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domenica 28 febbraio 2016

Psichiatria burocratica

Da: Il Fatto Quotidiano 27 febbraio 2016

di Antonello Caporale

Scuola, insegnante licenziata per una multa di 21 anni fa. “Ora sono precaria. E supplente di me stessa”

L'insegnante nel 1995 fu condannata dall'Inps a pagare un'ammenda per quando faceva la bracciante: "Ho perso il posto a scuola per non aver portato il certificato penale. Richiamata per la sostituzione"
“Sono una insegnante supplente. Sono supplente di me stessa”. La straordinaria storia di P., 42 anni, italiana, maestra elementareassunta in ruolo dopo anni di precariato il 1° settembre scorso e licenziata il 22 gennaio 2016, chiamata tre giorni dopo a fare lasupplente di se stessa, dunque con contratto provvisorio a colmare l’assenza dell’altra sé fino al prossimo 18 giugno, pare un non agevole caso di psichiatria burocratica e conclude una breve rassegna dei cavilli che inguaiano la vita, a volte l’annientano, sicuramente diagnosticano che la Pubblica amministrazione ha un male endemico e forse incurabile. Anche P. sceglie l’anonimato per timore che la pubblicità della sua vicenda possa influenzare negativamente gli sviluppi dei ricorsi giudiziari.
La storia ha inizio al sud tanti anni fa in un campo di nocciole.Facevo il penultimo anno del magistrale e a settembre, per dare aiuto alla famiglia, sono andata a raccogliere frutta. Lavoro stagionale da bracciante agricola che ho svolto anche negli anni seguenti.
Accade però…Accade che l’Inps svolge una serie di accertamenti sulle giornate di lavoro effettive e io mi trovo in difetto.
Come bracciante agricola ha più contributi delle giornate lavorate.Mi denunciano, si fa un processo.
Il processo finisce nel 1995.Sì, 21 anni fa. Pago una ammenda e la storia si chiude lì.
La storia però si riapre.Nel novembre del 2013, dopo anni che avevo lasciato i campi e insegnavo da precaria, mi chiamano in segreteria e mi dicono che dai tabulati in loro possesso risulta questa condanna che non avevo riferito al momento di dichiarare i miei carichi penali passati. Mi sforzo di ricordare quale fosse quella condanna, chiamo subito il mio avvocato che mi tranquillizza: domani chiedi il certificato penale e vedrai che risulta nulla. Hai avuto solo una contravvenzione, non hai taciuto condanne. Ringrazio e riferisco al dirigente che mi dice che mi avrebbe però dovuto comminare una piccola sanzione: una multa pari a due giorni di lavoro. Accetto e pare che la cosa finisca lì.
Il peggio doveva accadere.A settembre, dopo un decennio di precariato, sbattuta da una scuola all’altra della provincia, sono convocata per l’assunzione in ruolo. È un grande giorno, firmo, sono felice.
Ma il giorno dopo?Ventiquattro ore passano e mi riconvocano: c’è da notificarmi un atto con cui il Provveditorato apriva un nuovo provvedimento disciplinare nei miei confronti.
Nuovo il provvedimento, vecchio e superato il motivo.Sempre quello, sempre la raccolta della frutta, la multa di 25 anni fa, il fatto che non l’avessi dichiarata al momento dell’assunzione.
Eppure era già stata convocata e aveva dato spiegazioni esaurienti e documentato l’assenza di condanne.Esatto. Però non bastava. Ho dovuto ingaggiare un avvocato e illustrare le mie giustificazioni.
Intanto però a scuola andava da insegnante di ruolo.Il mio legale mi dice: un mese e sapremo. Invece ne passano quattro.
E arriviamo a gennaio scorso.Il 22 di gennaio la notifica: ero stata depennata dal ruolo.Licenziata, cacciata via per indegnità. Lei non sa cosa si prova, non può immaginare la mia condizione. Licenziata per non aver fatto nulla, per non aver prodotto uno stupido certificato penale che avrebbe attestato il nulla. E sebbene quel certificato l’avessi poi consegnato in segreteria la forma aveva subito un vizio assoluto che mandava in fumo il mio lavoro, la mia pensione, il mio futuro.
La sua vicenda ha un approdo ancor più lunare.Devo invece dire grazie alla Cgil che mi invita a presentare subito, alla segreteria della scuola che mi aveva con dispiacere dovuto licenziare, una domanda di supplenza fuori dagli elenchi. E così, essendo esaurite le graduatorie, chiamano me a sostituire l’insegnante licenziata, che sarei sempre io. L’incredibile si fa certo. Almeno riesco a campare, a pagare il fitto di casa, a mangiare e ad avere i soldi per affrontare il processo del lavoro nel quale ho naturalmente chiesto il reintegro. 

