domenica 5 luglio 2020

Cristoforo Colombo: revisionismo storico

Povero Cristoforo Colombo. 
Questi facinorosi che gettano giù la sua statua che origine avranno? 
VERI AMERICANI NATIVI: etnie del Nord America
Sono i discendenti dei nativi del continente "scoperto" dall'europeo Cristoforo Colombo nel 1492 cercando di arrivare in Asia per una via diversa da quella intrapresa da Marco Polo? Sono dunque con l'aspetto dell'etnia pellerossa. Hanno ragione allora. Loro stavano a casa loro, vivevano tanto bene cacciando bisonti, facendo vita nomade, in villaggi creati con le loro tende.. Sono arrivati questi con i visi pallidi e hanno preteso che si vivesse come loro imponendo i loro costumi anche con la violenza.
VERI AMERICANI NATIVI: etnie dell'odierno Brasile


VERI AMERICANI NATIVI: etnie del Nord America
 Oppure sono neri. Mi sembrerebbe strano però. Perché loro sono i discendenti di gente che in questo continente, colonizzato dai discendenti europei di Colombo, non ci volevano proprio venire. Stavano tanto bene nelle loro capanne nel loro continente Africa e sono stati i bianchi, colonizzatori del continente a cui avevano dato il nome di America, a rapirli, incatenarli e portarli lì a fare gli schiavi! Allora se sono stati anche loro ad avercela con Colombo è per le conseguenze della sua "scoperta" che ha comportato che ci fossero i colonizzatori che poi avevano bisogno degli schiavi! Senza Colombo niente colonizzatori e i loro ascendenti sarebbero rimasti in Africa... Anche se ora mi sorge un dubbio... Che magari oggi questi facinorosi di pelle nera si affiderebbero spontaneamente ai moderni negrieri, pagandoli pure, per andare in Europa invece che in America!
1619 Georgia - Famiglia di schiavi nelle piantagioni di cotone: lavorano anche i bambini

USA - Gruppo di persone ridotte in schiavitù da cui li libererà soltanto la legge nel 1865.





Che giro ragazzi! Che paradosso storico sarebbe stato senza Colombo!
E se invece fossero proprio i discendenti di quegli europei che hanno colonizzato l'America in lungo ed in largo?


E' evidente che non vorrebbero essere lì, non vorrebbero essere Americani! Hanno ragione allora ad avercela con Colombo: oggi potevano essere tutti europei, sparsi nelle varie Nazioni che in questi 500 anni circa hanno cambiato più volte i confini ammazzandosi di guerre gli uni con gli altri...
Se invece i facinorosi sono un miscuglio di queste varie etnie penso che sono solo degli imbecilli, specie umana sparsa su tutta la Terra che si monta la testa per ogni balorda scintilla giri nell'aria e creda ad ogni scempiaggine senza studiare BENE la Storia.


Usa, statua di Colombo rovesciata dai manifestanti a Baltimora
La statua di Cristoforo Colombo a Baltimora 

Il monumento dedicato allo scopritore dell’America gettato in mare nel porto della città

