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domenica 10 giugno 2012

Viva l'Italia contro gli italiani!


Pensioni gratis agli stranieri: è boom
di redazionale - 29/05/2008

Fonte: L'Espresso 


Senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l’anno 
Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all’Inps chiedono il ‘vitalizio’
Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un modenese non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni. Ci sarebbe una certa preoccupazione anche a Modena per il dilagare di richieste d’assegni sociali da parte di immigrati che, a quanto sembra, stanno mettendo in seria difficoltà l’Inps.

Non esistono cifre precise del fenomeno a livello modenese (il fenomeno è nazionale), anche perchè i funzionari dell’ente di viale Reiter - contatti anche ieri - spiegano che dati e informazioni possono essere forniti solo dalla Direzione Generale di Roma. Dalla capitale ci spiegano che i dati, per singole province, possono rilasciarli solo dopo una richiesta scritta all’Inps di Modena, incaricata poi di inoltrarla alla stessa Direzione Generale. Insomma, forse fra qualche mese si potrà sapere qual’è la situazione modenese sul fronte assegni sociali agli immigrati.
Ma in che cosa consiste questa richiesta da parte degli immigrati degli assegni sociali?

Le cose stanno così: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto a quella che una volta si chiamava "pensione sociale". Quando gli extracomunitari regolari residenti in città o in provincia con tanto di carta di soggiorno in regola e residenza, si sono accorti delle normativa di legge - tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001 dell’allora governo Amato) che ha riconosciuto l’assegno sociale anche ai cittadini stranieri - non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare a Modena genitori o parenti anziani. Tra gli immigrati extracomunitari, pare che gli albanesi siano stati gli antesignani e maestri in materia.

Come funzione questa legge varata dal parlamento italiano?
L’extracomunitario regolare, dopo aver fatto venire a Modena i congiunti, manda i familiari o il familiare ultra- 65enne all’Inps. Qui l’interessato autocertifica l’assenza di reddito oppure dichiara la pensione minima nello Stato di provenienza - che deve essere certificata - e il gioco è fatto. L’Inps a quel punto eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale, più 154,9 euro di importo aggiuntivo. In totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi 7.156 euro l’anno, esentasse. In sostanza genitori, nonni e parenti tutti over 65 di lavoratori extracomunitari, percepiscono i 7.156 euro all’anno, senza aver mai versato alcun contributo all’Inps.

