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venerdì 3 marzo 2017

Il partito della magistratura ad orologeria

Il dubbio viene: Renzi ha voluto il Congresso prima di quanto certi soggetti del PD invece volessero.
Oggi "Il Giornale", di cui non pubblico più niente da quando Sallusti allegò ad esso "Mein Kampf", il testo ignobile di Hitler, titolava addirittura "le manette a Tiziano Renzi"!
Vero o non vero il coinvolgimento del padre di Matteo, questa grancassa mi appare sospetta proprio quando il dimissionario Presidente del Consiglio e dimissionario Segretario del PD ha forzato con le sue scelte i tempi.
Così si spostano inevitabilmente i voti prossimi futuri della gente, smarrita, dubitosa e molto altro.
Si può dunque dire, senza tema di essere non realisti, che i magistrati in questo Paese influenzano fortemente le sorti politiche.
Avvenne già con l'inchiesta "Mani pulite": giustissima, in quanto il putridume era insopportabile. Ma già mentre era nel pieno degli arresti c'era chi mi diceva che sotto sotto la gente continuava a fare affari con le bustarelle, a scapito di chi offriva solo il proprio onesto lavoro senza pagarle. Insomma, come la delinquenza comune, che non si ferma mai anche se girano le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
Un PD dilaniato dai personalismi che dimostra drammaticamente che del Paese non gliene importa un tubo!
Emiliano, che faceva il magistrato, che si tiene per oltre un anno degli sms giudicati oggi prove d'accusa per il padre di Renzi e compagni! Se i giornalisti si sono inventati "il metodo Boffo" a me viene da dire "il metodo Andreotti", viste le voci che giravano sul fatto che la sua mente gelida pare che lo inducesse a tenere in cassaforte carte compromettenti .. per gli altri.
Ora si usano anche i cellulari.
Da: Il Fatto Quotidiano 23 gennaio 2017
Il 6 febbraio prossimo Michele Emiliano dovrà difendersi dall’accusa di illecito disciplinare davanti alla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura (Csm). Secondo l’atto di incolpazione della procura generale della Cassazione, il presidente della Regione Puglia ha violato la norma che vieta alle toghe di fare vita attiva nelle formazioni partitiche, visto che è ancora magistrato ma è anche iscritto al Partito democratico e partecipa alla sua attività in “forma sistematica e continuativa”. Di fronte al procedimento disciplinare avviato dal Csm nei suoi confronti, Emiliano replica: “Sono l’unico magistrato nella storia della Repubblica italiana eletto democraticamente dal popolo come Presidente della Regione, al quale la Procura generale della Cassazione contesta l’iscrizione ad un partito politico – scrive in una nota – nonostante non svolga le funzioni di magistrato da 13 anni causa l’espletamento di mandato elettorale”.

Questa nostra democrazia è davvero strana:
dovremmo essere tutti uguali di fronte alla Legge...
Perché allora per De Magistris, mio ex-compagno di Partito in Italia dei Valori, si chiesero le dimissioni dalla Magistratura per la sua entrata in politica?