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giovedì 11 maggio 2017

Sfogliando la margherita in attesa di votare...

Nello sfogliare la margherita, non per fare "m'ama, non m'ama", ma per scegliere per chi votare quando ci restituiranno il Diritto di votare, il petalo del M5S ha fatto un tonfo per cui difficilmente ripeterò l'esperienza del 2013.
Il tonfo è dovuto in parte all'inadeguatezza dimostrata da Virginia Raggi nel fare il Sindaco della Capitale d'Italia.
Non si è presentata con una Giunta, come aveva già fatto in campagna elettorale Giachetti, ed è scivolata in una ridicola commedia in cui entravano ed uscivano Assessori e non solo.
Poi l'incomprensibile promozione del funzionario del comune Romeo, sovrapponendo al contratto di lavoro a tempo indeterminato di lavoratore dipendente, in atto, un contratto (a tempo determinato?) di dirigente con il triplo dello stipendio.
Perché? Si fidava? Lo riteneva indispensabile? E come la mettiamo con i valori dei 5Stelle sul risparmio del denaro pubblico?
L'idea che avevo di costei non combacia con queste scelte.
Siamo ancora in attesa che la magistratura romana ci illumini e speriamo che non faccia passare troppo tempo.
Altro tonfo, ma c'era stato un precedente, come ricordo nello scambio di e-mail pubblicate, l'ha fatto il mio rappresentante regionale Davide Barillari:

Rita Coltellese *** Scrivere: Il Diritto calpestato di Dirigenti Medici: chi lo ripristinerà Zingaretti PD o Barillari M5S?

come si legge egli rimanda al 2018 il ripristino della legalità su un fatto illegale che gli ho denunciato e che è in atto ora, non nel 2018!
Egli sostiene che il colpevole è Zingaretti e che il mio shakespeariano dire, come Marco Antonio, che "poiché Zingaretti è uomo d'onore", invece di Bruto, è una cosa assurda in quanto io lodo la causa del misfatto!
Evidentemente Barillari non ha mai letto Shakespeare e tanto meno la celeberrima orazione per la morte di Cesare.
Qui Cesare sono degli Italiani che, dopo decenni di studio severo e di pratica altrettanto severa della nobile professione medica, si trovano privati della loro professionalità per economia della spesa sanitaria e, fidando nelle Leggi di questo Stato, e nello scritto firmato da Zingaretti quale Commissario ad Acta per la Sanità del Lazio, aspettano di essere ricollocati, anche perché questo è compito proprio di lui, di Zingaretti.
Invece un Bruto decide che Cesare deve morire ed insieme ad altri congiurati lo lascia morire non di coltellate, bensì di sprofessionalizzazione, mentre altri elementi vengono immessi nella dissanguata Sanità e per loro si trovano soldi continuando a pagare chi già c'è, ma tenendolo morto, come Cesare!
Dov'è il risparmio per il contribuente?
Non c'è. E' solo un danno. Un inganno. Faccio vedere che chiudo un Reparto ospedaliero per risparmiare, ma contraddico quanto ho scritto io stesso "che non si possono bandire concorsi finché ci sono Medici pagati e di ruolo per quella Specialità Medica in ricollocazione".
Ma, forse, scrivevo io, Zingaretti non lo sa! E potrebbe pure essere negli innumerevoli atti che la Regione compie.. Si è fidato di qualcuno, a cui necessariamente deve delegare alcuni atti, ed è stato commesso un illecito.
Ma l'illecito si deve sanare al più presto. I concorsi non debbono essere espletati sulla pelle dei contribuenti che non possono sapere tutto. Ma io ho scoperto ed accertato che qui l'illecito c'è e, se non si sanerà con la ricollocazione del personale che continuiamo a pagare, i concorsi debbono essere annullati. Altrimenti sono Zingaretti e il suo partito che non si potranno più votare se commettono di questi illeciti.
Cade il petalo del PD... Renzi non basta. Fra poco farò il 730 on-line e darò per la seconda volta il 2xmille al PD. L'ho fatto l'anno scorso per togliere al partito di Renzi l'alibi del finanziamento pubblico bocciato dal referendum, sto al gioco, ognuno scelga a chi dare il piccolo contributo.. Ma non il voto. Il voto, se fanno di questi giuochini no!
Il Centro culturale Gli scritti (6/4/2014)
Vincenzo Camuccini, La morte di Giulio Cesare (1793-1798)
Ciò che conta nei discorsi è ciò che segue dopo il “ma”, dopo il “tuttavia”. Sempre l’uomo inizia lodando apparentemente la persona di cui si parla per arrivare poi al “ma”. “È bello ciò che hai detto, grazie di ciò che hai fatto, ma, ma, ma...”. E dopo il “ma” viene fuori ciò che veramente si pensa di una persona o di un fatto.
Nell’orazione funebre di Marco Antonio sul corpo morto di Cesare, Shakespeare sembra inizialmente contraddire questo tipico modo di procedere del discorso umano: “E tuttavia Bruto è un uomo d’onore”. Invece tutto il discorso procede nello stesso modo, nella voluta ambiguità della parola. Mentre egli parla apparentemente in maniera positiva di Bruto, pian piano introduce nell’animo degli ascoltatori il giudizio severo sul traditore, finché aggiunge un “tuttavia” che nega esplicitamente il “tuttavia” iniziale: “E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento”.
L’indirizzo del discorso si esplicita totalmente nel finale, quando Marco Antonio invita a ribellarsi contro Bruto, “l’uomo d’onore”. E diventa chiaro allora il vero senso di quanto dichiarato: "Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a riferirvi quello che io so".

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