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domenica 25 marzo 2018

Buona Pasqua 2018


L'unica cosa importante è la Serenità,
vivere i momenti felici con i propri cari.
Questo è l'Augurio che invio a chiunque entri in questo blog.

sabato 24 marzo 2018

Storie di orrore e contorno

Da: RETENEWS24
Quotidiano di Informazione Online

Caso Roberta Ragusa: il figlio chiede di amministrare i beni della madre

Di Chiara Caminiti  7 giugno 2017

Si torna a parlare del caso di Roberta Ragusa, la donna scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio del 2012 di cui si sono perse le tracce.

Sembrerebbe che il figlio maggiore della donna, Daniele Logli, nominato anche amministratore della sorella minore, abbia fatto richiesta per poter amministrare i beni della madre in base al principio di “assenza” della donna. Il tribunale di Pisa ha accolto la possibilità di tali richieste sostenendo che, essendo Roberta scomparsa da più di due anni, gli eredi possono ora presentare istanza per essere ammessi al possesso temporaneo dei beni, ovvero: l’autoscuola “Futura”, due immobili, un appartamento e tre appezzamenti di terreno all’isola d’Elba oltre ad una liquidità che ammonta a circa 1milione 700mila euro.

Il marito della donna, Antonio Logli, è stato condannato in primo grado ad una pena di 20 anni per l’omicidio della moglie.

Fra poco ci sarà il processo d'Appello. Sembra che il condannato in Assise, marito fedifrago della scomparsa in una notte gelida senza documenti, lasciando l'auto e i figli di cui una di soli 10 anni, non abbia mai risposto ai magistrati sottraendosi ad ogni interrogatorio e rimettendosi interamente ai suoi avvocati.
C'è chi dice che, non essendo mai stato ritrovato il cadavere di Roberta, non si possa condannare l'assassino. Ma la giurisprudenza ha invece condannato molte volte assassini che avevano fatto sparire il corpo dell'ucciso. Uno degli ultimi casi è quello del nero fattosi prete per vivere meglio, tale padre Gratien, che ha fatto sparire l'incauta donna insoddisfatta sposata e con un figlio disabile che aveva avuto con lui rapporti intimi e forse era incinta.
Quello che turba tanta gente è apprendere quanto riportato nell'articolo qui copiato, come su altri organi di stampa e TV, sull'agire di questo figlio della donna sparita, di cui da quella notte non v'è stato che silenzio di morte, che fa pensare necessariamente che egli sia guidato dagli avvocati del padre in questo suo agire per arrivare ai beni di sua madre. Come possono venire altrimenti in mente ad un ragazzo inesperto della vita tutti i passi legali per giungere a mettere le mani sui beni della madre? E come non pensare che sia manipolato, influenzato e teleguidato da suo padre, su consiglio dei suoi avvocati difensori, nel presentare una memoria difensiva nei riguardi del suo ormai unico genitore?
Lo smarrimento psicologico di questi due figli, coinvolti innocentemente in una immane tragedia, lo capiamo tutti, la forza di avere una reazione morale evidentemente è mancata ai due adolescenti smarriti e feriti da una mancanza affettiva traumatica e per loro non spiegabile. Isolati nella famiglia del padre, senza alcun contatto con quel che rimane dei parenti della madre, per volontà del padre medesimo, l'unico sostegno rimane per loro l'unico genitore rimasto e la figura certo non nobile di chi, amica della madre, l'ha tradita diventando l'amante del marito sotto i suoi stessi occhi.
Starà ai giudici valutare tutto questo e, in particolare, perché quest'uomo non ha voluto mai essere interrogato.
La storia è piena di orrori: ricordo un caso in cui un figlio fu costretto dal padre a portare sulle spalle il sacco con i resti di sua madre che suo padre aveva ucciso e fatto a pezzi... Egli non aveva osato ribellarsi subendo l'umiliante orrore di farsi complice di qualcosa di atroce, di cui egli stesso si vedeva vittima, ma non riuscendo a trovare in sé la forza di reagire essendo soggiogato dal padre.

Telecamere RAI e Camere del Parlamento

Stamane ho acceso fugacemente la TV, canale RAI, insieme a Timperi è riapparsa Irene Pivetti interrogata, nemmeno fosse una Psicologa esperta in sessuologia, sui rapporti sessuali nelle coppie.
Ho quasi subito girato il canale: l'insopportabile e camaleontica ex Presidente della Camera dei Deputati parlava a voce alta in modo veloce e sicuro come non mai. Smesso il tono dimesso delle ospitate RAI nei vari salotti e salottini per accattarsi il gettone di presenza. Tutta ringalluzzita forse si aspetta qualche poltroncina da Salvini visto che la Lega è sulla cresta dell'onda. 

