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lunedì 2 novembre 2015

La Grande Distribuzione: compratori corretti e non

Oggi voglio parlare di un piccolo episodio che ho vissuto e che viviamo ogni tanto un po' tutti: venerdì ho acquistato in un Grande Magazzino di casalinghi, sito nella cittadina di Sabaudia, due cornici per quadri, foto o qualsivoglia oggetto si desideri esporre sui muri di casa.
Non dirò il nome della catena di codesti magazzini, presenti in particolare nelle provincie di Latina, Frosinone e poco in quella di Roma, perché non voglio farne pubblicità sia nel bene sia nel male.
Le cornici sono molto convenienti, costando ciascuna euro 4, e sono in legno naturale verniciato con un filo dorato a rifinire e relativo vetro: dimensioni esterne cm. 33 x 40, quindi non piccole. Ho pagato la busta con la scritta della catena di casalinghi euro 0,20, che se ci pensate equivalgono a Lit. 200, dunque non poco, per essere sicura di poterle trasportare in sicurezza. Le ho poste sul sedile dell'auto accanto a me e arrivata a casa le ho poggiate, ancora racchiuse nella busta, sul letto di una delle camere da letto della mia villa, in questo momento non occupata da nessuno.
Domenica, avendo un po' di tempo, ho deciso di montarvi quello per le quali le ho comperate: vecchi documenti appartenuti a mio padre, uno datato 1927 ed uno 1949.
Ho aperto la prima cornice, liberandola della plastica trasparente che la racchiudeva, con le forbicine delle unghie, lo stesso ho fatto per la seconda, ma mi sono subito fermata al primo strappo giacché la pellicola tolta ha messo in evidenza una frattura del vetro fino a quel momento non visibile, forse per la mia vista non buona, forse per la pellicola non nitida come un vetro, forse per il disegno messo sotto il vetro che poteva confondere la frattura, fatto sta che lunedì mattina con lo scontrino sono andata a restituirla al magazzino spiegando quanto sopra. Ne è seguita una scena quanto mai sgradevole in cui la direttrice mi ha accusato di non aver controllato ed è stato seccante per me ammettere che non ci vedo bene. Ha rimproverato anche la cassiera di non aver controllato, ribadendo che lei lo raccomanda sempre per le cornici, la quale con garbo si è presa il rimbrotto dandole ragione, che sì, doveva controllare ma non lo ha fatto, ma la direttrice ci ha tenuto a sottolineare che potevo essere stata pure io a sbattere l'oggetto per poi approfittarmi riportandolo.
Confesso che ero indignata che qualcuno potesse pensare che per 4 euro io perdessi parte della splendida mattinata di sole che c'era a Sabaudia e, spendendo pure il carburante della mia auto, andassi a riconsegnare la cornice consapevole di averla rotta per farmela sostituire.
Me l'hanno cambiata e sono uscita decisa a non comperare più nulla in quella catena di casalinghi, anche rinunciando ai prezzi convenienti, giacché in un altro loro punto vendita, sito sulla Via Pontina, avevo tenuto una cornice molto più grande, e dunque più costosa, danneggiata a causa della sciatteria della cassiera a cui l'avevo lasciata, in quanto ingombrante, per finire gli acquisti. Arrivata a casa avevo scoperto un angolo della plastica che la rivestiva lacerato e il legno scheggiato. Dato che in quel caso l'avevo esaminata attentamente, ero sicura che il danno era avvenuto alle casse, dove la cassiera, che aveva finito il turno, l'aveva lasciata alla cassiera accanto che l'aveva poggiata malamente a terra. In quel caso me l'ero tenuta così, essendo la scheggiatura del legno piccola, ma non si può sempre pagare e subire.
Poi ho cercato anche di capire la ragione degli altri, stando dalla parte di chi vende: c'è tanta, troppa gente scorretta che si approfitta miseramente anche di pochi euro... E allora ho capito la direttrice: certo, come fa a sapere chi è onesto e non si è accorto dell'oggetto già danneggiato e chi, invece, pidocchiosamente se ne approfitta?
In questa catena di magazzini, per tenere i prezzi bassi, risparmiano sui commessi, pochi ed addetti essenzialmente ai rimpiazzi,  che non possono controllare come i clienti trattano gli oggetti esposti. In particolare le cornici, impilate in verticale una dietro l'altra, che vengono smaneggiate dai clienti per la scelta. Difficilmente se si lesionano i vetri qualcuno se ne accorge...