Tutto questo mentre una buona fetta di pensionati modenesi, percepisce pensioni di 500 euro al mese, meno dell’assegno agli anziani stranieri e tutto questo dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita. C’è poi un altro particolare che sa tanto di "beffa": se il genitore, il nonno, il parente straniero a Modena non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l’assegno continua a decorrere. E nei paesi nordafricani con queste cifre si vive da "nababbi". Ultimamente comunque sono satte adottate restrizioni e gli stranieri che beneficiano dell’assegno sociale non devono lasciare il nostro paese. Le domande degli stranieri per l’assegno sociale sarebbero in costante aumento e vengono quasi sempre accolte dall’Inps, visto che la legge non prevede nè un minimo di versamenti e nemmeno un certo tempo di residenza.
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Giuliano Amato e il paradosso della previdenza: gli italiani sono a dieta per i vitalizi agli stranieri
di Gabriele Villa
Una legge di Amato dà agli stranieri over 65, anche senza contributi, un assegno sociale che ci costa 50 milioni l’anno. Dal 2008 per riscuotere bisogna risiedere in Italia da dieci anni. L'Inps teme che sempre più nullafacenti se ne possano avvantaggiare
È un giochino che ci costa 50 milioni di euro all’anno. Centesimo più, centesimo meno. Un pacco, rifilato agli italiani di buona memoria, dal dottor Sottile, alias Giuliano Amato, nel 2000 e perfezionato qualche anno dopo, nel 2007, da Romano Prodi, un altro specialista in ecumeniche fregature per le nostre tasche. Ve la ricordiamo quella bella pensata, la legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001) che stabiliva quanto segue: gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure sono sotto la soglia dei 5mila euro annui, hanno diritto all’assegno sociale (quella che fino al 1996 si chiamava pensione sociale). Inutile dire che, appena gli extracomunitari con carta di soggiorno in regola e residenza si sono accorti di questa manna che pioveva dai cieli italiani non hanno fatto altro che presentare domanda di ricongiungimento familiare e far arrivare genitori o parenti anziani. Come funziona il giochino? Semplice.
Gli extracomunitari con carta di soggiorno possono chiedere di farsi raggiungere dai propri genitori, dichiarando di averli «in carico». E questi, non appena varcati i nostri confini, hanno diritto a presentare la loro simpatica domanda per l’assegno sociale. Ecco dunque, approssimati per difetto almeno 50 milioni di euro che finiscono annualmente nelle tasche di stranieri che non hanno mai lavorato, né pagato tasse nel nostro Paese. Un esercito destinato a crescere in maniera esponenziale. All’Inps temono infatti soprattutto l’attacco alle già semivuote casse, da parte degli immigrati dell’Est, romeni e polacchi, in particolare. Paradossale è che, oltre a languire le casse, languono anche i dati perché l’Inps parla, sempre approssimando per difetto, di circa 19mila «percettori» di quest’assegno sociale nati in Paesi esteri, ma il dato sembrerebbe comprendere anche italiani nati fuori dai nostri confini. Tuttavia le dimensioni del pericolo sono sempre più preoccupanti considerato che gli stranieri residenti in Italia, al 1 gennaio 2011 erano 4 milioni 563mila, con un incremento di 328mila unità (per un saldo totale del 7,5 per cento) rispetto al 1 gennaio dell’anno scorso.
D’altra parte fa la sua anche l’Unione Europea che impone all’Italia di estendere a tutti i cittadini comunitari qualsiasi forma di welfare sia offerta agli italiani e quindi non c’è via d’uscita. Almeno apparentemente. Per la cronaca il nuovo importo per l’assegno sociale 2011 è stato fissato dall’Inps in 5.424,9 euro. Facciamo una moltiplicazione e soprattutto molte addizioni, visto che il numero dei «pensionati importati» sta crescendo vertiginosamente, e si può ben capire il malcontento di tanti, troppi pensionati nostrani che vivono sulla loro pelle questa drammatica incongruenza con le loro pensioni di 500 euro al mese dopo aver versato contributi e pagato tasse per una vita. E quando, altro caso emblematico, l’Inps dopo mille, sacrosanti controlli e verifiche, per carità arriva concedere a un invalido (un invalido stra-vero, non stra-finto) una pensione per una invalidità al 100 per cento che ammonta meno di 300 euro.
Certo ultimamente sono stati introdotti dei correttivi tipo quello previsto dalla circolare Inps 105 del 2 dicembre 2008 che impone o meglio imporrebbe almeno 10 anni di effettivo soggiorno in Italia, la residenza fissa e altre quisquilie che dovrebbero impedire ai furbetti stranieri di percepire l’assegno sociale senza mai aver lavorato e di andarselo a spendere nel loro Paese. Ma, come si sa, fatta la norma, trovata (anche dagli stranieri) la possibilità di aggirarla. Già, perché se vogliamo continuare a masticare fiele c’è di più. È vero che l’assegno sociale sulla carta è vincolato alla residenza sul territorio italiano e se il percettore torna a casa propria, il suo diritto decade. Ma se non lo segnala, o si «dimentica» di segnalare il suo trasloco, però, potrebbe continuare a incassare pur non avendone titolo. Controllare che questo non accada è di fatto impossibile visto e considerato che l’Inps può svolgere controlli solo tramite le anagrafi comunali, e non sono molte quelle in grado di segnalare all’ente previdenziale anomalie e abusi. Quindi se il genitore, il nonno, il parente straniero in Italia non si trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l’assegno continua a decorrere. E il Paese del Bengodi paga e spreca. 
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Prodi regala la pensione ai parenti degli stranieri
di Gian Marco Chiocci 
e Massimo Malpica
Il "dono" ci costa 50 milioni all'anno. Chi lavora può chiamare in Italia i familiari: per l'Inps una pioggia di sussidi da 400 a 600 euro mensili.  

