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mercoledì 27 maggio 2015

Marco Omizzolo

Stamane nella trasmissione della terza rete RAI "Agorà" hanno mandato un Servizio sugli immigrati regolari presenti nel nostro Paese in una zona che conosco abbastanza bene: Sabaudia in provincia di Latina, come ha detto Gerardo Greco la seconda città del Lazio per importanza.
Latina tutti sanno che fu creata da Mussolini e che nell'Agro Pontino egli attuò una delle cose buone che fece, la Bonifica, assegnando in proprietà ettari ed ettari di terreni agli agricoltori veneti forti e laboriosi.
Oggi i loro discendenti vivono una situazione economica in cui innumerevoli cose sono cambiate da quell'epoca: il costo del lavoro dei braccianti agricoli, ad esempio, insieme a balzelli ed obblighi tali che la difficoltà di ottenere un ricavo dal proprio lavoro è diventata ardua.
Ora non si può pretendere che uno non ottenga un ricavo sia pur minimo dal proprio lavoro.
Del mio ormai antico Diploma di Perito Aziendale mi sono rimasti però indelebili ricordi: i Costi di impresa NON possono essere superiori al Ricavo. Chi sostiene il contrario è un folle. E in trasmissione stamane l'ha ricordato un giovane imprenditore presente in studio.
Dato che i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni sono stati capaci solo di oberare di tasse i cittadini, chi vuole ancora occuparsi di Agricoltura è quasi un eroe.
Infatti molti discendenti dei coloni di allora si sono riciclati in attività diverse: Ristoranti, Agriturismo, c'è addirittura chi ha utilizzato i terreni ricevuti in eredità per impiantarvi dei campi di calcetto amatoriale...
Ma chi ha voluto mantenere la tradizione come può pagare i braccianti agricoli ed i relativi contributi imposti dal nostro sistema economico, più tasse varie, senza arrivare a costi che non superino le entrate, detratte le quali, possano consentire che rimanga un ricavo per vivere?
Conosco una famiglia amica che ha voluto mantenere la tradizione e pur lavorando con i braccianti il minimo indispensabile, ma necessario data l'estensione dei terreni, alzandosi all'alba e lavorando fin oltre il tramonto, mi esternava le mille difficoltà che incontra nel continuare codesta attività: quello che producono gli viene pagato da chi lo acquista cifre risibili, chi ci guadagna sono i grossisti. E' accaduto che certe forniture non gli venissero pagate e in questo Paese è estremamente difficile e costoso avere Giustizia recuperando i propri crediti...
Di questo nessuno parla. Giustamente Marco Omizzolo, che è stato intervistato nel Servizio di "Agorà" sugli immigrati e che io sinceramente stimo, si occupa della comunità indiana, presente qui a Sabaudia e nell'Agro Pontino ormai da molti anni.
Marco l'ho conosciuto quando più di dieci anni fa comperai la mia prima casa a Sabaudia. Vedendo l'ambiente un poco trascurato cercai una sede di Legambiente e scoprii un gruppo di giovani, il cui Leader era Marco, fortemente motivati per la difesa del Territorio e con un'apertura culturale e una onestà intellettuale rare! Oggi Marco è nel Direttivo Nazionale di Legambiente e si occupa di migrazioni come Sociologo e giornalista. Apprezzo tutto quello che fa perché lo fa con una purezza di intenti ed una onestà adamantine. 
E' giusto quello che ha detto nel Servizio di stamane ed è tutto vero. Ma lo Stato, allora, dovrebbe venire incontro anche agli imprenditori agricoli proteggendoli dai profittatori e da un eccessivo aggravio di spese, una situazione che costringe all'abbandono!
Personalmente ho constatato la realtà delle paghe basse grazie ad un piccolo episodio che voglio raccontare come un aneddoto di testimonianza: un albero spontaneo, cresciuto in un terreno in abbandono, ostruiva la vista del mare dal mio balconcino; dopo aver provato a trovare di chi fosse la competenza della cura di quel terreno senza esito, mi rivolsi ad un giovane indiano che abitava vicino a me chiedendogli la cortesia di tagliare alcuni rami dell'albero. Lo fece in parte, restituendomi un breve spicchio di mare alla vista, e non ci mise più di un quarto d'ora. Gli chiesi quanto voleva, lui mi disse: "Fai tu." Mio marito gli voleva dare 10 euro, io dissi che per un quarto d'ora mi sembravano troppi e decisi per 5. Quando li misi in mano al ragazzo egli mi guardò quasi spaventato e me li restituì dicendomi con meraviglia: "E' troppo!" Insistetti e li prese.
Fu chiaro che, povera creatura, era abituato a ben altro lavoro per guadagnare quella modesta cifra. 
Dunque apprezzo tutto quello che Marco fa e ha detto ma lo Stato, il Governo, debbono guardare anche a chi la terra la vuole ancora lavorare consentendo loro di sopravvivere.


Pubblico i dati della Associazione di cui Marco è responsabile presi dall'omonimo sito facebook
  • In Migrazione è un'associazione senza scopo di lucro nata nel 2012 dalla volontà di un gruppo di professionisti impegnati nell’accoglienza e nel supporto agli adulti stranieri.
  • Telefono
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