Lei è supplente di se stessa. Io supplisco me. Mi siedo in cattedra, e la sedia è quella che mi hanno tolto. È un crudele gioco dell’oca: ho 42 anni, un figlio grande. Sono tornata indietro di vent’anni, di nuovo precaria, di nuovo senza diritti, e con la paura che questa storia mi insegua per tutta la vita.



Mi viene voglia di urlare! Sarà grave?
Ma in che razza di Paese viviamo?
Ogni giorno subiamo il resoconto telegiornalistico di quanto e come siamo stati derubati da chi amministra la Cosa pubblica, ben pagato, ma non gli basta: deve rubare.
Ogni giorno sentiamo di protervi delinquenti che vivono minacciando chi lavora, che deve pagare loro il pizzo altrimenti viene annientato, oppure che spacciano droga a chi gliela paga e li fa ingrassare, ogni giorno più scandali e al massimo questa gente viene confinata nel proprio domicilio...
Poi questo! Siamo tornati al Medioevo quando la gente inerme veniva vessata da chi gestiva il Potere!
Renzi, che si dichiara orgoglioso delle Unioni Civili delle coppie omosessuali, ma non si vergogna delle promesse fatte a chi ha avuto i propri cari uccisi da delinquenti che si mettono al volante sotto l'effetto di droghe, psicofarmaci e alcool, e se ne sbatte della legge sull'Omicidio Stradale che giace silente in Senato. aveva anche dichiarato "guerra totale alla Burocrazia": questo è il risultato.
Ha scritto bene Antonello Caporale: siamo alla Psichiatria Burocratica!!  
Io aggiungo che è gravissimo questo andazzo persecutorio nei riguardi della gente perbene, che si sacrifica studiando e lavorando e viene privata di anni ed anni di sacrifici per bazzecole, mentre nel Parlamento del suo Paese siedono pregiudicati!!
O forse sarà che tutto ciò accade proprio per questo? Non è questo un Paese per la gente ONESTA che deve essere schiacciata ed eliminata, per governare meglio facendo vivacchiare delinquentelli, delinquenti .. Mafia, N'drangheta, Sacra Corona Unita!  

Così funziona la Regione Lazio

Ogni mese l'IRPEF regionale erode la mia pensione. E' mio dovere pagare le TASSE: ma la Regione NON ADEMPIE AI PROPRI DOVERI.
I cittadini della zona hanno rinunciato a pretendere il giusto: un disincanto irridente verso le Istituzioni li ha pervasi, come avviene ovunque in Italia.
Io non mi rassegno, non è nel mio carattere, costoro debbono rispondere delle loro azioni o omissioni.
La prima civile richiesta di intervento risale al 2012!


