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sabato 7 marzo 2015

Roberta Ragusa: giustizia beffata


Da: Il Corriere della Sera - Corriere Fiorentino

Caso Roberta Ragusa

Il giudice: niente processo per Logli
Il pm: «Le indagini continuano»

Prosciolto l’uomo accusato dell’omicidio volontario della moglie e di distruzione del suo cadavere. La donna era scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme

PISA - È arrivata pochi istanti prima delle 16.20 la decisione del Gup Giuseppe Laghezza del tribunale di Pisa sul caso Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua casa di San Giuliano Terme nella notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012: il giudice ha deciso per il non luogo a procedere «per non aver commesso il fatto» nei confronti di Antonio Logli, il marito della donna. L’uomo, che era arrivato al mattino in aula, ha abbandonato il tribunale di Pisa scortato dai suoi avvocati uscendo dall’ingresso principale e affrontando senza dire una parola decine di telecamere e giornalisti, poi a piedi ha raggiunto l’auto con la quale era arrivato e che era stata parcheggiata sul retro del palazzo di giustizia. Per tutta la passeggiata, durata alcuni minuti, Logli ha continuato a camminare a testa alta fissando le telecamere ma senza pronunciare alcuna parola anche se incalzato dai giornalisti. Solo il suo difensore, Roberto Cavani, si è limitato a dire: «No grazie, nessun commento».

di Cinzia Colosimo

Volutamente non pubblico la foto del marito di Roberta Ragusa con un sorriso freddo, beffardo e trionfante perché mi ripugna pubblicare la sua immagine su questo blog.
Questa notizia mi ha colpita molto sgradevolmente come l'ennesima dimostrazione che giustizia non c'è.
Come gli stessi colleghi magistrati del GUP, Giudice Unico delle Indagini Preliminari, nei diversi ruoli, hanno detto, non si comprende la sua scelta e si comprenderà quando la sentenza verrà depositata e si potrà leggere.
Nel frattempo si possono fare delle ipotesi.
Di sicuro Roberta Ragusa è morta. Non si sparisce dalla vita dei propri figli, una bambina e un adolescente di 15 anni, senza un segno di addio o successivo.
Non si esce di casa di notte con il solo pigiama in una gelida notte di gennaio. Senza documenti, senza soldi, senza niente.
Questo almeno chi doveva indagare l'ha accertato senza ombra di dubbio. 
La trasmissione "Chi l'ha visto?" si occupa in modo rigoroso e non spettacolare di casi di scomparsa da più di 20 anni e da più di 20 anni la seguo: ho visto tantissimi casi simili a questo e, purtroppo, non di scomparse si trattava ma di omicidi.
Mi vengono in mente 2 casi in cui il corpo non si è mai trovato, in un caso non sono riusciti a rinviare a giudizio il marito della vittima e in un altro sì, in cui in realtà l'uomo e padre di due bambini, che sono rimasti senza la mamma, era convivente e non l'aveva sposata.
In questo secondo caso l'uomo è andato a processo ed è stato condannato, anche se della donna, presumibilmente bruciata nel forno della pizzeria che l'uomo gestiva e in cui anche lei lavorava, non si è più trovata alcuna traccia. 
Nell'altro caso parallelo, sempre scomparse nella notte e sempre lasciando figli bisognosi delle cure materne, l'inchiesta ha prosciolto il marito, anche se i fatti erano che l'uomo era arrivato al lavoro nell'alto forno prima dell'ora solita, come testimoniato dai colleghi stupiti di averlo trovato già al lavoro e con l'alto forno acceso da un pezzo. Chi indagava è andato ad esaminare i residui dell'alto forno dopo un mese e nell'auto dell'uomo, anch'essa esaminata non immediatamente, non hanno trovato tracce della povera donna.
Da quanto sopra esposto e da altri casi (purtroppo troppo frequenti), si evince che molto dipende dai singoli uomini che esaminano i fatti e che conducono le indagini.
La fortuna degli assassini dipende da questo e nient'altro.

Il fatto che il corpo di Roberta non si sia trovato, (ormai di lei deve essere rimasto molto poco), non vuol dire che "il fatto non sussiste" in quanto, come dimostrano almeno tre casi, i corpi si scoprono per caso, sfuggendo anche a ricerche condotte a tappeto.

Il caso di Yara Gambirasio è emblematico: migliaia di persone e di mezzi dispiegati e poi l'ha trovata per caso un uomo che faceva volare un aereomodello, il quale è andato a cadere proprio accanto ai poveri resti della bambina.

Il caso della moglie presumibilmente strangolata, e gettata in mezzo alle erbacce folte di un sentiero defilato, è stato risolto casualmente, giacché hanno sfoltito quei cespugli, che nascondevano i suoi poveri resti, per fare una gara campestre.

Il caso recentissimo della povera madre di 4 bambini ha dimostrato di nuovo come le ricerche non abbiano portato a nulla e il ritrovamento del suo corpo, ormai ridotto a scheletro, è avvenuto anche qui casualmente, per dei lavori comunali di ripulitura.

In conclusione, inquieta e demoralizza una giustizia che si arrende solo perché il corpo non si trova, quando un insieme di fatti, ragionevoli e inspiegabili altrimenti, conducono ad un'unica verità.

Nel caso specifico tocca e turba l'etica delle persone oneste il sapere che i due figli di Roberta Ragusa non si sono costituiti parte civile contro il padre, anche se il maggiore è da poco diventato maggiorenne.
Turba perché non si può non pensare che queste due creature sono sole e che l'unico appoggio e sostegno economico che hanno è quel padre contro il quale la Legge chiede che si costituiscano parte civile... Con quali mezzi avrebbero potuto farlo? E come avrebbero potuto continuare a vivere con il loro padre nell'unica casa dove possono abitare?

E' chiaro che lo Stato non ha difeso in alcun modo Roberta Ragusa, ma soprattutto i suoi figli.
Il GUP, forse nel timore di future azioni legali sulla sua responsabilità civile, ha preferito lavarsene le mani.


Datele giustizia