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mercoledì 13 luglio 2016

Un'anima che sento simile

Da: La Repubblica 7 dicembre 2014

Lorenzo Amurri, diario di viaggio a Lourdes: "Io non ho fede. Ma in quel posto qualcosa c'è"





Lorenzo Amurri, diario di viaggio a Lourdes: "Io non ho fede. Ma in quel posto qualcosa c'è"
Lorenzo Amurri
  

L'autore di 'Apnea' pubblica il suo secondo lavoro, "Perché non lo portate a Lourdes?". Un romanzo in equilibrio tra fantasia e curiosità che passa attraverso le speranze e le vite di chi incontra. Dal 'treno bianco' alla grotta di Massabielle o alle piscine, un racconto senza pregiudizi che non affronta temi sacri ma parla di persone

Da: La Repubblica  12 luglio 2016

Morto Lorenzo Amurri, "ma per me fate una festa"

Lo scrittore di Apnea si è spento per una malattia incurabile all'ospedale Regina Elena di Roma. Aveva 45 anni: da quasi venti era su una sedia a rotelle. Non ci saranno funerali, su sua indicazione. Quel suo viaggio a Lourdes: "La fede religiosa è indiscutibile. Io, semplicemente, non la possiedo"



ROMA - È morto questa mattina all'ospedale Regina Elena di Roma, Lorenzo Amurri, scrittore, musicista, sceneggiatore, produttore. Aveva 45 anni, e una malattia senza cura. Da 19 camminava su una sedia a rotelle.

Nato nel 1971 aveva deciso di raccontare l'incidente sugli sci per cui aveva perso l'uso delle gambe e delle braccia, nel libro Apnea (Ed. Fandango Libri, 251 pp), finalista al premio Strega nel 2013. La sua storia Lorenzo, Lollo, l'aveva raccontata anche nel libro successivo. Perché non lo portate a Lourdes? (Ed. Fandango Libri, 201 pp), il diario di un viaggio a metà tra scetticismo e inevitabile speranza. La domanda già nel titolo.

"La fede religiosa è indiscutibile. Io, semplicemente, non la possiedo", scriveva Amurri. Che sul Treno Bianco dell'Unitalsi - l'Unione Nazionale Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali - c'era salito dopo un'estate, con un quaderno per prendere appunti e senza immaginare il finale di ciò che avrebbe scritto. 


Di estate dopo ce n'è stata solo una piena, l'anno scorso, e Lorenzo l'ha passata in ospedale. Poco dopo la pubblicazione del secondo libro c'erano state complicazioni, diverse, inaspettate. Una dopo l'altra. Amurri aveva cambiato un paio di ospedali, subito interventi, e imparato, diceva, a contare le ore, che non passavano più. Lui voleva uscire, continuava a scrivere soggetti, accumulare idee, vedeva film, leggeva, meditava, aspettava di tornare a casa e di rivedere Roma, i tetti veri di Roma però "che da qui quelli non si vedono".

Ci sono similitudini di fatti e di sentire fra me e questo scrittore morto da poco.
Poco conta l'età, poteva essere mio figlio, giacché era più giovane del minore dei miei figli...
Come ci dicemmo e scrivemmo François Cheng ed io, anzi fu lui a dirlo, non conta il tempo e il luogo dove si nasce, né le diverse esperienze di vita, contano i pensieri e i sentimenti che queste diverse esperienze di vita suscitano in noi... E conta la scrittura.. Giacché è attraverso essa che due pensieri si incontrano, intendono e comprendono anche se uno è morto da un secolo, magari, e l'altro lo legge ora.
Scopro, dunque, questo scrittore che per generazione poteva essere mio figlio, solo ora che è morto e, leggendo di lui, scopro delle similitudini.
Intanto Lourdes: anch'io, ormai laica per lucidità di pensiero e visione della realtà, andai a Lourdes, non come malato come Amurri, ma come assistente volontaria di malati. Anch'io con l'Unitalsi.. Anch'io disposta ad essere toccata da un ritorno di fede... Anch'io ciò nonostante tornata lucidamente convinta che non vi è che una cosa sola: la speranza di gente disperata che cerca consolazione... Questo soltanto c'è in quel posto scrissi nel mio diario, che tenni anch'io come Amurri.
Non so, invece, cosa intendesse lui con il suo "in quel posto qualcosa c'è.."
"Non c'è stato bisogno di 'portarlo', un uomo su una sedia a ruote al massimo si accompagna. Amurri a Lourdes c'è andato da solo." Scrive la giornalista nell'articolo.. Ma non è proprio così: ci sono i robusti "barellieri" dell'Unitalsi ad occuparsi di malati o infermi o disabili sulle sedie a rotelle come stava Amurri.
Amurri sfortunatissimo... Come tante creature umane, che lo sono anche se non se lo meritano, per ribadire il concetto che non c'è nessun Dio che si occupi di fare Giustizia.
Dopo l'infermità conseguente ad incidente sfortunatissimo, è arrivata la morte per tumore in età ancor giovane... Nessun miracolo a Lourdes... Il suo destino ha fatto il suo corso.
Altra similitudine è lo scrivere... Lui con ben altro successo, visto che è quasi arrivato allo Strega.
Scrivere di sé: l'autobiografismo che mio marito critica nella scrittura, mentre io penso che chiunque scriva di storie umane non prescinda mai dalla propria personale esperienza sia diretta, come Amurri, che indiretta come a volte capita di scrivere a me.
Infine "aspettava di tornare a casa e di rivedere Roma, i tetti veri di Roma però ".. Anche questo mi appartiene: le prime immagini della mia memoria visiva di bambina, che mi accompagnano ancora e per sempre, sono i tetti di Roma, quelli che vedevo dalla finestra della soffitta in via della Mercede...
Anch'io sono stata per qualche anno alla Fiera "Più libri, più liberi" che si tiene all'EUR per la piccola e media editoria... Ora non più.. Ora i miei libri, volendo, potrebbero essere ripubblicati giacché nessun editore ne detiene più i diritti. Ma l'editoria, in Italia, è sempre più in crisi ed ha bisogno di nomi noti o molto appoggiati in certi ambienti.

