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venerdì 9 gennaio 2015

La barbarie nella mente

(ANSA) - SASSARI, 9 GEN - "Potete morire ammazzati tutti, compresi i bambini". Ha scatenato un polverone lo sfogo su Facebook dell'assessore alla Cultura di Bonorva (Sassari), Giovanna Tedde, dopo la strage di Parigi. Il post poi è stato cancellato, ma troppo tardi per non sollevare polemiche. "Non accetto richieste di amicizia da parte di musulmani" ha scritto l'assessore che ha aggiunto: "Spero solo che il mondo vi elimini come Hitler ha sterminato i poveri Ebrei". In serata l'assessore si è dimessa e chiesto scusa.


Ma come può una persona adulta e sana di mente scrivere queste cose, per poi a stretto giro di posta doversi scusare e dimettersi?
Cos'è, non sapeva controllarsi? Ha scritto queste parole obbrobriose senza collegare alla mano il cervello? Oppure l'ha collegato ma non sa pensare meglio di così?
Assessore alla Cultura per di più!
Sa l'ormai dimissionaria (più che giustamente) Assessore alla Cultura che è esistito un tempo in cui in nome di Gesù Cristo gli uomini uccidevano per "liberare il Santo Sepolcro"?
Un obbrobrio anche quello, visto il comandamento, valido prima per gli ebrei e poi per i cristiani che da loro discendono, NON UCCIDERE. Sa la signora, visto che le avevano affidato le attività culturali del suo Comune, che i preti benedicevano le armi prima della partenza? Non è forse orrida questa storia visto che Gesù Cristo aveva predicato l'Amore e il perdono? Eppure uomini che si dicevano seguaci della sua Parola e in suo nome facevano esattamente il contrario di quello che lui aveva predicato.
Bisognava per questo maledire, condannare tutti i Cristiani, anche i loro bambini?
Sicuramente la incauta ex-Assessore ricorderà cosa hanno fatto i preti cattolici ai poveri cristiani, e non solo, durante l'Inquisizione... Avrà letto e visto di antichi orribili strumenti di tortura che i sacerdoti, in nome di Gesù che predicava di "porgere l'altra guancia", usavano invece per torturare sadicamente poveri esseri umani, fino a che quelli confessavano di tutto, cose mai fatte e pensate, ma dai massacratori stessi suggerite in terrificanti interrogatori?
Per fortuna le pagine buie della Storia della religione Cristiano Cattolica sono passate, non fanno più parte del nostro tempo, ma ci sono state.
Oggi esiste l'integralismo islamico, che tutto fa meno che rispettare INTEGRALMENTE il messaggio di Maometto.
Maometto il saggio che ha dettato le regole di vita dell'Islam per farlo vivere meglio, non certo per vivere uccidendo con la stessa ferocia dei nazisti che non riconoscevano nell'altro un altro essere vivente con la loro stessa capacità di soffrire.
Il mondo musulmano pacifico per fortuna c'è, esiste, come esistevano i cristiani pacifici al tempo delle Crociate o dell'Inquisizione.   

Il prestito con garanzia alla Chil Post Srl

Da: Il Fatto Quotidiano

"I debiti dell'azienda della famiglia Renzi sono stati pagati dal governo Renzi, con i soldi dei cittadini". Così il capogruppo FdI nel consiglio regionale della Toscana, Giovanni Donzelli, denuncia i trascorsi economici della "Chil" - l'azienda di famiglia del premier Matteo Renzi che attualmente ha cambiato nome - fuori dalla sede di Fidi Toscana, la finanziaria regionale che avrebbe reso possibile un prestito di circa 400mila euro. 

"Dopo la scissione del ramo aziendale, il finanziamento è stato lasciato alla 'bad company' che è andata in fallimento - spiega Donzelli - con questo fallimento i soldi ce li ha rimessi Fidi, ma Fidi aveva una controgaranzia: quindi l'erogatore finale è stato il governo Renzi tramite il Fondo di garanzia nazionale". Il consigliere, infine, conclude: "Quando è stato chiesto il finanziamento Renzi era presidente della Provincia - che è socia di Fidi - quando il finanziamento è stato erogato era sindaco di Firenze - socio di Fidi - e la controgaranzia viene erogata quando Renzi è presidente del Consiglio". Poi chiosa: "Renzi dica qualcosa, dovrebbe renderli questi soldi"


Per la gente che ha riposto in lui una speranza di vero cambiamento, il Presidente del Consiglio DEVE chiarire
questa questione: assolutamente.