Ritratto di Cristoforo Colombo da una stampa del 1596 di Aliprando Capriolo



sabato 4 luglio 2020

"Sogno" cantata da Carlo Lima




Rivedendo le commedie di Eduardo in bianco e nero c'è in quasi tutte questo bellissimo e bravissimo attor giovane di cui è difficilissimo trovare traccia sul WEB.
Non c'è una pagina su di lui su Wikipedia, dove pure appaiono figure insignificanti.
Avevo appreso da qualcuno che negli anni '60 se ne era andato negli USA ed era sparito all'improvviso dai lavori di Eduardo, dove continuavano a lavorare altri attori belli e bravi come Antonio Casagrande e meno belli ma versatili come Gennarino Palumbo.
Ho scoperto che se ne andò in America perché aveva sposato una soubrette statunitense e, avendo avuto da lei sua figlia Valentina e non volendo separarsene, aveva rinunciato al Teatro, ma anche a film in Italia, per reinventarsi cantante lirico negli USA, grazie anche ad una bellissima voce.
Poi più niente, per apprendere ora che è morto nel febbraio del 2018. Era nato nel 1935.
Cenni biografici
Carlo Lima (Napoli 8 maggio 1935 – 25 febbraio 2018 ) Nipote del famoso tenore napoletano Alfredo Vernetti E’ stato uno dei più noti e amati attori Eduardiani. Lo stesso Eduardo notò e riconobbe, sin da subito, le sue spiccate doti artistiche. E' stato un attore dall’intensa espressività, sostenuta da talento e bravura che lo hanno accompagnato per l’intera sua brillante carriera, valendogli una celebrità che dura tutt’ora. La sua passione per il teatro è iniziata dalla prima adolescenza ma il padre, molto severo, non voleva che intraprendesse la carriera di attore, perciò il giovane Lima dovette farsi strada da se. Ebbe un’adolescenza dura e piena di sacrifici e iniziò a lavorare coma garzone nel giornale “Il Mattino di Napoli. L’incontro con Eduardo, ricercato con tenacia e ammirazione, e avvenuto tramite l’attore ecclettico Pietro Carloni, che più di tutti intuì il suo talento presentandolo al “direttore” Eduardo che subito lo accolse nella sua Compagnia “La Scarpettiana” facendolo interpretare i ruoli più significativi dell’attor giovane. Sono tante le commedie di Eduardo in cui figura Carlo Lima: in “Napoli milionaria” nel ruolo del giovane Amedeo; in “Filumena Marturano” nel ruolo di uno dei tre figli di Filumena a fianco di celebri attori come Antonio Casagrande e Gennaro Palumbo. In “Ditegli sempre di si” interpreterà Ettore De Stefani, l’amico del protagonista; in “Non ti pago” nel ruolo di Mario Bertolini; “Chi è cchiù felice è me” nel ruolo di Enrico; in “Peppino Girella” nel ruolo di Amerigo Paternò, sceneggiato televisivo in sei puntate, scritto dallo stesso Eduardo insieme ad Isabella Quarantotti, andato in onda sulla RAI nel 1963 con un cast di attori eccezionali (oltre ad Eduardo ricordiamo Giuliana Loiodice, Angela Luce, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Enzo Cannavale, Clara Bindi, Carlo Romano e tanti altri attori d’eccezione). Lo ricordiamo inoltre in : L’abito nuovo; “La grande magia”; Il Sindaco del rione Sanità”; “Natale in casa Cupiello”; ecc.. Nei tanti ruoli interpretati da Carlo Lima, si può notare una forte connotazione attoriale dettata anche dal suo essere tipicamente napoletano in scena e fuori. Questa sua spiccata personalità attoriale gli ha dato la possibilità di interpretare, con naturalezza, i ruoli eduardiani dai risvolti spesso tragici. Una delle sue memorabili interpretazioni la possiamo riscontrare nel ruolo di Amedeo in “Napoli milionaria” con la sua carica emotiva forte e tragica del giovane sbandato, alle prese con le distruzioni morali e materiali che aveva lasciato la guerra. Anche nel ruolo centrale di Mario Bertolini in “Non ti pago”, emergono le sue interessanti capacità attoriali dalle molteplici sfaccettature. Carlo Lima interpreta questo ruolo con estrema sapienza e bravura. Eduardo fu per lui un importante maestro che riuscì a far emergere le straordinarie doti artistiche di Lima, dandogli la possibilità di intraprendere un’ottima carriera sia teatrale che cinematografica. Ma fu grazie anche alla sua indiscutibile bravura e caparbietà che Carlo Lima riuscì a farsi notare come attore, seppure con tutte le dovute difficoltà, Lavorare per molti anni a fianco di Eduardo, uno dei più grandi interpreti del teatro italiano, non fu assolutamente una cosa semplice e priva di sacrifici da parte di Carlo Lima. La sua carriera di attore s’interruppe improvvisamente, verso la fine degli anni ’60, nel pieno della sua popolarità. Il suo ultimo lavoro teatrale con Eduardo fu, appunto, in Peppino Girella mentre la sua ultima apparizione televisiva risale nello sceneggiato “Le inchieste del commissario Maigret”, interpretato da Gino Cervi, ove Carlo Lima si cimenta nel ruolo di centralinista. Carlo Lima si era sposato nel 1960 con la soubrette americana Maria Delgais dalla quale ebbe, nel 1961 una figlia, Valentina. La moglie, cittadina americana, non volle più restare in Italia e si trasferì in America con la figlia. Carlo per rimanere accanto alla sua adorata Valentina, nel 1966 si trasferì in America abbandonando la splendente carriera che stava ottenendo con Eduardo. Ma anche Negli Stati Uniti continuò il suo percorso artistico diventando un apprezzato tenore con il nome d’arte di Gian-Carlo Lima, dando vita ad un interessante repertorio canoro che va da Giuseppe Verdi a Ernesto de Curtis, da Agustin Lara a Capurro – Di Capua, regalando così ancora emozioni e sorrisi ai suoi spettatori.
Bruno Campese

Carlo Lima con la sua piccola Valentina

Carlo Lima a sinistra, Gennarino Palumbo al centro e Antonio Casagrande
dietro le spalle di Regina Bianchi interpretano i tre figli di Filumena Marturano


mercoledì 1 luglio 2020

Resisti Vincenzo

Resisti Vincenzo

Resisti Vincenzo,
già dall'estate passata
parlavano del tuo funerale,
ed io sempre ti penso;
ho sentito la tua voce posata,
bella, di anima che vale
e felice ecco un anno 
nuovo, l'estate è tornata
e tu sei qui, lontana la morte,
che aspetti in affanno,
resisti accanto all'amata
perché tu sei un uomo forte.


martedì 30 giugno 2020

Appalto vinto da Società Diodoro Ecologia e Servizi Industriali e dalla loro Ati?


In realtà il  Tar di Latina ha accolto il primo e il secondo motivo aggiunto del ricorso della  Società Diodoro Ecologia e Servizi Industriali e dalla loro Ati avverso la Regione Lazio che ha bandito la gara d'appalto.

Cosa avviene adesso ce lo diranno le Cronache giudiziarie.
Nel frattempo qualcuno doveva pur raccogliere l'immondizia di Sabaudia e non importa come lo fa: fra i due litiganti il terzo gode, ed è la Sangalli con contratto in proroga a scadenza.

Guai a chi segnala disservizi, chi è responsabile di zona può arrivare anche a telefonare a casa di chi ha segnalato urlando e minacciando come è accaduto a me all'inizio di questo anno.

Che potere ha questa Società di Servizi che nemmeno ha vinto l'appalto?
Lo sto verificando.

