giovedì 12 maggio 2022

Maurizio De Giovanni mai letto prima...

 Non avevo mai letto prima l'Autore dei racconti de "Il Commissario Ricciardi", dunque non lo conoscevo come scrittore e si sa che la trasposizione filmica della scrittura è altra cosa.
I racconti televisivi con protagonista un giovane e bravo attore come Lino Guanciale mi sono piaciuti molto, proprio grazie agli interpreti, bravissimi, alla regia, e alla sceneggiatura che, oltre allo scrittore, ha ricevuto l'apporto di altre tre persone.
Maurizio De Giovanni è uno scrittore di successo, pubblicato da importanti editori, ma questo, lo so per aver letto tante inutili schifezze pubblicate da importanti editori, non vuol dire niente.
Scrittori di successo delle epoche passate sono finiti nell'oblio come meritavano e Grandi della letteratura ebbero vite travagliate da incomprensioni e mancati riconoscimenti in vita, ma quello che hanno scritto rimane anche per le generazioni future.
"L'equazione del cuore" mi è stato regalato, l'ho letto, e su IBS ne ho dato un giudizio pessimo, seguendone un altro identico scritto prima di me da un altro commentatore.
Maurizio De Giovanni sa scrivere, vorrei essere chiara, scrive sintatticamente bene, ma non trasmette alcuna emozione, anche se la materia affrontata dovrebbe farlo e forse in questo studiato racconto voleva farlo. Ma non ci riesce né punto né poco.
Riflettevo che  se avessi letto un racconto del genere qualche decennio fa avrei trovato i personaggi forzati e non realistici, ma l'esperienza di vita mi ha svelato di giorno in giorno che non c'è fine nella scoperta delle psicologie più assurde, distorte, ignobili e vili. Dunque tutto è possibile: un padre arido ed egoista, un uomo asociale e anaffettivo, una baby-sitter affezionata, una donna fortunatissima nel matrimonio con un uomo ricco, innamorato, buono, fiducioso, colto ed educatissimo che però lei tradisce in modo volgare, senza pentimento né vergogna, con un extracomunitario la cui dote è  un bel sorriso e che gira pettinato con il codino...
Può accadere, può accadre di tutto, ormai lo so. Non c'è limite  alla bruttezza dell'animo umano.
Ma qui ci sono delle forzature: la figlia fedigrafa decide di rivelare al marito le corna in auto, di sera, mentre rientrano a casa con il loro bambino in auto. Non in un momento di impeto, bensì dopo averci pensato e riflettuto. Per cui viene da pensare che oltre che troia, la figlia fortunata del protagonista, è pure totalmente irresponsabile e scema. Perché non nella solitudine della loro stanza e senza il bambino presente?
Il marito che sta guidando finisce contro un camion ed è la fine per tutti, bambino compreso.


La baby-sitter dell'Est è laureata (e che  te lo dico a fà), ed è appassionatamente attaccata al bambino in fin di vita. Lo ama più di sua madre che ne ha provocato quella fine.
La storia si dipana con questo professore di Scuola che insegnava Matematica nei Licei, che poco più che ventenne "era una promessa fulgida della ricerca universitaria", a cui ha scelto di rinunciare per guadagnare dato che la fidanzata è rimasta incinta della futura sciagurata figlia. E qui c'è l'unico accenno realistico: che se rimani all'università muori di fame attendendo decenni per avere un reddito decente. 


Questo professore, che l'unica cosa che ha saputo fare nella vita è insegnare e bocciare senza particolari sentimenti verso i suoi studenti, viene descritto da De Giovanni quasi come una persona superiore, in fondo, perché pesca tutto il giorno ormai in pensione e vive in un'isola partenopea. Mentre la noia che ha avvolto sua figlia fino all'adulterio con un uomo inferiore a suo marito è dovuta al clima della cittadina del nord Italia, dove non ci sono i colori e la luce partenopea in cui è cresciuta! Povera anima! Nemmeno fosse finita a vivere in Siberia! Nevica sempre o piove in codesta cittadina!
A Napoli e dintorni quindi non ci sono cornuti: se ne desume.
Infine l'essere superiore che vede il mondo solo attraverso la Matematica chissà che Teorema avrebbe potuto inventare se fosse rimasto all'Università!
Ebbene, la Matematica è l'unica Ricerca che ha bisogno solo di penna e carta per creare ed ideare, oltre ad un PC e qualche software, e il genio mancato, qualora tale, avrebbe avuto tutti gli strumenti per dimostrarlo anche a casa.




martedì 12 aprile 2022

Anime belle

 Il mondo è un orrore

che calpesta la bellezza

delle anime migliori

che dolenti ci lasciano

il loro amore.

Come i giunchi

si piegano nel loro dolore

che rimane in noi

ma non muore...




domenica 10 aprile 2022

Riflessioni su "I Demoni" di Fëdor Dostoevskij

 

Nel leggere “I Demoni” di Dostoevskij non dimentico mai ciò che penso: che ogni scrittore, grande come lui o piccolo come me, scrive di ciò che conosce, o in prima persona o per conoscenza indiretta, ma comunque della realtà che conosce.

Questo non avviene solo se vuole scrivere racconti fantastici o fantascientifici, ma in quelli fantascientifici pure deve mantenere un minimo di coerenza con la realtà se vuole che siano buoni racconti, altrimenti rischia di scivolare nel ridicolo.

