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venerdì 16 gennaio 2015

Gentiloni riferisce al Parlamento


Persino il personaggio coatto e mezzo deficiente di Lorenzo, creato da quel geniaccio di Corrado Guzzanti, si sentirebbe preso in giro...

Da: ADNKRONOS
Un account Twitter riconducibile ai miliziani siriani del Fronte al-Nusra smentisce che il gruppo, legato ad al-Qaeda, abbia ricevuto denaro dall'Italia.
"Il motivo del loro arresto è che molti agenti dei servizi segreti occidentali entrano (in Siria, ndr) come operatori umanitari. Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate" ha twittato Abu Khattab al-Shami, che si definisce un jihadista nella file di "al-Nusra di al-Qaeda del Jihad nella terra di al-Sham".

E certo! Ci crediamo!
E che vonno dì: "Avemo pijato i sordi?!!!"

"Le due ragazze sono state prese e sono state interrogate. E poi sono state rilasciate"
E certo! Più di 5 mesi di interrogatorio!
E il filmato? Come mai le interrogate dicevano di essere in pericolo di vita?

Da: Giornalettismo:

LEGA NORD E M5S ALL’ATTACCO DI GENTILONI - Lega e Movimento 5 Stelle attaccano però la ricostruzione offerta dal ministro Gentiloni sul caso di Greta e Vanessa. Maria Edera Spadoni, deputato M5S, ha risposto al ministro accusandolo di non essere stato chiaro: «avrebbe dovuto dirci se il governo italiano ha pagato o no un riscatto. La sua informativa è stata inutile, e cio’ è sconvolgente. Ci dica se un riscatto e’ stato pagato». La Lega Nord, per bocca di Gianluca Pini, minaccia un’esposto alla Procura: «Ci aspettavamo che il ministro Gentiloni ci dicesse che non è stato pagato alcun riscatto. Non ce lo ha detto ma la questione è dirimente per il futuro. Chi ha pagato un riscatto ha compiuto un reato. Ed è una balla che si sia andati nel solco di quello che è avvenuto da parte del nostro Paese e degli altri Paesi. Se questa questione non è chiarita presenteremo un esposto in Procura per capire chi ha pagato e sulla base di quale autorizzazione. Si mettono a rischio tutti gli italiani. Si convinceranno che rapire un italiano rende». 
Tranquilli! Non lo ammetteranno mai, come per il passato. Probabilmente non si tratta di milioni di euro, che i combattenti hanno voluto in dollari, che appariranno fra le uscite del Bilancio dello Stato, ma sono usciti da quel fondo magma a disposizione dei nostri Servizi...
Sono "spese non documentabili"...
Per loro siamo bambini che non debbono sapere.. e poi l'avete sentito Gentiloni: persone come queste due "a noi ci servono"!!!!
Meno male che i commenti sono unanimi a riprova che la gente non è scema anche se così la vogliono trattare i "Responsabili" di turno. 
Anch'io molto tempo fa ho scritto: "Fermate la belva siriana", ma non pensavo che fosse questo il modo...  

Grazie alle due imprudenti l'Italia finanzia gli assassini

Da questo blog: 1 gennaio 2015 "Eroismo allo sbaraglio"

...l'inutilità del gesto delle due tapine, che sono andate lì per aiutare le vittime degli scontri e si ritrovano ad essere oggetto di finanziamento per l'acquisto di altre armi per uccidere!


Il buonismo sciocco e superficiale del popolino italiano sta lasciando il passo alla consapevolezza che ci manca il necessario ma, grazie a gente scarsamente responsabile, ci troviamo a pagare gli assassini in Siria.
Questo e solo questo è il succo della faccenda.
Ho già illustrato nel post sopra riportato, con una accurata ricerca, chi sono queste due signorine imprudenti e presuntuose che hanno creato insieme ad un altro personaggio, tre in tutto, una onlus per andare "a portare aiuti alle vittime del conflitto interno in Siria".
Risultato: l'aiuto l'hanno portato agli assassini.
E che aiuto! 12 milioni di dollari!!!  

Il Governo negherà, come ha fatto in passato per gente come la Sgrena, che era lì sì come corrispondente di guerra, ma che si era esposta andando in territori sconsigliati dal nostro Governo.

Dobbiamo continuare a svenarci per gli imprudenti che giocano a fare gli eroi finché, rapiti, si mostrano in tutta la loro fifa piagnucolando e pregando lo Stato Italiano di intervenire?

