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domenica 12 gennaio 2014

Cosa sta accadendo ai nostri Servizi Pubblici?

Sappiamo tutti che, per avere servizi che in altri Paesi europei, e non solo, sono normali, noi dobbiamo soffrire, faticare, affannarci, perdere tempo, arrabbiarci per ritardi, errori inspiegabili fuori da ogni logica di ragionevolezza... ma da un po' di tempo questa vita, già difficile, del cittadino-suddito italiano, sta precipitando in un mondo kafkiano che fa dire a gente lucida ed illuminata: "Il Paese sta crollando."

Per mantenere un minimo di senso della realtà, personalmente, cerco di fare il raffronto con gli anni, ormai tanti, che ho vissuto. Lo faccio anche per rassicurarmi che in fondo è sempre stato così... e allora forse il Paese non sta crollando. E' paradossale, me ne rendo conto, che per non cedere allo sconforto io cerchi di consolarmi in codesto modo: cercando conferma che questo Paese è sempre stato zoppo nei riguardi dell'organizzazione dei servizi pubblici.

Con chiunque parlo ciascuno esprime la sua disavventura.
Una signora affitta una casa e, nonostante abbia fatto tutta la procedura come vuole ACEA per la voltura della fatturazione all'inquilino, da 2 anni ACEA continua a fatturare a lei. Anche l'inquilino, stanco di far vedere ad estranei quanto paga per il Servizio che ACEA gli fornisce, i suoi consumi, insomma gli affari suoi al locatore, ha inviato più di una raccomandata ribadendo di essere il titolare dell'utenza e... non bastando è ricorso all'antico sistema italico della conoscenza... Ma niente, è come parlare ad una TORRE CHIUSA IN SE' STESSA che non comunica se non ciecamente chiedendo soldi, soldi... non importa a chi!

Ora non è che ACEA, ENEL, TELECOM, ENI possano fare come se fossimo in un Paese senza regole... Le regole ci sono:
In diritto - il DPCM 27 gennaio 1994, “Principi sull'erogazione dei servizi pubblici”, nell'oggetto della direttiva così definisce questi servizi: “Ai fini della presente direttiva sono considerati servizi pubblici, anche se svolti in regime di concessione o mediante convenzione, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati, alla salute, all’assistenza e previdenza sociale, alla istruzione e alla libertà di comunicazione, alla libertà e alla sicurezza della persona, alla libertà di circolazione, ai sensi dell’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146,  quelli di erogazione di energia elettrica, acqua e gas.

Questo non avviene più! Giacché questi carrozzoni semipubblici, privati, partecipati o meno da Enti Pubblici, si sono organizzati nel seguente modo: in cima hanno messo Dirigenti pagati con cifre che non hanno uguali in Europa, poi non esiste altro... Tutto è deputato a numeri telefonici, bontà loro gratuiti, dove il suddito, ormai non più cittadino, (ma forse ha subito una mutazione imposta da questi Apparati chiusi come TORRI e non è più nemmeno suddito, ma un essere ridotto a NULLA dal GRANDE FRATELLO ACEA, ENEL, TELECOM... non importa quale TORRE  SIA!) passa ore ed ore al telefono parlando ogni volta con Marie, Giovanne, Leonardi, Alessandri ecc. ecc. diversi, e questo sarebbe ancora niente! Dicono tutti cose differenti! Spesso smentendo quello che ha detto colui o colei che l'ha preceduto nell'ordine di chiamate!
Dal dedalo non se ne esce: così la signora locatore continua a ricevere le fatture del suo inquilino e a dovergliele portare, l'inquilino a spendere soldi in raccomandate che vengono ingoiate dal Grande Fratello ACEA che lo ignora, in quanto trattasi di esseri nulli, ormai, nemmeno sudditi!