Pensioni facili per gli stranieri «ricongiunti», con il beneplacito del governo Prodi, che a febbraio 2007, con un decreto, ha allargato le maglie dei confini per i parenti degli immigrati, alleggerendo i criteri di ammissione delle domande. Di certo l’assegno sociale, pensato per sostenere gli italiani con redditi irrisori, è l’ultimo traguardo a cui mirano stranieri e nuovi cittadini Ue. Un fenomeno allarmante, che l’Inps negli ultimi mesi ha più volte segnalato con toni d’emergenza al Viminale. Della destinazione di quegli assegni (da 395 a 580 euro mensili, più tredicesima) parla in modo critico anche il sindacato di polizia Coisp. «C’è un trend in fortissima crescita nelle comunità straniere, legato ai ricongiungimenti familiari, che permettono a migliaia di ultra65enni d’oltreconfine di incassare i soldi del nostro sistema pensionistico senza aver mai lavorato un solo giorno in Italia», spiega Franco Maccari, segretario del sindacato di polizia.
In pratica, gli extracomunitari con carta di soggiorno e i neocomunitari che lavorano in Italia da tre mesi possono chiedere di farsi raggiungere dai propri genitori, dichiarando di averli «in carico». E questi, una volta qui, hanno diritto a fare domanda per l’«assegno sociale». Un capitolo di spesa da non sottovalutare, considerando le non floride condizioni del sistema previdenziale. «A dir poco quest’anno saranno 50-60 milioni di euro che finiscono nelle tasche degli stranieri, e gli “aventi diritto” sono fatalmente destinati a crescere in maniera esponenziale», continua Maccari. «Non è un problema di razzismo, ma siamo sicuri che un Paese che non riesce a pagare non solo pensioni dignitose ai propri cittadini, ma nemmeno la benzina alle volanti della polizia possa permettersi tanta generosità?».
Alla sede centrale dell’Inps l’allarme è concentrato sui «vicini» dell’Est. Romeni e polacchi, in particolare. Sarebbero loro il vero «pericolo» per le finanze nazionali. A dirla tutta, il fenomeno è difficile da quantificare. I dati non vengono disaggregati per nazionalità del richiedente l’assegno sociale, essendo apolidi e stranieri equiparati agli italiani. L’unica cifra, attendibile fino a un certo punto, che l’Inps è in grado di fornire parla di 18.409 «percettori» nati in Paesi esteri, ma il dato comprende molti italiani nati fuori dai nostri confini. Ma per farsi un’idea della dimensione del problema basta scorrere i dati del dossier Caritas sulle presenze in Italia di romeni (555.997) e polacchi (90.776), dati peraltro da ritoccare al rialzo, considerato che, nel frattempo, la Romania è entrata nell’Unione europea. E il problema, fanno sapere dall’Istituto previdenziale, è proprio questo. «L’allargamento Ue è diventato un punto di forte criticità», spiega un alto funzionario dell’Inps. «Mentre nell’Europa dei quindici i welfare erano economicamente omogenei, la situazione di queste nuove nazioni è decisamente sbilanciata. Eppure l’Ue ci impone di estendere a tutti i cittadini comunitari qualsiasi forma di welfare sia offerta agli italiani. Insomma, abbiamo le mani legate, e per un romeno l’assegno sociale è particolarmente allettante e facile da ottenere». Basta che il neocomunitario dimostri di avere un reddito in Italia da tre mesi perché possa «invitare» i propri genitori nel Bel Paese e farli diventare assistiti Inps, senza colpo ferire. E c’è di più. L’assegno sociale sulla carta è vincolato alla residenza sul territorio italiano: se il percettore «torna a casa», il suo diritto decade. Se non lo segnala, però, potrebbe continuare a incassare pur non avendone titolo. Controllare che questo non accada è praticamente impossibile: l’Inps può svolgere controlli solo tramite le anagrafi comunali, e non sono molte quelle in grado di segnalare all’ente previdenziale anomalie e abusi. «È un warning che abbiamo già girato al ministero dell’Interno - spiegano dall’Inps - perché sarebbe vitale contenere almeno le irregolarità. Già così abbiamo enormi difficoltà ad arginare il vistoso incremento di domande di assegno sociale piovute negli ultimi 4-5 mesi per lo più dai romeni». Una nemesi storica: i romani colonizzarono la Dacia, un Romano ne ha pensionato gli eredi. 

Senza commenti. Cosa intendete fare alle prossime elezioni?
Qualcuno mi ha detto che vuole dare fuoco alla cabina elettorale: rideva scherzando amaramente.