Oggi giovedì 2 luglio 2020 sono uscita alle h. 11:20, sono andata all'Ufficio Postale di Sabaudia, poi da Conad in Via del Parco Nazionale, alle h. 13:05 ero a casa. Un percorso breve, un tempo di un'ora e tre quarti dalla zona della Chiesetta di Strada S. Andrea all'Ufficio PP.TT. e da lì da Conad e poi di nuovo alla Chiesetta. Ecco cosa ho visto e ripreso con il mio cellulare:
giovedì 2 luglio 2020
h. 13:00 stessa mia zona,  giorno di ritiro della plastica,  sacchi gialli: sono visibili rifiuti vari sul ciglio della strada, oltre il sacco giallo ci sono un sacco verde e altri oggetti come una cassetta della frutta di legno, non so se ritenuta indifferenziato dalla Sangalli, che viene ritirato il mercoledì, oppure se prenotato come ingombrante, visto che ci sono altri oggetti potrebbe essere, ma anche questo tipo di rifiuto su prenotazione viene ritirato di mercoledì


h. 11:30 La stessa abitazione presa da tre angolazioni diverse: qui siamo nella zona della Parrocchia, dunque non conosco quali rifiuti vengono ritirati il giovedì, ma fuori si vedono 3 bidoncini di colori diversi: bianco, marrone e verde. Il marrone sembra essere stato svuotato, il bianco non si sa, il verde ha il manico alzato dunque ancora in attesa. Cosa fa la Sangalli non fotografa? Il marciapiede può essere  considerato "area pubblica" come da ordinanza sindacale o area privata?

h. 12:10 strada dove è il Pronto Soccorso. Cosa ritira qui oggi la Sangalli? I rifiuti sul marciapiede sono i più svariati... Chissà!!

h. 12:56 stessa zona mia. La plastica sul marciapiede nel giorno giusto, ma una persona mi dice che sono lì da martedì

h. 12:57, appena dopo nella stessa via un elettrodomestico abbandonato sul ciglio del marciapiede: è un rifiuto ingombrante, avranno prenotato? Ma il ritiro è sempre di mercoledì in questa zona (?)
h. 12:50 Via degli Artiglieri: poco prima di svoltare nella mia zona. Che ritirano oggi qui? Non si sa. Sacchi azzurri.




h. 13:02 Chiesetta S. Andrea al ritorno

h. 11:20 Chiesetta S. Andrea all'andata...

Qui è una situazione abituale e più volte da me segnalata al Comune.

domenica 28 giugno 2020

Il Campo Magnetico Terrestre

Non avrei mai potuto studiare Fisica. Ognuno di noi nasce con un cervello portato per alcuni talenti e i miei erano il disegno e la scrittura.
Ho dovuto studiare un esame di Fisica per il Corso di Laurea in Medicina superandolo grazie alle lezioni di mio marito, ma trovo ostico comprendere i fenomeni fisici. Non parliamo poi delle equazioni matematiche per spiegarli nelle teorie...
Ma ho capito che non esiste altro che la Materia e lo Spazio e che tutto obbedisce a Leggi Fisiche precise che regolano il tutto.
Questa è la nostra unica certezza.
Ma non siamo ancora in grado di capire tutto, ed uno dei fenomeni non del tutto chiari è il comportamento del Campo Magnetico della Terra da cui dipende, come molte altre cose, l'esistenza di noi della specie animale Uomo. Penso che Dio altro non è che l'INSIEME DELLE LEGGI FISICHE CHE REGOLANO IL TUTTO.

https://www.focus.it/scienza/scienze/inversione-del-campo-magnetico-della-terra-7-cose-da-sapere

Inversione del campo magnetico della Terra: 7 cose da sapere

Il nostro scudo cosmico si indebolisce e cambia forma e orientamento. Non per la prima volta, però: ecco che cosa succede e quali possono essere le conseguenze per la vita.

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Il campo magnetico terrestre: ci protegge da raggi cosmici e radiazioni solari, e serve all'orientamento di molti animali. Di tanto in tanto, si inverte. | PETER REID, THE UNIVERSITY OF EDINBURGH
  
Durante il recente Living Planet Symposium 2016 Chris Finlay (Technical University, Danimarca) ha dimostrato, attraverso l’uso di satelliti lanciati dall’agenzia spaziale europea, che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo. C'è un film del filone catastrofista che racconta qualcosa del genere, The Core: in quel caso il campo magnetico della Terra smette proprio di funzionare in quanto il nucleo interno del nostro pianeta si è fermato, non ruota più. Ma i nostri eroi penetrano fino al nucleo, lo bombardano, lo riavviano e l'umanità è salva. Finita la fantascienza, passiamo alla realtà.

CHE COSA CENTRA IL NUCLEO CON IL CAMPO MAGNETICO? Per rispondere a questa domanda dobbiamo scivolare (almeno idealmente) al confine tra il nucleo interno e quello esterno: hanno composizione simile, ma il nucleo esterno è liquido, quello interno solido. Là si creano correnti elettriche talmente potenti da fare impallidire i più violenti fulmini della Terra, e da quelle correnti si origina uno dei fenomeni più importanti per la vita del nostro pianeta: il campo magnetico. Il magnetismo terrestre che si forma a 2500-3000 chilometri di profondità sotto i nostri piedi si estende per decine di migliaia di chilometri nello spazio, formando un involucro, chiamato magnetosferache ci fa da scudo, e devia e riduce i raggi cosmici che arrivano sulla Terra.


Il campo magnetico terrestre lo si può immaginare come prodotto da una potentissima calamita posta al centro del pianeta |
SI STA SPOSTANDO? DI QUANTO? Il campo magnetico è estremamente complesso da studiare e capire, tant’è che la sua origine non è ancora del tutto chiara: sappiamo però che da almeno due secoli sta diminuendo di intensità. E c’è di più: il Polo Nord magnetico (che non coincide con quello geografico) si muove in continuazione e, nelle ultime decadi, dal Canada si è spostato verso la Russia.