Altri casi sparsi di questa incomunicabilità totale fra chi eroga i Servizi (o dovrebbe erogarli) e il cittadino-nullo: muore un padre, la casa non ha più bisogno di utenze... è vuota. Le spese corrono e i figli chiedono il distacco delle utenze. Fanno tutto quello che serve, che ENI, ENEL chiedono si faccia. I distacchi non avvengono. Le fatture, con i soli canoni, continuano ad arrivare... Gli operai (o tecnici), non si sa se dell'ENEL o di ditte a cui l'ENEL graziosamente APPALTA il servizio in loco, danno al  cittadino-nullo plurimi appuntamenti che non rispettano: la persona ha preso un permesso al lavoro, ha fatto un percorso per farsi trovare sul posto quel giorno, a quell'ora... non si presenta nessuno. Una volta, due volte... Nessuno chiama, nessuno dà spiegazioni...
Eppure ci sono delle leggi, dei Regolamenti... che debbono rispettare.
In che Paese siamo?
Nel Paese dei Grandi Fratelli che ti chiedono solo di pagare ma tu non sei niente, nemmeno un suddito!

Se invece richiedi questi servizi entri in un film di fantascienza, oppure in un mondo incomprensibile in cui si è smarrita ogni ragionevolezza!
Vuoi l'acqua? Devi pagare per i lavori di allaccio, giustamente, poi, anche se non c'è ancora il contatore, capita che ti inviino una fattura come se l'allaccio fosse definitivo! Allora devi fare ricorso per annullare tale fatturazione su un consumo che ancora non è operativo!
Carta, telefonate, e ancora carta, il tuo tempo dedicato per ore solo a questo!
Vuoi l'allaccio ENEL? Fai tutta la procedura come vuole ENEL Regime di Maggior Tutela e, alla scadenza del tempo massimo che ENEL si è data, nessun allaccio! Gli operatori del call-center, sempre diversi, dicono sempre cose differenti, contraddicendosi: sui loro monitor evidentemente vedono una realtà virtuale! E l'aspirante utente apprende che qualcuno, non si sa chi, ha annullato la sua richiesta di contratto! Chiedono firma e documento per il disconoscimento dell'annullamento! L'aspirante utente invia tutto! Egli non può fare che quello che gli viene detto, perché ha bisogno della corrente elettrica, dunque è sotto ricatto! Però pensa: come hanno fatto ad annullare la mia richiesta di allaccio senza mia firma e mio documento che ora invece vogliono?!  Ma non cambia nulla. La pratica non rivive! Eppure hanno chiesto di rinviare il reclamo corredato del documento, non bastando la sola firma!
Dove è finito il tutto?
L'ha ingoiato il MOLOC nella TORRE dove si è chiusa ENEL circondata dagli anonimi operatori del call-center chiusi davanti ai loro computer in cui leggono e dicono cose che poi non avvengono?
Cosa accade? Può ritenersi normale tutto questo?
No! Di sicuro no! Noi, qua fuori abbiamo il contatto con la realtà: ma qualcun altro, là dentro le TORRI CHIUSE, l'ha perso.
Ma Letta lo sa? Lo sa come viviamo noi qua fuori? 
I Tribunali sono intasati? Per forza: cosa rimane da fare se non rivolgersi ad un avvocato di una Associazione di Consumatori?
E' come una valanga: di errore in errore, di disservizio in disservizio non spiegabile, non giustificabile... non RISOLVIBILE da questi Apparati, Carrozzoni, Torri Chiuse, Moloc... chiamateli come volete... e l'intoppo si ingrossa e finisce per ingolfare i Tribunali!
Per avere l'allaccio bisogna ricorrere ai Carabinieri?

Attrici della mia gioventù

Da: Repubblica.it

di SILVIA FUMAROLA

ADDIO DUCCIO TESSARI UN REGISTA PER TUTTI

ROMA - E' morto ieri a Roma, nella sua casa, il regista e sceneggiatore Duccio Tessari. Lo ha reso noto la figlia, Federica. Tessari aveva 68 anni. Da tempo era malato di tumore. ERA un signore elegante, che coltivava l' ironia e le buone maniere. Fiore all' occhiello, battuta pronta, sempre abbronzato, Duccio Tessari anche dopo lunghe ore sul set era impeccabile. Gentile, sorridente. Qualche anno fa, in un' intervista, spiegava di non sentirsi "anziano ma antico, con tutto il valore che ha un pezzo di antiquariato". Lascia quattro figli, Cristiano e Monica, avuti da un precedente matrimonio, e Federica e Fiorenza (che ha scelto di fare l' attrice), nate dall' unione con Lorella De Luca, .................

