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venerdì 9 ottobre 2015

ROMA CAPITALE a 5 STELLE

Ai romani, ormai coloro che hanno la residenza nel Comune di Roma, non rimane che votare per chi le mani non se le è mai sporcate.
Da 36 anni, da quando sono fuggita dalla mia città tanto amata da averne avvertito i cambiamenti in peggio fin da allora, non voto più per il Sindaco della Capitale d'Italia. Dunque Ignazio Marino non stava lì per merito o demerito anche mio. Ho tanti amici e persone care che votano a Roma e so che persino una persona del PD non aveva votato per lui ma per Alfio Marchini.
Chiedevo ad un Chirurgo perché mai uno ancor giovane abbandoni una professione importante e appassionante come la Chirurgia per fare il politico, l'amministratore di denaro pubblico. La risposta non è stata buona per Marino: un Chirurgo che ama quello che fa e lo sa fare bene non lascia e se lascia perde la mano. E' come per un campione dello sport, l'allenamento non deve smettere mai.
Ed eccolo qua il nuovo sindaco Chirurgo.
La prima azione mi ha lasciata perplessa: fra i mille problemi di Roma egli ha pensato subito alla facciata per il mondo. Ha pedonalizzato via dei Fori Imperiali. Lo trovo giusto, ma c'erano altre cose che immediatamente urgevano.
Da anni una persona qualsiasi come me si chiedeva perché si mantenesse in piedi Malagrotta, quando l'Unione Europea da anni aveva dichiarato la dismissione delle discariche di rifiuti pena sanzioni.
Da: Altalex.com - Corte Ue condanna Italia su Malagrotta e altre 6 discariche LazioCorte di Giustizia UE, sez. VI, sentenza 15/10/2014 n° C-323/13

La risposta, quando non c'è logica, è sempre la stessa: corruzione.
  
Da: Il Fatto Quotidiano - 9 gennaio 2014  Rifiuti Roma, 7 arresti: c’è il patron di Malagrotta Cerroni. Indagato Marrazzo

Certo c'entra anche la gestione della Regione Lazio, ma il Comune ha voce in capitolo sull'argomento...

Poi ha sfidato le leggi dello Stato Italiano trascrivendo sui Registri dello Stato Civile matrimoni fra persone di ugual sesso contratti all'estero, in quei Paesi dove tale istituto esiste.
E' stato per questo richiamato dal Prefetto.
C'erano intanto problemi ben più gravi che, anche grazie a lui che ha chiamato la Guardia di Finanza in Campidoglio, erano emersi da quel fondo di pozzo nero che è stato chiamato Mafia Capitale. 
Forse avrebbe dovuto occuparsi con atteggiamento duro e puro dei problemi seri, serissimi, che riguardavano Roma e non sorridere troppo con una lievezza che non corrispondeva al sentire di chi Roma la vive ogni giorno con dolore sulla propria pelle. E non sono solo quelli che votano a Roma, ma tutto un indotto di cittadini che si riversa ogni giorno a Roma dai comuni della dismettenda Provincia.
Questa lievezza è continuata ed ha avuto il suo acme questa estate con le vicende caricaturali che tutti ormai conoscono.
Roma era ed è un problema serissimo e non si può governare con il fare un po' superficiale, anche se nella sostanza non disonesto come l'amministrazione precedente, di Ignazio Marino. 
Roma, chi se ne vorrà prendere l'onere e l'onore, esige, in questo momento storico in particolare, lacrime e sangue da parte del suo Primo Cittadino, una dedizione totale ai problemi gravi che la affliggono.
La macchina amministrativa, è stato detto da più di un politico che ci ha messo le mani, è un ostacolo non innocente per il politico riformatore. Ci vorrà davvero la mano ferma del bisturi per far uscire tutto il pus e bonificare la ferita per evitare la setticemia.
Il Sindaco che sostituirà Marino avrà l'appoggio delle altre Istituzioni se ne avrà bisogno: spero il Presidente della Regione, la Magistratura Ordinaria, la Corte dei Conti, la G.d.F., i Carabinieri e tutto quello che un potente Sindaco di una Capitale vorrà richiedere.
Se la sente il Movimento 5 Stelle? Perché questa volta ce la può fare: può vincere. Che scelga la persona giusta e mi permetto di suggerire due nomi: Di Battista e Di Maio. Con Di Maio vince di sicuro, perché Roma ha bisogno di serietà e rigore. Di Battista con la sua irruenza ce la può fare, ma deve essere molto concentrato perché il Campidoglio è pieno di lupi... e non mi riferisco solo alla Lupa.

La forza del M5S risiede nella sua totale estraneità al consociativismo: non si sono mai seduti a tavola con nessuno a spartirsi il pranzo pagato dai contribuenti.
Il Movimento 5 Stelle ha un'occasione unica e chi vota a Roma ha un'occasione unica per cambiare veramente pagina.
Chi scrive ha avuto, come moltissimi, una cocente delusione da un uomo che aveva fondato un Movimento che parlava di cambiamento. Non ha cambiato niente, ha camminato imbarcando profittatori provenienti da altri partiti, anche di ideologie lontanissime se non addirittura contrarie alle idee professate dal magistrato Antonio Di Pietro, lo ha fatto in piena coscienza per bieco e cieco opportunismo di acquisizione di pacchetti di voti portati da codesti fuoriusciti cambia-casacca: ed è giustamente finito! Né riuscirà a sopravvivere il manipolo residuale di figure insignificanti che cercano di portare ancora lo stendardo, più che altro un brand come un altro, di Italia dei Valori.  Il M5S deve stare bene attento alle figure che imbarca, so che non è facile, io stessa mi sono ingannata su Davide Barillari che ho votato come Consigliere Regionale: una emerita nullità. Le idee sono importanti, le persone che le applicano di più. L'onestà, requisito imprescindibile per chi pretende di decidere sui Beni Pubblici, è diventata invece una qualità da sbandierare, e questo la dice lunga sui tempi di degrado morale che viviamo. Ma non basta, il M5S lo sappia, serve fermezza, fegato e cervello.
Di Battista e Di Maio alla Camera dei Deputati