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venerdì 16 ottobre 2015

Agorà e gli ENTI INUTILI

Nella trasmissione "Agorà", della terza rete RAI, stamane si è parlato per l'ennesima volta degli Enti Inutili, da abolire giacché si pagano stipendi a gente ormai inutile, essendo diventata vuota di senso, di funzione e di lavoro la struttura per la quale sono stati assunti.
Sono stati mandati in onda vari servizi effettuati da giornalisti della redazione che sono andati in loco presso alcuni di questi Enti: gli intervistati hanno ammesso che non avevano nulla da fare visto che le funzioni dell'ente inutile erano cessate.
I commenti seguiti in studio si possono riassumere nel concetto che "come si fa a mandare a casa queste persone senza lavoro"!

E come si fa allora a mandare a casa tanta gente di Ditte e Società che vendono a stranieri i quali licenziano per delocalizzare altrove?
Figli e figliastri?
In molti casi si trattava di Aziende che producevano prodotti buonissimi, che si vendevano bene.. Eppure quei lavoratori sono stati mandati a casa.
Non debbo qui fare l'elenco, visto che ogni giorno i telegiornali ci informano e vediamo questi lavoratori con bandiere che protestano inutilmente per essere stati mandati a casa, nonostante i prodotti che l'Azienda sfornava si vendessero bene.
Per contro ci dobbiamo preoccupare di fare assistenzialismo a gente che non fa niente tutto il giorno?
Se sono stati assunti per concorso e non si possono licenziare si mandino là dove il lavoro ristagna e la lamentela è sempre la stessa: "Siamo pochi e non fanno concorsi!" Che peccato! Così non possono raccomandarsi per far entrare il figlio, il parente, la moglie casalinga semianalfabeta per avere uno stipendio in più, l'amante ecc.. 
Se invece si tratta di gente assunta nell'Ente inutile per altre vie, essendo un Ente che beneficia del Finanziamento Pubblico ma che poteva assumere anche senza concorso pubblico, la si mandi a casa come i lavoratori delle Aziende che smantellano anche se il lavoro da fare c'era e lo facevano pure bene!

Da: Il Tempo.it  30 marzo 2015
Gli invincibili 500 enti inutili sanguisughe da 10 miliardi

La cancellazione è sparita dall’agenda di Renzi

Senato - Audizione di Carlo Cottarelli
il commissario Cottarelli
È un tema spinoso che era stato inserito tra le priorità del governo, insieme alla riforma della pubblica amministrazione e alla riduzione delle imposte. Invece dopo circa un anno di legislatura il nodo dell’abolizione degli enti inutili è ancora nel cassetto di Renzi, così come l’ha lasciato il commissario Cottarelli. E mentre la riforma della pubblica amministrazione marcia a rilento in Parlamento e di tagliare le tasse non se ne parla più, anche questo capitolo importante della spending review sembra sparito dall’agenda del governo. Resistere, è il mantra di questa miriade di medie e piccole strutture mangiasoldi sopravvissute a tutte le velleità di cambiamento dei diversi governi. Il caso del Cnel è solo la punta di un’iceberg.
Prima del commissario Cottarelli fu l’allora ministro della Semplificazione Roberto Calderoli a individuare 1.612 enti da eliminare perchè «dannosi». Non se n’è fatto nulla. Vivono ancora i Tribunali delle acque, i Bacini imbriferi montani, gli Ato e i 138 enti parco regionali nonché la pletora dei consorzi di bonifica.
I carrozzoni sono ricchi di storie paradossali. Una «autodenuncia» è stata raccolta dall'Adnkronos. «Sogno di andare a casa, di lasciare l'ente autonomo Fiera dell'Ascensione, è medievale. Si sbrighino a chiuderlo», si sfoga il commissario straordinario Donato De Carolis dell'ente autonomo Fiera dell'Ascensione di Francavilla Fontana nel brindisino, finito più volte negli elenchi, sempre ufficiosi, degli enti inutili. «Il mio incarico era per sei mesi - racconta De Carolis - è durato sei anni e sono ancora qui. Non ci sono più dipendenti, perché sono andati in pensione, ma il patrimonio resta ed è inutilizzato. Va chiuso, non ha più ragione di vita».
Il Codacons mettendo insieme diversi censimenti ha calcolato che sono oltre 500 questi casi sanguisuga che pesano sulle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro all'anno. Dall'Unione italiana Tiro a Segno fino al Centro piemontese di studi africani, passando all'Istituto di sviluppo ippico per la Sicilia e a quello per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere a Venezia. Resiste l'Istituto Regionale per le Ville Tuscolane. Qui nessuno teme la soppressione e invitano a leggere la mission strategica sul sito: l'ente è chiamato a «promuovere, divulgare e incentivare la conoscenza delle Ville», oltre a curarne la manutenzione, dello stabile, e anche dei giardini.
Peccato che alcune aprono solo qualche giorno all'anno in occasioni speciali, altre si possono vedere solo su appuntamento.
Tra gli enti miracolosamente scampati ai diversi tentativi di riordino c'è anche l'Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo. Un problema, quello dell'analfabetismo, che resta secondo, gli ultimi dati Istat, ma in modo estremamente ridotto. Se nel 1961 riguardava l'8,7% degli italiani nel 2011 circa l'1% della popolazione.
Continua a esistere Arcus, creata dieci anni fa dall’ex ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Il governo Monti l’aveva chiusa, poi durante la discussione di un decreto del governo di Enrico Letta un emendamento della forzista Elena Centemero l’ha resuscitata, con l’assenso bipartisan.
Sopravvive pure l’Istituto per lo sviluppo agroalimentare, anch’esso decretato inutile da Monti e poi rianimato in Parlamento. Al pari dell’Istituto per il commercio estero, che poi se l’è cavata con la trasformazione in Agenzia.