Solo in quelli prettamente fantastici è concessa ogni libertà alla fantasia.

L’ho già scritto e mi ripeto, mio marito critica il mio scrivere sempre sulla realtà da me conosciuta direttamente, ritenendola un limite. In realtà, non essendo un diario ma una analisi psicologica ed umana dei sentimenti e delle azioni di persone reali, nel mio scrivere c’è una ricerca della verità e delle ragioni delle azioni umane, volendo trarne una riflessione morale che possa servire a tutti.

Dunque leggendo “I Demoni”, in certi capitoli anche in una prosa affastellata di eventi confusi, non sempre, come accade anche ai grandi scrittori, di un valore letterario eccelso, mi sono domandata quando è nata l’Internazionale socialista, a cui si intuisce si riferiscano le azioni dei “demoni” protagonisti del romanzo.

A tali pagine si alternano, come sempre accade ai Grandi, pagine di grande bellezza e universale verità, e sono quelle che, nell’insieme dell’Opera Letteraria, ne fanno l’Opera d’arte.

Come faccio sempre, per capire, ho fatto una piccola ricerca ed ecco che scopro ciò che avevo intuito: la Prima Internazionale nasce nel 1864, dunque ben prima della morte di Dostoevskij, che morì nel 1881. E nacque all’estero, come le azioni dei personaggi de “I Demoni” fanno intuire nei loro oscuri maneggi: Satov e Kirillov che sono stati negli USA “dormendo per terra e facendo la fame”, poi Satov in Svizzera, dove incontra il “demone” Stavrogin che, a sua volta, grazie alla ricchezza della sua famiglia, viaggia in Germania e in Francia. Satov è un puro e verrà agganciato dalle idee di Nikolaj  Vsevolodovič  Stavrogin e del peggiore “demone” Pëtr Trofimovič Verchovenskij ma, a differenza di altri, intuirà una insincerità dei due “cattivi maestri” e penserà di denunciarli. 

Ma ecco, nel riassunto storico della nascita della Prima Internazionale, i riferimenti e i sommovimenti che spiegano l’ispirazione del romanzo di Dostoevskij e quello che poi accadde molti anni dopo in Russia nel 1917.




 La Prima e la Seconda Internazionale

 Mentre fiorivano in Europa le teorie socialiste, nascevano nuove importanti organizzazioni in difesa dei lavoratori non più limitate agli ambiti nazionali. Il 28 sett. 1864 a Londra fu fondata l'Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIL) meglio nota come Prima Internazionale. In essa confluirono molteplici tendenze: dai mazziniani italiani, ai seguaci di Blanqui e Proudhon, agli anarchici, ai sindacalisti inglesi. Estensore del programma e dello statuto dell'Associazione fu Marx: i lavoratori dovevano liberarsi da soli dal giogo padronale, impadronirsi dei mezzi di produzione e dar vita a una collaborazione internazionale contro la guerra. Dopo un primo contrasto tra marxisti e proudhoniani, risoltosi a favore dei primi nel 1871 (Congresso di Basilea), l'Internazionale entrò in crisi a causa della violenta polemica tra marxisti e anarchici di Bakunin. I seguaci del russo, contrariamente ai marxisti, ritenevano che il nemico da sconfiggere fosse lo Stato e non il capitalismo. Vi fu una scissione nell'Internazionale che ne provocò l'indebolimento: nel 1876, al congresso di Philadelphia, fu infatti sciolta. La Seconda Internazionale, fondata a Parigi nel 1889, restò una sorta di libera federazione tra gli autonomi gruppi socialisti nazionali. Essa auspicava la formazione di veri partiti socialisti nei singoli paesi non legati in alcun modo alla borghesia.

Credo che questi avvenimenti e pensieri politico-filosofici che attraversarono l’Europa in quel periodo abbiano avuto un‘influenza nell’ideazione di questi tormentati personaggi del romanzo di  Fëdor Dostoevskij.

Uno stupendo, espressivo, inarrivabile Luigi Vannucchi, nei panni di 

Nikolaj  Vsevolodovič  Stavrogin nella produzione RAI del 1972 de "I Demoni" con la magistrale regia di Sandro Bolchi.


 

mercoledì 6 aprile 2022

Giornalismo da questura o da portineria?

Si assiste a trasmissioni televisive in cui fatti di cronaca vengono indagati da un giornalismo che vorrebbe essere di ricerca della verità ma condotto in modo tale da suscitare sconcerto e riso.  

Il caso di Liliana Resinovich è un giallo senza omicidio e senza suicidio, così dicono gli esami dei Medici Legali che hanno fatto l'autopsia e così dicono gli esami di laboratorio lunghi ed accurati fatti nel campo tossicologico.

Ciò nonostante i salottini televisivi dedicati ai Gialli si ostinano a condurre indagini ponendo domande ridicole all'unico loro indagato: il marito. 

E' sì, perché le domande sospettose vengono rivolte solo al marito: Sebastiano Visentin. La Questura non lo indaga, ma i giornalisti indagatori sì.



Ora io non so se è stato il marito a decidere, per ragioni non comprensibili,  di depositare il corpo della moglie, dichiarata dalla scienza morta di morte naturale, nel boschetto piuttosto che chiamare soccorsi che ne avrebbero constatato la morte e, a seguire, tutte le pratiche funebri, ma in mancanza di spiegazioni da parte degli inquirenti mi permetto di disegnare altre possibili circostanze.

