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domenica 22 febbraio 2015

Bovarismo (da Madame Bovary) - dalla raccolta "Mostri e Ritratti"

Novella già pubblicata nella raccolta "Mostri e Ritratti" in cartaceo alcuni anni fa

Bovarismo


"Lo sai che mio figlio mi è venuto a dire che non devo frequentarti più?"
L'uomo sorrideva alla donna mentre la guardava. Il sorriso voleva essere seduttivo e stuzzicante ma, sarà stato per l'età dell'uomo che aveva passato da un pezzo la sessantina, dall'esterno appariva ridicolo e, a causa dell'atteggiamento forzato che aveva assunto, anche un po' volgare.
"Davvero?" Sorrise incerta la donna. Aveva un'espressione evasiva che dava al suo sorriso un'aria sciocca.
Anche lei era in là con gli anni: il viso triangolare aveva le rughe di una donna che aveva oltrepassato la cinquantina da un po', ma dovute anche alla mania dell'abbronzatura a tutti i costi, solare e non. Il suo desiderio di piacere agli uomini, però, agiva da calamita su chi aveva voglie insoddisfatte, come il maturo seduttore con cui stava parlando. La frase di lui le aveva provocato un certo disagio. Non perché le importasse cosa pensava il figlio dell'uomo, ma perché attraverso quel figlio, di cui conosceva alcune frequentazioni, qualcosa poteva arrivare a persone che non dovevano sapere che piega aveva preso il loro rapporto.
Non si preoccupava di suo marito. Da sempre faceva finta di niente perché gli conveniva così. Era un vigliacco e preferiva dissimulare una tranquillità che non provava, ma che riusciva ad imporsi per vivere senza scossoni e cambiamenti. Il disagio che provava era dunque dovuto solo al fastidio che le dava l'idea che il figlio di lui si fosse accorto che la loro non era un'innocua amicizia di famiglia e che, conseguentemente, potesse parlarne con alcuni suoi amici legati all'ambiente dove lei viveva. Già erano girate chiacchiere su di lei e, insieme a suo marito che le faceva da spalla, aveva buttato la cosa in risa ed insinuazioni su chi aveva creduto a quelle dicerie. Era un gioco vecchio come il loro matrimonio: ogni volta che si rivelava a qualcuno il suo girare come una lupa lui la sosteneva, ridendo sornione su questa e su quella vicina un po’ pettegola che, diceva: "Parlano degli altri, poi non si sa dove vanno quando escono dicendo di andare a fare la spesa".
Anche quel vecchio seduttore aveva saputo da qualcuno che lei "aveva degli amanti occasionali" e lei, nell'apprenderlo da lui, aveva dimostrato di scandalizzarsi molto e, spudoratamente, l'aveva invitato a pranzo con sua moglie per parlarne, insieme ad un'altra coppia, formata da un uomo del suo ambiente di lavoro, che temeva si fosse appreso essere un suo amante in quel momento, con la di lui consorte.
Suo marito si era prestato a quella sceneggiata mostrando una calma innaturale e solo un osservatore attento e sensibile si sarebbe accorto che era un po' troppo rilasciato nella sedia dove sedeva e le braccia, poggiate sui braccioli, lo erano così tanto che doveva tenersi le mani, altrimenti sarebbero scivolate giù come quelle di un fantoccio.
Il vecchio seduttore sperava solo di riuscire anche lui ad ottenere i favori della donna. Da tempo ormai la moglie non lo interessava più. Lei lo sapeva ed accettava i suoi tradimenti anche se non li gradiva. Una volta si era proprio innamorato ed era andato a vivere con un'altra donna. Dopo due anni la relazione era finita e lui era tornato ad abitare nella casa coniugale. Forse anche lei lo aveva tradito una volta: si era parlato di "una sbandata", ma non ne era certo, forse l'aveva detto solo per orgoglio, per rendergli un po' la pariglia.
La consorte dell'uomo che lavorava con la chiacchieratissima donna, durante quel pranzo rise disinvolta, dicendo che chi accostava il nome di suo marito a quello della loro ospite era matto di sicuro! Però al viaggio successivo, che suo marito faceva tutti gli anni per lavoro, si aggregò anche lei e scoprì che c'era anche la collega dal volto triangolare che, poco tempo prima, aveva voluto quella riunione in cui avevano riso tanto sulle loro presunte corna.
Per tutto il viaggio di andata stette male: vomitò. Avevano la stessa età lei e suo marito, poco più che cinquantenni entrambi, ma lui, anche se un po' rotondetto e con gli occhiali, dimostrava gli anni che aveva e nulla più, mentre lei ormai era una donna senza più attrattive femminili: la classica donna di mezza età, grassoccia ed informe, con un viso senza alcuna grazia deformato dal sottomento. La collega di suo marito, invece, era piccola di statura ma con il punto vita ben disegnato, fianchi ad anfora, seni da quarta misura e gambe diritte. Ma, soprattutto, aveva un marito così defilato....