Da questo blog:

martedì 23 ottobre 2012


Lourdes allagata, forza simbolica della speranza



Italia a binario unico!!!

Da: Repubblica.it

Puglia, scontro fra treni tra Andria e Corato: 14 morti e oltre 30 feriti fra macchinisti e pendolari
Foto ANSA




Puglia, scontro fra treni tra Andria e Corato: 14 morti e oltre 30 feriti fra macchinisti e pendolari

Ancora a binario unico?
Soldi per la TAV e gli italiani che debbono spostarsi ogni giorno per lavoro e studio, cioè per la vita quotidiana... ancora a binario unico??!!!!

Cosa ci hanno fatto con i nostri soldi negli ultimi decenni coloro che sono stati al vertice delle Ferrovie dello Stato?
Treni locali e regionali affollati e sporchi a dimostrazione che chi ha gestito il tutto se ne frega della gente che paga le tasse.
Antichi fatti fanno pensare alla solita storia nefanda di chi ha grosse responsabilità ma non paga mai!
Pagano solo se rompono i patti non con il popolo pagante, ma con altri sporchi legami:

Scandalo delle lenzuola d'oro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lo scandalo delle lenzuola d'oro fu uno scandalo che investì i vertici delle ferrovie italiane.

Storia

Il nome trae origine dal fatto che le forniture di biancheria per i treni notturni, ovvero le lenzuola per le cuccette e i vagoni letto, vennero pagate a prezzi gonfiati e fuori mercato. Lo scandalo scoppiò il 25 novembre 1988,[1] quando l'intero consiglio di amministrazione delle Ferrovie dello Statofu costretto a dimettersi per l'assegnazione nel 1979 all'imprenditore avellinese Elio Graziano e alla sua impresa Idaff, di un grosso appalto da 150 miliardi di lire (circa 77 milioni di euro) per la fornitura di biancheria per i vagoni letto. L'inchiesta nacque da una denuncia dell'imprenditore Antonio Ayroldi concorrente di Graziano che aveva perso la gara d'appalto.[2]
I vertici delle Ferrovie vennero arrestati e condotti in carcere. Rimase coinvolto nella vicenda anche Lodovico Ligato, ex parlamentare Dc e presidente delle Ferrovie dello Stato che sarà in seguito ucciso in un agguato dalla 'ndrangheta a Bocale (RC) il 27 agosto 1989. In tutto al processo furono imputate 56 persone, ed il pubblico ministero richiese condanne per un totale di 170 anni di reclusione. La sentenza del 17 aprile1993 comminò un totale di 52 anni a 16 imputati. Le pene più gravi furono per Giovanni Colletti (ex direttore generale delle Ferrovie) condannato a sei anni e per l'imprenditore Elio Graziano condannato a cinque anni e mezzo di reclusione. Furono invece assolti per mancanza di prove i 4 consiglieri d'amministrazione tra cui Ruggero Ravenna.[3

Intanto i morti sono aumentati rispetto al titolo che ho riportato all'inizio del post.
Intanto hanno iniziato i dibattiti e la cronaca nera dei resoconti sui morti e sui feriti...
Intanto iniziano i proclami di Renzi e compagni su "chi ha sbagliato dovrà pagare".
Matteo, al di là dell'incapace o del pazzo che ha dato l'O.K. a due treni di corrersi incontro e sfracellarsi sullo stesso binario, non ti viene in mente che esistono sistemi, neanche tanto difficili da realizzare, per controllare il traffico sui binari, segnatamente su quelli medievali a binario unico? Cosa ci fanno i Dirigenti delle Ferrovie con i bravi tecnici e con i bravi ingegneri stipendiati? Cosa ci vuole a realizzare con un po' di elettronica sistemi di controllo con tableaux con le lucine che consentano a chi è preposto di non fare simili assurdi, inaccettabili sbagli? 
Sentivo Valerio, il giovane fisico dagli occhi azzurri che una volta, un po' di tempo fa, mio marito mi presentò presso la mensa del Centro di Ricerche del CNR di Tor Vergata, che su RAI 2 diceva che questo tratto a binario unico è l'unico in Italia... Se non ho capito male debbo dire a Valerio che si sbaglia, giacché una mia cara amica mi ha segnalato, non molto tempo fa, il suo avvilimento nel tornare dalla Francia in treno passando dalle ferrovie francesi a doppio binario a quelle italiane a binario unico... Parliamo del confine ligure... e chissà a questo punto quante altre tratte ci sono a binario unico in questa depredata Italia. Depredata dai mascalzoni che avrebbero dovuto investire i NOSTRI soldi per migliorare la rete ferroviaria e invece... chissà come li hanno spesi!
Questi morti hanno dei colpevoli che non sono solo gli incapaci o i pazzi che oggi hanno dato l'O.K. ad un treno quando ce ne era già un altro sul binario unico, i veri colpevoli di questa strage sono altri e credo che Renzi, che è un ragazzo intelligente, lo sappia.