Claudio Sterpin, una celebrità a Trieste


L'anziano ex amante, Claudio Sterpin, che si è sposato due volte rimanendo 2 volte vedovo, ma che non ha mai chiesto nel corso di questi eventi la mano di Liliana, dopo 40 anni dichiara che, proprio nei giorni in cui dapprima Liliana è sparita poi ne è stato trovato il cadavere confezionato con delle buste di plastica, dovevano fare un fine settimana insieme in un albergo poi andare a vivere insieme.

Gli indagatori non interrogano Sterpin su come mai non ci sia alcun albergo prenotato, a loro basta la risposta data da Sterpin con tono vago e superficiale: "Lo dovevo ancora fare!"

2 giorni dopo iniziava il week-end ma l'albergo doveva essere ancora prenotato.

Nessuno di questi giornalisti chiede a Sterpin perché sua figlia non sapeva nulla del suo prossimo cambiamento di vita: che Liliana sarebbe andata a vivere a casa sua. La donna ha detto che non sapeva neppure della esistenza di questa persona, né la conosceva, né sapeva che andasse a stirargli le camicie tutti i martedì da settembre 2021.

Nessuno di questi giornalisti indagatori si meraviglia che la figlia sarebbe entrata in casa del padre di lì a poco, da quello che racconta Sterpin, trovandoci dentro Liliana che vi si era trasferita... Tutto normale.

Non c'è anima viva che sappia nulla di quello che racconta l'amico di Liliana Claudio Sterpin. L'unico testimone di codesta realtà è lui.

In assenza dunque di testimoni di ciò che lui racconta  è possibile  allora disegnare altre possibili circostanze. 

Immaginiamo che lui non ha detto nulla alla figlia né ha prenotato alcun albergo perché al dunque gli fa comodo solo che lei gli vada a stirare le camicie. In fondo non se la sente proprio di instaurare questa convivenza, come non se l'è sentita per tutta la vita, pur avendone avuta la possibilità... 

La telefonata di pochi minuti può aver avuto un tenore diverso. Ad esempio: "Ti debbo parlare, vediamoci ..." E le ha dato un appuntamento in strada dove l'ha caricata in auto. Ne è seguita una dichiarazione in cui lui le ha detto che non era possibile tutto quello che avevano architettato per questa e quest'altra ragione. Lei si è agitata perché aveva già accennato qualcosa al marito, si è trovata fra due fuochi, ha ingoiato l'ennesima delusione e... si è sentita male. Sterpin si è trovato in una situazione scabrosa. Cosa fare del cadavere della donna una volta constatato che era morta? Chiamare i soccorsi? Dovendo spiegare perché era lì con lui? Lui così conosciuto a Trieste. Sua figlia che non sapeva nulla.. Depositare il cadavere nel portabagagli confezionandolo in modo che eventuali liquidi non sporcassero l'auto e depositarlo nottetempo in un posto isolato gli può essere sembrata una soluzione. Ma cosa avrebbe fatto il marito non vedendola rientrare? Doveva crearsi un alibi, perché non sapeva quanto di loro Liliana avesse detto a Sebastiano.. Allora telefona ai comuni conoscenti che abitano vicino alla coppia Liliana-Sebastiano, da appuntamento all'uomo in strada, gli dice che Liliana gli ha telefonato dicendogli che sarebbe andata da lui dopo aver fatto un salto al negozio dei telefonini, poi però è sparita e bisogna cercarla, bisogna spingere il marito a fare denuncia... Così la troveranno prima possibile in quel boschetto e lui si libererà dell'angoscia di averla messa lì.

Liliana Resinovich: 63 anni e non proprio una bellezza...
Contesa fra due uomini...

Non è plausibile anche questo racconto ipotetico per gli indagatori a senso unico? Preferiscono puntare sul marito. Tutto in lui è losco: e lo incalzano di domande con il sorrisetto di intelligenza..

Ripeto che io non so e magari è stato proprio il marito che, per oscure ragioni, vedendosela morta davanti dopo una discussione l'ha confezionata con le buste e depositata nel boschetto. Forse voleva risparmiare sul funerale?

Per i giallisti-giornalisti che infilano ogni parola del marito: come mai non vi chiedete e non chiedete a Sterpin perché quando ha saputo del ritrovamento del cadavere di Liliana nel boschetto ha detto a chi glielo comunicava: "Era avvolto in buste di plastica?" 

Fatto non letto, ma sentito dalla sua voce in un filmato ad opera della giornalista che gli comunicava la notizia. 

Sebastiano Visentin, incalzato da sospettose domande sulle sue vere o presunte contraddizioni dal parterre giornalistico-stile portineria, non viene inchiodato sul fatto che sono si 32 anni che viveva con Liliana Resinovich, ma non sono altrettanti di matrimonio, essendo lui sposato e con 2 figli "quando uscì di casa per andare a vivere con Liliana senza essere ancora separato": dichiarazione dell'intervistatissima cugina di Liliana.
Nessuno degli indagatori mette in risalto lo strano perbenismo del Visentin visti i trascorsi. I due erano sposati da una quindicina di anni.


sabato 26 marzo 2022

Per ridere un po': Le Comiche "Schizo-Putin"

"Schizo-Putin"


Putin 1 a Putin 2: "L'occidente è nazista perché cancella eventi culturali e performance di artisti russi come i nazisti fecero roghi di libri contrari alla loro ideologia."