La donna dal volto triangolare odiava le chiacchiere che si facevano su di lei, irragionevolmente la irritavano molto. Voleva sentirsi libera di andare in giro senza quei limiti. Odiava in particolare una conoscente che, ingenuamente,  aveva informato il suo maturo corteggiatore su quel che si diceva di lei. Avrebbe dovuto esserle grata perché le aveva spianato la strada: l'uomo aveva avuto così la certezza che, nonostante il marito, era una donna accessibile. Invece, irrazionalmente, riunì una combriccola di gente composita e, sempre presente suo marito, disse: "Non capisco perché gli abbia detto questo, perché proprio a lui?"
Qualcuno ridacchiava divertendosi e basta, ma un'anziana donna con un forte accento romanesco ed una intonazione altissima, con cadenza triviale proferì: "E je sarà piasciuto!"   Ben conscio della sua disgrazia, intervenne il marito della donna affetta da bovarismo che, pavido, si affrettò a dire: "Ma lo conosce appena, lo avrà visto solo due o tre volte." Temeva che qualcuno dei presenti potesse riportare l'insinuazione all'ingenua conoscente e paventava querele. Ma la vecchia, che sembrava una prostituta in disarmo, per far piacere a chi l'aveva invitata a pranzo strappandola ad un giorno di festa in solitudine, insistette: "E  allora je sarà piasciuto du vorte, tre vorte...Ah! Ah! Ah!" Il marito della fedifraga tacque, ma era molto preoccupato. Finché faceva generiche allusioni sulle varie chiacchierone di turno senza fare nomi, era una cosa, ma questa stupida vecchia era andata proprio sopra le righe pur di dare soddisfazione a sua moglie.
Non ci furono querele perché l'ingenua conoscente forse non lo seppe neppure o, anche se lo seppe, non intese sporcarsi con quella gente con inutili carte bollate. Qualcuno che aveva ascoltato quei commenti, invece, notò l'incongruenza in ciò che aveva detto la vecchia trivialona: se l'ultrasessantenne voglioso fosse piaciuto all'ingenua conoscente, questa avrebbe avuto tutto l'interesse di dire il contrario, e cioè che la donna era onestissima ed inaccessibile, per togliergli ogni aspettativa.

