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lunedì 28 ottobre 2013

Giletti in discesa

L'Arena era una delle poche trasmissioni della RAI in parte vedibili. Persino mio marito riusciva a seguirla un poco con interesse la domenica dopo pranzo, preferendola momentaneamente al lavoro sul PC o alla lettura.
Ieri non siamo riusciti a resistere che poche manciate di minuti.
Io ho iniziato ad essere contrariata già vedendo gli ospiti: a parte la bella e abbastanza brava giornalista Myrta Merlino e una funzionaria dell'Agenzia delle Entrate, c'erano Formigoni e... lo squalificato Oscar Giannino.
"Ma perché mi debbo sorbire le opinioni di una persona che si è inventata spudoratamente un curriculum inesistente?" Ho detto subito con una smorfia di disgusto.
Mio marito ha abbozzato un sorrisetto di assenso senza commenti.
Ora non dico che questo personaggio così particolare debba smettere di esistere, ma che scrivesse dove vuole, visto che mi pare faccia il giornalista di mestiere, e lo leggesse chi vuole.
Ma perché mai la RAI "Servizio Pubblico" deve chiamare e pagare quale opinionista un simile soggetto che, per me e per tutte le persone di buonsenso, non ha alcuna credibilità?
Intanto, ammesso che questa trasmissione la seguano dei giovani, è altamente diseducativo schiaffare lì, davanti a milioni di telespettatori, una persona che ha mentito in modo infantile e ridicolo su sé stesso e chiedergli cosa ne pensa di questo o quell'argomento.
Ma cosa ce ne cale a noi di cosa pensa uno che mente in modo patologico? Il messaggio che passa è che si può essere un mitomane ma non cambia nulla sulla sua credibilità.
Allora, giovani, la morale è che chi si inventa titoli che non ha lo può fare!! Tanto si rimane degni di essere consultati e ascoltati da milioni di telespettatori!
Poi Formigoni: è un politico, ex Presidente di una Regione importante come la Lombardia, posso capire che se ne vogliano ascoltare le opinioni sulle vicende che il suo partito, il PdL, sta vivendo.
Per chi pensa e riflette è educativo assistere all'aria sorniona di questo cattolico, pensando alle sue vicende personali di indagini della giustizia e riflettendo a come viene adoperato il cattolicesimo, con quale coerenza... Personalmente ho un'idea estremamente precisa dei valori del cattolicesimo, essendomi formata in Azione Cattolica ed essendone uscita, con estrema coerenza, perché non credevo più in Dio. Questo signore, invece, come molti, ha usato Comunione e Liberazione come un treno politico e non so quanti dei valori del cattolicesimo gli siano rimasti.
Detesto l'ipocrisia, ma purtroppo il mondo ne è pieno.
L'unica persona che poteva dare delle informazioni che potevano chiarire le idee sulle tasse ai cittadini era la signora dell'Agenzia delle Entrate, ma Giletti la interrompeva lasciando le sue frasi tronche e non conclusive... Forse temeva che i telespettatori apprendessero troppo? Meglio lasciarli nella nube, sempre più nebulosa, dell'informazione elusiva, sfumata, imprecisa, in modo da "non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere" al popolo bue?
Forse a Giletti hanno dato "un ordine di scuderia" di non svegliare troppo "il can che dorme"?
Scusate i luoghi comuni, ma rendono sinteticamente l'idea essendo frutto di lunga saggezza popolare.
Myrta Merlino ha detto poche cose ma appropriate, il millantatore non lo ascoltavo proprio, l'unica cosa che ho notato è stato il suo costoso panciotto ed i suoi terribili denti ed ho pensato: "Perché non risparmia sull'abbigliamento e si paga un buon dentista?"
L'argomento tasse sulla casa in base ai dati catastali poteva essere interessante, ma è finito tutto a "tarallucci e vino": il catasto è fermo, non è colpa della gente che ha ingrandito e costruito in abuso (???)... i comuni dovevano controllare e non hanno controllato, ci sono le foto del territorio ma .... non si applicano quando si parla di tasse!
Un vero abominio: se ci vedono Paesi dove il rispetto delle regole è segno di civiltà cosa debbono dire dell'Italia?
Perché mi debbo vergognare di essere italiana grazie a chi amministra la Cosa Pubblica?
Abbiamo resistito un altro po' sentendo la triste storia di una giovane madre morta di parto.
Anche qui Giletti ha fatto del populismo da portineria, ripetendo accoratamente al popolo commosso dalla triste vicenda: "Non si può morire di parto oggi in Italia!"
Le indagini e le perizie accerteranno se c'è stato dolo da parte dei ginecologi presenti in sala parto, ma una simile superficiale e perentoria frase che conteneva un chiaro "J'accuse" contro la classe medica  era fuori luogo, perché fa passare il messaggio che se uno muore la colpa è sempre del medico, una propaganda che i media hanno grandemente contribuito a diffondere negli ultimi anni e che non è vera informazione, ma della serie "facciamo di tutta un'erba un fascio"!
Questo ha comportato e comporta che la gente associa la morte alla colpa dei medici che, lo ricordo, non sono Dio, sono dei professionisti, fra cui si nascondono anche cani che dovrebbero appendere la laurea al cesso (ma gli Albi cosa fanno?), ma che per la stragrande maggioranza sono persone che hanno affrontato ed affrontano ogni giorno, con ineccepibile professionalità, costruita con anni ed anni di studio, ogni sorta di difficoltà in quanto, soprattutto in sala operatoria, non basta la bravura del chirurgo, ma deve esserci la collaborazione SERIA di tutta un'équipe e di una struttura ospedaliera di cui, certo, il singolo chirurgo non può e non DEVE rispondere.
Un tema così importante liquidato in modo così populistico, con l'aria di una discussione che si svolge in una portineria fra le comari di un palazzo.., ha fatto sì che abbiamo concluso che a Giletti è successo qualcosa... oppure qualcuno gli ha messo un freno dandogli precisi orientamenti di restare, quanto più possibile, nel superficiale, vago e approssimativo.