Il Blog di Grillo e la dietrologia

La strage di Parigi, i conti non tornano #CharlieHebdo

Intervento di Aldo Giannuli
"Come in tutti i “grandi casi” (Kennedypiazza FontanaPalme11 settembre, morte di Osama bin Laden ecc. ec.), anche in questo di Parigi, i conti non tornano e ci sono un sacco di cose da spiegare:
1. Come mai un obiettivo sensibile -come la redazione di Charlie Hebdo- era così debolmente protetto? Vista da questo angolo visuale, la vignetta che presagiva l’attentato appare come una cosa più sinistra di un semplice presentimento.
2. I servizi francesi sono fra i migliori del mondo ed hanno una scuola di pensiero molto avanzata, ma poi si fanno fregare in questo modo da tre ragazzi che vanno in giro armati di kalashnikov a fare strage di giornalisti? A quanto pare, sembra che non abbiano alcun controllo dell’ambiente jihadista presente sul proprio territorio, al punto di non essere capaci di monitorare neppure i reduci dalle guerre mediorientali.
3. E le armi, gli attentatori, dove se le sono procurate? Portate appresso dalla Siria? E i francesi se le sono fatte passare sotto il naso? Bella groviera sono i controlli! La mala vita, come suggerisce Loretta Napoleoni sul Fatto? Ma, da sempre la malavita è la cosa più infiltrata dalla polizia, per cui, se anche la cosa è sfuggita prima, ora dovrebbe essere relativamente (dico relativamente) agevole risalire agli attentatori.
4. “Gli attentatori sono provetti professionisti del mitra”, anzi no, “sono principianti che fanno errori da recluta come intrecciarsi sulle rispettive traiettorie di tiro durante la ritirata” e sbagliano pure indirizzo al primo colpo. La maggioranza dei giornali è del primo parere (professionisti), il Corriere della sera (8 gennaio) invece mette in risalto i diversi errori che fanno pensare a persone di recente addestramento. Mi sembra più plausibile la seconda ipotesi.
5. A proposito di errori: ma voi dove avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un’azione portandosi appresso la carta di identità che, poi, dimenticano in auto? L’unico caso che mi ricordo è quello dello “sventato” brigatista che smarrisce il borsello a Firenze con dentro le chiavi del covo milanese di Montenevoso. Ma non stava andando a fare un’azione e nel borsello non c’era un documento di identità. Non è che, per caso, qualcuno ha volontariamente lasciato la carta di identità di un altro per depistare le indagini?
6. Meno che mai si ricordano terroristi che agiscono perdendo tanto tempo durante la fuga e dopo aver avuto ben due scontri a fuoco con auto della polizia: si attardano a dare il colpo di grazia ad un agente, raccattano scarpe, poi lasciano un guanto….
7. E’ ragionevole supporre che i giornalisti della sovrastante agenzia, fuggiti sul tetto e che hanno registrato le immagini che vediamo, abbiano subito telefonato alla polizia avvisando di quel che stava accadendo. Ed altrettanto avranno fatto, via radio, le prime due auto della polizia direttesi in rue Appert. Considerando il tempo necessario al completamento dell’azione, alle manovre per risalire in macchina, sostenere due scontri a fuoco a distanza di poco (il primo in Alèé Verte, il secondo in boulvard Richard Lenoir), fare inversione di marcia, freddare l’agente, raccattare la scarpa, ecc. debbono essere passati diversi minuti (stimiamo non meno di 20-25) per arrivare in boulevard Voltaire e poi via sino a Porte de Pantin. E non è scattato alcun blocco della zona? Nel pieno centro di Parigi, non devono essere state poche le auto della polizia in zona. E Parigi non ha un traffico scorrevolissimo.
8. Poi il preteso autista del complotto è arrestato, cioè si è arreso, o meglio si è costituito e, peraltro, avrebbe un alibi: non si capisce niente. Ovviamente è possibile che il giovanotto sia effettivamente fra gli attentatori e che, vistosi perduto, si sia volutamente consegnato, dopo aver messo insieme un qualche alibi ovviamente da verificare. Ma potrebbe anche darsi che effettivamente non c’entri, il che farebbe traballare tutto l’impianto investigativo attuale dando fiato all’ipotesi della carta di identità lasciata per depistare.
Insomma, resto dell’idea che la pista della strage jihadista sia quella nettamente più probabile, perché coerente con tutto un quadro formatosi da 10 anni in qua, questo però non vuol dire che nella questione non possano esserci altre “manine” di ben altra qualità. E neppure che gli attentatori non siano stati lasciati fare, magari perché qualche sentore c’era, ma non ci si aspettava una cosa di questa gravità. O che gli organi inquirenti non abbiano altri scheletri nell’armadio, che non c’entrano con la strage, ma che qualche aspetto della strage potrebbe portare alla luce e che, invece, occorre tener nascosti. O anche che nella vicenda le mani che intervengono a vario titolo (mandanti, organizzatori, utilizzatori occasionali, infiltrati, esecutori, intervenuti marginali ecc.) siano decisamente più di due, quattro o sei…
Insomma, molto probabilmente la strage è islamica, però… che gran puzza di bruciato!" 
Aldo Giannuli






Non volevo scrivere altro su quanto sta avvenendo in Francia: quello che dovevo dire l'ho espresso nel post dal titolo "Pena di morte", ma di fronte all'ennesima presa di posizione assurda del blog che rappresenta il Movimento per cui ho votato alle ultime politiche, non sono riuscita a trattenermi e pubblico qui quello che ho risposto ad uno dei pochi commenti che hanno parlato di paranoia sotto il post di Giannuli, il commento è firmato da:
Christian Sardo 09.01.15 14:46. Questo è il mio sotto, in
discussione :
Dietrologie non supportate dai fatti che stanno avvenendo: i due fratelli si sono asserragliati con un ostaggio. Minacciano di morire per "il martirio".
L'ostaggio può considerarsi già morto poveretto: uno che si guadagnava la vita facendo il tipografo. Vedete bene che farsi "le pippe mentali" rende solo ridicoli, tragicamente ridicoli. I due sono due balordi senza cultura, orfani dei genitori algerini, che hanno cercato in questa idea delirante, che nulla ha a che fare con gli insegnamenti di Maometto, il loro riscatto. Dunque i dietrologi che hanno visto chissà cosa nella perdita del documento di identità riflettessero che questa gente non è così intelligente.. Non si deve essere intelligenti per imparare a premere il grilletto di un'arma uccidendo chiunque si ha davanti. La dietrologia fantastica cade di fronte a quell'altro "martire islamico" che ieri ha ammazzato una povera vigilessa parigina e che ora tiene ostaggi ebrei fra cui bambini in un negozio: con Maometto non ha niente a che spartire, essendo un pregiudicato per spaccio di droga, fra l'altro.. I veri musulmani non spacciano droga e questi sono i primi ad offendere il Profeta che dicono di "vendicare".
Rita Coltellese 09.01.15 15:30