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martedì 6 gennaio 2015

Dopo Mango se ne è andato anche Pino Daniele

Per ricordare questo Grande Artista, vero Musicista, vero creatore di talento di musica e parole, scelgo questo articolo pubblicato su Il Secolo XIX a firma di chi lo ha conosciuto bene ed è uno sincero: Gino Paoli.
Pino Daniele suona insieme ad Eric Clapton, che egli ammirava molto

Genova - Un artista, uno di quelli veri, è come una mosca sulle ali di un’aquila. Sale in alto, ma non dimentica mai come è arrivato lassù. Qualcuno ce l’ha portato. Quelli che sono venuti prima di lui. Pino Daniele era un artista vero. E morire così giovane è una cosa tremenda . Soprattutto in Italia dov’è facile dimenticarsi delle persone, che si chiamino Sergio Endrigo o Umberto Bindi. Ogni tanto qualcuno mi chiede se è vero che un artista vorrebbe sempre andarsene mentre è sul palco. Credo di sì. Che sia una vittoria perché in quel momento la gente è venuta ad ascoltarti. È la conferma che sei ancora vivo.
A Pino non è successo, ma ogni volta che entrava in scena, e lo ha fatto sino all’ultimo, sapeva di dover stare attento. In quei momenti un artista vero palpita di adrenalina, che al cuore non fa per nulla bene. E lui aveva un cuore malandato da anni. Eppure rischiava. Ha fatto quello che voleva sino in fondo, anche sapendo a cosa andava incontro.
Lo conoscevo quasi da sempre. Quasi quarant’anni fa ho fatto una serata al Teatro Tenda con un gruppo chiamato Napoli Centrale. Pino era il bassista. All’epoca avevo un impresario, Willy David, che voleva fare anche il produttore. Qualche tempo dopo mi dice: «Puoi venire ad ascoltare questo ragazzo, non riesco a capire se devo portarlo avanti oppure no…». Credo fossimo a un Premio Tenco: Pino cantava “’Na tazzulella ’e cafè” accompagnato alle percussioni da Tony Cercola. L’ho ascoltato con attenzione, poi ho detto a David «con questo sì che te la cavi, è sicuramente uno che vale qualcosa…». In seguito ci siamo visti spesso, e per il mio album “Appropriazione indebita”, nel 1996, gli ho chiesto se potevo cantare “Napule è”: poche volte ho visto un collega così sinceramente contento di affidare una sua canzone a un altro. Che volete che vi dica? Pino Daniele era proprio un buon ragazzo.
A volte lo scambiavano per scorbutico ma era solo un equivoco: non ci vedeva bene e dava questa impressione. La gente mi chiedeva: ma non guarda mai in faccia? E io sorridevo perché capivo la sua tensione ad andare sul palco, con quel suo cuore, ma anche la sua voglia di starsene concentrato a pensare alla musica. Pino viveva per suonarla davanti alla gente, oggi invece ci si rifugia dietro un disco, che è più facile. Era assorto sulla propria vena creativa, quindi poteva sembrare scontroso o indifferente. La sua vita d’artista era più importante di tutto il resto.
Così imparava tutto da tutti, macinava Napoli ma anche il resto del mondo. Ed è così che si fa. Illudersi di inventare qualcosa è da idioti, avere l’umiltà di fare proprie tante idee di chi è venuto prima invece è il modo giusto di fare questo mestiere. Pino cantava se stesso, e così raccontava Napoli. E lo faceva tutto da solo. Come un vero cantautore. Categoria un po’ autistica, se ci pensate bene. Ci chiamò così Maria Monti, volendo trovare un nome a gente che non voleva spartire nulla con gli altri. Pino aveva imparato alla perfezione, mi diceva che scriveva di getto musica e parole. In questo modo oggi continua a vivere nella musica. Lo so, sembra una consolazione perché se pensi che non c’è più ti si stringe il cuore. E vale per tanti altri bravi artisti. Però è anche vero che quando se ne vanno quelli davvero bravi, ti senti più povero, ti manca la loro compagnia, la loro creatività. Ecco perché ogni giorno, ogni volta che vai su un palco pensi che ciò che dai alla gente ti farà vivere ancora, anche dopo che non ci sarai più. E vale anche per uno scienziato, un pittore, uno bravo nel suo lavoro. Mentre quello che hai preso agli altri scomparirà con te. Sulle ali dell’aquila, la mosca potrà essere anche pochi millimetri più in alto. Ma dovrà sempre mostrargli gratitudine.
Gino Paoli

Gino Paoli è uno sincero. Venne nella Università degli Studi "Tor Vergata" per uno di quegli incontri che il lodevole Maestro Lanzillotta organizzava presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula "Ennio Morricone".
Non cantò: parlò tutto il tempo, solo sul palcoscenico seduto.. come se fosse fra amici. 
Ebbi la netta percezione, da ciò che disse, che era un uomo anticonformista e sincero. Uscimmo dall'Aula e capitò che mi camminasse accanto: più alto di quello che sembra in TV, semplice nei modi ma con il quid inconfondibile di chi ha qualcosa in più della massa.
Questa gente non diventa famosa per caso: come Pino Daniele.

M5S: i ragazzi costruiscono e Beppe disfa




Da: Tzé Tzé.it

Volo di stato, Di Battista: ecco come abbiamo smascherato Renzi

Oggi tutti i quotidiani parlano di Renzi che va a sciare a spese nostre. E' successo perché un cittadino alla Camera, Paolo Romano, 30 anni, di Asti, membro della Commissione Trasporti, si è messo a studiare delle carte.

