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sabato 28 giugno 2014

Gente incredibile... ma purtroppo vera...nella menzogna

Da: Il Giornale.it

L'ultima bugia di una madre che nega l'evidenza

Ester Arzuffi sostiene ancora di non aver tradito il marito. Ma la famiglia non le crede più
Tutto contrasta con ciò che lei ripete. Il riscontro del Dna. Le testimonianze di chi conosce il suo passato. Il risentimento di alcuni parenti. Ma lei, Ester Arzuffi, la mamma di Massimo Giuseppe Bossetti, è incrollabile nelle sue certezze. «La scienza ha sbagliato», ha detto al «Corriere della Sera». È un'affermazione così paradossale che può fare o chi è talmente disperato da negare l'evidenza, oppure chi dice semplicemente il vero.
Con un legale a fianco, la madre del presunto killer di Yara Gambirasio si difende. Difende anche il figlio, ma prima di tutto tutela se stessa, la storia della sua vita, la sua reputazione. Puntella i 47 anni di matrimonio, nega la relazione clandestina con Giuseppe Guerinoni, ripete che Giuseppe Massimo e la gemella Laura Letizia sono figli di suo marito, Giovanni Bossetti. E si stupisce che la nuora non le presti fede. Dice che non crederà nemmeno a una confessione del figlio: «Dovrei guardarlo in faccia per capire se dice la verità. Ma non può accadere, perché non è lui l'assassino». Smentisce i test del Dna secondo i quali Massimo è figlio suo e di Giuseppe Guerinoni: «No, al cento per cento. Non sono mai stata con Guerinoni. A meno che il mio cervello non abbia resettato tutto, questa è la verità». Eppure viveva nello stesso paese, lui la portava al lavoro, si frequentavano, si dice fossero molto amici. «Era solo una conoscenza. Tra conoscere una persona e avere intimità con lei ce ne passa. Ci siamo trasferiti nel 1969, sarà stato marzo o aprile, e i miei figli sono nati a ottobre del 1970, per altro con un mese di anticipo. Come possono essere figli di Guerinoni?». Ex operaia di una fabbrica tessile della Val Seriana, poi donna delle pulizie nelle case e in un asilo, ora da 10 anni badante di una signora di Terno d'Isola malata di Alzheimer. Una vita di sacrifici ha forgiato il carattere duro di Ester Arzuffi che resiste perfino alle evidenze scientifiche: «La scienza ha sbagliato. So che vado alla gogna, ma è così».
La sorella dell'indagato conferma la versione della mamma. È l'unica. Il primo a non crederle è il marito Giovanni, qualche vicino di casa l'ha sentito urlare tutta la rabbia e la vergogna per la tresca e per quasi 50 anni di imbrogli. Non le crede neppure Marita Comi, la madre dei tre figli di Massimo. Tra nuora e suocera non sempre fila tutto liscio, ma la donna che ha condiviso questi ultimi 15 anni con il presunto omicida di Yara dubita dei Bossetti. Non fornisce alibi al marito e ha urlato in faccia alla suocera tutto il risentimento per non aver saputo la verità sul padre del marito. Ma Ester Arzuffi non arretra di un passo: «Mia nuora mi ha ferito perché la verità è un'altra». Anche la cognata rifiuta la versione di una famiglia unita e irreprensibile. Piera Bossetti, sorella di Giovanni, non ha dimenticato le voci che si rincorrevano lungo la Val Seriana su Ester Arzuffi prima che diventasse sua cognata. «Eh, andava...», ammicca in un'intervista trasmessa dal programma «Matrix». Andava dove? «Con gli uomini andava, da giovane andava anche in giù di là, a Seriate. Avevo sentito voci che andava con gli uomini, cose sue, che faceva lei. Poi non ho più saputo niente perché non siamo mai stati a contatto».
Il marito, la nuora, la cognata: quanti familiari non escludono che Ester Arzuffi abbia avuto un amore segreto con Giuseppe Guerinoni dopo il matrimonio. «Mio fratello era un po' così - sospira Piera Bossetti - sempre stato così, non diceva mai niente, gli andava bene tutto». I ricordi si intrecciano con le malelingue, segreti mai detti trovano sfogo nella tragedia. Amori clandestini, figli della colpa, misteri sepolti nelle valli bergamasche. E questa donna di 67 anni che nega di avere avuto una doppia vita, come il figlio dagli occhi di ghiaccio nega di essere un killer nascosto dietro una vita irreprensibile.


COMMENTI
Cassandra2005
Sab, 21/06/2014 - 14:19
La verità è che non ho mai avuto rapporti intimi con Guerinoni. Al 100%. A meno che il mio cervello non abbia resettato tutto. La verità si può cancellare come il disco fisso di un pc. Complimenti all'avvocato, la dichiarazione suggerisce sfiducia nella tecnologia e ci titilla, voi ricordate forse tutte le scappatelle di 40 anni fa? Facile pruderie alle spalle di un morto: che il Guerinoni, pace all'anima sua, ricordato nostalgicamente dalla pensionate delle valle come un gran bel pezzo d'uomo che qua e la ha marcato il territorio, si possa ridurre ad un'esperienza della mente.
oldpeterjazz
Sab, 21/06/2014 - 14:57
Se nel DNA si potesse individuare il "gene della menzogna" se ne troverebbero 30 chili tra Ester, Giuseppe e sua sorella.

Raoul Pontalti
Sab, 21/06/2014 - 15:48
"voi ricordate forse tutte le scappatelle di 40 anni fa?" frase che è l'epitaffio sulla moralità padana. Si tratta di una moglie, sposata da tre anni che avrebbe le scappatelle in numero tale da non ricordarsi nemmeno con chi possa averle fatte... Che uno o una non possa ricordare tutte le trombate con il proprio partner passi, ma non ricordare se ha avuto un partner diverso dal marito in costanza di matrimonio, ma cos'era un bordello ambulante? In realtà la frase è rivelatrice della moralità dell'autrice e di un certo mondo.

Non credo ci sia molto da aggiungere per la gente normale...
Poi, si sa, c'è gente che passa la vita a rimuovere la realtà.. aggiustandosi la propria e quella degli altri.