Abusivismo edilizio

Novità da laruslegambiente.it 


Bene il rinvio a giudizio per i responsabili della villa abusiva sulla spiaggia di San Felice Circeo ora si prosegua con determinazione.
i prossimi quattro appuntamenti saranno fondamentali per il futuro della città ci aspettiamo atti formali e massimo impegno

La notizia del rinvio a giudizio per i responsabili (dirigente del Comune di San Felice Circeo e proprietari) della costruzione di una lussuosa villa di due piani, realizzata abusivamente nel 2010 a soli 300 metri dal mare, a San Felice Circeo, del valore stimato di ben 500mila euro, è un segnale importante per un territorio troppo spesso caratterizzato da abusi edilizi e illegalità diffusa. Proprio nel 2010, l'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, su sollecitazione del circolo Larus, inviò un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica e alle forze dell'ordine chiedendo un immediato intervento sull'opera abusiva.

L'auspicio è che il giudizio conduca presto al riconoscimento delle responsabilità e, come prevede la legge, all'abbattimento dell'opera abusiva o alla sua assegnazione ad iniziative di alto valore sociale.

DA: LATINA24ore.it

Sabaudia, i “vip” restano proprietari delle ville sulle dune

29/07/2011, di (modificato il 28/05/2012 alle 11:04 am).
Possono tirare un sospiro di sollievo più di duecento possessori di abitazioni e strutture alberghiere a Sabaudia. Dopo una causa intentata dal comune di Sabaudia sulla proprietà di quei terreni, molti “vip” rischiavano di perdere i beni acquistati.
Quella della prima sezione della Corte D’Appello di Roma di tre giorni fa è una decisione che mette al riparo le proprietà di Francesco Totti, Giovanni Malagò, Villa Volpi di Misurata, dei principi Campello, Carla Fendi, l’ambasciatore Bettini e molti altri. Un appello presentato dai proprietari contro il comune di Sabaudia e la famiglia Scalfati e che vede costituitesi in giudizio quasi cento persone, della quali circa la metà difese dall’avvocato Carlo Alberto Melegari.I proprietari hanno dimostrato la legittimità del proprio diritto di proprietà messo in discussione dal Comune che reclamava i terreni sui quali sono state edificate le ville.
La sentenza che li mette al sicuro, salvo eventuali ricorsi in Cassazione, ribalta una storica decisione con la quale il tribunale di Latina aveva attribuito l’area dei Tumuleti, che corrispondono in sostanza alle dune, al comune di Sabaudia. Quest’ultimo, nel 1962, aveva infatti intentato una causa contro il Comune di Terracina che, intorno agli anni ’50 consegnò le dune alla società milanese Domiziana che alienò a terzi i lotti in questione. Con questa sentenza il tribunale assegnava quindi la proprietà al Comune di Sabaudia annullando l’atto di compravendita risalente al ’52. Una vittoria non solo sulla cittadina limitrofa ma anche sulla famiglia Scalfati, proprietaria del lago di Paola, che rivendicava la proprietà della zona.
Salvo colpi di scena si chiude un capitolo storico della cittadina tanto ambita dai vip, che implica anche una cospicua somma che il Comune di Sabaudia e la famiglia Scalfati dovranno pagare in favore delle parti, circa 400mila euro di spese processuali.

RIFLESSIONI:

Il Parco nazionale del Circeo, istituito nel 1934, è una delle più antiche aree naturali protette d'Italia. Ubicato lungo la costa tirrenica del Lazio meridionale, si estende lungo il tratto di litorale compreso tra Anzio e Terracina, coprendo una superficie di 5.616 ha.
Nel territorio del parco è compresa una fascia costiera sabbiosa che si estende, in lunghezza, per circa 22 km, partendo dalla scogliera calcarea del promontorio del Circeo, appena sotto torre Paola, per arrivare sino a Capo Portiere.