Nel 1904 il polo magnetico iniziò a spostarsi a nord-est a un ritmo di circa 15 chilometri all’anno. Nel 1989 si è avuta una prima accelerazione e nel 2007 una seconda, quando il polo si è mosso verso la Siberia alla velocità di 55 km all’anno. Secondo Larry Newitt, del Geological Survey canadese, verso la fine del 2040, dopo aver attraversato il mare Glaciale Artico, il polo nord magnetico spunterà in Siberia.

Secondo Newitt ciò potrebbe voler dire che il campo magnetico è vicino ad un’inversione: il nord magnetico potrebbe spostarsi sempre più verso sud fino a raggiungere la regione del Polo Sud. E così, un giorno, svegliandoci al mattino, potremmo scoprire che la bussola non indica più il Polo Nord, ma il Sud. Vale la pena chiarire una volta per tutte che non sarà la Terra a capovolgersi, ma solo il suo campo magnetico.


Secondo le analisi di satelliti dell'agenzia spaziale europea il campo magnetico terrestre non è uniforme (le aree blu dove il campo magnetico è inferiore alla media, quelle rosse dove è superiore) | ESA
È LA PRIMA VOLTA? No, è già avvenuto decine di volte. Lo si è scoperto studiando le lave ricche di ferro, i cui minerali ferrosi rimangono in qualche modo “congelati” nelle rocce con impressa la direzione del campo magnetico nel momento del loro raffreddamento. L’inversione sembra rispettare cicli di 600-700.000 anni. Ma le medie, si sa, vanno prese per quel che sono: ci sono anche stati periodi di 40 milioni di anni senza alcuna inversione, mentre in alcuni casi il periodo tra un’inversione e l’altra è stato solo qualche secolo.


Il campo magnetico terrestre si estende per decine di migliaia di chilometri oltre la superficie terrestre e ci protegge dalle radiazioni cosmiche | NASA
LE INVERSIONI AVVENGONO VELOCEMENTE? In termini geologici, sì: è quello che è successo circa 41.000 anni fa, quando il campo magnetico impiegò non più di 450 anni per spostarsi dal Polo Nord al Polo Sud e tornare poi alla posizione di partenza, che è poi quella di oggi.

Questa scoperta ha molto sorpreso i geofisici, perché si pensava che le inversioni richiedessero migliaia di anni per avvenire, mentre può non essere così. Il segreto di quella doppia inversione veloce è rimasto impresso nei sedimenti ricchi di ferro del Mar Nero, scoperto da Morbert Nowaczyk del Centro Ricerche Tedesco per le Geoscienze (GFZ).

SUCCEDE ADESSO? Non c'è un modello di previsione, e non tutti i ricercatori sono concordi nel sostenere che siamo vicini a un’inversione. Secondo Dennis Kentpaleomagnetista alla Rutgers University (New Jersey, Usa), il campo magnetico terrestre è ancora così potente, nonostante l'indebolimento, che l'ipotesi di un'inversione è ancora molto lontana. Insomma, non c’è da preoccuparsi


Il campo magnetico si forma nel nucleo esterno dove vi sono fortissime correnti elettriche |
MA SE DOVESSE SUCCEDERE? CHE NE SARÀ DI NOI? Per quel che ne sappiamo, non ci sono fenomeni evidenti correlati alle inversioni magnetiche del passato, con qualche eccezione per quella di 41.000 anni fa, concomitante con cambiamenti climatici importanti (non è però chiara la correlazione tra i due eventi) e una riduzione dell'intesità del campo del 5% circa rispetto all'attuale, situazione che potrebbe avere avuto ricadute su molte specie viventi.

Se la coppia di fattori, inversione e ulteriore riduzione, dovesse ripetersi oggi, il pianeta sarebbe maggiormente esposto ai raggi cosmici e al vento solare: gli studi suggeriscono che non sempre un'inversione è stata accompagnata da una riduzione significativa, ma in ogni caso abbiamo i mezzi per proteggerci.

Chi ne subirebbe invece di più le conseguenze sarebbero altre specie viventi, meno attrezzate, e in particolare quelle che usano il campo magnetico per i loro spostamenti e le migrazioni, dagli uccelli alle tartarughe marine.

QUALI SONO LE CAUSE DELL’INVERSIONE? Le ipotesi sono tante, ma nessuna davvero esauriente. La più credibile è quella che vuole che i grandi movimenti di ferro nel nucleo esterno liquido possano creare qua e là degli indebolimenti del campo magnetico principale e, se diventano importanti, possono prendere il sopravvento e causare l’inversione. Ma la verità è che nessuno è per davvero in grado di "leggere" e interpretare quello che succede a quelle profondità della Terra: le cause della periodica inversione del campo magnetico rimane uno dei grandi misteri della geologia.

