domenica 5 agosto 2012

Differenze - Da: "Le verità nascoste: racconti comici... ma non troppo


Differenze

Sotto il grande ombrellone, distesi sulle comode sdraio dai cuscini imbottiti, con il mare azzurro davanti a loro, brillante di gocce d'oro che il Sole vi accende, tre uomini parlano sorseggiando fresche bibite colorate.
"Fra il cornuto e il tradito c'è una differenza, anzi, più di una." Fa l'uomo robusto sulla sessantina.
"E quale sarebbe?" Chiede perplesso quello più o meno della sua stessa apparente età, alto e magro.
"Il cornuto è sempre una figura squallida, perché si adatta alla situazione, mentre il tradito è uno che si fida e la cui fiducia viene tradita. Anche quando lo scopre, se lo scopre, il tradito reagisce sempre con dignità, non si adatta come fa il cornuto. Pure se le circostanze lo costringono a restare non finge, dimostra con l'atteggiamento il rifiuto della situazione, altrimenti umiliante per lui..."
"Ma se resta..." Fa il lungo.
"Ci sono tanti motivi che costringono a restare. Primo fra tutti i figli, se ci sono, poi motivi economici, di lavoro insieme alla fedifraga.... Tanti possono essere i motivi. Ma è l'atteggiamento che lo distingue dal cornuto, sempre spregevole. Il cornuto si adatta, accetta la sua umiliazione, se ne fa una corazza cinica e spesso reagisce contro gli altri, quelli che sanno della sua condizione."
"E come vuoi che reagisca..." Fa con un gesto del braccio il lungo, come a sottolineare l'inutilità della supposta reazione.
"Ti potrei portare tanti esempi...."
"Fammene qualcuno."
Il terzo uomo, più giovane dei due, fra i quaranta ed i cinquanta, ascolta e basta.
"Al paese mio - fa il robusto ridacchiando sornione - c'era uno, non so se è ancora vivo..., che lo chiamavano "Il Sordo". Sai com'è nei paesi, si sa tutto di tutti, le corna non si possono nascondere..."
"Se è per questo allora nemmeno in città." Interviene finalmente il terzo uomo.
Il robusto continua il suo racconto con un sorriso sulle labbra: "Questo sordo un po' lo era, ma un po' ci faceva per non reagire a tutte le cose che sentiva in giro. Salutava facendo finta di niente quello di cui la moglie era innamorata cotta, uno scapolo, che poi era anche un mio zio... Io stesso, allora bambino, una volta li ho visti appartarsi nella stalla dei maiali. Il Sordo però si sfogava facendo insinuazioni destituite di ogni fondamento sulle sorelle di mio zio, dando fastidio ad una mia cuginetta... Insomma cercava di compensare la sua umiliazione cercando di gettare discredito sulle femmine della famiglia dell'amante di sua moglie. Senza riuscirci perché nei piccoli paesi si sa tutto di tutti... Lui continuava a vivere con la moglie e i due figli,  anche se in paese dicevano che la figlia più grande era di mio zio. Da piccolo non me ne rendevo conto, ma poi da grande ho capito che era proprio così: sia per la somiglianza di questa ragazza con mio zio, sia perché la madre doveva averle detto qualcosa, perché lei volle che una mia zia facesse da madrina a suo figlio." 
"Sarà stato per le condizioni economiche... Era gente che viveva di agricoltura..." Riflette quello alto.
"Anche - ammette il robusto - ma non solo. Per un paese così piccolo di cornuti ce ne erano diversi... Ma un paio hanno provato a reagire, pur nelle stesse condizioni socio-economiche... E quelli li annovero fra i traditi, poveracci..." 
"Hanno rispettato la media nazionale comunque..." Commenta con un sorriso appena ironico l'uomo più giovane.
"Uno dei traditi si chiamava Gaspare, detto Gasperino, una bravissima persona. La moglie nemmeno la faceva lavorare nei campi, perché avevano un'osteria con annesso un negozio di alimentari e affittavano pure delle camere. In paese c'era uno che pare fosse superdotato... è andata con quello, come altre eh! Una addirittura ha scodellato un figlio che somigliava come una goccia d'acqua al figlio che il superdotato aveva avuto dalla moglie. Pensate che la moglie a volte si sbagliava incontrandolo per le strade del paese e lo chiamava scambiandolo per il figlio!" Ride.
Ridono pure gli altri due. "E il marito della porca?" Chiede sempre il lungo.
"Poveraccio, - si fa serio il robusto - che doveva fare. L'ha menata, girava con un occhio nero... Lo sapevano tutti... Lui era povero e pieno di figli... La moglie gli serviva in casa perché lui doveva lavorare la terra tutto il giorno. Come vuoi che facesse con tutti quei bambini... Se l'è tenuto in mezzo alla sua cucciolata. Ma questo io lo considero un tradito, con la sua umile dignità, non ha mai tentato di calunniare gli altri per pareggiare i conti..."
"E quel Gasperino?" Chiede l'uomo più giovane.
"Eh, quello reagì con tanta dignità. Fece la valigia e se ne voleva andare. Lasciava due figli con quella vacca della moglie e pensate che era tutta roba sua: l'osteria, la locanda, il negozio... Tutta roba che gli aveva lasciato suo padre."
"Poi?" Ancora il più giovane dei tre.