----- Original Message -----
Sent: Tuesday, February 16, 2016 9:07 AM
Subject: Fw: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Spett.li Responsabili della Cura degli eucalipti facenti parte del Patrimonio della Regione Lazio
Dopo la visita di n. 6 persone, dipendenti della Regione Lazio e dell'Ente Bonifica, il giorno 23 novembre 2015 per visionare la situazione di incuria, e di conseguente mia preoccupazione per "danno temuto", degli eucalipti sorgenti sulla fascia frangivento di proprietà regionale, nulla è avvenuto e la situazione, a parte i due interventi straordinari dei VV.FF. di Latina in questi anni, è rimasta quella già denunciata dalla mia famiglia dapprima all'Ente Bonifica in data 13 dicembre 2012, e successivamente alla Regione Lazio il 17 aprile 2014 con lettera raccomandata, ripetuta anche con gli allegati via PEC il 29 luglio 2014.
Dato che il 23 novembre 2015 era stato promesso che la Regione avrebbe provveduto all'intervento in primavera 2016, essendo il periodo adatto alle potature, prego codesti Responsabili di preavvisare la sottoscritta dell'eventuale atteso intervento in quanto, in totale assenza di ogni cura della fascia frangivento, la mia famiglia ha personalmente provveduto in questi anni al taglio dell'erba della fascia frangivento prospiciente il civico 25 di Strada Colle Piuccio, Sabaudia LT, per ovvie ragioni di pericolosità dell'erba alta, sia in ordine alla presenza di animali, sia in ordine al rischio di eventuali incendi innescati da passanti gettando mozziconi di sigaretta accesi.
La mia richiesta nasce anche dal fatto che, per il decoro della strada, abbiamo a nostre spese piantato delle piante di oleandro su detta striscia di terreno in abbandono e non vorremmo che l'intervento di potatura effettuato senza attenzione distruggesse tali piante.
In attesa di un cortese riscontro porgo
Distinti saluti.
Rita Coltellese Natali
----- Original Message -----
Sent: Friday, November 13, 2015 12:50 PM
Subject: Re: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Spett. Geom. Trentini,
in allegato le invio le ricevute della spedizione tramite Posta Certificata (che ora non ho più, in quanto il gov.it le ha tolte tutte e bisognava rifare richiesta per un rinnovo, che però sarebbe stato della durata di un solo anno e per ora non l'ho fatto);
il messaggio PEC ha tutti gli allegati che già avevo inviato tramite raccomandata n. 14610027692-4 del 17/04/2014 a: Presidente Regione Lazio c/o Direzione Regionale Demanio Patrimonio e Provveditorato - Via Rosa Raimondi Garibaldi, 7 - 00145 Roma. Mittente Giuliano Natali, mio marito.
Il mio telefono di casa è: 069406613.
Contraccambio i saluti.
Rita Coltellese in Natali

----- Original Message -----
Sent: Friday, November 13, 2015 11:20 AM
Subject: R: Fascia frangivento, cura eucalipti, relazione tecnica Antonini

Buongiorno,
ci stiamo interessando per risolvere rapidamente la sua problematica.
Le chiedo cortesemente se mi puo’ indicare la data di invio  della PEC e della documentazione citata nella mail sottoindicata  e  un suo recapito telefonico per contattarla (se non la disturba).
La saluto cordialmente
Geom. Alessandro Trentini

Grandi caratteristi

Luigi Pavese (Asti25 ottobre 1897 – Roma13 dicembre 1969) è stato un attore e doppiatore italiano.

Notevole caratterista, era dotato di una grandissima versatilità.[1] È tra i personaggi più presenti nel cinema italiano di tutti i tempi. Durante la sua carriera, durata oltre quarant'anni,[1] è apparso in più di 170 pellicole.


Luigi Pavese con Peppino De Filippo e Totò

"Tout passe, tout casse", dicono i francesi e questo è il nostro destino. Poche cose rimangono nella memoria dei posteri e non sono sempre le più eccelse e commendevoli.
Persone ignobili e pazze, sommo esempio Adolf Hitler, restano nella memoria dei posteri: se ne parlerà per sempre... e nasceranno anche nuovi estimatori.. Non deve scandalizzare: è così, è la natura umana in ogni campo..
Nel cinema, dove pure il gradimento è dato dal pubblico, emergono e restano spesso figure di attori mediocri a cui vengono dati anche premi.. E' una strana alchimia che si crea intorno a certe figure fortunate, a cui arride un successo inspiegabile data la loro scarsa bravura. Altre figure, eccezionali nella loro arte, cadono nel dimenticatoio. Questa è la sorte di molti bravissimi caratteristi che danno sale e senso ai films, agli sceneggiati televisivi, alle commedie, quando la televisione le trasmetteva con cadenza regolare, consentendo al popolo, che non poteva andare a Teatro, di godere della Letteratura Teatrale che non era uso leggere e quindi non conosceva.
Luigi Pavese è uno di quei volti di cui non si ricorda mai il nome, ma che abbiamo visto in tantissimi films degli anni quaranta, cinquanta e sessanta del secolo appena trascorso.
Attore bravissimo, dotato di una voce unica, di quelle che si ricordano nella mente senza riascoltarle, ha dato un'impronta unica nelle storie raccontate.
Senza attori come lui le storie sarebbero state scialbe e piatte, con i soliti protagonisti, non sempre bravi, ma chissà perché più noti e amati dal pubblico.