Rita Coltellese *** Scrivere: Elezioni a Roma: inizia il Circo Barnum

Ci si accorge di come va il vento dalle ospitate nelle trasmissioni della RAI, che non è nostra affatto, ma è la loro, di quelli che contano in politica.
Quella con le labbra "a canotto", come si chiama.. Alba Parietti, è una che gira facendo le ospitate servendosi della ormai fitta rete di relazioni sentimentali accumulate negli anni, iniziando da Stefano Bonaga, uomo del PD, quando ancora era la moglie di Franco Oppini, uno dei Gatti di Vicolo Miracoli. Fu quella relazione a darle l'impennata che non era riuscita ad ottenere tramite il buon Mike Bongiorno che la presentò in una delle sue trasmissioni dicendo che era la moglie di Franco Oppini e che aveva fatto una selezione in RAI per fare la presentatrice ma, nonostante l'avvenenza (allora notevole e senza labbra a canotto), la RAI non l'aveva presa. Ci voleva altro.. Ci voleva Bonaga e le sue entrature in RAI 3: così venne fuori quella insipida trasmissione con lei protagonista intitolata "Piscina".
Quando vedo queste "gettonare", Pivetti, Parietti, Izzo ecc. cambio canale. 
Habemus il Presidente della Camera dei Deputati a 5Stelle. Laurea in Scienze delle Comunicazioni, che di scientifico, nobile ed abusato termine, non ha nulla! Sarà Laurea triennale o no? Fa lo stesso... tanto...
Il PD ha continuato nel suo masochismo anche in questa circostanza: ha voluto proporre suoi candidati e non prendere neppure lontanamente in considerazione quelli dei vincitori delle elezioni. Ha proposto lo spendibile Giachetti alla Camera e l'impresentabile e inguardabile Fedeli al Senato!!!
Mio marito è desolato di averli votati, pur essendo di idee di centro moderate. Colpa di Renzi.
Infine la prima Presidente del Senato donna! Avvocato poi molte altre cose, debbo dire che anche se non sono certo delle sue idee politiche, berlusconiane, ho apprezzato la scelta, anche perché è veramente una bella donna e di classe.
Complimenti perché è della mia stessa classe: 1946, e non dimostra affatto i suoi anni!
Ma ci pensate? Il PD ha proposto la Fedeli! Inguardabile! Oltre il resto...


Maria Elisabetta Alberti Casellati

Un Salvo D'Acquisto francese

Salvo D’Acquisto (Napoli 17 Ottobre 1920 – Torre di Palidoro, Roma, 23 Settembre 1943)
Il Carabiniere Salvo D'Acquisto che lucidamente scelse di offrire la propria vita in cambio di molte altre.
Ieri la logica disumana dei nazisti, oggi la stessa disumanità di certi elementi del mondo arabo si estrinseca nell'uccisione di persone disarmate ed innocenti.


L'eroe Salvo D'Acquisto bambino accanto alla sua bella e dolcissima mamma.
Colpiscono fin da bimbo i suoi bellissimi  occhi chiari e lo sguardo serio e profondo.

Era un giovane bellissimo, ma ancora più bello era il suo animo.

Da: Il Giornale di Sicilia
A TREBES

Assalto ad un supermercato in Francia, è morto il gendarme-eroe

Il tenente colonnello dei gendarmi Arnaud Beltrame è morto oggi in seguito alle ferite riportate ieri nell'attacco terroristico di Trebes, in  Francia. Lo scrive su Twitter il ministro dell'Interno francese, Gerard Collomb. Beltrame, 45 anni, si era offerto al terrorista al posto di una donna ostaggio.
L'assassino gli ha sparato e l'ha accoltellato. Nei suoi 26 anni di vita l'assassino, di origine marocchina, l'unica cosa che aveva saputo fare era lo spacciatore di droga. E' stato ucciso dopo dai colleghi dell'eroe, che sapeva a cosa andava incontro nell'offrirsi per salvare gli ostaggi, giacché proprio poco tempo fa aveva partecipato ad una esercitazione di un attacco terroristico simulato in un supermercato.
Il Tenente Colonnello della Gendarmerie francese Arnaud Beltrame morto a 45 anni per salvare altre vite umane.

giovedì 22 marzo 2018

Rocca Priora e dintorni


Bellezze visibili lungo le strade roccaprioresi














Scorcio di immondezzaio


Quando arrivai ad abitare in questo paese nel 1979 non era così!
Credo che il degrado sia venuto dalla gente giunta da fuori.
Il servizio di raccolta rifiuti, nato da pochi anni, lungi dal migliorare l'ambiente, l'ha visibilmente peggiorato...
Triste!


lunedì 19 marzo 2018

M5S e odio sociale

Per anni, lo ricordavo nel post "16 marzo 1978", ho subito e visto atteggiamenti intolleranti, irridenti, quando non aggressivi e insultanti, da gente che si identificava con un estremismo di sinistra il cui costume di vita si è rivelato poi perdente, sotto tutti i punti di vista.

Non lavarsi, girare con i capelli incolti, avere comportamenti non corretti ed educati, vivere il sesso liberamente e senza coinvolgimenti affettivi, fumare spinelli e peggio: questi erano gli atteggiamenti di queste persone, oltre l'irridere a chiunque non si uniformasse a quegli atteggiamenti.

Ma c'era anche gentarella del popolo, non particolarmente scolarizzata, dedita a lavori e mestieri di non elevata considerazione sociale, che ti odiava solo perché avevi modi educati e riservati, un aspetto fine, buon gusto nel vestire anche senza spendere molto, una buona cultura e tutte quelle qualità che venivano ritenute borghesi. In ambienti di lavoro o dove abitavi, ma anche altrove, i modi cosiddetti borghesi suscitavano una ostilità che si poteva tagliare con il coltello...