Putin 2 a Putin 1: "Beh.. Però pure la nostra Russia sovietica censurò Pasternak e il suo libro "Il dottor Zivago" perché conteneva una critica alla nostra grande rivoluzione socialista. La coabitazione per esempio. La requisizione della casa di proprietà per farci abitare tante famiglie insieme, come sono cresciuto io.."

Putin 1 a Putin 2: "La Russia rifiuta l'ingannevole e il momentaneo, salvaguardando la continuità dei valori spirituali, qualità unica che anche oggi protegge il popolo russo."

Putin 2 a Putin 1: "Beh.. Però avvelenare gli avversari politici con il polonio, imprigionarli con false accuse,  sparare dentro le città ammazzando bambini di 18 mesi, donne che stanno per partorire con tutto il feto, non è esattamente nei valori spirituali russi, che si ispirano al cristianesimo, quanto nella ferocia nazista."

Putin 1 a Putin 2: "Occidente discrimina tutto ciò che è legato a Russia".

Putin 2 a Putin 1: "Beh.. Però le librerie di tutto l'occidente sono piene di libri di e su: Puskin, Tolstoi, Dostoevskij, Gogol, Gor'kij, Bulgakov, quest'ultimo un grande che noi abbiamo anche ignorato mentre l'occidente lo celebra.."


Putin 1 a Putin 2: "Non si sono fermati i tentativi di distruggere i nostri valori tradizionali e di imporci i loro pseudo-valori che corroderebbero noi, la nostra gente dall’interno, quegli atteggiamenti che stanno già piantando in modo aggressivo nei loro paesi e che portano direttamente al degrado e alla degenerazione, perché contraddicono la natura stessa dell’uomo. Non succederà, nessuno l’ha mai fatto. Non funzionerà neanche adesso."

Putin 2 a Putin 1: "Beh.. Però pure io... Quando ho fatto le corna a Ljudmila Skrebneva perché la bella ginnasta, che per età potrebbe essere mia figlia, mi è piaciuta tanto non è che ho rispettato i nostri valori... Praticamente ho chiuso la bocca a tutti ma il divorzio è colpa mia... Il fatto è che Alina è troppo bona.. Mi ha risvegliato i sensi sopiti con mia moglie che era bellina ma con l'età.. Insomma mi sono comportato come un occidentale senza valori... Poi la villa che è una reggia, il panfilo.. Sono in fondo un porco occidentale."
 

venerdì 25 marzo 2022

Medea è maschio

Sono nata nel 1946 e sono testimone del mio tempo.

Nel tempo della mia gioventù erano rari fatti di cronaca che riguardassero genitori che si uccidevano uccidendo anche i figli, ed erano in assoluta prevalenza donne. Per questo si richiamava il tragico mito di Medea che uccise i figli per punire Giasone, loro padre.



La nostra Società si è involuta in modo barbarico e assistiamo all'orrore di ripetuti fatti atroci in cui uomini uccidono i propri figli per punire la madre che vuole separarsi da loro.

E' evidente che l'evoluzione della emancipazione della donna rispetto ai lacci che la legavano fino almeno agli anni '70 del secolo scorso ha fatto perdere all'uomo il predominio su di lei, il quale si basava su diversi fattori:

1) Il fattore economico. La donna spesso si sposava accettando di rimanere a casa a curare la famiglia, lavorando solo in caso di vero bisogno economico. C'erano le eccezioni delle donne della borghesia che, riuscendo a conseguire una laurea, si dedicavano ad una professione; la dipendenza economica della donna casalinga, nel caso in cui il marito intrecciasse relazioni adulterine, la rendeva succube, soprattutto in presenza della prole, consegnandola  alla depressione che, in casi per fortuna rari, faceva sì che si gettasse dalla finestra con il figlio oppure cercasse di annegarsi con il proprio bambino. Non erano atti punitivi verso l'uomo che in parte, essendoci una forte componente depressiva.

2) Il fattore sessuale. La donna era condizionata da una cultura sessista in cui la libertà sessuale consentita all'uomo era negata con riprovazione sociale alla donna. Tutto nasceva dal fatto che l'eventuale frutto di questa libertà rimaneva comunque alla donna per un fatto biologico da cui l'ha liberata la pillola anticoncezionale che venne in uso proprio negli anni '70.

Il disdoro sociale verso la donna "separata" si è estinto ed ora la donna è libera di scegliere come vivere senza più codesti condizionamenti.

Privato di questi privilegi l'uomo si è trovato a dover costruire un rapporto paritario. La menti più deboli, prive di questi vantaggi sulla donna, non hanno saputo reggere accettando fino in fondo questa realtà.

La conseguenza sono le reazioni abnormi come l'aumento degli omicidi che vedono vittime le donne per mano dei loro fidanzati, mariti, amanti, conviventi. Tanto dall'aver coniato, la società, il termine, brutto, di "femminicidio".

