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venerdì 20 giugno 2014

Scienza contro cattiva coscienza

Da: Il Fatto Quotidiano

La madre di Bossetti: “Non è un figlio illegittimo. Ma se è stato lui, deve pagare”
L’altra situazione di tensione dopo il fermo di Bossetti è proprio a casa dei genitori del principale indiziato dell’assassinio della tredicenne di Brembate di Sopra. I Bossetti hanno avuto anche un lieve malore, a fatica sopportano la pressione dei molti giornalisti che attendono in strada e anche i condomini della palazzina hanno chiamato i carabinieri per far allentare la pressione dei cronisti. Ma soprattutto al centro dell’attenzione c’è la madre di Massimo Giuseppe Bossetti, Ester Arzuffi. Quella che ora viene automaticamente “accusata” di aver avuto una relazione extraconiugale con l’ex autista morto nel 1999 (Giuseppe Guerinoni, padre naturale di Bossetti) arriva a negare anche il risultato delle analisi del dna: “Ester è devastata, non si spiega questa cosa. Dice che non può essere stato davvero suo figlio – dice un’amica di famiglia – Continuava a dirci che è vero che ha fatto il test del dna, ma sostiene che il figlio sia di suo marito Giovanni”. Ma Ester, definita come “devastata”, ha detto anche altro: “Poteva succedere a un nostro conoscente, invece è successo a noi. Se è stato lui, deve pagare”. 
I carabinieri: “No, il dna è lo stesso trovato sugli slip di Yara”
Ma il dna di Bossetti “coincide con quello trovato sugli slip e sui leggins della 13enne uccisa a Brembate il 26 novembre 2010″ conferma il colonnello dei carabinieri di Bergamo Antonio Bandiera, il comandante provinciale. In una breve ricostruzione di un’indagine “lunga e complessa che ha visto operare diversi reparti tra cui Ros, Ris e Polizia di Stato con il coordinamento eccellente della Procura di Bergamo”, Bandiera ha sottolineato come dall’analisi di “migliaia e migliaia di dna raccolti e analizzati in modo scientifico” si è arrivati a individuare Guerinoni, il padre di “Ignoto 1″ come è stato ribattezzato il dna dell’assassino della giovane ginnasta. Un lavoro quello dei militari che si è concentrato anche “nel riscontro delle celle agganciate dai cellulari” nel luogo in cui Yara è stata uccisa, ma anche in un’indagine che non ha tralasciato “le cerchie relazionali, la palestra frequentata dalla vittima, la zona dove è stata trovata” arrivando così a un numero di presunti sospetti piuttosto elevato che ha richiesto quasi quattro anni di indagini. “Abbiamo investito le nostre migliori risorse e non abbiamo mai abbassato la guardia, neanche un giorno. Sono orgoglioso – sottolinea il colonnello – di quanto fatto ogni giorno in silenzio e compostezza”. Un lavoro “difficile” che vede una svolta venerdì scorso con la conferma del dna della madre di “Ignoto 1″. 
Le menzogne di una vita smentite dalla Scienza per un evento tragico e drammatico.
L'ignoranza aiuta in questo caso, come in altri, a far dire alla protagonista di questa fallimentare esistenza, fondata sulle bugie e gli inganni, che le Scienza sbaglia.
Chi ha cultura sufficiente a capire trova ridicola e risibile l'ostinazione di questa donna a negare ogni evidenza.
Forte della sua ignoranza ella non può fare altro che continuare a negare, negare, negare, perché ha fondato la sua vita sulle menzogne, come molti, trovando in esse la strada più facile per vivere.
Ma il destino si è beffato di lei.