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"Ma.....Come se ne è accorto tuo figlio?" Chiese cauta.
"Non se ne è accorto, - rispose l'uomo con aria seria ed annoiata – E’ stata mia moglie."
"Co..come tua moglie?" Il sorrisetto sciocco sulle sue labbra si era fatto tirato.
Il gioco della schermaglia amoroso-sessuale era finito, l'uomo non si divertiva più.
"Mia moglie è andata più volte a lamentarsi da mio figlio perché le hanno riferito che ci hanno visto insieme. Ti ricordo che viviamo in un piccolo centro.....".
"Ma c'è un'amicizia di famiglia fra noi....Non capisco..."
"E si vede che chi ci vede insieme ha avuto un'altra impressione... - Sorrise ironico l'uomo. - Ma soprattutto mia moglie, evidentemente, non ha trovato normale che io stia sempre con te, ti accompagni anche a fare la spesa al mercato...."
La donna era sempre più tesa; non era intelligente, per questo pensava di manipolare l'altrui giudizio come voleva.
"Anna, tua moglie, è mia amica, avrebbe dovuto rispondere a queste persone che c'è un'amicizia di famiglia, ridendo tranquillamente ..."
"Invece è andata più volte a piangere dal figlio. Lui ha voluto fare l'uomo che difende la madre e mi ha parlato. Ma io, come vedi, faccio come mi pare, come ho sempre fatto. Facesse come vuole, mia moglie, se non se ne va avrà il suo tornaconto."
"Ma cosa ti ha detto di me tuo figlio?" Chiese sempre più tesa la donna.
"Ma cosa te ne importa? - E l'uomo, indifferente a tutto tranne che alle sue voglie, allungò un braccio sulle spalle della piccola donna.
"No, voglio sapere!" Ora era una maschera di tensione ed il suo tono era insistente ed imperioso. Un tono che l'uomo conosceva bene ma che volutamente ignorava, l'importante era ottenere da lei quello che gli interessava. Ma quella non si rilassava più ed insisteva, insisteva. Alla fine, come altre volte, cedette: "Ha detto: "Perché vai in giro con quella squilibrata?" "
La donna era tutta tesa, anche il corpo. Si serrava le braccia intorno al tronco: "Ha detto proprio così“?! U..una squilibrata?!! Io?!! Ma è matto tuo figlio!"
L'uomo era sempre più annoiato ed indifferente, non c'era più da divertirsi ormai.
"Ma che te ne importa? Vivi come ti pare e allora che te ne importa dell'opinione della gente? Fai come me. Te ne dovrebbe importare se io gli avessi dato retta, ma visto che sono qui..."
Ma la donna voleva anche il "buon nome" e quel giudizio l'aveva sconvolta. Salutò in fretta il maturo spasimante e tornò a casa.
Quando era insicura suo marito era il suo rifugio. E' vero, in passato l'aveva anche picchiata, ma era successo tanti anni prima. C'erano state scene terribili, poi lui aveva scelto di restare ed ora erano complici.
Lei doveva vincere, vincere sempre, non sopportava di perdere, altrimenti andava in depressione. Un'invidia feroce per tutto e per tutti la divorava e cercava una rivincita a modo suo.
Suo marito non era che un modesto impiegato ma lei lo spingeva ad essere di più e là dove era impossibile lo spingeva a recitare ridicole sceneggiate. Come quella volta che, appreso che un loro conoscente ingegnere aveva ottenuto un brevetto europeo per una sua invenzione, lo spinse a dire in pubblico che anche lui aveva inventato qualcosa che era stato acquistato da una ditta di Pescara e, a riprova che diceva il vero, raccontò di essere andato in quella città con lei, poi i titolari della ditta lo avevano accompagnato all'aeroporto di quella città e di lì lui e sua moglie avevano preso un volo per Monaco ed erano andati all'ufficio brevetti per fare il brevetto europeo. Qualcuno, in vena di divertirsi, si collegò tramite "Internet" con l'aeroporto di Pescara ed ebbe conferma che da lì partivano solo voli nazionali e, soltanto da poco tempo, erano stati istituiti due soli voli internazionali a settimana: per Parigi e Amsterdam.
La cosa fu riportata all'ingegnere inventore il quale stupito disse: "Ma cosa hanno capito questi? I brevetti europei si fanno qui, in Italia, all'ufficio brevetti dove si richiedono anche quelli per il nostro Paese. Per quelli europei risponde l'ufficio di Monaco di Baviera, ma per scritto, ed in tedesco per di più. Non usano nemmeno l'inglese, che ormai è la lingua che fa da tramite per capirsi in tutto il mondo.
Sono andati a Monaco? A fare che? Con un aereo privato, visto che da quell'aeroporto non ci sono voli diretti! Caspita! Che invenzione importante deve aver fatto quest'uomo per mettergli a disposizione un aereo privato?! Ma poi parlano il tedesco o l'inglese costoro?"
Nel piccolo centro si rise molto perché si conosceva l'ignoranza di entrambi i coniugi.

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Il figlio del maturo spasimante della donna affetta da "bovarismo", visto che il suo tentativo su suo padre era fallito, rassegnato, commentò con qualcuno l'agire del marito di costei: "Faccio un paragone da dentista: "Le corna sono come i denti, fanno male quando spuntano, ma poi ci si mangia tanto bene!" ".
 

Ogni scusa è buona...