Nel 2014, venti anni dopo, muore la seconda moglie di Amedeo, detto Duccio, Tessari: Lorella De Luca.
Una notizia malinconica per me che ero giovane quando uscì il film "Poveri ma belli", che ebbe un grande successo, e che, sia pure di qualche anno più giovane, sono della generazione di Lorella De Luca.
I giornali hanno riportato che era malata dal 1994, anno in cui morì suo marito, e che è morta per una lunga malattia. Già da questo si intuisce che tipo di malattia potesse essere, ma ho voluto saperne di più ed ho scoperto che era sì, come pensavo, un tumore, ma che, essendo al cervello, dal 2010 l'aveva resa cieca. Dunque era stata operata una prima volta, poi una seconda ma, dopo tanti anni, silente ma implacabile, il tumore era tornato rendendola prima cieca, lasciandole ancora qualche anno, e poi finendola... 

Da: ALGANEWS, Quotidiano on-line

DI LUCIO GIORDANO

Per leggere l'intervista intera fatta dall'autore si rimanda al sito dove è pubblicata, io ne riporto solo un pezzo, quello che non combaciava con i miei ricordi:

 Domanda: E anche le foto con Claudio Villa, una delle passioni della sua giovinezza?

Guardi questa è una storia che circola da anni ma per l’ennesima volta la smentisco. Le posso giurare che tra me e Claudio non c’è mai stato niente. Se vuole le racconto come è andata. Durante le riprese di Poveri ma belli, in una giornata di riposo,  volevo andare ad un mercatino americano a Livorno, per acquistare dei bellissimi abiti usati. Ma nessuno degli attori  aveva l’auto per accompagnarmi. Cosi chiesi a Claudio, che avevo conosciuto qualche tempo prima. Insieme partimmo con la sua auto decappottabile e quando ci videro insieme, la voce si sparse. Ma lui mi lasciò ad un bar del centro, io girai da sola per bancarelle, e quattro ore dopo ci ritrovammo allo stesso posto per tornare a Roma. Claudio era un uomo simpatico, ma aveva quindici anni più di me. Era sposato e io a mia volta avevo una cotta per  un collega attore: Ennio Girolami. Che però era innamorato di una bella ragazza francese.
 Domanda: E si sposò con Duccio Tessari.
Si il grande amore della mia vita. Ci sposammo al mio ritorno dagli Stati Uniti, dove ero andata in visita da parenti. Quando tornai atterrai all’aeroporto di Roma Fiumicino lui mi invitò a pranzo e il giorno stesso mi chiese la mano. Non ci siamo più lasciati. E ora vivo nel ricordo di quel grande amore.
Ecco credo che l'attrice abbia risposto così per un antico pudore, perché io ricordavo che, all'epoca, i mass-media riportavano la storia di Lorella che, non sposata, aveva avuta una interruzione spontanea di gravidanza e non era ancora sposata con il regista Duccio Tessari, il quale era stato premurosamente accanto a lei nell'attesa di poterla sposare, non essendoci ancora il divorzio del matrimonio civile in Italia. All'epoca si poteva solo chiedere l'annullamento del matrimonio religioso alla Sacra Rota.  Il divorzio venne introdotto a livello legale in Italia il 1º dicembre 1970. Infatti si sono sposati nel 1971.
Mi ha sorpreso il riferimento all'eventuale impedimento all'ipotetica storia con Claudio Villa perché "sposato", in quanto anche Duccio Tessari lo era e, come ricorda Repubblica.it, con ben due figli! Anche i "quindici anni più di me" non avrebbero potuto incidere su tale ipotetica storia con il cantante, essendo quattordici anni la differenza di età con Duccio Tessari nato nel 1926.
Lorella De Luca: settembre 1940 - gennaio 2014