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martedì 28 febbraio 2017

Qualcosa cambia in meglio?

Da: LeggiOggi.it

Ddl Gelli è Legge: come cambia la Responsabilità Medica


Sabina Grossi

Responsabilità Penale del medico: cosa cambia

L’altra novità risiede nell’introduzione nel codice penale dell’ art. 590-sexies (responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario). L’imperizia a causa della quale un paziente subisca un danno è punibile solo se frutto di colpa grave. Tuttavia, il medico è sollevato da responsabilità penale se dimostrerà di aver rispettato le linee guida o le buone pratiche assistenziali.
Sul versante penalistico, quindi, il medico potrà essere accusato solo di omicidio colposo o lesioni personali: al di fuori di queste due casistiche, sarà sollevato da qualsiasi responsabilità penale qualora dimostri di aver rispettato le linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.

Responsabilità Civile del Medico: cosa cambia

La più incisiva modifica introdotta dal ddl è quella inerente la nuova forma diresponsabilità civile del medico. Il professionista, infatti, se accusato di aver provocato un danno, in via generale potrà rispondere solo di responsabilitàextracontrattuale ex art. 2043 c.c., senza che possa più profilarsi in modo automatico quella strettamente contrattuale ex art. 1218 c.c.
La differenza risiede nel fatto che è ora invertito l’onere della prova, addossato al paziente che si ritiene danneggiato, che dovrà dimostrare per primo la colpa del medico in questione. Lo stesso dovrà provare l’evento (la lesione), la causa (colpa del medico), ed il nesso di causalità tra condotta ed evento.
Da:Quotidiano Sanità.it
L'obiettivo della legge è quello di risponde principalmente a due problematiche: la mole del contenzioso medico legale, che ha causato un aumento sostanziale del costo delle assicurazioni per professionisti e strutture sanitarie, e il fenomeno della medicina difensiva che ha prodotto un uso inappropriato delle risorse destinate alla sanità pubblica. Il tutto nell'ottica della ricerca di un nuovo equilibrio nel rapporto medico-paziente che permetta, da una parte ai professionisti di svolgere il loro lavoro con maggiore serenità, grazie alla nuove norme in tema di responsabilità penale e civile, e dall'altra garantendo ai pazienti maggiore trasparenza e la possibilità di essere risarciti in tempi brevi e certi per gli eventuali danni subiti.


Se le cose stanno così vuol dire che ogni tanto chi sta in Parlamento capisce che si esagera là fuori e che bisogna ristabilire un equilibrio.
Ormai tutti si sentono in diritto di denunciare, dando per assunto che non si può morire, che il medico deve sempre e comunque guarire e se non guarisce allora è giusto denunciarlo. Praticamente la follia. E finalmente l'ha capito chi fa il parlamentare veramente in modo onorevole, tanto da meritarsi l'appellativo. Giustamente chi non voleva togliere dal proprio stipendio anche il costo, altissimo, di un'assicurazione personale e si rimetteva solo alla copertura dell'Ospedale, stava bene attento a non fare l'eroe. Questo sicuramente abbassava anche il piacere di una professione bellissima, se scelta non per diventare ricco ma per la soddisfazione di curare e salvare vite. Speriamo che questa Legge rassereni tutti.
Ho scritto un racconto su un fatto di cui sono venuta a conoscenza e che dimostra come si possa frustrare la passione dei medici coraggiosi che sfidano ogni giorno la morte. 

Rita Coltellese *** Scrivere: Modi diversi di essere medici - Novelle Nuove

Per ridere un po': Le comiche: "Mamma "piagne""

"Mamma "piagne""






Defy Cavadent Son: "Qui ce conoscono tutti, Pollo mio, so' du' cittadine vicine ma è come n'paese.. A' gente vede papà co' quella e va da mamma a chiedeje come mai... E lei a' domenica viè a piagne da me! Ma io a' domenica vojo sta' co' mi fijo, dopo che ho trapanato denti pe' tutta a' settimana!

Pollo Fiduciosi: "Povero amico mio..."







Defy Cavadent Son: "Me chiede de parlà co' mi padre... De dije de lassà perde qua' squilibrata da vicina de' casa tua.. Io ci ho parlato.. Ma quello nun me sente! O' studio è er suo.. io devo pure lavorà.."