Ero giovane e non capivo l'odio sociale immotivato, non avendo in me che il concetto di odio solo come reazione estrema a gravi danni ricevuti  sul piano personale. Rimasi dunque colpita e turbata dallo scoprire questo aspetto di certa umanità, dal sentire su di me un'ostilità sociale da persone con cui non avevo alcun rapporto personale. Ho dovuto dunque analizzare il fenomeno per farmene una ragione  e accettare che questo esisteva nell'animo degli uomini e che in quel momento si incanalava nell'ideologia comunista estrema, rifiutata anche dai comunisti del PCI, seri, concreti, rigorosi fino al moralismo.

Capii che quell'esperienza che stavo vivendo altro non era che un momento doloroso di crescita. Crescere vuol dire scoprire le brutture del mondo ed accettare che esse esistono, elaborando strategie di sopravvivenza per non farsene nuocere.
Non ho mai smesso, pur tenendo presente questa realtà, di cercare il dialogo, perché spero sempre che nell'individuo si possa aprire un canale di confronto, di chiarimento e, dunque di avvicinamento.
Ma proprio grazie a questa mia apertura caratteriale ho potuto testare che, se c'è buonafede, questo avvicinamento può avvenire nel rispetto dei reciproci punti di vista, ma spesso non c'è buonafede bensì menti frustrate che incanalano nell'ideologia del momento la loro biliosa voglia di sopraffare altri che per loro rappresentano quell'avere qualcosa in più che vorrebbero per sé. 

Oggi, che le ideologie sono tramontate e restano nei Centri Sociali sparuti gruppi contro qualsiasi Istituzione rappresenti uno Stato organizzato in base a delle regole, è sorto il Movimento 5 Stelle sull'onda di una protesta sociale legittima a causa di uno Stato fondato sulla corruzione, con i suoi rappresentanti diffusamente indirizzati solo al proprio tornaconto personale, aggirando con artifizi proprio quelle regole che dovrebbero difendere e sostenere.
Avevo previsto una flessione dopo l'esplosione del primo voto di protesta del 2013, a cui avevo partecipato anch'io sperando in un ravvedimento degli eletti dei partiti al Potere... Ma così non è stato, proprio grazie alla incredibile cecità di chi ha avuto in mano codesto Potere. Nonostante la richiesta di suggerimenti e l'apparente ascolto, chi poteva cambiare le cose ha proseguito in una corsa in discesa ottusa, o forse connivente con Poteri che non hanno a cuore l'interesse né del popolo né del Paese.
Il risultato è l'ascesa del Nulla in nome di una perduta onestà. Ma come si spiega una simile impennata dei voti del M5S?  Da 8.700.000 del 2013 a 10.700.000 del 2018? 
Tutto dovuto solo agli errori di chi governava?
Non basta. Temo ci sia dell'altro: non dimentico che Grillo dichiarò che la Mafia non esiste. Inoltre il Nulla che ha messo a capo del Movimento con l'assenso dell'imprenditore Casaleggio ha promesso il Reddito di Cittadinanza a gente che non ha capito cosa esattamente sia, ma ha recepito in esso un nuovo modo di vivere alle spalle dello Stato, in zone in cui la mentalità sottosviluppata, diffusa non solo al Sud, ritiene Diritto essere mantenuta per una assenza di moralità e presenza di un egoismo sociale volto allo sfruttamento del bene comune a proprio individualistico vantaggio. Temo che tale crescita di voto sia dovuta in gran parte ad una nuova speranza di assistenzialismo di cui il parassitismo sociale si alimenta.
Preoccupa testare il grillismo: non è possibile dialogare con codesti fideisti civilmente, né sui social né sotto articoli di giornale come Il Fatto Quotidiano. Nessuna riflessione critica è accettata, si viene aggrediti con ferocia e volgarità, in una cieca intolleranza che non può che far pensare ad un altro Partito Unico i cui seguaci in camicia nera ti manganellavano se non eri totalmente d'accordo.  
 Una foto tratta dal profilo Facebook del candidato M5S al Senato Emanuele Dessì, Roma, 30 gennaio 2018 (ANSA) Il M5S gli aveva fatto firmare le dimissioni in caso di elezione dopo aver scoperto, tramite stampa, che costui, autotrasportatore a zero reddito, viveva nella casa popolare a Frascati RM assegnata alla nonna pagando un affitto simbolico di euro 7 al mese. Ha la Partita IVA di Autotrasportatore? Come mai a zero reddito? Rilascia fattura quando fa trasporti? Ora è Senatore della Repubblica e non sarà più a zero reddito, giacché Toninelli ha detto che va bene così e gli hanno fatto ritirare le dimissioni... Questi sono i nuovi volti del M5S.

venerdì 16 marzo 2018

16 marzo 1978

Da: La Repubblica articolo di Katia Riccardi 16 marzo 2018

Sono passati quarant'anni dal rapimento del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro da parte di un commando delle Brigate Rosse, che uccise i cinque componenti della scorta: sulle note del Silenzio, Mattarella ha deposto una corona dai colori bianco rosso e verde sul nuovo monumento dedicato all'appuntato dei carabinieri, Domenico Ricci, che guidava la Fiat 130 dell'onorevole Moro, al maresciallo Oreste Leonardi, il capo scorta, e agli agenti di polizia Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. Questo giorno è dedicato a loro, a uomini morti facendo il proprio lavoro. Eroi da non dimenticare, vissuti in anni di piombo.

