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venerdì 25 dicembre 2015

La pagella di Renzi: seconda parte

Le Tasse secondo Renzi diminuite, la burocrazia a cui lui ha detto "Farò una guerra spietata"...

Le tasse non sono affatto diminuite purtroppo. Almeno per gente come noi.
E' la mia pensione da dicembre 2011 ad oggi che è diminuita di circa euro 100, causa prelievo dell'IRPEF comunale e regionale. Stessa cosa mi denunciano altre due mie amiche, pensionate che hanno lavorato una per un Ente diverso dal mio e una che ha lavorato presso strutture private... 
Comune e Regione CHE NON MI DANNO NULLA IN SERVIZI.
La Regione Lazio non ottempera nemmeno ai suoi più elementari doveri: curare gli alberi di sua proprietà mettendo a rischio l'incolumità della gente della zona dove ho una casa nel Pontino.
Il ramo di un grosso eucalipto è caduto nel mio giardino rompendo un muro di recinzione appena fatto e non uccidendo nessuno per pura casualità.
Da almeno 2 anni la Regione ha ricevuto una mia raccomandata con ricevuta di ritorno, corredata dal verbale dei VV.FF. di Latina che descrive il loro intervento insieme a quello dei Vigili Urbani e della Protezione Civile, per l'evento provocato dall'incuria della Regione verso detti alberi e con foto di tale gigantesco ramo. Non si capisce dove finisce la posta in entrata della Regione Lazio, eppure paga lo stipendio a chi registra in un protocollo in entrata la corrispondenza. Ho inviato anche per PEC la stessa missiva con i medesimi allegati. Dopo un anno hanno inviato per 2 volte un tecnico che ha stilato relazioni. Dopo 2 anni ho inviato e-mail chiedendo dove era finita la pratica e alla fine sono venuti in 5 o 6 a "vedere" ma gli alberi sono sempre senza cura e sempre pericolosi. Non ci sono soldi, sembra. Dove finisce la mia IRPEF? Forse per pagare gli stipendi di chi siede nei vari uffici della Regione perdendosi la corrispondenza sotto pile di burocratiche ed inutili carte, mentre i VV.FF. invece debbono correre a rimediare ai danni creati dalla inadempienza della Regione? Allora la mia IRPEF deve andare ai VV.FF. e non alla Regione.
Sull' IRPEF comunale stendo un velo pietoso. Il comune dove risiedo si pappa la mia IRPEF erodendo la mia pensione senza darmi NULLA. Fino ad ora intascava anche la TASI, sempre senza darmi alcun Servizio. L'unico Servizio che ho è il ritiro della spazzatura per la quale pago altra Tassa, la Tari: euro 500 l'anno per una villetta di medie dimensioni. 
Ora da quello che mi dice l'esperto in Economia e Diritto di cui ho parlato nel post "Pagella Renzi: prima parte" dovrò pagare il canone in bolletta 2 volte. L'ho pagato per 45 anni regolarmente, abbiamo un numero di abbonamento antichissimo, ma ora Renzi mi dice che pagherò meno e NON E' VERO perché lo dovrò pagare su due bollette quindi pagherò euro 200!!
Mi si può obiettare di riunire le due residenze in una: quella mia e quella di mio marito. Ma mi sembra che esista una legge dello Stato che consente ai coniugi di avere residenze diverse per ragioni di lavoro o altro: perché punire chi usufruisce di codesto diritto facendogli pagare 2 canoni RAI?
Credo che sul piano legale questo aspetto vada approfondito, giacché non è costituzionale punire con un raddoppio di imposta chi usufruisce di un diritto sancito dalla Legge dello Stato. E lo approfondirò con la benemerita Associazione dei Federconsumatori a cui sono iscritta. Sono certa che è un abuso e, se resterà tale, sarò costretta a subire codesto abuso, ma terrò conto di quella che ritengo una presa per i fondelli di Renzi, che fa la riduzione di spesa togliendo alla RAI i fondi che spreca per poi dare la fregatura a noi.
Infatti non si recupera l'evasione facendo pagare due volte il canone alle famiglie che sono nella mia stessa situazione, per di più dicendo "che pagheremo meno"! Renzi ci prende realmente per i fondelli!!
Poteva consentire alle famiglie che hanno un regolare abbonamento di certificare quel numero di iscrizione mediante Legge di autocertificazione e, con i codici fiscali dei due coniugi, accertarne facilmente  l'autenticità, visto che il coniuge è sempre nella denuncia dei redditi dell'altro (lì siamo lo stesso nucleo familiare!). Insomma, se l'abbonamento è a nome di mio marito e il contratto per la fornitura elettrica di dove lui ha la residenza anche, non si capisce perché io, moglie, che ho la residenza altrove, debbo pagare una seconda volta sul contratto elettrico intestato a mio nome. E' negarmi il diritto ad avere la residenza anche separatamente pur essendo lo stesso nucleo familiare.