Ma lo spirito vendicativo di questo maschio psichicamente debole arriva, in troppi fatti registrati negli ultimi anni, alla mattanza di creature innocenti viste dal padre non come entità a sé stanti, da amare di un amore paterno che deve superare quello per sé, per il proprio ego, ma come "cose" oggetto di contrattazione fra il proprio frustrato "sé" e il mondo esterno autore della sua frustrazione, del suo fallimento esistenziale, unico "oggetto" di cui disporre per punire chi lo ha distrutto o lo sta distruggendo: e "rompe", distrugge "l'oggetto", che sono persone con un proprio pensiero e propri sentimenti, di cui però il Medeo non percepisce nulla, niente gli importa della loro sofferenza, del loro dolore fisico e morale, della loro paura, tutto preso come è della propria. E vigliaccamente, invece di uccidere la donna che si sottrae ad una vita infelice accanto a lui, trucida i propri figli negando loro la vita che, insieme alla madre, ha contribuito a dare loro.

E' una orribile ferita socio-psichiatrica che si ripete troppo spesso ed è inaccettabile.

24 Marzo 2022 Mesenzana Erano rimasti a dormire a casa del papà

Padre uccide due figli di 7 e 13 anni e si toglie la vita, trovati dalla mamma: la tragedia dopo la separazione

2 Gennaio 2022 Morazzone Tragedia in famiglia: pregiudicato uccide il figlio di 7 anni e tenta di ammazzare la moglie Il quarantenne, Davide Paitone, è stato individuato e arrestato poche ore dopo il folle gesto dai carabinieri a Viggiù, nel varesotto: nascosto nell’armadio il corpo senza vita del piccolo Daniele. I social: "Tragedia annunciata"

Viterbo, padre uccide figlio di 10 anni e ferisce gravemente la moglie: arrestato per omicidio. L'uomo, che aveva un divieto di avvicinamento, si è poi barricato in casa minacciando di farla esplodere. Si era allontanato lunedì da un ospedale di Roma, dove era ricoverato per Covid.

CHI FA del male ai bambini, tradendo la loro fiducia e innocenza, merita la pena di morte se non si uccide con le proprie mani.

L'ho scritto per i pedofili ma anche i genitori mostri andrebbero tolti dalla faccia della Terra.

La pena di morte per questi casi è semplicemente Giustizia.



martedì 22 marzo 2022

Liliana Resinovich scaricata nel boschetto urbano: morte naturale.

 https://www.fanpage.it/attualita/liliana-resinovich-non-ha-assunto-sostanze-prima-di-morire-cosa-e-emerso-dallesame-tossicologico/

“Liliana Resinovich non ha assunto sostanze prima di morire”, cosa è emerso dall’esame tossicologico

La morte di Liliana Resinovich resta un giallo. Neanche le analisi più sofisticate hanno consentito di trovare tracce di una sostanza che potrebbe aver ucciso la donna trovata morta a Trieste o averne alterato lo stato psicofisico.

L'articolo di cui sopra riporto il link, oltre al titolo e al sommario, comunica le ultime novità sulla scomparsa di Liliana Resinovich il 14 dicembre 2021 ed il successivo ritrovamento del suo cadavere il 5 gennaio 2022.

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2022/02/gialli-dal-vivo.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2022/02/giallo-di-trieste-aumentano-le-tessere.html

Sopra riporto i 2 link ad altrettanti post che ho dedicato a questo fatto di cronaca nera.

Un tempo si leggevano i gialli Mondadori o quelli di Agata Christie esercitandoci a cercare di capire chi era l'assassino. Oggi, come ho già scritto, la cronaca nera ci offre gialli dal vivo a iosa. Le trasmissioni televisive che si occupano di cronaca ogni giorno seguono a puntate il giallo dal vivo di turno. Questo di Liliana Resinovich è un giallo strano giacché l'autopsia mostra un morte naturale, con fermo del cuore non subordinato a cause di violenza alcuna. Ora anche gli accurati e lunghi esami tossicologici non hanno trovato niente, dunque appare ancora più risibile quello che capita di sentire dai vari commentatori televisivi, fra cui anche una persona competente in fatto di crimini come la psicologa Roberta Bruzzone.

Alla luce di questa novità, che nulla di strano aveva ingerito la donna prima di morire, oggi mi è capitato di sentire le seguenti congetture: "E' chiaro che non si tratta di suicidio." E questa più che una congettura è una giusta constatazione forse, giacché, dato che dall'autopsia non si è trovato riscontro di asfissia come i due sacchetti infilati in testa potevano far supporre, come avrebbe mai potuto suicidarsi la donna procurandosi l'arresto cardiaco?

Ma, allo stesso modo, non si capisce come si possa allora parlare di omicidio come ha detto con troppa sicurezza Bruzzone. Su cosa si baserebbe una simile accusa a chicchessia se la donna non riporta segni di violenza, né di asfissia, né di sostanze comunque somministrate?

Oggi hanno rimesso in dubbio anche la testimonianza della fruttivendola che l'ha vista passare la mattina della sua sparizione con l'ipotesi di un ricordo falsato sul giorno dell'avvistamento. Ma fino ad ora si era parlato ovunque di una telecamera che l'aveva ripresa a Piazza Gioberti qualche minuto dopo quell'avvistamento confermandolo...

La 63enne ritrovata morta contesa da 2 uomini: il marito in foto, conosciuto 30 anni prima sposato con 2 figli e sposato solo dopo una lunga relazione e convivenza 15 anni dopo, e l'ex amante di 40 anni fa.