Quel giorno in via Fani c'era un commando di brigatisti, terroristi e criminali. Scrivere 'dirigenti della colonna delle brigate rosse' è un pugno allo stomaco. Chi ha ucciso, gli assassini.. questi 'signori', erano delinquenti due volte. Non solo uccidevano e rapinavano ma cercavano in una logica di morte di sovvertire le istituzioni democratiche del nostro Paese", ha detto il prefetto Franco Gabrielli. "Oggi riproporli in asettici studi televisivi come se stessero discettando della verità rivelata credo sia un oltraggio per tutti noi e soprattutto per chi ha dato la vita per questo Paese", ha spiegato, chiedendo che si ritorni a riconoscere l'importanza di una linea più netta, e più semplice, quella che divide bene e male, che definisce giusto e sbagliato.




Meno male che quello che penso io l'ha detto il Prefetto Gabrielli. Le menti deboli, a sentire parlare con tanta tranquillità, disinvoltura e nessun pentimento, oltre che nessuna VERA PENA PER QUELLO CHE HANNO FATTO, i brigatisti rossi assassini, possono introiettare il concetto di una normalità che NON ESISTE.
In radio, stamane, ho sentito fugacemente una trasmissione in cui potevano intervenire gli ascoltatori e una signora stava dicendo che la televisione, dando voce e visibilità agli assassini, ha influenzato ed influenza la gente facendo di queste figure negative quasi degli eroi. La conduttrice trovava giusta l'analisi, ma rispondeva che la Società, attraverso le sue Istituzioni, deve trovare gli anticorpi per reagire con il rifiuto e il giudizio negativo contro l'accettazione e la normalizzazione di quello che una Società deve rigettare per dirsi sana.