Ed ora passiamo alla burocrazia e alla "Guerra spietata" che Renzi aveva promesso di fare.
Con tutta l'onestà possibile IO NON NE VEDO NEPPURE IL MINIMO ACCENNO!
E passo a raccontare un esempio, di appena ieri, vissuto da un cittadino, che sembra tratto da un libro di Orwell, altro che guerra alla burocrazia, qui siamo oltre la più sfrenata fantasia di quello che un cittadino deve subire semplicemente per riprendere i PROPRI SOLDI LA' DOVE L'ENTE STATALE, PER IL QUALE LAVORAVA, HA DEPOSITATO LA SUA LIQUIDAZIONE o se preferite TFS. 
Il cittadino in questione si reca nell'Ufficio PP.TT. dove sono riscuotibili i Titoli di Stato in cui l'Ente per cui lavorava ha investito il suo TFS. Tali Titoli sono in scadenza e vanno riscossi con i dovuti interessi maturati.
Con lui c'è uno dei suoi figli, un uomo sui 40 anni che, mi dice, ha anticipato a suo padre una certa liquidità per l'acquisto di una casa, per non fargli perdere gli interessi dei Titoli qualora riscossi prima della loro naturale scadenza.
Prima sorpresa. L'anziano pensionato si sente chiedere dall'impiegato: "Perché li incassa?"
Nell'immediato verrebbe da rispondere: "La cosa non la riguarda". Ma il povero impiegato dice che QUELLE DOMANDE LUI LE DEVE FARE, PERCHE' QUALCUNO SOPRA DI LUI GLIELO HA ORDINATO! CI SONO DELLE NORME, DELLE PROCEDURE CHE LUI DEVE RISPETTARE!  
Il figlio fa notare che sono scaduti e che dunque vanno riscossi, dato che oltre la data di scadenza non maturano più alcuno interesse!
Seconda domanda dell'impiegato: "Che ci deve fare?"
Vi stupite? Guardate che è tutto vero e documentabile con luogo, ora e carte scritte. Lo stupore dei due uomini, padre e figlio era al massimo.
"Ma siamo in Italia o dove?"
"Siamo in una democrazia? Oppure...?"
Calcolate che su codesto TFS il pensionato ha pagato già le seguenti tasse: 27% IRPEF, 12,5% sui Titoli dal 1986.
In imbarazzo ed un poco umiliato l'uomo è costretto a dire all'impiegato gli affari suoi: che per non perdere gli interessi sui titoli non ancora scaduti e dovendo comperare una casa il figlio gli ha prestato una liquidità che ora lui restituirà con parte di quella che è la sua liquidazione.
Mentre l'uomo parla l'impiegato scrive avendo davanti un monitor. Sembra che tali informazioni siano richieste, (UDITE! UDITE!) dalla BANCA D'ITALIA!!!
Quella Banca D'Italia che in questi giorni si è rivelata tutt'altro che fiscale con certe Banche che hanno piazzato titoli carta straccia a piccoli risparmiatori!!!
Che rigore invece, che controllo, che a mio avviso lede addirittura il diritto costituzionale del rispetto del cittadino, sui privatissimi soldi stratassati di un TFS!!!
Ma andiamo avanti perché tale burocrazia invasiva, che fino a due anni fa non c'era, (testimonia il pensionato in questione che proprio 2 anni fa ha riscosso altri Titoli che scadevano), ha altri aspetti alla Orwell!
L'impiegato sottopone al pensionato un questionario di 5 pagine: "Questionario di adeguata verifica del cliente persona fisica".
Alcune delle domande: "Qual'è l'utilizzo di questo capitale?"
Suggerisce alcuni utilizzi: "Per investimenti immobiliari? Per viaggi?..."
"Altro? Che cosa?"
La risposta è: "Per bonifico in c/c a figlio".
Scusate, so che qualcuno si scandalizzerà conoscendomi, ma quello che è troppo è troppo: mi viene da pensare a risposte tipo "Per andare a puttane. Lo Stato me lo permette visto che sono soldi miei?" Nella voce Altro? si deve scrivere la verità e se un uomo, che ha vissuto come probo risparmiatore tutta la vita, decide di sputtanarsi la sua liquidazione andando a puttane lo Stato si scandalizza e non lo scrive??!! Deve scriverlo! Altrimenti è falsa dichiarazione a pubblico ufficiale e in atti pubblici!
E', ovviamente, una estremizzazione per dimostrare, qualora non bastassero i fatti, l'abuso assurdo sul cittadino!
Ma il pensionato in questione fa un bonifico al figlio. E allora, dopo aver firmato il primo questionario, l'impiegato è costretto dalla procedura burocratica a sottoporgliene un altro: "Questionario di adeguata verifica rafforzata del cliente persona fisica".  
Folle? Secondo me si. Pensate solo al burocrate che si è inventato codesta dicitura! Che tipo di pensiero produce costui?
Boh!
Al momento di effettuare il bonifico, l'ultima domanda: "Qual'è il suo Patrimonio Finanziario ed Immobiliare?".
Infine: pagare Imposta di Bollo: su n. 8 Buoni Postali euro 29!!!