15 MAGGIO 2016 | LUIGI BIGNAMI

domenica 14 giugno 2020

I Racconti di una cattivissima vecchia 11°: Carogne che, morte, per qualcuno sono angeli

I Racconti di una cattivissima vecchia 11° 
Carogne che, morte, per qualcuno sono angeli

Lo ripeto per chi leggesse per la prima volta questa serie di racconti: sono vecchia e incattivita dalla vita. Anche di fronte alla morte.
Quando avevo 25 anni, passando in macchina,  mi capitò di vedere un morto, coperto da un lenzuolo bianco, in mezzo ad un giardinetto spartitraffico con panchine che divideva in lunghezza i due sensi di marcia di una larga strada cittadina: uno aveva trovato il modo di salire con l'auto dentro quello spazio apparentemente ameno ammazzando il poveretto che era seduto su una panchina leggendo il giornale.
Rimasi turbata e scossa tanto che risalii in auto con le mani che mi tremavano e le lacrime agli occhi.
Pensavo a quel pover'uomo sconosciuto che se ne stava tranquillo in quello spazio verde ricavato in mezzo ad auto che scorrevano ai lati e che era stato colto in quella serena attitudine da un pazzo che forse correva tanto forte da perdere il controllo della sua auto, pur essendo in città.
Oggi una simile visione non mi farebbe più lo stesso effetto.
Troppe ne ho viste e sentite.
Troppe carogne ho incontrato e continuo ad incontrare e le vedo subito ormai, perché caduta è l'ingenuità dai miei occhi lasciandoli aperti per sempre...

Rimane comunque in me una parte viva e dolente che mi fa soffrire davanti a morti ingiuste, cattive, di giovani pieni di speranze e di bambini per colpa delle mancanze di altri uomini.
Un esempio di cui si riparla in questi giorni sono i due giovani architetti, innamorati e belli, che la follia di certa gente in U.K. ha fatto morire di una morte atroce e consapevole, chiusi come si sono trovati in un palazzo che bruciava senza vie di salvezza...
Oppure il quattordicenne falciato sulle strisce pedonali pochi giorni fa e di cui oggi si celebrano i funerali...
Non dimentico mai queste vittime innocenti... Anche se persone a me sconosciute, lo diventano note al momento della loro fine tragica e ingiusta e per me non finiscono mai nel dimenticatoio...

Dov'è allora la cattiveria? E' nei riguardi di persone che ho conosciuto magari per rapporti fugaci ed occasionali di cui ho potuto verificare la pochezza morale che, morte, sento lodare da altri come persone brave, buone, addirittura eccezionali!
La morte non emenda le azioni disoneste o ingiuste: se sei stato una carogna con qualcuno o per qualcosa tale rimani.
Si può scomodare la teoria pirandelliana dell'"Uno, Nessuno e Centomila".. Fino ad un certo segno è possibile... Ma ci sono azioni che una persona perbene non può mai compiere durante il corso della propria vita, per sé stessa, perché di fronte a sé stessa si farebbe schifo. E se invece le compie vuol dire che fa schifo. Con altri poi magari farà azioni splendide, e quelli in morte ne parleranno bene, come di una persona meravigliosa... Ma, fate attenzione, spesso si tratta di narcisismo, di voler dare ad alcuni una bella immagine di sé, rimanendo dentro quello che si è: una miserabile persona. 

