una donna positiva e molto equilibrata: forse i guai imprenditoriali di lui possono avere avuto un ruolo nella fine del loro rapporto, forse lei ha ravvisato nell'agire di lui qualcosa che non approvava. Comunque era rimasta una affettuosa amicizia fra i due.
Anche Isabella però, così precisa e di alto profilo morale come viene descritta dall'ex marito, come mai faceva da segretaria a suo fratello, odontotecnico che si spacciava per dentista? Non le era certo ignoto il fatto che egli non fosse laureato e dunque che fingeva una professionalità che non aveva, ingannando i pazienti. Come si concilia con il ritratto di una donna intransigente il fatto che sia finita sotto processo per complicità con il fratello nell'esercizio abusivo della professione medica?

Da: Il Mattino di Padova  11 febbraio 2016

Isabella, rinviato il processo in cui è imputata con il fratello

Entrambi sono indagati nell'ambito di un procedimento per esercizio abusivo della professione di dentista. Intanto in casa della 55enne spuntano tre sim per telefonini: il fratello le consegna agli inquirenti
PADOVA. Isabella Noventa, la segretaria scomparsa, in mattinata avrebbe dovuto comparire con il fratello Paolo davanti al giudice Nicoletta De Nardus per la prima udienza del processo che li vede imputati entrambi nell’ambito di un’indagine per esercizio abusivo della professione di dentista. L’avvocato Gian Mario Balduin aveva chiesto il rinvio a causa della scomparsa della donna. E così è stato. Il processo è stato rinviato al prossimo 16 giugno.

Sfogliando la margherita in attesa di votare...

Nello sfogliare la margherita, non per fare "m'ama, non m'ama", ma per scegliere per chi votare quando ci restituiranno il Diritto di votare, il petalo del M5S ha fatto un tonfo per cui difficilmente ripeterò l'esperienza del 2013.
Il tonfo è dovuto in parte all'inadeguatezza dimostrata da Virginia Raggi nel fare il Sindaco della Capitale d'Italia.
Non si è presentata con una Giunta, come aveva già fatto in campagna elettorale Giachetti, ed è scivolata in una ridicola commedia in cui entravano ed uscivano Assessori e non solo.
Poi l'incomprensibile promozione del funzionario del comune Romeo, sovrapponendo al contratto di lavoro a tempo indeterminato di lavoratore dipendente, in atto, un contratto (a tempo determinato?) di dirigente con il triplo dello stipendio.
Perché? Si fidava? Lo riteneva indispensabile? E come la mettiamo con i valori dei 5Stelle sul risparmio del denaro pubblico?
L'idea che avevo di costei non combacia con queste scelte.
Siamo ancora in attesa che la magistratura romana ci illumini e speriamo che non faccia passare troppo tempo.
Altro tonfo, ma c'era stato un precedente, come ricordo nello scambio di e-mail pubblicate, l'ha fatto il mio rappresentante regionale Davide Barillari:

Rita Coltellese *** Scrivere: Il Diritto calpestato di Dirigenti Medici: chi lo ripristinerà Zingaretti PD o Barillari M5S?

come si legge egli rimanda al 2018 il ripristino della legalità su un fatto illegale che gli ho denunciato e che è in atto ora, non nel 2018!
Egli sostiene che il colpevole è Zingaretti e che il mio shakespeariano dire, come Marco Antonio, che "poiché Zingaretti è uomo d'onore", invece di Bruto, è una cosa assurda in quanto io lodo la causa del misfatto!
Evidentemente Barillari non ha mai letto Shakespeare e tanto meno la celeberrima orazione per la morte di Cesare.
Qui Cesare sono degli Italiani che, dopo decenni di studio severo e di pratica altrettanto severa della nobile professione medica, si trovano privati della loro professionalità per economia della spesa sanitaria e, fidando nelle Leggi di questo Stato, e nello scritto firmato da Zingaretti quale Commissario ad Acta per la Sanità del Lazio, aspettano di essere ricollocati, anche perché questo è compito proprio di lui, di Zingaretti.
Invece un Bruto decide che Cesare deve morire ed insieme ad altri congiurati lo lascia morire non di coltellate, bensì di sprofessionalizzazione, mentre altri elementi vengono immessi nella dissanguata Sanità e per loro si trovano soldi continuando a pagare chi già c'è, ma tenendolo morto, come Cesare!
Dov'è il risparmio per il contribuente?
Non c'è. E' solo un danno. Un inganno. Faccio vedere che chiudo un Reparto ospedaliero per risparmiare, ma contraddico quanto ho scritto io stesso "che non si possono bandire concorsi finché ci sono Medici pagati e di ruolo per quella Specialità Medica in ricollocazione".
Ma, forse, scrivevo io, Zingaretti non lo sa! E potrebbe pure essere negli innumerevoli atti che la Regione compie.. Si è fidato di qualcuno, a cui necessariamente deve delegare alcuni atti, ed è stato commesso un illecito.
Ma l'illecito si deve sanare al più presto. I concorsi non debbono essere espletati sulla pelle dei contribuenti che non possono sapere tutto. Ma io ho scoperto ed accertato che qui l'illecito c'è e, se non si sanerà con la ricollocazione del personale che continuiamo a pagare, i concorsi debbono essere annullati. Altrimenti sono Zingaretti e il suo partito che non si potranno più votare se commettono di questi illeciti.
Cade il petalo del PD... Renzi non basta. Fra poco farò il 730 on-line e darò per la seconda volta il 2xmille al PD. L'ho fatto l'anno scorso per togliere al partito di Renzi l'alibi del finanziamento pubblico bocciato dal referendum, sto al gioco, ognuno scelga a chi dare il piccolo contributo.. Ma non il voto. Il voto, se fanno di questi giuochini no!
Il Centro culturale Gli scritti (6/4/2014)
Vincenzo Camuccini, La morte di Giulio Cesare (1793-1798)
Ciò che conta nei discorsi è ciò che segue dopo il “ma”, dopo il “tuttavia”. Sempre l’uomo inizia lodando apparentemente la persona di cui si parla per arrivare poi al “ma”. “È bello ciò che hai detto, grazie di ciò che hai fatto, ma, ma, ma...”. E dopo il “ma” viene fuori ciò che veramente si pensa di una persona o di un fatto.
Nell’orazione funebre di Marco Antonio sul corpo morto di Cesare, Shakespeare sembra inizialmente contraddire questo tipico modo di procedere del discorso umano: “E tuttavia Bruto è un uomo d’onore”. Invece tutto il discorso procede nello stesso modo, nella voluta ambiguità della parola. Mentre egli parla apparentemente in maniera positiva di Bruto, pian piano introduce nell’animo degli ascoltatori il giudizio severo sul traditore, finché aggiunge un “tuttavia” che nega esplicitamente il “tuttavia” iniziale: “E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento”.
L’indirizzo del discorso si esplicita totalmente nel finale, quando Marco Antonio invita a ribellarsi contro Bruto, “l’uomo d’onore”. E diventa chiaro allora il vero senso di quanto dichiarato: "Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a riferirvi quello che io so".

