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mercoledì 1 agosto 2012

Valorizzazione


Dalla Raccolta "Le verità nascoste"
Valorizzazione

Il matrimonio l'aveva delusa. Cercava distrazione. Si era iscritta ad un gruppo di amanti della montagna. Fu lì che un tipo, non signorile come suo marito per la verità, cominciò a fissarla e ad essere gentile con lei. Si sentì di nuovo viva: piaceva a qualcuno. Era un tipo buono, tranquillo... Certo non era fine come suo marito... Nell'aspetto... Ma cercava di sembrarlo. Certo non sfoggiava la sua cultura come suo marito... Che peraltro la sfoggiava troppo, fino ad essere pedante.
Comunque iniziò una storia ed al suo matrimonio dette un taglio definitivo. Suo marito con tutta la sua finezza, cultura e signorilità l'aveva resa infelice. Ora voleva godersi la vita che le era rimasta. Ne aveva il diritto! I figli dovevano capire!
Lui si chiamava Giovanni e girava con un'auto color oro, un po' vecchia... Certo... color oro! Pazienza, per andare in giro insieme con lui usava la sua... benzina compresa per la verità... Certo sarebbe stato carino se lui avesse fatto almeno il gesto di voler pagare quando si fermavano dal benzinaio... Ma non lo faceva. Sempre con quella faccia buona, con un'espressione indefinibile, un sorriso che quasi non era un sorriso...
Conobbe la sua famiglia. Lui era divorziato senza figli. Seppe da sua sorella che la moglie lo umiliava in pubblico. Si vergognava di lui. Lo trattava da persona poco intelligente ed incolta. Eppure lui era diplomato. Certo non laureato come suo marito e come lei... Ma aveva così interesse per la parte bella della vita! Gli piaceva viaggiare, avere belle auto nuove, vestire bene, vivere in una bella casa, andare per musei e mostre dove, finalmente, lei non doveva più andare da sola!
In realtà lui viveva in una specie di monolocale. Era suo però. Per comodità si trasferì a casa di lei che, nel frattempo, si era separata dal marito che, per accordi presi fra di loro, era andato a vivere altrove: in affitto. Tanto era ricco!
Giovanni aveva un buon posto in un Ente. Lo stesso dove lavorava in un ruolo importante la moglie precedente. Prima di quel posto lui faceva l'imbianchino. La moglie l'aveva conosciuta così: ridipingendole la casa. Lei, stanca di storie con uomini sposati, che pure l'avevano aiutata a fare carriera, voleva sentirsi moglie... Stava invecchiando e quel giovane così gentile, calmo e... accudente poteva diventare un marito. Bastava ripulirlo un pò: e lo fece entrare nell'Ente dove, grazie ai suoi maturi amanti, aveva ottenuto un certo potere.
Non bastò, però, vestirlo bene e metterlo in un ufficio di prestigio. La gente è cattiva e lei non sopportava i sorrisetti, gli sguardi ironici, di fronte alla goffaggine di lui, al suo non capire, ai suoi strafalcioni. Certo si vedeva che lei aveva dieci anni di più... E anche questo attirava un sottile sarcasmo. Si sfogava arrabbiandosi con lui: e il matrimonio finì. 
Ora i due reduci da sfortunati matrimoni cercavano di ricostituire una serenità insieme. Lei non amava scandagliare i suoi pensieri, anzi, preferiva distrarsi, non soffermarsi ad analizzare. Però qualcosa le serpeggiava sotto la superficie e, quasi inconsapevolmente, ne parlava ad una sua amica: "Sai Sonia, Giovanni sta ristrutturando il suo monolocale..."
"Approfitta del fatto che abita da te, naturalmente."
"No, - si allarmò lei - non approfitta..."
"Ma cosa hai capito Ivana! Non volevo dire che approfitta perché sta risparmiando vivendo da te... Volevo dire che stando qui... la sua casa è libera e può approfittarne per eseguire dei lavori di ristrutturazione!"
"Ah! Ecco! Certo è così... Però forse vuole tornarci... dopo. Gli ho detto che, se dopo che l'ha fatta risistemare l'affitta, gliela rovinano..."
Sonia si accorse della sua insicurezza: la donna temeva che la ristrutturazione fosse il preludio di un ritorno a casa sua. "Non preoccuparti Ivana, vorrà affittare per avere un reddito maggiore. Fate tutti questi viaggi, ha cambiato auto..."
"Ma pago tutto io!"
L'amica cercò di nascondere educatamente il suo disappunto. La colpiva il modo con cui Ivana le comunicava questi fatti imbarazzanti: con un'espressione di candida ed acritica meraviglia. Cosa voleva da lei? Che le dicesse che non era una bella cosa? Forse non lo sapeva da sola? O forse voleva sentirselo dire perché aveva anche lei la consapevolezza che non fosse giusto, ma non aveva il coraggio di affrontare da sola la verità?