Altre inutili supposizioni ascoltate sono sul fatto che il cadavere, ritrovato in posizione fetale, quindi una posizione non drammatica ma raccolta come a cercare riposo, non è stato visto prima nonostante la zona del ritrovamento sia data per frequentata, e dunque potrebbe esservi stato deposto poco prima del ritrovamento.

Nessuno di questi commentatori ricorda il caso del cadavere di Yara Gambirasio? Decine di persone la cercavano anche sul prato incolto dove è stato ritrovato il suo cadavere, ma il ritrovamento è avvenuto per caso da una persona che stava giocando con un aereomodello.

Il boschetto dove è stato ritrovato il cadavere di Liliana Resinovich 



Nessuna imputazione di omicidio dunque può essere formulata, e la Procura indaga per sequestro di persona, rimanendo inspiegabile perché Liliana Resinovich sia stata abbandonata in quel boschetto urbano confezionata con due sacchetti in testa, legati non strettamente da un cordino in cui si sono trovate solo tracce del suo DNA e una labile di un DNA maschile, e un altro sacco più grande dalla testa in giù e un altro dalle gambe in su. Confezione che fa pensare alla sottoscritta che tale confezionamento sia servito solo per trasportare il cadavere in auto fin lì per evitare che lasciasse liquidi sulla macchina.

Resta la domanda: perché? Chiunque l'abbia deposta lì forse temeva che fosse morta per causa sua? Per uno spavento forte? Ma se fosse il marito, come continua ad insinuare non troppo velatamente Bruzzone,  avrebbe potuto chiamare soccorsi ovunque tale morte si fosse verificata, non avendo niente da nascondere, essendo ella morta per "scompenso cardiaco".

Diverso se tale scompenso l'avesse colta mentre era con l'amico ritrovato che era stato il suo amante sposato 40 anni fa. Di questa relazione segreta, lui dice durata un paio di anni, apprendiamo da questo strano signore che la cerca per primo perché, dice, quel giorno l'attendeva a casa sua dove si recava da settembre tutti i martedì "per stirargli le camice". Dice anche che la data della sparizione combacia con i loro progetti di partire per una breve vacanza per quel fine settimana seguita dall'andare a vivere insieme.

Tutto questo lo racconta lui, questo anziano signore, ma nessuno mette in risalto che la figlia di quest'uomo, a pochi giorni da un tale  cambiamento di vita di suo padre, nulla sapeva dell'esistenza di Liliana, né è stata trovata alcuna prenotazione di un albergo per loro due per quel fine settimana.

Claudio Sterpin, classe 1939, maratoneta, insignito del titolo di Commendatore della Repubblica per il suo impegno nell'Atletica.
Nessuno sapeva che 40 anni fa avesse avuto una relazione clandestina con la donna ritrovata morta nel boschetto dell'ex Ospedale Psichiatrico di Trieste, né che tale relazione fosse stata ripresa di recente con il concreto progetto di andare a vivere insieme proprio nei giorni in cui lei è scomparsa.
La figlia di Sterpin ha dichiarato di non sapere nemmeno chi fosse Liliana Resinovich.





martedì 15 marzo 2022

Telefilm "Vostro Onore"

 

Raramente la TV riesce a catturare la mia attenzione e pare che questo Telefilm trasmesso su RAI 1 ci sia riuscito. E' il remake italiano della serie israeliana Kvodo, poi riprodotto anche in America con "Your Honor".

La serie è diretta da Alessandro Casale ed è una co-produzione di Rai Fiction e Indiana Productions.

La Storia, la sceneggiatura e la regia sono ottime. Ottimi gli attori.

Ora mi spiego perché non ci sono le solite incongruenze, assurdità, illogicità e superficialità di tanti sceneggiati televisivi degli ultimi... diciamo... 20 anni?

Perché questo sceneggiato televisivo ha già una traccia fatta da altri sceneggiatori israeliani.

Ora mi chiedo se anche nella serie israeliana hanno fatto spogliare brave attrici come Camilla Semino Favro Isabella Mottinelli costringendole a fare le porno-attrici.

Torno su un argomento che ho già trattato: che bisogno c'è di mimare atti sessuali in varie posizioni umiliando il lavoro di brave attrici che hanno studiato e fatto tanti sacrifici per l'arte? E' arte per gli sceneggiatori, che inseriscono dette scene nella storia, costringere le attrici a mostrare la loro nudità? Non credono che forse accettano solo per non perdere il lavoro? La parte? Ritengo sia una violenza anche se magari loro diranno che non hanno problemi in tal senso.

Quali spettatori hanno bisogno di vedere gli attori nudi o seminudi che mimano un atto sessuale per capire che sono andati a letto insieme? Guardoni? Guardassero i pornofilm allora. Ai fini della storia che si sta raccontando ci sono altri modi per dire che i due personaggi sono amanti, dissolvendo sull'atto sessuale, facendolo intuire. Mostrare i seni della onesta professionista dell'arte della recitazione è un abuso, come donna trovo sia un'umiliazione. Se una vuol fare la porno diva sono scelte sue, se una donna fa l'attrice non si capisce perché regista e tecnici debbono fare i guardoni insieme all'attore che recita nella medesima scena.

A parte questa ossessione pornografica degli ultimi decenni, che 30-40 anni fa non esisteva nella cinematografia, questo prodotto è buono proprio grazie al fatto che è il rifacimento di qualcosa che non nasce dagli sceneggiatori italiani che in TV vanno per la maggiore.

