Cerca nel blog

venerdì 30 ottobre 2015

Marino ultimo atto: "Anche tu Bruto-PD figlio mio?"

Francesco Santodirocco · 


Sarà la sala che porta sfiga.Per Giulio Cesare bastarono 23 pugnalate,però era ignaro di quanto gli sarebbe accaduto ( anche se sentiva l'aria della congiura). Per il prode Marino ce ne son volute due in più ed era consapevole delle pugnalate. La domanda è : vero eroe o vero bischero?Ai posteri l'ardua sententia.

L'accostamento a Bruto mi era venuto in mente e lo avevo detto ridendo a mio marito, ma non intendevo farci un post... Mi sembrava blasfemo.. Cesare e Marino... proprio non ci siamo.
Però non si erano viste mai tante coltellate e il commento del lettore dell'Huffington Post sotto l'articolo: 

Ignazio Marino ritira le dimissioni. Il sindaco: "Io indagato? Atto dovuto". Raccolte le firme per farlo decadere

mi ha dato il destro di scriverlo questo accostamento, anche perché tale commento è graziosamente ironico.

Però su questa triste storia non c'è molto da ridere, soprattutto per il PD che ne esce male, molto male.

Marino è stato linciato per cose veniali se raffrontate a quella che è stata l'Amministrazione Alemanno.
Perché il PD lì non ha mosso foglia?
La gente se lo domanda e si risponde pure, perché ci sono troppe cose che non tornano in questa spinta fortissima del PD contro Marino per buttarlo dalla finestra.
Marino, pur nella sua cretinaggine, che ha dato il destro per buttarlo fuori a chi ha avute rotte le uova nel paniere, ha combattuto contro un malaffare che comprendeva anche il PD romano.
Ora anche chi era deluso dal suo "non avere orecchio", come cantava Enzo Iannacci, pensa che lo stanno buttando fuori con tanto accanimento perché dentro Mafia Capitale c'erano pure i loro e Marino ha dimostrato di non essere colluso con quel PD.

I consiglieri che hanno messo la loro coscienza al servizio della loro carriera all'interno del partito, non ci fanno una bella figura: un partito che nulla teme ed ha solo un Sindaco cretino gli concede l'ultimo chiarimento in Aula e non convoca i consiglieri dandogli l'ordine di scuderia dal quale, se non obbediscono, dipende la loro carriera futura.
Questo è un PD che non piace agli iscritti, che sono smarriti, non capiscono, e che non invita al voto coloro che pensavano di darglielo per il futuro.  

Sempre su Huffington Post:

Orfini ai consiglieri: "Non avete capito: se non seguite il partito niente ricandidatura". Marino pensa al bluff e va avanti

Al Nazareno si sentono le urla. Matteo Orfini, categorico: “Forse qua non ci siamo capiti. Chi non segue le indicazioni del partito non sarà ricandidato”. Di fronte, i consiglieri comunali del Pd. Discussione accesa. Perché non tutti i 19 si vogliono dimettere. Al Campidoglio, Ignazio Marino è gasato. Convinto che il tentativo fallirà: “Non ce la fanno a raggiungere quota 25 senza la destra. E se non ce la fanno inizia tutta un’altra partita”. Spiegazione, per i non addetti ai lavori: Orfini, a questo punto, vuole evitare che Marino possa arrivare in aula. Per farlo, occorre che si dimetta in blocco la maggioranza del consiglio, 25 consiglieri.
Ignazio MARINO non c'era

Eh! No! Ignazio Marino proprio non c'era!
Ma c'era l'attuale Ministro del Lavoro! 

Da: Libero.it

Qui invece c'era! E ha detto le bugie da Lilli Gruber!



Dopo il ministro Giuliano Poletti, un'altra foto inguaia il Pd e questa volta ritrae il sindaco di Roma Ignazio Marino e Salvatore Buzzi, arrestato nell'ambito dell'inchiesta "Roma Capitale". Eppure Marino ha sempre negato di conoscere Buzzi: "Se ho mai avuto sospetti su Salvatore Buzzi? Non ho mai avuto conversazioni con lui", ha risposto secco ieri sera il sindaco Ignazio Marino a Lilli Gruber che, intervistandolo per Otto e mezzo , gli aveva chiesto la natura dei suoi rapporti con il capo della cooperativa “29 giugno” indicato dall’inchiesta della procura di Roma come uno dei capi della mafia capitale, l’associazione a delinquere che controllava politica e appalti comunali. Eppure una serie di foto pubblicate sul sito della cooperativa sembrerebbero smentire le affermazioni del sindaco. Ritratto proprio mentre chiacchiera con Buzzi nel quartier generale della “29 giugno”.
Altro errore puerile di Ignazio: perché negare visto che tanto lui non c'entra con il sistema Mafioso?




Erode è sempre vivo

Da: Il Messaggero

È stato ritrovato in un'auto il corpo di un bimbo rifugiato scomparso a Berlino nei primi giorni di ottobre. 

Si tratta del piccolo Mohammed, bosniaco, del quale era stata denunciata la scomparsa: l'identità del bimbo ritrovato senza vita è stata ufficialmente confermata dalla polizia dopo l'autopsia.

Il proprietario dell'auto, arrestato, ha confessato alla polizia di aver ucciso Mohammed. L'uomo, di 32 anni, di cui ancora non si conoscono le generalità è attualmente sotto interrogatorio. L'autore del delitto, che non vive a Berlino ma in un paese del Brandeburgo, la regione attorno alla capitale, è stato arrestato dopo la segnalazione alla polizia di sua madre, che lo aveva riconosciuto nelle nuove immagini riprese dalle telecamere a circuito chiuso che gli investigatori avevano diffuso negli ultimi giorni. Quando la polizia è arrivata per arrestarlo, l'uomo è scappato, provando a fuggire in auto, ma è stato bloccato.

Gli inquirenti non si sbilanciano sui motivi del delitto. L'uomo non era conosciuto dalla polizia, aveva avuto molti anni fa un problema con la giustizia ma per un caso minore e assai diverso da quello attuale.

Mohamed era arrivato a Berlino con i due genitori e altri due fratelli ed era scomparso il primo ottobre dal sovraffollato piazzale dove è situato l'edificio dell'agenzia regionale per la salute e gli affari sociali (Lageso), nel quartiere di Moabit. Lì la famiglia era in coda per registrarsi e avviare la pratica del diritto d'asilo. Un attimo di disattenzione e Mohamed è scomparso dal campo visivo della madre. Le ricerche sono andate avanti per 4 settimane, gestite da una speciale unità della polizia berlinese che ha ricevuto 350 segnalazioni dai cittadini.


Le immagini delle telecamere (benemerite, giacché aiutano a scoprire tanti autori di crimini, alla faccia di chi non le vorrebbe per un malinteso senso del diritto alla "privacy") mostrano questa sfortunata innocente creaturina che affida la sua manina ignara alla mano del suo assassino che lo conduce via.
La fiducia degli innocenti, che si affidano ai mostri ignari del buio che c'è nella loro mente, fa struggere il cuore.
Dopo tanto cammino ed essere scampato a tanti tipi di morte, Mohammed è finito nelle mani di un lurido pedofilo.
Onore alla madre del mostro che l'ha denunciato, povera donna, ma ribadisco che per questi reati ci vuole solo la pena di morte per l'empio assassino.