Alla festa di compleanno del suo convivente invitò un sacco di amici. Sonia gli regalò un libro su una figura politica che in quel momento faceva molto parlare di sé: il titolo era "L'escluso". Invece di ringraziarla l'uomo si adombrò lasciando Sonia di sasso. Notando la faccia rabbuiata del festeggiato, si avvicinò Ivana e sbirciò la copertina del libro che riportava la foto dell'uomo politico. La povera Sonia, che non riusciva  a capire la reazione di chi riceveva il dono, guardò con meravigliata attesa il volto di Ivana, la quale guardò il libro poi il viso corrucciato del suo convivente e forse intuì qualcosa che solo loro due capivano e, invece di rimediare alla indelicatezza dell'uomo, disse allarmata: "No! Perché?"
Sonia era esterrefatta da quell'assurdo e scortese comportamento e, non sapendo come uscire dall'imbarazzante situazione non certo creata da lei, e di questo ne aveva perfetta consapevolezza, disse: "N..non ti piace?" 
"No." Fu la secca risposta dell'ex-imbianchino. Che continuò a non sorridere imbronciato.
Sonia non si era mai trovata in una simile assurda situazione: anche se un regalo non piace, e succede spesso, si dissimula con un minimo di cortesia l'inutilità del dono con un sorriso ed un grazie, se non altro perché chi lo porge si è dato la pena di acquistarlo!
La sua amica, poi, di solito educata e dai modi signorili, era solo preoccupata dell'effetto che quel libro aveva avuto sul suo convivente, tanto da passare sopra alla sua evidente villania senza cercare di porvi rimedio con una qualsiasi frase di circostanza.
Fu di nuovo Sonia a parlare: "Non ti piace D'Abruzzi?" Chiese cercando di sorridere nonostante tutto e di dare una motivazione possibilmente plausibile a tanta assurdità. "No." Ripeté con lo stesso tono e la stessa espressione il cafone senza concedere nulla. Sonia guardò ancora il volto della sua amica e la vide turbata. Comunque stava cercando di riprendersi grazie alla possibilità offertale dalle parole di Sonia e disse con un filo di educazione: "Beh, sì a lui D'Abruzzi non piace..." Certo non era sufficiente a giustificare una simile reazione, ma per uscirne Sonia disse anche: "Mi dispiace, - rivolta al villano - non sapevo..." A questo punto, con il suo accento romanesco, l'uomo disse: "Piace a lei.. " E con malgarbo porse il libro a Ivana, completando così la cafonata. Lei lo accolse con un sorrisetto, finalmente, imbarazzato: "Vorrà dire che lo leggerò io!" Sonia non disse altro.