Camilla Semino Favro e Barbara Ronchi

rispettivamente nella parte dell'avvocatessa, a cui è stato chiesto di spogliarsi per mimare una scena di letto con il protagonista, l'attore Stefano Accorsi, e nella parte dell'ispettrice di polizia a cui per fortuna non è stata chiesta l'inutile e sgradevole "necessità da copione".

Isabella Mottinelli, giovane attrice 24enne a cui è stata chiesta la stessa cosa per "esigenza di copione" chiesta a Camilla Semino Favro per far capire al pubblico che fa l'amore con il compagno di scuola appena conosciuto.
Altrimenti, senza i suoi piccoli seni scoperti, sicuramente gli spettatori, duri di comprendonio, non l'avrebbero capito bene.

Francesco Colella - Bravissimo attore di grande esperienza, nella parte del Dirigente di Polizia padre del personaggio Camilla interpretato dall'attrice Isabella Mottinelli

Leonardo Capuano - Altro attore di grande esperienza nella parte drammatica di Salvatore, un bravo poliziotto messo nei guai dal fatto che ha sposato la sorella di un boss della criminalità organizzata.

Riccardo Vicardi nella parte di Nino, vittima innocente di una sequenza di depistaggi creati dal protagonista della serie, un giudice, appunto "Vostro Onore", per coprire un errore del figlio interpretato dal giovane attore  Matteo Oscar Giuggioli







Riccardo Vicardi - Diplomato con 110 su 110 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi - Alta Formazione, come molti giovani artisti italiani preparati seriamente alla professione della recitazione.





 


venerdì 11 marzo 2022

Per ridere un po': Le Comiche "Love Story Putina"

Love Story Putina

 





Putin: "Quanto sei bona!"

Alina Kabaeva: "E tu quanto sei potente!"





Putin: 
"Mia moglie era bella quando era giovane, ma mai come Alina. Vuoi mettere?"






Putin: "Poi Alina è giovane... E' nata quando noi ci siamo sposati..."
Ljudmila Aleksandrovna Putina: "Sei un porco, da.?"


Putin: "Ha ragione il mio amico Silvio: carne fresca eccita!!!"







Putin: "Non so che mi è successo... Ho fatto cilecca... Che umiliazione... Devo chiedere consiglio al mio amico Silvio.."







Silvio: "Viagra, Vladimir, non c'è che il Viagra.."
Putin: "Da, Silvio, farò così. Tu te ne intendi."






Putin: "Macché! Ho rifatto cilecca!"




 







Alina Kabaeva: "Non so più cosa inventarmi caro Putin! Credo che nemmeno nel Kamasutra siano arrivati a tanto!"











Alina Kabaeva: "Hai 69 anni Vladimir.. Non te la prendere.."



Putin: "Ho preso il cannone! Ti farò vedere come sono potente con il cannone! Mi sfogo con le cannonate! Sono potente io!! Piombo, altro che Viagra! Piombo!"

sabato 26 febbraio 2022

Gialli dal vivo

Continua l'attenzione quotidiana della RAI sui numerosi omicidi che ormai avvengono con triste frequenza.

Ogni giorno ci aggiornano con particolari minuti su cui costruiscono riflessioni a volte sconcertanti giornalisti come criminologi.

L'unica che ispira fiducia è Roberta Bruzzone giacché una laurea in Psicologia almeno ce l'ha. Inoltre è dotata di un'ottima adesione alla realtà dovuta alla sua intelligenza ed al suo buonsenso, doti personali che sono a volte più importanti degli stessi titoli professionali.



Per il resto si assiste a commenti privi di logica comune su fatti che vengono interpretati volutamente in base ad una tesi precostituita.

Un esempio: 8 giorni dopo la scomparsa di Liliana Resinovich, quando ancora non si era ritrovato il suo cadavere ed era solo una persona scomparsa, mandano un filmato in cui il marito Sebastiano ha fatto il bucato e steso dei panni in cui ci sono anche mutandine della moglie. La cugina della scomparsa trova questo molto strano, in particolare che nel bucato ci siano anche le mutandine della scomparsa, si appunta tutto e porta i suoi appunti agli inquirenti. E' evidente il retropensiero che il marito abbia eliminato la moglie e per la signora e per chi la intervista su questo episodio quel bucato e quella biancheria della scomparsa sono segnali di stranezza colpevole.



Ora non so se il marito abbia ucciso la moglie, fin qui gli inquirenti non hanno neppure formulato l'indagine per omicidio, ma soltanto per sequestro di persona, ma qualora si voglia pensarlo che prova sarebbe lavare la biancheria intima della moglie ad 8 giorni dalla scomparsa? Casomai se ci si vuol vedere qualcosa sarebbe il contrario: l'uomo che sa di aver ucciso non lava la biancheria di chi ormai non ne ha più bisogno.



Potrebbe quest'uomo aver saputo che la moglie voleva lasciarlo ed aver pensato che effettivamente se ne era andata, dunque per questo aspettare a fare la denuncia, negare per vergogna di saperlo e, allo stesso tempo, attendere un suo possibile ritorno?

Ci vogliono prove e spero che, nel silenzio, chi indaga le abbia messe insieme, ma prove concrete, non elucubrazioni fondate su comportamenti che possono avere diverse spiegazioni secondo i sentimenti interiori che quella persona sta vivendo.