Come sia dunque possibile che un magistrato abbia potuto ritenere lecita la lottizzazione del 1952 su terreno che dal 1934 era stato assegnato al Parco Nazionale del Circeo, dunque di Area Protetta e non certo edificabile, lo sa soltanto lui.
Sono queste le sentenze che fanno paura e che fanno pensare che nonostante tutte le leggi che ci diamo in questo Paese si trova sempre il modo di aggirarle. Il cittadino, checché ne dica Antonio Di Pietro che dice che dobbiamo fidarci della magistratura, non solo non si fida affatto, ma ne ha paura perché, nonostante precise norme, si scopre che sono interpretabili a piacimento del magistrato di turno ed aggiustabili come un vestito su misura...
Questa sentenza stabilisce che la Duna è edificabile perché le ville sono di personaggi ricchi e noti e che il terreno sul mare non è del demanio, nè dell'Ente locale Comune, bensì di privati... Un vero obbrobrio di sentenza. Dicono che le sentenze non si discutono, ma possono fare schifo però. Soprattutto se le si paragona ad altri esempi in cui, cittadini comuni, non ricchi né famosi, si sono visti sequestrare la casa perché costruita in terreni destinati alla costruzione solo di tinelli agricoli e non già a case di civile abitazione: è il caso di Rignano Flaminio.

COMITATO RESIDENTI PRATACCIO, SU CASE SEQUESTRATE A RIGNANO C'ERA OK REGIONE
Roma, 4 mar. - (Adnkronos) - "Le abitazioni che sono state sequestrate sono quasi tutte case abitate e isolate, tutte ville con due ettari di terreno intorno, in campagna. Solo due o tre sono in fase di ultimazione, le altre sono state finite circa otto anni fa. La mia in particolare nel 2005. Molti di noi hanno comprato anche con la casa finita. Nel 2007 c'e' addirittura un parere favorevole alla costruzione da parte della Regione Lazio, che era stata interpellata dal Corpo Forestale, in cui si escludeva la lottizzazione abusiva".

Lo ha detto all'ADNKRONOS l'avvocato Lorenzo Giandomenico, presidente del comitato residenti di Prataccio, a Rignano Flaminio, dove oggi sono state sequestrate una ventina di abitazioni dal Corpo Forestale.

Ho letto degli articoli sul caso di Rignano Flaminio e mi accorgo anche dell'ignoranza imperdonabile di certi giornalisti, magari anche  iscritti all'Albo, i quali scrivono senza documentarsi e facendo così della pessima informazione che aumenta la confusione e non consente alla gente di farsi un'idea precisa. Ad esempio confondono la licenza edilizia con la concessione, scrivendo che: ...il comune ha rilasciato la concessione senza sapere che i progetti erano stati cambiati...
I Comuni rilasciano le licenze edilizie sulla base delle leggi locali (ad esempio se è zona sismica il progetto dovrà rispettare la regola antisismica), poi per dare la concessione i tecnici dell'Ufficio Tecnico Comunale debbono andare a controllare la regolarità della costruzione ed il rispetto di tali progetti, sulla  base di tali controlli viene rilasciata la concessione edilizia, il cui numero viene inserito nell'Atto Notarile di Compravendita.
Se il notaio non controlla che ci sia una concessione con regolare numero registrato dovrebbe rischiare il sigillo notarile!! 
In sintesi: perché ci si lamenta che crollano le case se si consente l'abuso edilizio?
Perché non vengono radiati dall'Albo e ritirato il sigillo notarile ai notai che si prestano a questi giochi, quando lo Stato li ha nominati Ufficiali addetti proprio a tale controllo?
Perché non si radiano dai pubblici uffici coloro che nelle Amministrazioni comunali chiudono tutti e due gli occhi dietro compensi o favori e imbrogliano le carte?
Perché si fa pagare a chi è stato vittima di truffa da parte dei costruttori, dei notai e dei pubblici amministratori dei comuni quando invece il truffato andrebbe tutelato? 
Perché le norme sull'edilizia abusiva sono severe se si costruisce  con diversa destinazione d'uso una villetta là dove doveva esserci un tinello agricolo, e sono invece lasche se si costruisce sulla Duna inserita nel Parco Nazionale a pochi metri dal mare?

Un Paese che applica le leggi in codesta maniera è un Paese allo sbando. I cittadini non hanno nessuna garanzia e nessun riferimento: e di questo ringraziano i politici, i pubblici amministratori e la magistratura. 


Povera bella Italia fra politici e Vaticano!!