Un esempio recente: leggo su un giornale locale che è morto un tale, riconosco e ricordo il suo cognome. Era uno della Polizia Locale. Penso subito che è morta una carogna perché ho avuto modo di verificarlo, mio malgrado. E penso che ne sono contenta, anche se non era tanto vecchio, anzi, forse era andato da poco in pensione. Vado a vedere che faccia aveva, perché ne hanno pubblicato la foto: ordinario, in carne... L'articoletto ne parla bene. Su un gruppo facebook c'è uno che ne parla con entusiastico affetto e dispiacere per la morte prematura per rapida malattia.
Un tempo non avrei mai potuto provare un simile sentimento: disprezzo anche in morte.
Costui, che non ho mai visto in faccia, aveva una minima parte in uno di quegli iter burocratici che tanto affliggono la Nazione e che, proprio ieri sera in TV, persino un ex Capo del Governo come Matteo Renzi diceva impossibile cambiare... Proprio lui che, appena insediatosi, disse che avrebbe fatto una "guerra totale alla burocrazia". Non essendoci evidentemente riuscito parlava, il Renzi, della Burocrazia come se fosse un'entità metafisica, astratta, e per questo inattaccabile da ogni tentativo di riforma, applicazione di leggi e di norme per aggirarne il metafisico e micidiale potere!
Eh no! Caro Renzi e tutti gli incapaci che gestiscono il Potere solo per arricchirsi: il modo c'è perché il male della burocrazia non è astratto ma molto concreto, sono gli uomini della catena di qualsiasi pratica burocratica! Mettete stop di tempo e punizioni e vedrete che i "pidocchi della firma sulla pratica" non potranno più, come fanno, lasciare languire la pratica se scatta la sanzione che va ad intaccare i loro stipendi!
Il morto per il quale non ho provato alcuna umana pietà era un Vigile che doveva mettere una firma in uno dei tanti passaggi imposti per poter costruire l'ingresso a casa mia. 
L'onesto geometra Direttore dei Lavori, regolarmente registrato nei permessi ottenuti, aveva fatto vari pellegrinaggi negli Uffici del Comune senza riuscire ad ottenere il permesso per poter costruire l'accesso alla rifinenda villa, che i permessi di legge li aveva tutti.
Riferiva a mio marito, titolare e proprietario, che l'Ufficio Comunale diceva che mancava una dichiarazione dei Vigili Urbani sulla classificazione della strada, per poter sapere se il passetto carrabile si poteva costruire o meno dalla strada comunale al nostro terreno privato, su un terreno di proprietà regionale di cui la Regione aveva dato l'uso a mio marito con regolare Contratto di Concessione.
E come mai questo Vigile Urbano a cui era stata affidata la pratica non firmava?
L'Ufficio dentro il Comune rispondeva che non lo sapeva, che la sede dei Vigili Urbani era in altro edificio della piccola cittadina, e da quell'edificio doveva arrivare nell'Ufficio preposto al rilascio.
Né il Direttore dei Lavori né mio marito, a cui egli aveva chiesto di accompagnarlo in quegli Uffici dopo vari ed inutili tentativi, riuscirono a sbloccare quell'assurdo fermo, incomprensibile sotto ogni aspetto logico.
Lì scattò il soldatino combattente che questa vecchia è per natura dalla nascita e che non accetta ostacoli assurdi, ma con in più tutto ciò che questa vecchia ha visto e capito di certi esseri umani.
Parlai con un vicino molto ficcanaso che ogni giorno entrava nel cantiere dove si stava rifinendo la nostra casa a parlare con gli operai che ce lo riferivano ridendo. Quando capitavamo anche noi ci parlavamo volentieri, ritenendo quella sollecitudine un interesse positivo per i nuovi vicini, e ignorando quanto ci veniva detto sia da altri vicini sia da chi ci aveva venduto terreno e rustico: "State attenti perché quell'uomo è una vipera". 
Delle persone mi faccio solo un'idea personale, mai influenzata o, peggio, bevuta così com'è, da chi ne parla male, perché tante possono essere le ragioni personali che inducono qualcuno a dare definizioni negative di qualcun altro. E penso che chi beve come vera ogni maldicenza sia un idiota.
Chiesi dunque al vicino come aveva ottenuto i permessi per costruire il passetto di ingresso al suo fondo, dove abitava. Egli disse che la Regione aveva a suo tempo chiesto dei soldi ma che "suo fratello non aveva mai pagato".
Capii che dovevano essere tempi lontani, visto che a noi invece la Regione aveva chiesto diverse migliaia di euro di balzelli per ottenere la concessione dello spazio di terreno di sua proprietà che costeggia in lunghezza tutta la strada comunale, frapponendosi fra essa e i terreni privati.
Nulla seppe dirmi del Vigile di cui il Comune aveva fatto il nome, ma mi spiegò che il permesso comunale dipendeva dal fatto che la strada poteva avere una classificazione diversa da comunale, forse vicinale.. Bisognava vedere come questa classificazione era scritta nelle carte.
Obiettai che, qualsivoglia fosse la classificazione, con tutta evidenza ogni villa lungo detta strada, sia su un lato sia nell'altro, aveva il suo bel passetto di ingresso  e tutti attraversavano le strisce di terreno che, per ciascun lato, erano di proprietà delle Regione. Dunque la sua classificazione non impediva di costruire tali passetti. 
L'uomo cercò di spiegare a sé stesso e a me la cosa in questo modo: quando i lotti di terreno furono donati dallo Stato ai coloni per ciascun lotto fu concesso l'ingresso ma, essendo il nostro terreno frutto di un frazionamento di uno di quei lotti originari, forse risultava essere un ingresso soprannumerario e per questo aveva avuto bisogno di permessi regionali e comunali.
Possibile, pensai, ma nulla c'entrava in quella ipotesi la classificazione della strada da parte del comune.
Andai poi a parlare con il marito della precedente proprietaria del terreno, la parte venditrice. 
Gli chiesi se conosceva il tale Vigile e che tipo fosse. Mi disse che si, lo conosceva bene, come io avevo arguito data l'attività commerciale che la famiglia venditrice svolgeva sul territorio e data anche l'esiguità della cittadina e del numero degli abitanti.
Mi descrisse un pallone gonfiato, una specie di bullo, ma innocuo.. Certo una volta aveva tirato fuori la pistola di ordinanza minacciando qualcuno..
Mi stupii che nonostante ciò fosse ancora Vigile Urbano e, dopo avergli illustrato gli ostacoli che colui stava sovrapponendo ad una pratica che il mio interlocutore conosceva bene, avendola loro iniziata, gli posi la domanda: "Ma forse questo vuole dei soldi?"
La domanda la posi con lucido calcolo, non perché volessi addivenire ad un eventuale ricatto di quel pidocchio con il suo piccolo potere di firma, ma perché, conoscendo bene le chiacchiere che passano di bocca in bocca, arrivasse a colui che io parlavo in giro dell'ostacolo incomprensibile da lui frapposto, delle andate a vuoto del Direttore dei Lavori, leggi testimone del fatto, delle lunghe attese di lui con mio marito presso la sede-ufficio di tale poliziotto locale in cui non si faceva trovare perché "fuori per servizio", oppure, l'unica volta che erano riusciti a parlarci, aveva detto nebulosamente che "non era lui l'impedimento, ma quelli del comune che dovevano venire a ritirare il foglio con la sua firma, non spettando a lui portarlo dalla sede dei Vigili alla sede degli Uffici Comunali". Mio marito e il Direttore dei Lavori si erano offerti inutilmente di fare da latori del foglio con l'augusta firma da un edificio all'altro, ma niente, non si poteva fare.
In un Paese in cui un ex Presidente del Consiglio dei Ministri parla di una "irriducibile astratta burocrazia" basterebbe che il cittadino vessato, presentando denuncia per omissione di atti d'ufficio, avesse immediata Giustizia. Ma dato che né la Politica né tanto meno chi la giustizia la gestisce sanno fare il loro mestiere ecco che bisogna industriarsi.
Alla mia domanda così diretta il marito della signora venditrice si mostrò lievemente imbarazzato: "Ma no, non credo, è uno sbruffone, ma non penso..."
A me bastava. Avevo già parlato con due lingue che sicuramente si sarebbero sciolte senza commettere alcun reato: illustravo una difficoltà incomprensibile incontrata prendendo delle informazioni legittime sulla persona per fugare il dubbio che ci fosse qualcosa di illecito dietro detto ostacolo.
Attesi qualche giorno, sapevo che il marito della venditrice vedeva spesso il soggetto che era anche loro cliente, e sapevo che gli avrebbe riferito della mia finta ingenua perplessità.
Andai dunque negli Uffici del Comune dove erano stati invano quei VERI ingenui di mio marito e del Direttore dei Lavori chiedendo lumi sulla firma del Vigile e tornandosene indietro con le solite scuse: attendevano il foglio con l'attestazione della classificazione della strada che solo lui poteva firmare.
Davanti alla scrivania dell'impiegato dissi tutto quello che stava accadendo, senza accusare nessuno, con finto candore, ma mettendo l'accento sulla inspiegabilità del fatto che, per sapere come avevano classificato la strada, bastava guardare nell'archivio della toponomastica: o no?
Misi in quella recita tutto il candore possibile, mentre nella mia mente mi chiedevo se il Vigile ostacolava tutto da solo o aveva dei complici, magari anche in quell'Ufficio che trovava normale che il foglio con l'augusta firma non trovasse la strada per passare da un edificio comunale ad un altro.
L'impiegato mi rispose che avrebbe preso informazioni e che tornassi l'indomani per avere una risposta.
L'indomani, davanti alla sua scrivania, mi sentii dire con aria fra il sorpreso e lo scandalizzato: "Ma il permesso eccolo signora! Il Vigile T. l'aveva firmato! Eccolo qui! La strada è classificata comunale quindi tutto a posto!"
Sorrisi, ringraziai e me ne andai, guardandomi bene dal sottolineare che fino al giorno prima quel foglio non c'era nelle sue carte e che da mesi il T., anche contattato di persona dal proprietario della casa e dal suo Direttore dei Lavori, aveva sovrapposto inspiegabili ostacoli.