Leggendo gli innumerevoli commenti sotto i vari articoli di giornale che riportano la notizia della liberazione delle due cittadine italiane, andate in Siria senza che il nostro Governo ne fosse informatomi rendo conto di non essere la sola a pensarla come ho scritto e scrivo: giustamente più di uno suggerisce addirittura di fare una legge che metta nero su bianco che, una volta che il Governo ha pubblicato una lista dei territori a rischio di incolumità per i cittadini italiani, liberi di andarci lo stesso,  ma lo faranno a loro rischio e pericolo e i contribuenti italiani NON DOVRANNO PAGARE EVENTUALI RISCATTI.

Da: Il Giornale.it  - Ven, 02/01/2015 - 10:36


Ora li paghiamo pure per farci mettere il velo

Il governo deve riportarle a casa. Ma ci costerà milioni e così finanzieremo i terroristi. Vietiamo alle Ong di andare in quei posti


Le trattative volgono alla fine e concernono esclusivamente, così come è stato sin dall'inizio del loro singolare sequestro lo scorso 31 luglio, l'entità della cifra da pagare.
Le due ragazze erano simpatizzanti degli stessi gruppi islamici che le avrebbero sequestrate. In un cartello in arabo con cui si sono fatte immortalare nel corso di una manifestazione svoltasi in Italia si legge: «Agli eroi della Brigata dei Martiri - Grazie dell'ospitalità - Se Allah vorrà presto Idlab sarà liberata - E noi ci torneremo». La «Brigata dei Martiri», in arabo Liwa Shuadha, è un gruppo di terroristi islamici il cui capo, Jamal Maarouf, ha ammesso di collaborare con Al Qaida.
Comunque sia, nel caso degli ostaggi italiani detenuti dai terroristi islamici i riscatti si misurano in milioni di euro, per la precisione dai 5 milioni in su per i sequestri in Siria e Irak, «solo» un milione o poco più per i sequestri finora verificatisi in Libia. Si stima che dal 2004 l'Italia abbia pagato complessivamente 61 milioni di euro per liberare Simona Pari e Simonetta Torretta, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, Giuliana Sgrena, Clementina Cantoni, Daniele Mastrogiacomo, Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Sergio Cicala e Philomene Kabouree, Federico Motka, Domenico Quirico.
Nel video postato su YouTube Greta e Vanessa sono sostanzialmente tranquille, recitano un copione impartito loro, i loro sguardi s'incrociano con quelli dei carcerieri dietro la telecamera per assicurarsi di essere state diligenti. È un video diretto a noi cittadini italiani per prepararci psicologicamente ad abbracciare le due ragazze in cambio del pagamento di un lauto riscatto. Sostanzialmente diverso era il video del 2005 che ci mostrò Giuliana Sgrena disperata e in lacrime supplicando le autorità di intervenire per il suo rilascio. Ebbene quel drammatico messaggio era diretto al governo, forse inizialmente restio a sborsare la cifra richiesta tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Saremo tutti contenti di riavere vive Greta e Vanessa. Però è ora di porre fine a queste tragiche farse il cui conto salatissimo paghiamo noi italiani.
Il governo vieti alle nostre associazioni civili di operare nelle zone dove imperversano il terrorismo islamico o i conflitti armati. È ora di dire basta alle sedicenti associazioni «senza scopo di lucro» che lucrano con il denaro degli italiani, soldi pubblici e privati, per sostenere la causa dei nemici della nostra civiltà. E poi ci tocca pure pagare ingenti riscatti quando vengono sequestrati o si fanno sequestrare. Basta! 


Libertà di espressione in Italia

www.casadellalegalità.net

Questo è il nuovo link del sito oscurato da Aruba, provider italiano, dopo denunce di qualcuno infastidito da cosa scriveva La Casa della Legalità.
Rinasce appoggiandosi ad un provider straniero.
Auguri e buon lavoro!
Per chi vuole informarsi buona lettura.

N.B.: Ho verificato che se si usa il browser Google Chrome il link www.casadellalegalità.net non si apre, se si usa Internet Explorer si apre www.casadellalegalità.org con un rimando al sito definitivo www.casadellalegalità.net.
Queste sono le difficoltà che incontra in Italia chi NON fa vignette spiritose su argomenti che toccano chi spiritoso non è... bensì scrive documentate denunce.