Da: Il Fatto Quotidiano

Renzi: “Landini sceglie la politica perché ha perso con Marchionne”

Il presidente del Consiglio durante il programma "In mezz'ora" dice: "Al netto delle simpatie e antipatie la Fiat sta cominciando ad assumere e a portare gente in fabbrica. Il dato di fatto è che Landini e la sinistra radicale quella partita la stanno perdendo"

Chissà perché io me lo aspettavo da un momento all'altro. Il suo essere onnipresente in TV, il suo blaterare in modo demagogico e arrogante, con quel tono aggressivo di chi ha stabilito unilateralmente che lui sta sempre dalla parte della ragione e sono gli altri che debbono giustificare sempre qualcosa davanti a lui, era evidente propaganda pro domo sua!
Adesso i cretini tesserati e non si trasformeranno (lui spera) in altrettanti voti!!
I sindacalisti sono i rappresentanti dei lavoratori e tali dovrebbero rimanere. Ma le adesioni, il seguito che hanno vanno tesaurizzati!
Ci sono fulgidi esempi di arricchimento in tal senso: Marini, l'Orso Marsicano che si è visto cosa ha fatto in Abruzzo quando si è buttato in politica ecc. ecc...
In una delle tante trasmissioni-salotto a cui Landini ha partecipato promuovendo la sua immagine, a domanda precisa su quanto guadagnasse come dirigente sindacale ha risposto euro 2.500 al mese! Che è una bella sommetta per qualsiasi operaio FIAT e non solo! Ma vuoi mettere con i soldoni che si fanno in politica?

La Scuola lasciata sola

Da: Il Messaggero - di Raffaella Troili

Torre Maura, pugni a maestra e compagni: bullo di 5 anni terrorizza la scuola

In classe ieri c'era solo Marco (nome di fantasia), perché i genitori dei piccoli della sezione B e i loro figli hanno paura di prendere altre botte. Ha dell'incredibile quel che accade da mesi nella materna ed elementare Bachelet di via del Fringuello, Torre Maura. C'è un bambino di 5 anni che ha girato diverse scuole, che è considerato «violento» e sua madre che non ne vuol sapere e che appena può tira pugni alla maestra, calci ai papà, morsi ai bambini, minacce un po' a tutti. Da ieri le tre classi di materna sono quasi vuote, alla maestra dopo l'ennesimo ko è stato consigliato di mettersi in aspettativa. I carabinieri vanno e vengono dall'istituto. Alle 17 i genitori di materna ed elementare si riuniscono: «Abbiamo paura per i nostri figli, non solo Marco mena a tutti ma sua madre ora li minaccia di morte». Mamme e papà hanno intenzione di picchettare la scuola, finché «la preside non attiverà il servizio di vigilanza del Provveditorato agli studi». Intanto la direttrice ha inviato una relazione ai carabinieri dell'Alessandrino. Sempre ieri un papà e una nonna aggrediti sono stati refertati all'ospedale Villa Irma. Il bambino è arrivato a settembre, la situazione è presto degenerata. Pugni, sassi e forbici verso i bambini, sembra impossibile eppure un piccolo fomentato dalla mamma è in grado di tenere sotto scacco una classe.
«TORNANO IN LACRIME»
«Finché la preside non prende provvedimenti non li mandiamo più a scuola: hanno paura, tornano piangendo, alcuni hanno ricominciato con il pannolino. Il problema è che il ragazzino viene istigato dalla mamma, è lei che gli dice vai a colpire il figlio di quello o di quell'altro. Ha girato le scuole del quartiere, anche alla Corradi ha collezionato denunce: spintona, prende per il collo, tira quel che capita». Serve un sostegno, un supporto, alla famiglia, alla scuola, al bimbo, prima che accada qualcosa di più grave. Se il bambino se la prende soprattutto con i piccoli, la mamma pensa ai grandi: la maestra ha rimediato due pugni allo stomaco, è svenuta, sporto denuncia. Altri genitori dopo aver incassato testate e braccia rotte, sono andati dai carabinieri: si è scoperto che il compagno della donna, romeno, aveva tre procedimenti di custodia cautelare e pur latitante, era presente al consiglio di classe dove sono andati ad arrestarlo. Da allora la signora gira minacciando: «Io non ho più il marito, voi non avrete più i figli». «E noi bloccheremo la scuola, quella dice che va ad ammazzare i bambini». Intanto è saltata la festa di Carnevale, le aule sono deserte, qualcuno ha attivato Save the children.
Venerdì 13 Febbraio 2015, 05:54 - Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 01:41