In seguito seppe dalla stessa Ivana che il convivente insisteva per farsi sposare. Sonia non lo sapeva, ma questo le fece accendere un lumicino sulla scena che aveva vissuto al compleanno del convivente "così buono e così servizievole". Certo non si spiegava se non con un'interpretazione da psicanalisi! Ivana disse che lei non capiva l'insistenza, stavano bene così... Ormai avevano una certa età e persino sua figlia conviveva e non si sposava con l'uomo da cui aveva avuto due bambini!
"Già, - rispose Sonia - che bisogno c'è?"
"Certo - disse - hai ragione. Non capisco neppure io."
Al solito Ivana navigava nei suoi timori, lasciandoli però sotto la superficie della sua coscienza e parlando come Alice nel Paese delle Meraviglie.
"Pago tutto io. Vive qui ma non contribuisce alle spese delle bollette, dei consumi... Quando andiamo al supermercato non fa neppure il gesto di voler pagare lui... A Natale eravamo a casa dei suoceri di mio figlio e gliel'ho detto scherzosamente:"Tu spendi i miei soldi, spendi i miei soldi!". Sorridevo e l'ho stuzzicato un po'."
"E lui?" Chiese Sonia dissimulando il suo imbarazzo. Si vergognava per lei.
"Niente, lui niente!" Disse Ivana con l'aria meravigliata, ma senza dar le viste di trarne alcuna conseguenza.
Sonia si chiedeva fino a che punto si possa praticare l'autoinganno senza scivolare nella vera e propria patologia psichiatrica.

In successive circostanze Ivana le apparve tutta allegra. Facevano continuamente viaggi all'estero molto costosi che, anche se l'uomo ne avesse pagato il solo cinquanta per cento che gli spettava, non erano all'altezza del suo reddito, incomparabilmente inferiore alle possibilità economiche di Ivana che era, incontestabilmente, una donna ricca.
Le disse che lui insisteva per sposarsi e che erano andati ad una mostra di Chagall: "A Giovanni piace molto Chagall!" La informò Ivana, lasciando Sonia interdetta. Infine le propose di fare un viaggio a Londra con loro. Sonia accettò. 
A Londra scoprì che Giovanni pensava di parlare inglese perché aveva fatto un corso ad una scuola serale. Lei era cauta nell'uso del suo scarso inglese: lo aveva studiato per cinque anni alla scuola superiore ed aveva poi seguito dei corsi di aggiornamento pagati dalla struttura per la quale lavorava. Ma sapeva che, se non vivi per un periodo in un posto in cui si parla tutto il giorno inglese, tendi a perdere l'uso della lingua. Invece Giovanni si lanciava in vere e proprie conversazioni in cui Sonia, che conosceva molto bene la grammatica e la costruzione della frase inglese, ravvisava parole inventate e terribili costruzioni sintattiche. Lui però sembrava non accorgersi che l'interlocutore lo guardava senza capire molto di ciò che diceva.
Un giorno che stavano aspettando Ivana, che era andata a parcheggiare l'auto poco lontano, lui guardò il cartello che indicava l'orario del parcheggio: "Chissà che vuol dire a.m. e p.m.?" Disse riflettendo serio e senza imbarazzo. 
"Ma ante meridiem e post meridiem." Gli rispose Sonia senza nascondere la sua meraviglia.
Lui la guardò incerto: "Ma sei sicura?" Le chiese non convinto.
"Ma certo! In inglese l'ora viene indicata così: loro non dicono le ore 15:00 come facciamo noi, ma le 3 p.m., e le 3 a.m. sono le tre di notte,!"
Lui rimase a guardarla attonito, non del tutto convinto, mentre Sonia si chiedeva in che scuola serale di inglese era andato mai, visto che una delle prime cose che insegnano è proprio come si esprime l'ora... Se non altro per coprire le necessità più elementari appena si arriva in un Paese! Era desolata per la sua amica. Lui aveva qualche anno meno di lei ma era pur sempre un uomo ultracinquantenne!
Poco tempo dopo quel viaggio ricevette la loro partecipazione di nozze. Avevano "regolarizzato" la loro posizione, mentre la figlia di Ivana conviveva ancora con il padre dei suoi figli.