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martedì 14 aprile 2015

I buoi sono fuggiti! Ora chiudete le porte!

Da: Repubblica.it

Rivolta al tribunale di Napoli, avvocati inferociti "E' un'umiliazione". Feriti quattro agenti

Sfondata una porta a vetri e identificati due avvocati. Sospese le nuove misure di sicurezza. Si entra solo con il tesserino

Stupore

Da: Blastingnews.it

Roma, cadaveri abbandonati nell'obitorio dell'università  Sapienza

Cadaveri non identificati presso Sapienza, Chi l'ha visto ha indagato ed ha cercato risposte.

Molti di tali cadaveri potrebbero appartenere a persone scomparsepersone magari che

 i loro cari ancora in vita stanno tuttora cercando. Il noto programma Rai Chi l'ha visto

 sembra aver preso molto a cuore tale caso nelle ultime settimane. Del resto è giusto

 che parenti, amici e familiari sappiano la verità, e nel caso in cui alcuni di questi corpi

 possano essere identificati con alcuni delle centinaia di scomparsi nella nostra nazione,

 sarebbe d'uopo ridarli alle loro famiglie con tanto di degna sepoltura. L'inviato Gianloreto

 Carbone è andato presso l'obitorio dell'istituto di medicina legale dell'università

 La Sapienza assieme al fratello ed agli altri familiari di un ragazzo scomparso proprio

 da Roma, che risponde al nome di Luca Hussein. Suonando al citofono dell'edificio

 è uscito un dipendente dell'istituto al quale la mamma del ragazzo ha spiegato

 la situazione. La donna poi ha chiesto all'uomo come poter avere informazioni

 riguardo possibili identificazioni con i corpi all'interno dell'obitorio; la persona,

 molto gentilmente, ha consigliato di chiedere al tecnico della struttura,

 che in quel momento era assente. 

Cadaveri dimenticati anche all'ospedale Gemelli ed a Tor Vergata 

L'inserviente ha fornito comunque un'importante informazione: non tutti i
corpi oggetto di studio da parte dell'università si troverebbero nell'obitorio,
ma alcuni di essi sarebbero stati trasportati, nel corso del tempo, anche 
al Gemelli ed a Tor Vergata. Gianloreto Carbone ha poi fatto una domanda
al dipendente della struttura, ossia se fosse stato possibile fare un controllo 
sui cadaveri hic et nunc, ma l'uomo ha dovuto purtroppo declinare la richiesta,
dicendo di rivolgersi alla magistratura per questo. E' stato poi consigliato a 
Carbone ed ai familiari del ragazzo di ripassare la settimana successiva
per poter conferire col tecnico. L'inviato di Chi l'ha visto a tale risposta 
si è un po' visibilmente irritato di fronte all'apparente cinismo della persona 
con la quale conferiva, ma del resto quest'ultimo non aveva il potere di fare
di più per loro.
Il tecnico, responsabile peraltro dell'obitorio, non era presente in quanto 
c'erano dei lavori e tutto l'edificio era chiuso a causa di ciò. Carbone comunque 
non si è arreso, ed ha insistito affinchè l'uomo chiamasse qualcuno; a questo 
punto sono volate minacce anche da parte dell'inserviente il quale ha detto al 
giornalista: "Rilassati, altrimenti ti butto in mezzo alla strada". "Veramente 
non ci sono parole, come puoi commentare una cosa del genere?" ha poi 
detto la madre di Hussein. Un'altra sua parente presente sul posto ha in seguito 
aggiunto: "Quì ci sono 31 corpi in un obitorio chiuso che deve essere 
messo sotto sequestro, non abbiamo un vero responsabile di questa 
struttura, pubblica peraltro, che ci possa dire le procedure. Noi non 
vogliamo nè forzare la porta, nè esaminare illegalmente i 31 corpi, 
ma avere solo informazioni per ottenere l'accesso".

Questa la cronaca di Blastingnews.
Personalmente ho visto il servizio 
della trasmissione "Chi l'ha visto?"
e, a parte la maleducazione dell'inserviente denunciata nell'articolo, mi sono chiesta
se questo blitz di Gianloreto Carbone 
presso l'Obitorio dell'Università
"Sapienza" di Roma sia stato fatto,
più che altro, a fini dimostrativi e provocatori.
Giacché credo che il giornalista sia edotto che uno non 
si può presentare e chiedere a chi lavora lì, a vario 
titolo, di dare un sbirciatina ai cadaveri sconosciuti!
Solo uno sprovveduto può pensare una cosa del 
genere. Ovviamente ci si rivolge al magistrato, 
oppure, più semplicemente, avendo appreso dai
notiziari della vergognosa situazione dell'Obitorio
e della presenza di corpi non identificati abbandonati 
lì da tempo, al più vicino Commissariato che
potrà dare tutte le delucidazioni possibili sull'iter
da effettuare per accedere ad una identificazione.

Da: Il Giornale.it

Cadaveri nei corridori dell'obitorio: chiusa medicina legale alla Sapienza

Il rettore dell'Università di Roma costretto alla serrata dopo i controlli dei Nas

Questo sopra è uno dei tanti titoli di giornale usciti sulla notizia.
Ora c'è una considerazione da fare. Gianloreto Carbone è tornato con il suo gruppetto di parenti di persone scomparse una seconda volta all'Obitorio e, in codesta circostanza, ha avuto la fortuna di incontrare alcuni poliziotti del Commissariato di zona che per servizio sono entrati nell'Obitorio. Interpellati hanno giustamente dato indicazione di rivolgersi al Commissariato, piuttosto che bussare alla porta dell'Obitorio ma, quando Gianloreto Carbone ha citato il Commissario per le Persone Scomparse, istituito dal Ministero dell'Interno proprio su pressione della trasmissione "Chi l'ha visto" e dell'Associazione Penelope, i poliziotti hanno detto di non conoscerne l'esistenza.
Stupore. Cosa fa codesta Istituzione se non se ne conosce nemmeno l'esistenza? Come svolge la sua funzione?
Ecco cosa dice il sito del Ministero dell'Interno: 

L'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse

Composto da dipendenti civili del ministero dell'Interno e della Polizia di Stato l'ufficio, istituito nel 2007, coadiuva il commissario nelle attività di monitoraggio, raccordo con gli organismi internazionali, studio comparato e analisi dei dati/informazioni sulle persone scomparse e i cadaveri non identificati acquisiti da soggetti pubblici e privati.
In particolare:
  • cura il coordinamento con le prefetture, responsabili a livello locale delle ricerche, le Forze dell'ordine e l'autorità giudiziaria;
  • monitora e compara i dati del Sistema informativo interforze e delle prefetture;
  • tiene e aggiorna il Registro nazionale dei cadaveri non identificati;
  • coopera, attraverso la stipula di intese, con enti locali e organismi nazionali su vari fronti della materia per favorire il riconoscimento dei corpi senza identità, la geolocalizzazione dei soggetti 'deboli' (anziani), il contrasto a reati come lo sfruttamento o la tratta di esseri umani (in particolare minori stranieri);
  • cura il raccordo con le istituzioni internazionali per le attività di studio comparato in materia di ricerca di scomparsi e riconoscimento di cadaveri;
  • cura il collegamento con le organizzazioni di volontariato e del terzo settore coinvolte, sotto diversi aspetti, nella materia, e con le associazioni dei familiari;
  • cura il rapporto con gli organi di informazione per una divulgazione corretta delle informazioni e per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno.
Ma, visto quanto accaduto, lo fa? Oppure è la solita Istituzione sulla carta che serve a dare cariche e stipendi?