Io quegli anni, definiti giornalisticamente "di piombo", li ho vissuti e il rapimento Moro, con l'uccisione dei 5 uomini dello Stato che costituivano la sua scorta, è stato l'acme di qualcosa iniziato molti anni prima: nel 1968.
Non mi sembravano anni in cui si viveva male, tanto è vero che ci fu il boom delle nascite, come ricordano i cronisti e gli storici anche oggi. 
In quegli anni ho messo al mondo i miei tre figli. In quegli anni mio marito, che aveva lavorato in fabbrica studiando all'Università, poté decidere di lasciare la fabbrica per un contratto a termine di Ricercatore Universitario. Certo l'Università pagava poco, oggi i Ricercatori Universitari vengono pagati bene. Ma era questo motivo sufficiente per dire che chi ci governava meritava il piombo? 
Non esistevano i Corsi per gli studenti lavoratori, ma mio marito è riuscito a laurearsi lo stesso lavorando con sacrificio, impegno e tenacia.
I "rivoluzionari", che beffeggiavano chiunque non girasse in eschimo e con i capelli lunghi, studiavano, fra una manifestazione e l'altra, mantenuti agli studi dai papà!
Che strana contraddizione! Avrebbe dovuto odiare il sistema mio marito che si alzava alle 5 e faceva ora tarda la sera per studiare e dare esami! Lui si pagava gli studi da solo e dava anche un aiuto economico al padre, al contrario di chi, mantenuto dal papà, poteva perdere tempo nelle manifestazioni di piazza, anche violente, dando esami ogni tanto...
Quel sistema Italia ha consentito, a chi aveva volontà e capacità, di laurearsi lavorando.
Ma i figli di papà attiravano pure operai che, come Leonardo Marino, hanno capito solo dopo quanta dignità e sicurezza aveva quel posto di operaio alla FIAT. L'ha capito quando si è ritrovato, con la coscienza sporca del sangue del Commissario Calabresi, al freddo a vendere frittelle in un baracchino, mentre l'intellettuale in eschimo che aveva seguito, "passata la buriana", stava sempre a galla, grazie agli amici giornalisti che gli davano voce e possibilità di scrivere sui giornali che dirigevano...
Nei luoghi di lavoro, statali, dove lo stipendio era garantito, tecnici e operai ritenevano giusto non fare più il loro dovere, lo stipendio era dovuto, si atteggiavano a rivoluzionari anche se non facevano parte di particolari organizzazioni tipo Lotta Continua o Potere Operaio. Chi osava richiamarli alla dignità di guadagnarsi lo stipendio veniva dileggiato, chiamato fascista, anche se quello non lo era neppure lontanamente. Mentre proprio quel modo di fare anarchico e gaglioffo, discriminatorio e minaccioso aveva qualcosa di fascista.
Dunque nella vita minuta, chi non riteneva giusta questa deriva, ha vissuto male quegli anni, assistendo anche ad una vigliacca non reazione da parte di chi avrebbe dovuto reagire.
Ho descritto nel mio libro "Il Romanzo dell'Università" quello che ho vissuto dentro l'Università con sconcerto ed indignazione: gente sporca e nullafacente che, con la violenza, imponeva a professori umiliati di scrivere 30 sul libretto per un esame inesistente. E si trattava del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia!
Ricordo che telefonai al Direttore giornalistico del Quotidiano "Il Popolo", con cui avevamo amicizia, chiedendo se si poteva pubblicare quello che stava accadendo dentro "Sapienza" e come mai il Rettore o il Preside di Facoltà non chiamassero la Polizia.
Mi rispose che quello che stavo vivendo era ormai ovunque, mi citò altri luoghi in cui occupavano le Università e che i Presidi e i Rettori avevano paura. Dunque, pensai, nemmeno più la Polizia può garantire l'ordine? E questi hanno paura di essere ammazzati, nel caso migliore gambizzati!
Pochi giorni dopo rapirono Moro e trucidarono 5 uomini che stavano facendo il loro lavoro. 
In quei giorni cominciò un carosello che anch'io, che non amo le dietrologie e mi picco di essere estremamente pragmatica, trovai strano per molti aspetti.
Roma era blindata. Io giravo in auto con i miei tre bambini per qualsiasi cosa li riguardasse o riguardasse i miei doveri di figlia unica di una madre vedova, che aveva solo me per qualunque cosa di cui avesse bisogno. Venivo fermata da Carabinieri con il mitra pronto e mi chiedevano i documenti, mentre i miei bambini, seduti dietro, guardavano allarmati il mitra puntato verso il finestrino. Ricordo che, mentre mi chinavo verso il cruscotto per tirare fuori i documenti dell'auto o frugavo nella borsa per cercare i miei, mi auguravo che il giovane Carabiniere non fosse troppo nervoso ed inesperto da far partire un colpo, dato che avevo letto sui giornali che uno, per nervosismo, si era sparato per sbaglio su un piede facendo partire un colpo...
Avevo 32 anni e ne dimostravo di meno, ero magra e con i capelli lunghi e bruni.. Avevo forse la physique-du-role della brigatista.. Perché mi hanno fermato più di una volta, nonostante i bambini che erano sempre con me, non avendo alcuno a cui poterli lasciare se non quando andavano a scuola.. 
Nelle ricerca affannosa del covo dove i brigatisti tenevano rinchiuso Moro perquisirono molte abitazioni a caso. Una mia amica, che abitava alla Balduina, mi disse che erano andati anche a casa sua e lei temeva che portassero via il marito, anche lui con la physique-du-role del brigatista perché aveva la barba...
Cominciammo fra noi a pensare ad una esagerata messa in scena con questi fermi e perquisizioni fatte a vanvera. 
Finché un giorno, in Via Livorno dove mi ero recata per andare a prendere a scuola il mio figlio più piccolo, dovetti accostare per un corteo di auto con luci lampeggianti e sirene accese che correva velocissimo in discesa: seppi poi che correvano al Lago della Duchessa, giacché qualcuno aveva informato la Polizia che il cadavere di Moro era lì. Quando seppi dove era questo Lago, mai sentito prima, chissà perché pensai ad una messa in scena..
Tutto sembrava troppo rumoroso ed esagerato e, mentre la città appariva blindata e noi, persone normali, avevamo difficoltà a muoverci, un brigatista sfidava il destino e se ne andava a spasso per il centro di Roma, in vie dove ti fermano i Vigili Urbani per qualsiasi inezia, con una utilitaria di colore rosso nel cui portabagagli trasportava il cadavere di Moro. Non solo: costui trovava pure un parcheggio in Via Caetani, in pieno centro, dove è quasi impossibile, dove devi girare anche un'ora senza trovarlo e devi rassegnarti a parcheggiare lontano dal luogo che ti prefiggi!
Ma lui no! Mario Moretti, colui che fu dichiarato poi il Capo delle Brigate Rosse, colui che si è attribuito l'atto omicidiario di sparare ad Aldo Moro, riuscì a parcheggiare bene e subito. Tanto è vero che per far ritrovare il cadavere dello statista dovette telefonare, altrimenti la Renault, parcheggiata così bene, poteva restare lì ancora chissà per quanto tempo, odore di putrefazione a parte...
E' proprio il senso della realtà che evidenzia la stranezza del tutto.

Poi scoprimmo che una collega di mio marito aveva ospitato "senza saperlo", disse ai giudici che le credettero, Morucci e la Faranda, rispettivamente assassino della scorta di Moro e carceriera dello statista. Disse ai giudici, che le credettero, "di non sapere che in casa sua, in un soppalco, c'era custodita la mitraglietta Skorpion che aveva ucciso Moro".


I quattro brigatisti che, travestiti da assistenti di volo, spararono sulla scorta:Valerio Morucci «Matteo», Raffaele Fiore «Marcello», Prospero Gallinari«Giuseppe» e Franco Bonisoli «Luigi».




La casa dove questa donna viveva con i figli fu definita dai giornali "Il covo di Viale Giulio Cesare".



Sono cresciuta in Prati, quartiere allora della media borghesia romana, in Via Ottaviano, quasi all'angolo con Viale Giulio Cesare. A quei tempi era un quartiere tranquillo...

Ero giovane ed ero sbalordita. Pur avendo conosciuto fugacemente quella donna ad un cocktail-party, che il Prof. Livio Gratton aveva dato per dei Fisici statunitensi e le loro mogli, insieme a tutti i Fisici del Laboratorio di Astrofisica Spaziale del CNR di Frascati, e sapendo delle sue idee di estrema sinistra, mai avrei immaginato un simile coinvolgimento.

Di mezzo c'era un altro Fisico di Potere Operaio, Franco Piperno, che, disse, le aveva presentato Morucci e la Faranda chiedendole di ospitarli.