"Poi restò perché qualcuno lo raggiunse lungo la strada e gli parlò dei figli... Ma non è stato più lo stesso. Prima era sempre sorridente, dopo era senza sorriso, gli occhi tristi."
Rimangono un po' in silenzio, bevono le loro bibite. Poi parla quello più giovane.
"Sai, c'è del vero in quello che tu dici... Io conosco uno che è proprio un cornuto come dici tu... Lo è da tanti tanti anni e la moglie è andata con diversi... Non so come sarà stato all'inizio, forse avrà sofferto, non dico di no... Ma comunque è rimasto. Poteva tornare a vivere con i genitori che stavano da soli; l'unica sorella, che era sposata, è morta... Invece è rimasto. Forse per le figlie. Non so. So che quando l'ho conosciuto io era un blocco monolitico di cinica indifferenza. Ma la cosa più brutta è come dici tu, cerca di buttare discredito su tutti, insinuando da niente... Come "Il Sordo" di cui hai raccontato."
"Vedi? - Fa il robusto soddisfatto. - Vedi che la mia analisi è giusta? Guarda che io sono un osservatore dei comportamenti umani... Non mi servono gli psicologi: basta osservare i fatti, e sono comportamenti che si ripetono in molti cornuti. Pensano di rifarsi sugli altri della loro situazione umiliante!"
"Ma non è altro che il banale meccanismo del "mal comune mezzo gaudio"! Minimizza quello alto e magro.
"Un po' sì, - Ne conviene l'uomo fra i quaranta e i cinquanta. - Ma fino ad un certo punto. Questo che conosco io è un imbecille che arriva a sottolineare che chissà dove vanno le vicine quando escono la mattina a fare la spesa... E' proprio un'anima persa... Si è chiuso come in un bunker in cui fa resistenza contro l'avversa realtà negando tutto, protegge quella squilibrata della moglie facendo muro. Dovresti sentirlo come parla con voce sicura, fino quasi all'arroganza."
"Ma la moglie ci ha i soldi?" Chiede il robusto con un sorriso ammiccante.
"Sì, non tanti, ma dice che quello che hanno è tutta roba sua."
"Ma lo dice lei o lui?" Chiede il robusto.
"Lei, lei!" Fa il più giovane.
Ridono. "Allora gli conviene!" Fa il magro.
"Ce magna!" Rincara il robusto.
"Non lo so come stanno le cose, ma certo ci sono tanti fatti che sono inconfutabili e questo personaggio per me è incomprensibile." Conclude il più giovane scuotendo la testa.
"Ma che altro fa contro gli altri oltre ad insinuare che sono tutte come sua moglie?" Chiede ridendo il robusto.
"Dice che sono matti tutti quelli che dicono che ha le corna. Ma la gente che colpa ne ha se i fatti vengono fuori da più parti? Mica possono fare come lui che fa lo struzzo con la testa sotto la sabbia!" 
"Ma ci infila pure le corna sotto la sabbia?!" Ride grassamente l'uomo robusto. Quello alto e magro sorride.
Il più giovane continua: "Mica può pretendere che la gente ignori dei fatti! Conosco un professore a cui ha telefonato a casa una conoscente, disperata perché il marito da dieci anni è l'amante di questa zozza della moglie di questo cornuto, chiedendogli che razza d'uomo immorale è questo..."
"Ma questo professore che c'entra?" Chiede interessato il robusto.
"Niente! Ha la disgrazia di abitare vicino a questa squallida coppia e di conoscere questa signora che gli ha detto che questa sporcacciona sta levando i soldi al marito, che è impaccato di soldi, e lei era molto preoccupata per questo."
Gli altri due scoppiano a ridere. "Ah! Solo per i soldi si preoccupa la signora... Dieci anni, perbacco!!" Commentano insieme.
"Il cornuto deve aver saputo che l'altra cornuta aveva cominciato ad agitarsi e che era arrivata a sfogarsi con il professore..."
"E che ha fatto?" Sempre il robusto.
"Ha cominciato a cercare di screditare il professore. Una cosa ridicola. Questo è uno ormai in pensione che, un po' per passare il tempo e un po' perché gli piace, dà ripetizioni gratuite a chi gliele chiede. Vanno a casa sua ragazzini delle medie come persone adulte che debbono magari fare dei concorsi. Per un periodo c'è andata la mia ex-fidanzata che doveva fare una prova per accedere ad un Corso. E' una donna sui quaranta anni. Per altro le lezioni gliele ha fatte gratis proprio per me, perché mi conosce bene, e questo cornuto ha cominciato a dire in giro che "riceveva" una donna quando la moglie non c'era. Perché la moglie lavora ancora e torna il pomeriggio tardi. E mi hanno detto che faceva pure il moralista, diceva: "Io questo non lo capisco... A casa mai... La casa è sacra per la famiglia..." 
"Ma questo è proprio una merda!" Commenta duro l'uomo alto e magro.
"Eh, sì! Per non parlare di quella sordida della moglie che fa insinuazioni su altre donne del vicinato e anche sulla moglie di questo professore, usando termini che sono tutti attribuibili a lei: puttana, zozza, schifosa ecc."
"Ma nessuno li querela a questi?" Chiede finalmente serio l'uomo robusto.
"Ma a chi gli va di buttare i soldi e di trovarsi in un tribunale con persone così? Tanto chi vuol vedere vede e chi vuol capire capisce." Conclude facendo spallucce l'uomo più giovane.