Pollo Fiduciosi: "Povero amico mio..." (Certo.. però.. i soldi innanzi tutto ..)



L'Italia dei capri espiatori, non dei Responsabili

Da: Il Messaggero.it

Terremoto, il sindaco di Accumoli:
«Ricevetti relazione della Curia
che attestava i lavori al campanile»

Stefano Petrucci, Sindaco di Accumoli, a sinistra nella foto, accanto il Capo Dipartimento della Protezione Civile Ing. Fabrizio Curcio

RIETI - Non ha ancora ricevuto notifiche da parte della Procura della Repubblica di Rieti, ma si dice tranquillo. Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, potenziale indagato per i crolli del campanile di San Francesco e della caserma dei carabinieri, ha spiegato ai microfoni di Rai3 la sua posizione.

«Eseguimmo dei lavori nel campanile della chiesa di San Francesco - dice Petrucci - poi, in seguito al terremoto del 2009, altri interventi furono iniziati nell'aprile del 2010. Ricevetti poi una relazione della Curia, firmata da un ingegnere, in cui si attestavano i lavori eseguiti e nella quale si chiedeva la riapertura della chiesa».
Lunedì 27 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 14:18 

E' con amarezza e indignazione che ho appreso la notizia dell'avviso di garanzia all'onesto Sindaco di Accumoli Geom. Stefano Petrucci.
Si ripete sempre lo stesso copione in questo sciagurato Paese: ogni giorno scandali e ruberie e non si trova mai un Responsabile che paghi e poi "piove e governo ladro" sul più inerme e corretto della piazza: hanno trovato il capro espiatorio!
Nella mia vita ho trovato poche persone perbene e fra queste il geometra Petrucci: correttissimo nel suo lavoro, preciso, mai esoso nelle sue puntualissime fatturazioni! Una perla rara.
Chi meglio di questo tipo di persone da prendere come capro espiatorio?
In un Paese di gaglioffi di ogni risma quest'omino garbato e beneducato non merita di essere indagato; anche se è il solito "atto formale", intanto si dovrà pagare un avvocato e, nonostante si mostri fiducioso nella giustizia italiana (ahimé!), dentro di sé starà comunque in ansia anche se, con il suo modo di fare educato e controllato non lo farà vedere.
In Italia ormai si viaggia nella follia, in quanto alla cosiddetta "Giustizia". Da una parte si assiste alla più assoluta impunità nei riguardi di chi la fa più grossa, e dall'altra si acchiappano agnelli sacrificali che nulla hanno fatto per meritarlo e si perseguitano!
A parte gli esempi clamorosi come il recente caso del Prof. Stefano Rho, per fortuna risoltosi bene (ma quanto avrà sofferto?!), ne conosco di non clamorosi della vita di tutti i giorni in cui leggi del cavolo messe lì non per fare giustizia, ma per scaricare i veri Responsabili e gettare il carico su chi è inerme per ragioni varie, sono da cambiaredato che creano situazioni ingiuste fino ad essere grottesche!
Un terremoto fortissimo, che in quelle zone a rischio sismico non si sentiva da un secolo, tirà giù una torre antica di un edificio religioso, soggetto alla Curia di Rieti, muore un'intera famigliola compresi bambini, e chi si indaga? Il Sindaco, che è ora chiamato a risponderne e che nulla poteva su quella torre, se non prendere atto che la Curia ne ha preteso la riapertura presentando una relazione firmata da un ingegnere! L'unica cosa che mi viene in mente è che forse doveva mandare un geometra del suo sparuto ufficio tecnico a controllare che l'ingegnere firmatario aveva scritto il vero! 
I lavori erano stati eseguiti dopo il terremoto de L'Aquila, che ovviamente aveva interessato anche quei luoghi, non essendo un caso che Accumoli, prima che in epoca fascista si creasse la provincia di Rieti, era in provincia de L'Aquila.
E' tipico di questi tristi tempi, in Italia, di mettere sotto accusa per le cose più svariate persone che nel loro ruolo non hanno che poteri e mezzi limitati dallo Stato stesso. Poteri e mezzi frammentati fra varie Istituzioni per gestire una medesima struttura o territorio, in modo che i veri Responsabili non ne rispondano mai, preferendo, nella follia e nello smarrimento del Diritto, scaricare tutto sul capro espiatorio.