Da: Wikipedia

  • Adriana Faranda: arrestata nel 1979, è tornata in libertà nel 1994 dopo essersi dissociata dalla lotta armata. Non è stata accertata in sede giudiziaria la sua presenza in via Fani, è stata la «postina» del sequestro Moro con Valerio Morucci.
  • Valerio Morucci: arrestato nel 1979 venne condannato a 30 anni dopo essersi dissociato dalla lotta armata. Rilasciato nel 1994, si occupa di informatica. In via Fani ha sparato sulla scorta di Moro e durante il sequestro è stato il postino delle Brigate Rosse insieme con la sua compagna Adriana Faranda.
  • Mario Moretti: catturato nel 1981 e condannato a 6 ergastoli. Dal 1994 è in semilibertà e lavora da oltre 14 anni per la Regione Lombardia. Capo della colonna romana delle Brigate Rosse, in via Fani era alla guida dell'auto che ha bloccato il convoglio di Moro e della scorta avviando l'imboscata. Nonostante alcune testimonianze oculari, non è stata accertato in sede giudiziaria che abbia sparato. Durante il sequestro occupava con Barbara Balzerani il covo di via Gradoli 96 e si recava quotidianamente a interrogare Moro nel luogo della sua detenzione e periodicamente a Firenze e Rapallo per riunioni con il comitato esecutivo dell'organizzazione terroristica.


Queste le punizioni agli assassini e ai carcerieri. Nessuno di loro si è pentito delle proprie azioni.

Franco Piperno è diventato Professore Associato all’Università della Calabria Arcavacata
Da: Wikipedia

È stato professore associato confermato (II fascia) di Fisica della materia presso l'Università della Calabria.
Fu condannato a due anni di reclusione per partecipazione ad associazione sovversiva nel processo 7 aprile, con pena prescritta.[1]

Giuliana Conforto, proprietaria del "covo di Viale Giulio Cesare"
l'appartamento di via Gradoli presenta alcune peculiarità. Innanzitutto fu affittato da Moretti sotto lo pseudonimo di Mario Borghi nel 1975, ma il contratto d'affitto tra «Borghi» e la controparte Luciana Bozzi non venne registrato. La signora Bozzi si scoprirà successivamente essere amica di Giuliana Conforto, nel cui appartamento furono arrestati i brigatisti Morucci e Faranda. 
Da: Il Fatto Quotidiano articolo di Stefania Limiti del 28 aprile 2016
La proprietaria dell’appartamento-covo, Giuliana Conforto, è figlia di Giorgio, classe 1908, nome in codice Dario, spia del Kbg per quarant’anni. Personaggio complesso e davvero misterioso, tanto da sembrare una invenzione per un film sulla guerra fredda piuttosto che uomo in carne ossa. Conforto fu burocrate ministeriale ma anche ”il più prezioso agente” del Kgb in Italia, come lo definì Christopher Andrew, l’autore di The Mitrokhin affair. Come accade per molte spie, gli venne costruita una identità che lo metteva al riparo da sospetti: a questo fine fu informatore dell’Ovra, la polizia politica fascista. Il suo ruolo divenne pubblico solo nell’ottobre del 1999, con la pubblicazione dei nomi di persone sospettate di essere al soldo dell’intelligence sovietica: seguì la tessitura di ipotesi alquanto incerte sul suo intervento in quel giorno di maggio. Perché Giuliana fu subito scagionata? Perché sul conto del suo importante padre non trapelò nulla al tempo del blitz, nonostante gli archivi del Viminale custodissero il suo nome? Che trattativa fu imbastita tra Conforto e lo Stato? Quale scambio fu concordato?


Aldo Moro era di gusti semplici. Una mia amica di Torrita Tiberina, una volta che fui sua ospite in quel paese dove Aldo Moro andava in vacanza tutti gli anni con la sua famiglia, ricordandolo con sincero dolore e tristezza mi disse: "Prendevano in affitto una casa senza neppure i riscaldamenti. Anche d'estate possono esserci giorni di pioggia, freddi, soprattutto verso la fine di agosto.. Qui gli volevano bene tutti."

La morte di Moro non colpì solo il sistema politico italiano. Anche l'apparato industriale pubblico subì le conseguenze della fine del Presidente democristiano. L'industria di Stato, rinata nel dopoguerra in virtù di un compromesso tra democristiani e sinistra, raggiunse grandi dimensioni e diede un forte contribuito allo sviluppo del Paese. Dopo il 1992 fu smembrata e venne ceduta in gran parte alle banche d'affari internazionali.

giovedì 15 marzo 2018

Per ridere un po': Le Comiche "La villa al mare"

La villa al mare


Poretta Demente: "L'urtima è che mi' madre gira dicenno che pure lei c'ha a' villa in un ber posto de mare come a'matta.. Nun guarisce, nun guarisce... E' più forte de lei.."


Poretta Demente Husband: "Vabbè che la tu madre è pazza ma la villa è la mia! Il terreno è mio, ci ho sputato sangue io con calce e mattoni... Si, è vero, ci hanno dato un po' di soldi.. Ma solo pe' compensà un po' tutto l'aiuto che hanno dato alla tu' sorella!"






Poretta Demente: "Ma che no'  'o so'?!  Mi madre è quella che  è... Me vergogno, ma che devo fa?"









