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sabato 24 settembre 2016

Donne diverse, storie diverse... forse uccise dai mariti

Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai, che invidia fanno, ci farebbero pietà.
METASTASIO 



L'invidia è un sentimento misero, proprio delle anime miserabili, purtroppo diffusa e sempre esistita e i versi del Metastasio ne danno conto.
Leggendo i commenti sotto gli articoli dei giornali che riportano l'ennesimo delitto avente per vittima una donna, sposata e madre, mi rendo conto che neppure la tragedia dà spazio alla triste pietà.
Il dermatologo figlio di professore universitario, dalle foto bello, benestante, avrebbe ucciso con violenza inaudita la moglie, fedifraga, madre dei loro tre bambini.
Un amico riporta le sue impressioni il giorno prima del delitto, quando li ha incontrati alla festa per il compleanno di uno dei loro piccoli.

Da: Il Resto del Carlino 

Omicidio di Ravenna, l’ultimo pomeriggio: "Tranquilli e insieme alla festa del figlio"

Un amico racconta il giorno prima della tragedia

Ravenna, 24 settembre 2016 - «Avevamo trascorso un pomeriggio di gioia e festa». Sono i ricordi addolorati di un amico d’infanzia di Giulia Ballestri. Un amico che giovedì, il giorno prima della tragedia, aveva passato la giornata insieme alla famiglia Cagnoni, che in una sala per bambini stava festeggiando il compleanno del figlio più piccolo.
«Sapevo dei problemi che da tempo stavano vivendo nella loro vita di coppia – ricorda l’uomo, mentre ripercorre gli ultimi istanti in cui ha visto l’amica ancora in vita – e sapevo anche del nuovo compagno di Giulia. Nonostante questo mi erano però sembrati tranquilli».
Un ultimo pomeriggio di quotidianità familiare, senza sguardi o segni particolari che potessero far presagire un malumore da parte del dermatologo toscano. «Lui è sempre stato un uomo introverso, questo era risaputo. Tutto il contrario di Giulia, che invece era solare e sorridente con tutti. Ci conoscevamo da quando eravamo bambini».
Una famiglia unita attorno all’amore per i propri tre figli, come li ricorda anche il parroco della chiesa di San Rocco, nonostante il rapporto sentimentale tra Matteo e Giulia si fosse logorato ormai da tempo.
Appunto: sembravano. Il verso del Metastasio è celeberrimo per questo.
Un conto è sembrare ed un conto è essere.
E questo vale anche per l'altro tristissimo caso di questi giorni: quello della anziana professoressa sgozzata con un colpo di coltello nella sua casa, nella sua cucina, mentre rigovernava dopo aver avuto a cena uno dei suoi figli.
Due donne diverse, due madri, l'una con figli piccoli, l'altra con figli ormai sistemati altrove, nonna, forse uccise da mariti che si professano innocenti al di là delle immediate apparenze...
Una tristezza infinita...
Matteo Cagnoni, bellissimo uomo, con la moglie, definita da molti giornali bellissima nelle foto non appare propriamente tale, pur essendo una donna piacente.

La moglie del dermatologo di famiglia facoltosa è finita a 40 anni a bastonate...
Da ciò che scrivono i giornali, pur continuando a convivere con il marito, aveva un amante.
Credo che se un matrimonio è in grave crisi l'errore più grande che una donna possa fare sia farsi un amante. Non può che essere una complicazione in più, un pasticcio esistenziale che non può che portare disordine, tensione e altro male.
Soprattutto se si è madre di bimbi piccoli credo che bisognerebbe prima di tutto liberarsi del marito con una separazione di fatto, avendo i mezzi economici e dunque disponendo di più di un'abitazione. Una madre, inoltre, dovrebbe pensare essenzialmente ai propri piccoli, proteggendoli, non basta fingere serenità ad una festa di compleanno... Quando non si vive più con il marito, se proprio si vuole, si può iniziare un'altra storia, in modo pulito.
A mio avviso la povera vittima ha sbagliato in questo.
Il marito, se come sembra è stato lui, ha sbagliato molto di più.
Non ha pensato ai suoi bambini e alla vita loro, così distrutta da un evento folle come l'omicidio della loro madre. Purtroppo niente possono l'educazione e la cultura su una fragilità psichica... La sofferenza può essere grandissima,  ma non può arrivare all'omicidio per liberarsene... Se questo accade siamo di fronte ad una personalità problematica e fragile. Poveri bambini innocenti...

L'altra donna, che appare sorridente nelle foto con un marito sempre presente ed affettuoso, dopo una vita di lavoro era in pensione e poteva vivere una serena vecchiaia godendosi i frutti dell'impegno di una vita. Invece è finita con una coltellata alla gola.. Un gesto inconsulto del marito durante una banale lite? Ma si può prendere un coltello e, con uno scatto, infilarlo in un punto vitale come la gola per una discussione? Dove è il controllo su sé stessi? Dove il senso del limite dei propri gesti?

Cosa c'è dietro la fronte di questi uomini apparentemente normali?
Quali pensieri, quali frustrazioni, per arrivare a tanto?