Altra interpretazione fuori dalla logica comune è il commento all'ennesima intervista strappata a Sebastiano Visintin: la giornalista gli chiede qualcosa sulle ultime dichiarazioni di Claudio Sterpin, l'amico della moglie per il quale voleva lasciarlo, e lui salendo in auto, cercando di sottrarsi all'ennesimo assalto dei cronisti, risponde freddamente: "Chi Claudio Sterpin?". Commentano in studio "la sua aggressività"! Ma quale aggressività? Rispondere così, volendo dimostrare l'ovvio, che cioè lui l'uomo che ha creato scompiglio nella sua vita a sua insaputa non lo conosce, mi sembra il minimo, oltre che la palese verità. Mi sembrano sentimenti normali, attendibili in una simile situazione. Freddezza, scostanza da quel nome, ma nessuna aggressività.

La parola a chi ha il compito di indagare. Nel frattempo se ci si vuol esercitare in congetture se ne possono fare anche su Claudio Sterpin, basandoci beninteso su quello che arriva dai media e sperando che chi indaga abbia ben altro.



Costui racconta. Quali riscontri concreti avrà dato agli inquirenti dei suoi racconti?

La controparte è morta. Liliana potrebbe confermare o smentire quello che dice. E cosa dice?

Che quella mattina gli ha telefonato e la telefonata c'è: il riscontro esiste.

Ma non si sa il suo contenuto. Il contenuto lo riferisce lui. Nessuno può confermarlo. E lui dice che si sono detti che lei sarebbe andata da lui dopo essere passata nel negozio di telefonia. Dove non è passata però. I telefonini, 2, sono stati ritrovati a casa.

E' uscita senza? Se li aveva con se possono essere stati riportati a casa solo da una persona: il marito.

Ma se invece la telefonata fosse stata di tenore diverso da come racconta Claudio Sterpin? Se lui, avvicinandosi il momento della grande decisione di andare a vivere con lui, si fosse reso conto che la cosa non era fattibile? La figlia di quest'uomo non sapeva nulla di Liliana. Come mai l'uomo non l'aveva informata che di lì a poco sarebbe cambiata la sua vita perché sarebbe venuta a vivere con lui una donna? Strano. Se trovano tante cose strane nel marito, mi domando come mai nessuno di questi indagatori televisivi, a vario titolo, abbia messo in risalto questo aspetto?

Non so se Claudio Sterpin abbia un'auto e guidi, ma se l'ha non potrebbe la telefonata avere avuto un tenore diverso da quello che lui racconta? Potrebbe averla prelevata in Piazza Gioberti, dove una telecamera l'ha vista per l'ultima volta, dopo averle detto al telefono di non venire a casa sua, che doveva parlarle, che l'aspettava in Piazza. Poi si può ipotizzare un drammatico colloquio in cui l'uomo si è tirato indietro dicendole di non dire nulla a suo marito, giacché sua figlia e i suoi familiari nulla sapevano del loro rapporto, che non si poteva concretizzare con il trasferimento di lei in casa sua...

E' possibile anche questo filone... Chi indaga sicuramente lo avrà esplorato. Questo anziano amico di Liliana dice che lei stava cercando una casa più piccola con un affitto inferiore per il marito, dato che lui dispone di una pensione che non arriva a euro 600 al mese.. Dice che lei ha iniziato ad andare a casa sua a stirargli le camice a settembre 2021, che da quella data ha iniziato a fare dei progetti futuri con lui.. Indica a prova il nome di una persona che ha case da affittare a cui lui ha chiesto di poter dare il suo numero di telefono a Liliana, dicendo che era per un'amica. La persona raggiunta dalle TV dichiara che l'episodio è vero, ma risale all'estate, quindi prima del settembre in cui Sterpin dichiara essere iniziato il progetto di vita insieme con Liliana. Ma che poi non è stato contattato da nessuno. Anche questa incongruenza non viene rilevata dagli indagatori, che si meravigliano però del fatto che un uomo, da loro fortemente sospettato di uxoricidio, lavi la biancheria di chi sa di aver ucciso una settimana prima.. E dunque dovrebbe sapere che non le serve più... Chissà perché, dato che la morta aveva indosso la biancheria e gli abiti ed è uscita da casa con le sue gambe.

Dunque è accertato che Liliana non ha fatto alcun passo concreto che dimostri che, nell'imminenza del suo cambiamento di vita, avesse concretizzato quello che Sterpin dichiara di trovare una casa per il marito.

Anche della affermazione di Sterpin, che avrebbero iniziato la loro vita insieme con un fine settimana in Istria due giorni dopo del giorno della sparizione di Liliana, non c'è riscontro: non esiste alcuna prenotazione di un albergo a nome né di Sterpin né di Liliana.

Per contro il marito, lacrimando, dichiara ai microfoni di giornalisti che Sterpin infanga sua moglie con delle fantasie, che dovrebbe vergognarsi di essersi intromesso nella sua famiglia... Che per questo ha commesso un'azione grave... Singolare morale se si pensa a ciò che ha dichiarato la loquace cugina di Liliana: ella si mise con Sebastiano regolarmente sposato e con due figli e "lui andò a vivere con lei uscendo di casa senza essere ancora separato legalmente".

Liliana Resinovich con il cane con il cappottino...