venerdì 9 novembre 2018

Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone nel 2014.

Biografia

Psicologa forense[1] e criminologa, è stata docente presso la Libera Università Mediterranea"Jean Monnet" di Casamassima e l'Università degli studi "Niccolò Cusano" telematica di Roma[2]. È divenuta nota principalmente per il suo coinvolgimento nelle indagini sul delitto di Avetrana, quando le fu affidato il ruolo di consulente della difesa di Michele Misseri.[3][4][5] In seguito fu chiamata a testimoniare proprio contro Misseri, dichiarando che l'uomo durante un colloquio in carcere aveva accusato dell'omicidio la propria figlia Sabrina.[6] Misseri ha poi accusato la psicologa e il suo legale Galoppa di avergli esercitato pressioni per spingerlo ad attribuire la responsabilità dell'accaduto alla figlia.[7] In precedenza, la Bruzzone era stata consulente per altri casi di cronaca nera, fra cui la strage di Erba[8].
Nel 2010 alcuni quotidiani riferirono di aver ricevuto comunicazioni in cui veniva messa in dubbio la veridicità del suo curriculum. Bruzzone spiegò che i contenuti citati non appartenevano in effetti al suo curriculum e che alla base della vicenda c'erano le azioni di stalking di un suo ex compagno, finalizzate a danneggiare la sua immagine professionale.[9]
Oltre a presenziare come ospite in programmi televisivi, Bruzzone è stata autrice e conduttrice della trasmissione La scena del crimine, andata in onda sulla rete locale GBR – Teleroma 56, nonché conduttrice di Donne mortali, andata in onda per tre edizioni[10] sull'emittente Real Time[11]. Nel 2012 ha pubblicato il libro Chi è l'assassino. Diario di una criminologa, edito Mondadori[12]. Dal 2017 è opinionista del programma di varietà Ballando con le stelle.
Roberta Bruzzone è direttore scientifico e vicepresidente de “La Caramella Buona Onlus” (associazione di volontariato contro la pedocriminalità).

Roberta Bruzzone mi piace molto, non solo perché è una bella donna (ho sempre ammirato le donne belle, al contrario di tante mie consimili che invece sono invidiose) ma anche perché è una donna intelligente, dal carattere deciso e molto onesta intellettualmente.
C'è tanta gente che pur avendo lauree e titoli vari o non è molto intelligente o è disonesta intellettualmente ed aggira ed evita la verità tangibile mentendo agli altri e a sé stessa, non sempre per interesse (anche se spesso è questo il vero motivo) quanto per una intrinseca incapacità psicologica ad accettare la realtà nei suoi fatti concreti, preferendo svicolare in artifizi ed immaginazioni forse anche, a volte, per crearsi semplicemente uno spazio di importanza. Solo che questo è molto nocivo quando a queste persone si da spazio e voce in TV, perché il volgo che ascolta non sempre ha una preparazione culturale per capire le assurdità che "l'esperto" di turno dice con sicurezza e si ingenera in questo modo il dubbio in persone che non hanno gli strumenti culturali per capire tutto.
La TV così si fa veicolo di vera e propria disinformazione, alimentando una sottocultura di ipotesi senza fondamento di realtà, creando confusione nella mente della gente, quando una buona televisione dovrebbe fare l'esatto contrario.
Ma se c'è Bruzzone state tranquilli. Anche lei vive di presenze in TV e di consulenze nel suo campo: la Criminologia, ma non mesta nel torbido, Bruzzone è lucida ed analitica nell'esame dei fatti reali, nell'accettazione delle prove scientifiche certe nel risultato per la serietà di chi le porta in dibattimento, Bruzzone accetta onestamente i dati inconfutabili, non indulge, come certe tristi figure, a costruire dubbi sul nulla contando sull'ignoranza della gente, per soddisfare il popolino, che così aumenterà l'audience in una catena infinita di supposizioni e dunque di inevitabili inviti, da parte di conduttori senza molti scrupoli, dell' "esperto" in perfetta malafede.
Brava Bruzzone: una onesta professionista che non teme di affrontare la realtà, anzi la cerca a fronte alta e l'ha dimostrato tante volte. 
La prima volta io neppure capii quando in una trasmissione disse che il suo cliente, Michele Misseri, era una vittima e che stava facendo del male a sé stesso... Non poteva dire molto, ma capii che c'era sotto qualcosa che, data la situazione in fieri, era diversa da quella che le indagini avevano al momento acclarato. Preferì perdere il cliente, essere da lui pubblicamente accusata, piuttosto che mistificare la realtà che indagando era saltata ai suoi occhi.
Grande donna che non ha paura di dire la verità.