Fontana di Trevi e non solo...

Da: AskANews

Martedì 9 maggio 2017 - 20:08

Roma, Raggi: troppi migranti in città, Governo ci aiuti

"Il prefetto ci ha dato ragione"
Roma, 9 mag. (askanews) – “Chiedo al governo una politica seria sui migranti perché sono tantissimi, sono troppi. O il governo chiarisce cosa vuole fare con i migranti o Roma diventa territorio di tutti perché noi possiamo anche fare degli sgomberi ma il giorno dopo queste persone devono comunque dormire e da qualche parte si accampano. Chiediamo l’aiuto del governo”. Lo dice la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a Porta a Porta. Secondo la prima cittadina, sui migranti Roma è “assolutamente ‘over quota’ e il prefetto ci ha dato ragione”, ha concluso Raggi.

Da: TGCOM 24

Roma, "Niente soste davanti a Fontana di Trevi": la nuova idea della Raggi

Il sindaco della Capitale spiega che "i monumenti vanno preservati" e che se servono più vigili per controllarli "io li tolgo dalle strade"

"A Roma il corpo della polizia municipale sorveglia moltissimo le strade ma inizia a sorvegliare anche tutti i monumenti. A Fontana di Trevi stiamo stabilendo non solo turni più intensi, ma anche un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi". Lo ha annunciato il sindaco di Roma Virginia Raggi, dopo gli episodi di vandalismo che hanno visto come protagonista proprio la capitale e i suoi luoghi simbolo. Poi ha aggiunto: "Roma è piena di monumenti e di siti archeologici. Li stiamo già piantonando 24 ore su 24, ma non ho ancora il potere di moltiplicare i vigili. Se devo mettere più vigili a presidiare i monumenti, li tolgo dalle strade. Lo rivendico: abbiamo tantissimi monumenti che vanno preservati". "Fare le battute è facile, le faccio anch'io, ma magari non stasera che la situazione è drammatica", ha continuato la Raggi. "Anche qui ho bisogno che il governo mi aiuti a piantonare meglio i monumenti affinché io possa utilizzare i vigili che ho, in un numero sottodimensionato, anche per le strade. La coperta è cortissima".

Fontana di Trevi è nei miei primissimi ricordi, insieme a Piazza di Spagna e tanto altro... Quando sono nata nel lontano 1946 i miei genitori abitavano in Via della Mercede, quasi all'angolo con Piazza S. Silvestro. Ho fissati nella mia memoria visiva tutti quei meravigliosi luoghi come erano allora. 
Fontana di Trevi era deserta: mia madre, quando non aveva tempo per condurmi su per la scalinata di Trinità dei Monti fino al Pincio, mi portava nello spazio davanti alla Fontana che si trovava a pochi passi da Via della Mercede. Lei si sedeva sferruzzando su una delle panchine di pietra ed io giocavo con la mia amichetta dalla pelle color cioccolata che incontravo sempre lì. Il padre, anche lui dalla pelle color cioccolata, leggeva il giornale seduto su un'altra panchina. Mio padre, che a volte ci raggiungeva lì, mi parlava con rispetto di quel signore dalla gamba tesa, spiegandomi che era un mutilato di guerra di I categoria per via della gamba, mentre lui, papà, era solo di II categoria. Ogni tanto arrivavano dei ragazzini più grandi di me e della mia amichetta con dei bastoni a sezione quadrata, di legno chiaro, a cui avevano applicato in fondo una latta di quelle che allora si usavano per chiudere le bottiglie del latte, adattata a forma di un minuscolo raccogli-mondezza, e immergevano con veloce perizia quei bastoni nell'acqua trasparente della Fontana raccattando le monetine che i turisti vi gettavano per la tradizione della leggenda romana... Ogni tanto arrivavano i Vigili e sequestravano i bastoni afferrando gli scugnizzi romani che si davano ad un convulso fuggi fuggi...




Oggi quel mondo non esiste più: è un continuo ed ininterrotto formicaio, ossessivo, intrusivo...
Virginia Raggi ha ragione, vuole fermare il degrado ma deve avere il potere e i mezzi per farlo.