Roma, «mio figlio autistico chiuso in un'aula». La denuncia della mamma: «Negata anche la gita»

di Lorenzo De Cicco
«Mio figlio disabile vive a scuola isolato da tutti, costretto a stare in una classe separata dai compagni. E ora non potrà neanche partecipare alla gita scolastica che la sua classe farà in Vaticano». Questa è la denuncia della mamma di un bambino di 11 anni, Christian, affetto da una grave forma di autismo, che studia alla scuola elementare Sant'Anna di Valmontone, in provincia di Roma. La preside della scuola, Antonietta Fusillo, respinge le accuse: «La malattia del bambino è molto grave. Putroppo è molto irrequieto, in passato ha lanciato sedie contro i suoi compagni. Per questo, insieme alla neuropsichiatra della Asl, abbiamo deciso di spostarlo in un'aula dedicata a lui. In ogni caso speriamo di riuscire a portarlo in gita in Vaticano, ci stiamo organizzando».
IL RACCONTO
Due versioni discordanti. Una, quella della mamma di Christian, che mette duramente sotto accusa l'istituto. Dall'altra quella degli insegnanti e del Comune che respingono con forza l'idea della discriminazione e parlano di «una soluzione nell'interesse primario del bambino».
La mamma di Christian racconta che il figlio è costretto a studiare da solo in un'auletta separata da tutti. La chiama «stanza del silenzio degli innocenti», per rendere l'idea quasi di una reclusione. «Lo tengono lontano dai suoi compagni per tutto il giorno» ha detto la donna al portale dei disabili ”Redattore Sociale”. «Finché andava a scuola a Ostia era ben integrato: passava tutto il tempo in classe. Solo quando aveva una crisi l'insegnante lo portava fuori e, appena si calmava, rientrava in classe. Da quando ci siamo trasferiti a Valmontone, due anni fa, la scuola è diventata una tragedia. Dicono che disturberebbe e che è pericoloso». Per questo la psichiatra della Asl ha suggerito di farlo studiare in un'aula separata. «Ma mio figlio non è pericoloso - ribatte la madre - Il pomeriggio va ad atletica e nessuno si lamenta».
La denuncia della famiglia del bambino non si ferma qui: «A maggio, la classe di Christian andrà in visita al Vaticano, ma ci è già stato detto che lui dovrà restare a casa, perché farebbe troppa confusione. La psicologa, poi, vuole che Christian resti alle elementari altri due anni. In questo modo, passerebbe alle medie a 13 anni. A me non sembra giusto, non credo che gli farebbe bene restare così indietro. Voglio che vada avanti fino al liceo, insieme ai suoi compagni». La preside della scuola, Antonietta Fusillo, fornisce una versione diversa: «Quando è arrivato il bambino ha lanciato sedie contro i suoi compagni. C'era una situazione di pericolo. La stessa Asl ci ha suggerito di dedicargli una stanza a parte, che peraltro è proprio accanto a quella dei suoi compagni. E non è un bunker: c'è lo stereo, il lettore dvd, i colori».
«L'aula - spiega Giulio Pizzuti, delegato alla Scuola del Comune di Valmontone - è stata anche foderata di cuscini l'anno scorso, su suggerimento della Asl, perché altrimenti il bambino rischiava di compiere atti di autolesionismo». Del caso ora si occuperà la Commissione parlamentare per l'infanzia.
Domenica 22 Febbraio 2015, 06:18 - Ultimo aggiornamento: 12:49
La scuola esiste principalmente per dare una formazione culturale ed educativa agli Italiani e agli immigrati regolari. Ma anche ai figli dei nomadi, sia di nazionalità italiana che non.
Tutto questo ha un costo enorme e richiede un impegno umano enorme.
Come molte cose di questa nostra Italia, che sembra aver smarrito il buonsenso per scivolare sempre più in una follia sociale, la scuola va male. 
Qualche volta per incapacità professionale e/o umana di qualche suo componente: maestri, professori, presidi... Ma queste persone, che esistono in ogni categoria di lavoratori, possono essere arginate in parte dai meccanismi correttivi dell'organizzazione nel suo insieme... Quello che sfugge a chi emana regole e decreti dall'alto però è la realtà nella quale educatori e presidi si trovano ad operare.
Si può chiedere e pretendere l'impossibile?
Penso di no. Visto che i primi a non chiederlo a sé stessi sono proprio coloro che decidono Leggi, Regole e Normative.
Gli esempi riportati in questi due articoli sono all'ordine del giorno nelle nostre scuole e creano situazioni al limite. Perché se è vero che il bambino alterato da genitori anormali sfoga la sua aggressività in classe, è altrettanto vero che i genitori dei bambini aggrediti hanno il diritto di mandare i propri figli a scuola serenamente ad imparare qualcosa e senza rischio per la loro salute ed incolumità.
Come possono gli insegnanti trasmettere il sapere se debbono fronteggiare scene di violenza quotidiane?
Dove finisce il diritto di integrazione del bambino disturbato nel comportamento? Penso dove inizia il diritto di un altro bambino di stare sereno in classe, in modo da apprendere quello per cui va a scuola, e di non essere aggredito e ferito.
Come possono degli insegnanti, presidi, psicologi della ASL di competenza, fronteggiare questi problemi confliggenti dei diritti degli uni e degli altri?
Scaricare tutto sulle spalle dei Presidi a cui il governo Renzi ora ha tolto anche la figura del Vicepreside per me è pura follia sociale. 
Siamo passati nell'arco di poco più di 60 anni dalle ghettizzanti "classi differenziali", in cui veniva messo sia il bambino un poco più tardo nel rendimento scolastico sia il bambino che ne sapeva più delle maestre, all'immissione totale di bambini e adolescenti a cui la sorte ha inflitto gravi carenze psichiche e comportamentali al punto tale che non riescono neppure a giovarsi della sacrosanta integrazione.
Dalle stalle alle stelle, ma queste stelle debbono davvero essere utili per brillare, e non lo sono per certi casi in cui l'esserino disturbato non è proprio raggiungibile dal contorno e dunque non può averne miglioramento per sé, mentre il resto dei bambini ne ha un abbassamento di serenità e di apprendimento.
Gli insegnanti ed i presidi, anche i migliori e motivati, non sono ancora attrezzati per i miracoli, dunque chi stabilisce Leggi, Regole e Norme inizi col mettere i piedi per terra.