Poretta Demente Husband: "Certo ci vuole un bel coraggio a chiamare "la matta" la vicina con la tu' madre in quelle condizioni! Meno male che stiamo lontano.. Ma quel cretino del marito della tu' sorella che girava pure lui prendendosela co' la vicina dicendo che è pazza. Ma quella sta a casa sua, mica gira dicendo pazzie come la tu' madre."

Poretta Demente: "Ma quello mi cognato lo faceva pe' lecca er culo a mi' madre, pe' tenessela bona; pe' anni so stati a magnà e beve a spese de mi madre e de mi padre e quanno lui nun lavorava sperava che davero mi madre o potesse raccomannà.. Pe' nun parlà da' casa che janno lasciato in uso.. Lui sa' sognava na' casa in città! Sempre ar paese!

Poretta Demente Husband: "E certo che è imbarazzante un bel po' tua madre... Certe figure! Mo' gira pure dicendo che la villa nostra è la sua! Fa ride..."

E noi continueremo a ridere...

"Se non sai ridere di te stesso e di quello che ti circonda rischi di perdere la speranza."

Stephen Hawking


mercoledì 14 marzo 2018

VERA INFORMAZIONE




Questa informazione NON LA VEDREMO NE' ASCOLTEREMO MAI IN RAI O SU LA7.
Passi per La7, privata, ma la RAI dicono che è nostra, di noi contribuenti, e l'ha ribadito il fallimentare Matteo Renzi imponendo la "sola" del falso canone in bolletta elettrica.
In realtà la RAI è "loro", dei politici che comandano al momento, e le balle che racconta ne sono la prova.
Senza aver mai potuto intervistare questa professoressa dell'Università di Torino, sociologa esperta africanista, nel mio piccolo, solo filtrando l'informazione di tanti e diversi giornali on-line, ero arrivata alle stesse conclusioni.
Un particolare, che qui viene fuori, mio marito l'aveva messo in risalto parlando con me: "Non sono poi così poveri se riescono a mettere insieme migliaia di euro per pagare i delinquenti scafisti."
Ed io ho pensato e scritto più volte su questo blog e altrove che non si capisce perché non emigrano nel loro stesso vasto continente dove ci sono Stati con economie in crescita,  e ho portato l'esempio di alcuni Paesi fra cui lo Zambia dove addirittura i cinesi hanno investito ed operano.

Note:
Anna Bono è stata ricercatore in Storia e istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino fino al 2015. Dal 1984 al 1993 ha soggiornato a lungo in Africa svolgendo ricerche sul campo sulla costa swahili del Kenya. Dal 2004 al 2010 ha diretto il dipartimento Sviluppo Umano del Cespas, Centro europeo di studi su popolazione, ambiente e sviluppo. Fino al 2010 ha collaborato con il Ministero degli Affari Esteri nell’ambito del Forum Strategico diretto dal Consigliere del Ministro, Pia Luisa Bianco. Collabora con mass media prevalentemente di area cattolica.

Bogdan Andrea Tibusche alias Andrea De Girolamo è lo pseudonimo italiano utilizzato dal rumeno Tibusche per la sua attività sul web

martedì 13 marzo 2018

TIM fisso + ADSL e utenza

Rita Coltellese *** Scrivere: SfascITALIA

Rita Coltellese *** Scrivere: Non serve a niente...

Leggete i due post che pubblico sopra sull'ennesimo pesante, ingiustificabile disservizio di TIM, sembra non più TELECOM, ma sempre indecente NON rispetto del contratto è.

La conclusione è che, tirati per i capelli, siamo stati costretti a fare quello che prevedevo nella mia risposta al commento di un cortese lettore sotto uno dei due post: venerdì scorso siamo andati presso la Sede Lazio della benemerita FEDERCONSUMATORI !

La gentilissima e brava Avv. Gianna Valeri non si occupa più di telefonia e ci ha ricevuto un'altra avvocatessa molto gentile e graziosa che è esperta della materia.

Ricordo a chi mi legge che l'Avv. Valeri, tramite la benemerita Associazione dei Consumatori della CGIL, ottenne un successo con Telecom che, dopo averci fatto firmare il contratto per la linea telefonica della nuova casa di Sabaudia, lo annullò senza ragione alcuna. Feci personalmente una ricerca sulle Leggi e le norme che regolano le Telecomunicazioni e le Concessioni che lo Stato Italiano concede alle Società Telefoniche e arrivai alla conclusione che la linea telefonica fissa non si può negare a nessuno in questo Paese, a meno che uno non viva in case isolatissime e lontane da ogni cabina telefonica.
L'Avv. Valeri, bontà sua, mi dice sempre che è merito mio delle nostre vittorie, per come affronto e imposto i problemi, ma io mi schermisco e dico che è brava lei che sa impostare le cose sul piano legale ed ottenere quello che è semplicemente il Diritto.
Il risultato fu che Telecom dovette darmi la linea telefonica e fu condannata a pagare all'utente (mio marito, intestatario del contratto proditoriamente annullato) una multa di euro 400.

Ora, dopo quasi 5 mesi di interruzioni continue della linea telefonica alternativamente alla linea ADSL o entrambe insieme, ci siamo visti costretti a ricorrere ancora alla Federconsumatori per difendere i nostri diritti di utenti contro la Società Telefonica che non rispetta il dettato contrattuale.

