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giovedì 3 settembre 2015

SIRIA

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lunedì 2 aprile 2012

Fermare la belva siriana

(AGI) - Londra, 28 mar. - Le autorita' siriane arrestano e torturano sistematicamente i bambini. E' la forte accusa lanciata in un intervista alla Bbc da Navi Pillay, responsabile dell'alto Commissariato Onu per di Diritti Umani, che ha espresso una fortissima preoccupazione per la sorte di centinaia di bambini rinchiusi nei centri di di detenzione. "Al presidente Bashar al Assad - ha detto la Pillay - basterebbe un ordine per porre fine ai massacri dei civili". "Abbiamo - ha aggiunto - prove sufficienti per dimostrare che questi fatti sono stati commessi dalle forze di sicurezza siriane, e che queste devono aver avuto l'approvazione o la complicita' ai piu' alti livelli". Per L'alto commissario il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha ormai sufficienti informazioni portare la Siria davanti alla Corte penale internazionale.
  "Sono convinta che indagini e azioni legali siano un elemento cruciale per porre fine a questi crimini". "Prendono di mira i bambini (per qualsiasi motivo) e in grande numero. Centinaia sono rinchiusi e torturati...E' semplicemente orrendo" ha rivelato Pillay. "Bambini con ferite di arma da fuoco nel ginocchio, detenuti insieme agli adulti in condizioni inumane, ai quali vengono negate le cure mediche, tenuti in ostaggio o usati come informatori", ha aggiunto Pillay. "Non vi e' nessuna prescrizione - ha concluso - persone come Assad possono andare avanti per molto tempo, ma un giorno dovranno affrontare la giustizia". (AGI) .

giovedì 7 marzo 2013


Orrore e dolore


Da: RAI News 24
I bambini siriani le prime vittime della guerra
 I bambini siriani le prime vittime della guerra
Ginevra, 06-03-2013
Sono ormai un milione i siriani che hanno lasciato la Siria per sfuggire alle violenze in
corso da quasi due anni. Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), la metà dei rifugiati sono bambini, molti dei quali hanno meno di 11 anni.


Oggi un'immagine della Pietà che strappa il cuore: un nodo dallo stomaco mi è salito alla gola e ancora il cuore mi duole e piango per questa creatura e per tutti quelli come lui che non possono vivere nel loro Paese in cui la vita non è più possibile. Il padre aveva chiesto di andare in Canada dove vive la zia del piccolo che ha chiesto per loro asilo: ma Vancouver ha risposto di no. Allora la fuga verso le coste greche: il gommone doveva fare un viaggio relativamente breve, dalle coste della Turchia all'isola greca...



La sorte non ha voluto.

Piccolo amore...con quanta cura ti aveva vestito la tua mamma per questo viaggio che era pur breve. Le scarpette che il mare non gli ha strappato sono nuove... perché anche nella guerra mamma e papà avevano fatto il meglio per lui.


Ecco come eri fino a poco tempo fa... con il tuo fratellino










Oggi ti raccolgono così.... Dolore, dolore per chiunque ravvisi in questo bambino i suoi bambini...