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Libero Quotidiano.it ha pubblicato un elenco lunghissimo delle nostre Aziende vendute a capitale straniero chiamandole PREDE. Ne ricordo solo alcune di inizio elenco:

  • Avio S.p.A (aviation business)
  • Plastici Affini s.p.a.
  • Applicazioni Rivestimenti
  • Aprilia Solar Srl; BS Solar Srl; PN
Alcune del lunghissimo elenco hanno mantenuto il personale, ma molte hanno licenziato senza pietà.
E il Governo Italiano si preoccupa di non mandare a casa gente che sta tutto il giorno senza fare niente a spese dei contribuenti?

L'assistenzialismo continua, ma solo per gli Enti Inutili creati dai politici per avere serbatoi di voti in cambio di soldi nostri.

Annunci elusivi

Cos'è l'IMU?

IMU è l'acronimo di Imposta Municipale Unica. Ha sostituito la vecchia Ici, l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti ad immobili non locati.
Tale imposta è stata istituita anticipatamente ed in via sperimentale dall'art. 13 del Decreto Legge del 6 dicembre 2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n.214 e disciplinata dal medesimo articolo 13 e dagli articoli 8 e 9 del D.lgs. 14 marzo 2011, n.23.
Ulteriori modifiche si sono avute con la legge di Stabilità 2014 che ha abolito l'Imu sulla prima casa, tranne alcune eccezioni.

Chi paga l'IMU?

Dovrà essere pagato dai proprietari di immobili o i titolari di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie.
In particolare sono soggetti all'IMU:
  1. Il proprietario di immobili, cioè colui che ha il diritto di godere e disporre di una cosa in modo pieno ed esclusivo;
  2. i titolari di usufrutto, consistente nella facoltà di godere e usare il bene “come se ne fosse il proprietario”;
  3. i titolari di uso, consistente nella facoltà di servirsi dell'immobile, limitatamente ai bisogni della propria famiglia;
  4. i titolari di abitazione, consistente nel diritto di abitare l'immobile solo per i bisogni del titolare del diritto e della sua famiglia;
  5. i titolari di superficie, che consiste nell'edificare e mantenere una costruzione al di sopra (o al di sotto) di un fondo di proprietà altrui;
  6. i titolari di enfiteusi, cioè il godimento di un bene altrui con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone periodico;
  7. l’ex coniuge assegnatario dell’immobile, a seguito di separazione, divorzio o annullamento di matrimonio, in quanto titolare del diritto di abitazione.
  8. il locatario, cioè colui che fruisce del bene, nel caso di immobili concessi in locazione finanziaria (leasing) per tutta la durata del contratto;
  9. il concessionario di aree demaniali ( es., il concessionario di uno stabilimento balneare).
L'Imu con la legge di Stabilità 2014 non è più dovuta sulla prima casa e relative pertinenze. L'unica eccezione riguarda il caso in cui l’immobile è indicato come di lusso, quindi rientrante nelle categorie catastali A/1, A/9 e A/8 per le quali continua ad applicarsi l'aliquota ridotta e la detrazione di 200 euro.
L'Imu resta invece in vigore sulla seconda casa.
E' elusivo tutto ciò che manca di particolari che fanno la differenza.
Renzi strombetta che toglie l'IMU sulla prima casa. Ma la gente, bombardata da informazioni su cambiamenti continui, si chiede: "Ma non era stata già tolta?"
Si che lo era stata: come si legge sopra, dalla Legge di Stabilità del 2014.
Ora siamo nel 2015 e Renzi ripropone una cosa già fatta l'anno passato come un regalo che fa adesso! Ricicla i regali anche agli amici e parenti?
In realtà dovrebbe dire, e con lui l'informazione più elusiva di lui, che toglie la TASI che pagavano i proprietari anche di prima casa ai Comuni!
Che bello fare confusione! Così la gente meno capisce e meglio la imbrogliano.

La novità, questo l'hanno detto chiaro, è che ha tolto l'IMU anche a chi l'anno passato la pagava, sia pure con aliquota ridotta e con detrazione di euro 200, avendo prima casa in categoria LUSSO!

In compenso chi ha una seconda casetta, non di lusso, paga un botto!!!