Si è scaricato i dati del Radar del 30 gennaio, ha confrontato i codici dell'aeroporto di Firenze e di Aosta e quello relativo alla presenza del Premier sul Falcon 900. Poi ha cercato informazioni sui costi della sciata. Un'ora di Falcon costa 9000 euro al contribuente (lo stesso contribuente dissanguato da Equitalia). Ha denunciato tutto e nelle prossime produrrà atti parlamentari al riguardo. Ha fatto il suo dovere, e l'ha fatto bene. Oggi milioni di italiani conoscono questa vicenda. Ognuno farà le sue valutazioni - ciononostante - sappiamo che il Presidente del Consiglio e famiglia sono andati in vacanza con un "aereo blu".

Mesi fa io e Luigi Di Maio presentammo un'interrogazione parlamentare sul Patto del Nazareno. Già Roberto Fico aveva denunciato che la svendita di Rai Way (la società - controllata RAI - che gestisce la rete dove passa il segnale televisivo) fosse un regalo a Mediaset frutto dell'accordo "Renzusconi". 


Noi abbiamo sempre sospettato che il Patto nascondesse molto altro. Ci infuriammo quando il PD abbassò le pene sul reato di scambio politico-mafioso e pensammo che fosse frutto di "indicibili accordi" (FI, lo ricordo, è stata fondata da un mafioso). Abbiamo sempre pensato che B. avrebbe barattato qualsiasi riforma costituzionale (se sono di stampo piduista ancor meglio) in cambio di un "salvacondotto", della possibilità di essere rieletto in Parlamento dato che a suo carico pendono nuovi procedimenti giudiziari (tra i quali un processo per la corruzione dell'ex-Senatore De Gregorio) e i "privilegi della casta" gli farebbero comodo. Ebbene, oggi si scopre che il 24 dicembre scorso, la vigilia di Natale, da Palazzo Chigi usciva una norma - probabilmente - utile a cancellare l'interdizione dai pubblici uffici del Boss di Arcore.

Senza polemica alcuna domando ai detrattori e ai critici: ma senza la presenza di cittadini nelle Istituzioni quando mai sarebbero venute a galla certe notizie (parlo del volo di Renzi)? Chi avrebbe mai fatto opposizione a questo sistema? Capite perché ci odiano così tanto? Perché un cittadino curioso e onesto come Paolo che si mette a spulciare carte su carte e scopre la ‪vacanzarenziana‬ è un rompicoglioni per il sistema e chiunque disturba i potenti va neutralizzato. C'è sempre tempo per aprire gli occhi. Io una volta votai il PD, poi mi sono disintossicato. A riveder le stelle!


Matteo Renzi ha parlato di protocollo di sicurezza... a giustificazione del volo di Stato per andare in vacanza con la sua famiglia...
Ha sbagliato. Foto lo mostrano in giro con la sua famiglia tenendo per mano i suoi bambini...
Dunque l'insicurezza sorge solo per andare a Courmayeur?




Sempre da: Tzé Tzé.it

Il primo ministro britannico David Cameron, nel 2011, ha portato la moglie Samantha in vacanza a Granada, per un breve soggiorno. I due, particolare non da trascurare, hanno viaggiato a bordo di un volo Ryanair. 

Trenta dicembre 2013. Per andarsene in Slovenia a godersi qualche giorno di riposo, l'ex premier Enrico Letta aveva imbarcato moglie e figli su un volo di linea Alitalia, come un cittadino qualsiasi. 

Trenta dicembre 2014. Lo stesso giorno, un anno dopo, Matteo Renziper raggiungere con la famiglia la Val d'Aosta ha scelto di utilizzare un volo di Stato. Il premier si è imbarcato con moglie e figli su un Falcon 900, un aereo che costa ai cittadini italiani 9000 euro l'ora quando viene utilizzato. 

"Non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza regole", si è giustificato l'ex sindaco di Firenze su Twitter. Ma quali regole, caro Renzi. Il suo predecessore Letta ha avuto la decenza di andarsene in vacanza a spese sue.
Ma se Di Battista, (svarione sulle "ragioni" dell'ISIS a parte), e gli altri si danno da fare per costruire il filo diretto con la gente che anela ad un'Italia pulita, Beppe Grillo non perde occasione per disfare la "sua creatura". Ora difende le ragioni degli assenteisti della Polizia Locale romana.
Si vede che non è romano... Ma per un leader politico questa non può essere una giustificazione. Né è credibile che si dia addosso a questi signori per coprire l'indagine sulle Cooperative tenute da un assassino che ha scontato la pena, ma sempre uno che ha dato più di 30 coltellate ad un suo amico rimane, e sul celebre Carminati!!
La gente a volte è un poco stupida, è vero, ma non demente al punto che uno scandalo copra l'altro... 
Dunque non capisco Grillo e le sue "cause perse"!
Perché non parla invece della "depenalizzazione" di reati come l'Omicidio Colposo ad esempio?
E' di ieri l'ennesimo morto quotidiano che non aveva neppure 20 anni e il suo assassino, un marocchino con precedenti penali, è fuggito con l'auto investitrice e un complice seduto accanto che poi ha commesso un furto di lì a poco, e solo grazie a questo fatto, unitamente alle benemerite telecamere tanto invise a certe "teste guaste" per la malintesa legge sulla privatezza, l'assassino è stato individuato e si è presentato all'Autorità Giudiziaria accompagnato dal suo avvocato (vigliacco per omissione di soccorso ma attento alle sue garanzie legali).
Ora è accusato di Omicidio Colposo naturalmente: ma come la mettiamo con il fatto che vogliono togliere questo reato senza sostituirlo con Omicidio Stradale con pene ben più pesanti e serie?
Ci sono cause importanti per cui battersi, Grillo, lasci stare i "pizzardoni" che a Roma li conosciamo bene...