giovedì 14 maggio 2020

Rileggendo Alberto Bevilacqua

In mancanza di nuove letture ho preso dalla libreria "Questa Specie d'Amore" di Alberto Bevilacqua. 
Molti anni fa ho letto molti suoi libri che sono lì sullo scaffale accanto a questo che lo rese celebre perché vinse il Premio Campiello nel 1966.
Si cambia, si cresce e certe riletture ci fanno apprezzare di più o di meno quello che ci piacque.
Bevilacqua oggi mi piace di meno.
Ricordo che già tanti anni fa notai che nei suoi libri successivi, a parte la Califfa, il suo stile si era fatto faticoso e, in uno degli ultimi libri, quasi incomprensibile, anche nel senso del messaggio che voleva dare.
Essenzialmente Bevilacqua mi appare, un po' come Moravia, permeato dal sesso a cui non sa resistere. 
Su Wikipedia ho cercato notizie della sua vita che potessero in qualche modo arricchire alcuni aspetti del libro in rilettura che ho trovato interessanti, pensando ad un autobiografismo che sempre c'è nelle creazioni di chi scrive romanzi. 
Non ricordavo le descrizioni dei ricordi infantili del protagonista che tanto somigliano, per come li descrive, ai ricordi di me bambina, per gli episodi che riguardano la mia vita beninteso.. Scene viste con gli occhi di un bambino in cui si intuisce la realtà dei fatti che si stanno svolgendo.
Ma nella sua biografia la figura del padre è tutt'altro che una figura perseguitata dai fascisti, come il bambino del libro che sente suo padre venir chiamato "sovversivo", al contrario egli è un fascista, un aviatore... I "sovversivi" erano i comunisti.
Né in detta biografia si fa cenno ad una moglie, tanto che ho pensato che una conversazione da me avuta con una bella giovane che l'aveva conosciuto e frequentato forse la ricordavo male...
Poi scopro che invece ricordavo bene, perché una moglie l'ha avuta e come e che il loro matrimonio è durato 30 anni.
Ero giovane, allora, e la bella e sofisticata amica di una mia cara amica dai tempi della scuola fino ad oggi, seduta a parlare di lui nel suo abito di seta che scopriva le belle gambe abbronzate, diceva con dolcezza che lui tradiva la moglie, e senza dirlo esplicitamente fece capire anche con lei, e alla mia domanda rispose: "Ora non ne soffrono più..." Avvolta nel suo profumo di classe non mi convinse che si possa vivere con le corna un rapporto sereno.
Ecco, Bevilacqua era questo, un uomo depresso perché incapace di essere forte di fronte alle sue debolezze.





Da: PRAMZAMBLOG  18 DICEMBRE 2008 INTERVISTA di Achille Mezzadri
Le è dispiaciuto lasciare Parma nel '61, quando si è sposata?
Ero felice, innamorata, non mi rendevo conto, ma a Parma ho comunque lasciato un pezzo di cuore. Parma mi è sempre rimasta qui e fino a due anni fa, quando mia sorella era ancora viva, ci tornavo tutti gli anni.
Perché è fallito il suo matrimonio con Bevilacqua?Dopo trent'anni il matrimonio si è spezzato perché Alberto era cambiato, non era più la persona della quale mi ero innamorata e con a quale ero stata bene per tanti anni. L'episodio decisivo fu un litigio per una questione di bozze. Sì, io gli correggevo le bozze e quella volta lì lui si arrabbiò perché mi considerava in ritardo. Io uscii di casa così com'ero. E il giorno dopo lui aveva già cambiato la serratura.Ma lei non era stata la sua "musa ispiratrice"?
Non esattamente, però posso dire che i suoi libri migliori li ha scritti quando ero al suo fianco. E la Giovanna di "Questa specie d'amore" era senz'altro io.
Com'è stato il vostro rapporto dopo la separazione e il divorzio?
È peggiorato con il passare del tempo. Per un po' io ho cercato di mantenere rapporti di amicizia, almeno di cordialità. Ma senza successo. Da un certo momento in poi si è sempre andati per avvocati. E pensi che qui a Vigna Clara, viviamo vicinissimi... Però non lo vedo mai.