Vergogna senza fine

Da: TGCOM 24

L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Il comandante della Costa Concordia aveva dichiarato che era stato il legale a riferirgli di una proposta di partecipazione all'Isola dei Famosi


L'avvocato di Francesco Schettino lascia la difesa: "Sono stanco"

Dopo l'ultima puntata del programma tv Le Iene, Schettino ha dichiarato che fu Domenico Pepe a riferirgli a novembre di una proposta di partecipazione al reality "Isola dei Famosi" e di un possibile compenso da oltre 2 milioni di euro.

Il legale, però, ha spiegato che "nel novembre 2014 ci fu un solo contatto telefonico con un funzionario di Mediaset che mi chiamò per un programma televisivo a cui avrebbe dovuto partecipare Schettino. Ma poi la cosa da parte mia non ebbe alcun seguito".

Commenti

soresina21/02/2015 - 14:33
si è reso conto adesso chi stava difendendo? Meglio tardi che mai.
Pupi197021/02/2015 - 11:18
Questo personaggio lo dovrebbero mettere si in un isola ma da solo per il resto della sua vita e senza niente da mangiare !!! Vergogna !!!
74Davide21/02/2015 - 10:14
Personalmente metterei Schettino in piazza alla gogna ed alla mercè dei parenti delle vittime del disastro causato,in primis,da quel codardo che è il personaggio in questione !
fabrizio4921/02/2015 - 10:04
ci credo ad un mostro come schettino non bastano gli anni che gli hanno dato , ma bensi 40 anni con tutti i morti che ha sulla coscienza si dovrebbe vergognare, capisco il legale, si sara accorto di tutte le bugie che fino ad ora a raccontato.
Emigrato in Francia21/02/2015 - 09:50
Non avrebbe nemmeno dovuto accettarne la difesa...
Fornarina21/02/2015 - 08:55
Finalmente ha capito che l'uomo che ha difeso finora è INDIFENDIBILE!!!!
Da ogni punto di vista la si guardi.....
Come ci sarebbe andato in Honduras Schettino sotto processo? Perché pare che codesta squallida trasmissione si svolga lì!
Ritiro del passaporto? A quando? Aspettiamo che costui scappi in Sud America e continui a far parlare di sé su come fa soldi con il disastro che ha provocato?
C'è gente che non ha vergogna e non ha limiti. Fa di tutto ma continua a dare scandalo perché non ha il senso del limite. L'unica cosa che conta è il proprio ipertrofico IO da difendere a tutti i costi... e ci vogliono SOLDI!!!