Superati i giorni di interruzione previsti dal contratto entro i quali NON si ha diritto al risarcimento, abbiamo chiesto il rimborso di almeno tre periodi che, in questi mesi, l'avevano abbondantemente superato: la risposta è stata negativa con tre lettere in cui TIM dice che loro non hanno colpa. L'avvocatessa ci ha detto che ormai TIM risponde così a TUTTI, che lei vede tutte lettere di questo tenore che sembrano quasi ciclostilate! Possibile che TIM risponda a tutte le situazioni allo stesso modo?

Le tre lettere sono ora in mano all'avvocatessa che le trasmetterà, con altra documentazione a prova delle interruzioni continue, al CORECOM, competente fra l'altro della  Definizione delle controversie tra operatori del settore comunicazioni e utenti.
Tutto questo ci è costato solo il rinnovo della mia tessera scaduta ad ottobre scorso: euro 30.

In questi mesi abbiamo dovuto usare la ricarica dei nostri cellulari, pur pagando un Servizio non reso a costo fisso (abbiamo la formula TUTTO).
Il Recup non poteva richiamarmi quando la linea telefonica era interrotta per confermarmi visite mediche che avevo richiesto, come anche persone che mi delegano da varie parti di Italia per una Assemblea di proprietà comuni non potevano inviarmi né via fax né via e-mail le loro deleghe...
Danni ce ne sono ma, come ha spiegato l'avvocato, per chiedere i danni bisogna fare un iter legale diverso e non lo farò. Mi aspetto però giustizia tramite il CORECOM come la Legge detta.
Rimane il senso di stanchezza che questo Sistema Italia ci impone, dovendo aprire un contenzioso per ogni Diritto che dovrebbe essere normale amministrazione avere senza fatica.
Noi che abbiamo tanti anni di esperienza di vita ricordiamo che la TETI, poi la SIP, tutti questi problemi tecnici non li avevano...
E' questo il progresso tecnico?
Mio marito è un Fisico che ha lavorato a progetti sperimentali per lo Stato Italiano in vari organismi, e dunque conosce le Leggi di base che gli consentono di capire certi meccanismi, come essi possono funzionare, e ai tecnici che si sono alternati in questi mesi aveva anche suggerito cosa, a suo avviso, avrebbero dovuto sostituire: un meccanismo che si trova in cima ad uno dei pali che reggono la linea telefonica aerea.. L'ultimo che è venuto (sono sempre di Società appaltatrici diverse) gli ha dato retta. Stanno ancora lavorando pure oggi... staremo a vedere, speriamo bene..
Inutile raccontare le innumerevoli arrabbiature al telefono del 187 con poveri addetti del call center che prospettavano eventuali nostre colpe interne alla casa, proponendoci sempre di fare una sfilza di verifiche, sempre le stesse, che rappresentano lo standard a cui loro sono stati addestrati senza, però, avere le competenze specifiche per capire fino in fondo i problemi.  
Persino io, che non sono una persona competente, un giorno mi sono arrabbiata dicendo: "Accade sempre quando piove molto e non piove dentro casa! Dunque è inutile che lei mi faccia fare le verifiche dentro casa!"

Rosario TREFILETTI, PRESIDENTE DI FEDERCONSUMATORI NAZIONALE
PER 17 ANNI
fino a giugno 2017

Venerdì 9 marzo 2018 era in sede Lazio. Mio marito l'ha riconosciuto ed io gli ho detto "Posso avere l'onore di stringerle la mano? Sono una vecchia tesserata."
E lui me l'ha stretta con un sorriso dicendomi: "L'onore è mio." Anche mio marito l'ha salutato con calorosa stretta di mano. 

Il bilancio di Rosario

Durante alla conferenza stampa Rosario Trefiletti ha tracciato un bilancio della sua lunga e proficua esperienza. Quali sono stati la vittoria più bella e la sconfitta più cocente in questi 17 anni? “La vittoria più importante all’inizio degli anni 2000 quando vincemmo la battaglia dellaricontrattazione dei mutui in Ecu consentendo a 2 milioni di persone di poter risparmiare tanti soldi. La sconfitta che più brucia quella recente al Tribunale di Trani contro le società di rating. In mezzo naturalmente tante battaglie, quelle condotte con Adusbef contro il risparmio tradito e le banche in primis, e tanti progetti che siamo riusciti a portare avanti a tutela del cittadino-consumatore”. L’impegno di “Rosario” prosegue alla presidenza dell’Iscon, l’Istituto per lo studio del consumo promosso dalla Federconsumatori ma al momento non in politica nonostante i rumors legati al suo dinamismo social e non solo: “Voglio solo stare nel dibattito politico perché sono in stato confusionale”.
Trefiletti cita l'ADUSBEF creata da Lannutti e che hanno collaborato insieme.  Conobbi Lannutti quando eravamo entrambi in IdV. Una persona sincera e semplice che, pur essendo già a capo di una importante Associazione di Consumatori, non si dava arie come certi pidocchi che non sono nessuno. Anche lui se ne andò da IdV e oggi è con i 5S.
"Di certo non mi ricandiderò con Di Pietro", dichiara a L'Espresso nel novembre del 2012, e a dicembre 2012 lascia il gruppo parlamentare dell'IDV per iscriversi al gruppo misto per la componente Unione Democratica Consumatori.