Sotto il post di Antonio Di Pietro intitolato: "Come posso votare Monti se con sobrietà mi fa morire di fame?" pubblicato sul suo blog, ho scoperto un pensatore-filosofo interessante che, in data 9 giugno 2012, scrive i  seguenti commenti: 

gennaro esposito
DIO SEMBRAVA MORTO… ERA SOLO DIVENTATO OFFSHORE
MA TU STATO, come vuoi vincere la mafia, se hai in casa, “qualcuno” che, avvalendosi dell’extraterritorialità delle banche, non paga le tasse come gli altri, che prende soltanto, che gioca pure sulla superficialità e sul conformismo del popolo beota, alimentandolo di riti imbrogliati, di pseudo-ragionamenti, senza capo nè coda, cioè di superstizione religiosa, mentre oscuramente complotta, con chiunque abbia capitali da occultare e/o riciclare?
La politica sta diventando tempo perso. Il caos preme, assieme all’interesse egoistico, che sacrifica la pace sociale, e la civile convivenza. I cosiddetti mercati, ne sono una prova indipendente. Fra crimine organizzato, coperto dalle istituzioni più varie, e il gioco d’azzardo della finanza, su scala globale, presto avremo la guerra totale, come risultato. Cos’è? Autoregolazione demografica naturale? Incipiente estinzione della specie, nel momento di massima maturazione? Che è un attimo dopo declino?
Sommate fede ridicolizzata dalle banche “religiose-mafiose”, istituzioni screditate da leggi elettorali autocratiche (porcellum dei nominati), gabelliere equitalia assatanato, politici voraci ladroni, ingiustizia sociale, crisi di rappresentanza accartocciata, disoccupazione di massa, specie giovanile, fame e depauperamento crescente in modo esponenziale… e che avrete?
Volete un aiutino?

gennaro esposito
L’Italia cambierà quando gli italiani crederanno più a quel che vedono che a quel che gli si dice dalla televisione.

gennaro esposito
Lo Stato senza diritti di cittadinanza alimenta il crimine organizzato, oltre che il suicidio sociale! Che altro voi credete sia la mafia?

Gennaro Esposito poi suggerisce di leggere il seguente articolo:

Da: Il Corriere.it

IOR, SANTA SEDE: DIETRO LA NOTA, UN INVITO AL BANCHIERE A NON SVELARE SEGRETI

Il memoriale di Gotti Tedeschi:
«Chiesi dei conti dei politici, iniziò la guerra»

Il banchiere cita depositi riconducibili a faccendieri e prestanome di boss mafiosi. Tra i nemici Cipriani e Simeon

