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martedì 7 giugno 2016

Lettera ad una amica: debbono cambiare anche gli Italiani

Un'amica, che vive in una regione diversa dalla mia, mi ricordava ieri alcune parole del defunto Gianroberto Casaleggio:

"Voglio dirvi due cose. La prima è che sono un populista. Sono orgoglioso di essere un populista e di essere insieme a decine di migliaia di populisti. Un'altra cosa è che il potere deve tornare al popolo. Le persone nelle istituzioni devono ascoltare il popolo, non possono essere sopra la volontà popolare. Noi abbiamo cercato e stiamo cercando di introdurre dei concetti che abbiamo ribattezzato democrazia diretta, però in Italia non c'è neppure la democrazia. La democrazia in questo Paese è inesistente. Siamo in un Paese in cui i referendum non vengono accolti, vengono deviati, il loro significato viene annullato. Un Paese in cui abbiamo delle leggi popolari che non vengono discusse in Parlamento, in cui noi non possiamo decidere il nostro deputato o senatore. Stiamo parlando di una partitocrazia. Questa partitocrazia deve finire con i nuovi strumenti di partecipazione popolare, che vuol dire referendum non soltanto abrogativi, ma anche propositivi, vuol dire la possibilità di discutere le nostre leggi con i nostri parlamentari che mandiamo NOI in Parlamento, non i segretari dei partiti.
C'è una frase di Marco Aurelio che mi piace molto. Marco Aurelio disse che "Ciò che non è utile per l'alveare non lo è neppure per l'ape". Noi dobbiamo ricostruire il senso di comunità in questo Paese, se no non ne veniamo fuori. In alto i cuori!" Gianroberto Casaleggio

Pubblico quello che ho risposto alla mia amica:


Quello che disse Gianroberto Casaleggio è fin troppo ovvio. Nel mio piccolo l'ho scritto tante volte senza sapere cosa aveva detto Casaleggio: "democrazia zoppa", "democrazia inesistente", "democrazia morta", sono definizioni che ho sparso nei post del mio piccolo blog da quando esiste: fine 2010.
Il potere al popolo, però, mi ricorda il comunismo, che ha fallito in tutti i Paesi in cui è andato al potere. Chi viene delegato dal voto del popolo a governare deve ascoltare le esigenze maggiori del popolo, farne una sintesi, e comportarsi onestamente. Sono fiduciosa che la spinta di onestà del M5S farà qualcosa di buono nelle città dove governerà, a cominciare da Roma, anche se Virginia Raggi dovrà avere tanta forza e tanto coraggio, perché c'è da lavorare moltissimo su questa città in cui esistono interessi enormi e stratificati del peggiore malaffare.
Inoltre anni ed anni di mancanza di rigore nell'applicare regole e norme ha creato una mentalità in certa gente che è uguale a quella dei suoi rappresentanti politici: non combattono per un diritto violato, non pretendono dai pubblici impiegati e funzionari la corretta corresponsione di un servizio: chiedono il "favore". Il diritto barattato con il "favore". Quindi il primo a calpestare la democrazia è proprio il cittadino assuefatto a questa mentalità per me ripugnante. L'unica cosa che sanno fare è esplodere in scenate e invettive quando non riescono ad ottenere il diritto come "favore", oppure vanno a denunciare in modo scomposto chi non ha colpe del servizio mal reso o non reso.
Anche questa mentalità diffusissima andrebbe cambiata, ed è più difficile del cambiare rappresentanti politici.
Pensa al diffusissimo abusivismo edilizio.. Per molti è un diritto violare le Leggi! Pensa a chi, ovunque, getta rifiuti nei boschi, nelle strade, invece che nei posti normativamente stabiliti..
Non so dalle tue parti, ma qui, nel Lazio, rispettare il Codice della Strada è da "fessi": guidano con il cellulare all'orecchio, superano i limiti di velocità, sorpassano dove c'è il divieto e se non c'è corsia di sorpasso suonano a distesa perché tu vada nella corsia di emergenza per farli passare, non rispettano la precedenza di chi è dentro le rotonde all'europea immettendosi tagliandogli la strada..
Tutto questo avviene ogni giorno continuamente sotto i miei occhi. Questa è la gente che poi pretende il rigore e l'onestà da chi li governa? 
I rappresentanti dei partiti fanno schifo, ma anche tanta, troppa gente.

Rita







Gesti di ordinaria inciviltà