Gotti Tedeschi (Reuters) Gotti Tedeschi (Reuters)
ROMA - Ha una precisa data di inizio la guerra interna allo Ior che si è conclusa con il licenziamento del presidente Ettore Gotti Tedeschi. Ed è lo stesso banchiere a fissarla nel memoriale che aveva affidato alla sua segretaria chiedendole di consegnarlo a tre persone «se dovesse succedermi qualcosa» e che voleva far avere anche al Papa. «Tutto è cominciato - scrive - quando ho chiesto di avere notizie sui conti che non erano intestati ai prelati». Depositi riconducibili a politici, faccendieri, costruttori, alti funzionari dello Stato. Ma anche a personaggi ritenuti prestanome dei boss della criminalità, come emerge da un'inchiesta avviata dalla procura di Trapani secondo cui all'Istituto per le Opere religiose potrebbero essere arrivati addirittura parte dei soldi del latitante Matteo Messina Denaro.
Nel dossier il banchiere sottolinea le forti resistenze incontrate e poi indica due persone che sarebbero in cima alla lista dei suoi nemici: il direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e il giovane manager Marco Simeon, direttore di Rai Vaticano e responsabile delle relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, ritenuto uomo di fiducia del cardinale Tarcisio Bertone. E sono in molti a leggere nella nota ufficiale della Santa Sede che evidenzia «le prerogative sovrane riconosciute alla Santa Sede dall'ordinamento internazionale siano adeguatamente vagliate e rispettate» un avvertimento allo stesso Gotti. Una sorta di invito a non svelare, nella sua collaborazione con gli inquirenti, nulla che riguardi quanto accaduto all'interno delle mura leonine. Ma anche un altolà ai magistrati perché non sia utilizzato alcun documento ufficiale del Vaticano. 
I nemici interni - Il sequestro del dossier composto da lettere, mail, appunti e resoconti di incontri che il banchiere ha raccolto nei due anni e mezzo trascorsi al vertice dello Ior certamente spaventa le alte gerarchie ecclesiastiche anche per le ripercussioni che può avere con la pubblicazione di nuovi atti. Nelle carte portate via dall'ufficio del banchiere i nomi dei suoi «nemici» ricorrono spesso. Non è un mistero che i rapporti con Cipriani non siano mai stati idilliaci e queste frizioni emersero già all'inizio dell'indagine avviata dalla procura di Roma che aveva disposto il sequestro di 23 milioni di euro transitati su un conto Ior ipotizzando nei confronti di entrambi l'accusa di riciclaggio. Dopo una atteggiamento iniziale di chiusura, Gotti si sarebbe mostrato disponibile alla collaborazione, mentre il direttore generale avrebbe ribadito la sua contrarietà a fornire elementi utili a individuare i titolari dei depositi e si sarebbe sempre espresso in maniera negativa sulla possibilità di fornire indicazioni anche su conti correnti che non risultano più attivi ma per i quali si potrebbero ricostruire le movimentazioni pregresse.
Un atteggiamento condiviso - sempre secondo Gotti - da Bertone e nelle carte il banchiere evidenzia l'avversità nei suoi confronti di Simeon, che nonostante abbia solo 33 anni è già stato responsabile delle relazioni istituzionali di Capitalia e Mediobanca. E vanta ottimi rapporti con il faccendiere Luigi Bisignani e con alcuni alti funzionari finiti agli arresti per corruzione nell'indagine sugli appalti dei Grandi eventi come l'ex provveditore alle opere pubbliche, Angelo Balducci. Sono tutti titolari di conti presso lo Ior e le verifiche patrimoniali effettuate nel corso delle inchieste avevano mostrato flussi di denaro che certamente transitavano su questi depositi. 
I soldi della mafia - Una storia simile a quella scoperta dalla Procura di Trapani che agli inizi di maggio aveva inviato una rogatoria alla Santa Sede per chiedere elementi su due conti correnti da don Ninni Treppiedi, ex gestore delle casse della Curia ed ex fedelissimo del vescovo Francesco Miccichè, indagato per una serie di ammanchi. Il prete è stato sospeso a divinis , mentre l'alto prelato è stato sollevato dall'incarico «per non aver vigilato sull'operato del suo sottoposto». In realtà aveva iniziato a collaborare con i pubblici ministeri e c'è chi ritiene che sia questo il vero motivo della rimozione. Nell'istanza trasmessa alle autorità vaticane vengono specificati i motivi di necessità per l'accesso alla movimentazione dei due depositi ma non è esplicitato il sospetto che ha preso corpo nelle ultime settimane secondo il quale quei soldi sarebbero serviti a riciclare anche denaro proveniente da Matteo Messina Denaro.
Oltre agli ammanchi della Curia, l'indagine si concentra su una serie di investimenti immobiliari e vendite di beni ecclesiastici che potrebbero nascondere il passaggio di soldi a prestanome e la necessità di «ripulirli» attraverso il transito su società e istituti di credito non accessibili ai controlli diretti, come appunto è lo Ior. Adesso bisognerà scoprire se davvero, come lui stesso avrebbe sostenuto, Gotti aveva manifestato la volontà di assecondare almeno in parte le richieste delle autorità italiane. Oltre ai conti finiti nell'inchiesta di Trapani ci sono infatti una decina di operazioni sospette segnalate alla procura di Roma e sulle quali sta già svolgendo accertamenti la Guardia di finanza. Movimentazioni che portano proprio ai conti Ior intestati a preti e suore.
9 giugno 2012 | 15:29

Da Calvi "suicidatosi" (secondo Scotland Yard, "bona pure sta' polizia inglese", te la raccomando!!) a Gotti Tedeschi l'orrore delinquenziale della "Banca" del Papa continua. Come possono coloro che hanno bisogno di un'idea di Dio continuare ad affidarla a costoro?
E' proprio il caso di dire che gli uomini se lo vogliono... Come in politica che non sanno più per chi votare data la dilagante corruzione, ipocrisia ecc.. Ipocrisia anche dello stesso Di Pietro, che fa il moralista, ma si tiene i milioni di euro del finanziamento al suo partito nel conto corrente IdV di cui hanno la firma solo lui e Silvana Mura... Per non parlare del "pasciuto" figlio che gli sta sempre vicino e sullo sfondo... per diritto ereditario.