Guarda un po', proprio Vigna Clara, la zona dove abita la mia amica e dove c'era e c'è il suo giro di amicizie: fra la Cassia e Corso Francia... La bella profumatissima era di quel giro lì...

lunedì 20 aprile 2020

Episodio VI - Elena e Gregorio-Furio "COVID-19"

La “Maschera” Furio.


Carlo Verdone è un genio e nel suo attento studio dei caratteri umani ha saputo cogliere un aspetto che riguarda molti tipi umani e l’ha raffigurato caricaturalmente nella figura di “Furio”.

“Furio” può avere varie facce e svolgere professioni o mestieri diversi, ma sempre ha una connotazione ossessiva, paradossale che, in percentuale diversa, da un’impronta inconfondibile al suo agire: da lì nasce il personaggio di Verdone che suscita il riso e lo sconcerto perché il suo Autore ne fa, appunto, un’immagine caricaturale, quindi estrema.

Quello che fa ridere di più è il rapporto di Furio con la malcapitata che lo ha sposato, dipinta come una vittima che, nel caso estremo interpretato da Veronica Pivetti, si getta in mare suicida per sfuggire al suo inconsapevole aguzzino.

Oppure, come in un altro episodio, fugge con un bel tenebroso che la insidia lasciando persino i figli o, anche, in una delle prime scenette in cui Verdone abbozzava il personaggio, egli parla alla moglie che non gli risponde ormai più, annichilita dalla sua incapacità di percepire le esigenze dell’altro, e lui si risponde per lei, ottusamente inconsapevole dello stato di depressione in cui l’ha gettata e, in tale scenetta, Verdone interpreta anche il figlio di Furio il quale, uscito il padre, si rivolge con lo stesso metodo alla sempre più annichilita madre che, tristissima, continua a sferruzzare muta, e le dice con foga: “Io con quell’uomo non voglio parlare più, capito? Io quell’uomo non lo sopporto più!” Poi, senza aspettare risposta, esce dimostrando in sostanza di essere “Furio” anche lui.

Ora, come dicevo, ci sono tantissimi tipi umani che hanno in sé in percentuali diverse “Furio”: io conosco una moglie di un “Furio” il quale è posseduto da questa maschera fortunatamente in minima percentuale, ma è anche lui inconfutabilmente un “Furio” !

Vorrei prendere spunto dagli innumerevoli episodi che “La Moglie di Furio”, che io conosco, vive e racconta per scrivere delle gustose scenette comiche, a volte anche un po’ amarognole, per riderne insieme.

Li chiamerò “Episodi” e darò loro solo un numero progressivo.

La moglie del nostro  “Furio” si chiama Elena e lui Gregorio.

Episodio VI

Elena chiama al telefono la sua amica storica Rita: "Ciao Rita, come te la passi chiusa in casa?"
Rita: "Cara Elena! Benino.. Cosa dobbiamo fare? Siamo costretti.. Tu ed io siamo fortunate perché viviamo in ville con grandi giardini.. Pensa ai poveretti che stanno in appartamento, magari alcuni senza neppure un balcone. Non lamentiamoci. Tu come vai?"
Elena, sospira: "Sopporto la situazione, ma in certi momenti mi diventa insopportabile e fuggirei via! Un paio di volte l'ho anche strillato." Capisco a cosa allude e mi preparo a sentire l'ennesimo sfogo. Non serve a questo l'amicizia?
Dico: "Il tuo Furio?"
"Chiamalo "il mio Furio" se vuoi, ma è insopportabile!"
"Lui è un poco fobico, immagino..."
Elena: "Un poco?!!!! E passi per le fobie, le ipocondrie, che peraltro nega e si offende pure, ma mi assilla! E nega pure quello! E se reagisco esasperata dice che sono io che urlo e voglio sempre litigare con lui!"
"In cosa consiste l'assillarti?"
La voce di Elena denuncia un tono esasperato: "Non si fa che parlare di questo virus, non si fa che ascoltare ogni telegiornale possibile, ogni talk-show possibile in cui si parla di come comportarsi nelle regole igieniche e lui si permette di bloccarmi in ogni gesto che faccio, ricordandomi come si deve fare!" 
"Immagino che tu sappia bene come comportarti anche nel tuo stesso interesse."
"Ma certo, Rita, mica sono scema! Ma Gregorio blocca ogni mio gesto anche quando non ve ne è  ragione alcuna, in continuazione, anche su cose dette e ribadite! Ad esempio ha sentito anche lui che più di un esperto ha detto che è meglio usare le mani e poi lavarle, piuttosto che i guanti che non puoi lavare e devi poi gettarli."
"Per andare in giro però bisogna usare i guanti." Provo a dire.
"Ma chi ci va in giro? Io non esco più di casa dal 6 marzo!!! Ci portano la spesa i volontari del Comune e lui vorrebbe che mettessi i guanti anche per prendere da terra le buste della spesa che loro, con guanti e mascherina, ci lasciano al cancello!"
"Ma.. Perché?"
"Perché è pazzo! Ecco perché! Poi il tono di rimprovero di chi ti riprende senza motivo mi esaspera! Tu stai facendo qualcosa che sa anche lui che suggeriscono di fare, ma mentre stai serenamente facendolo ecco che con tono furiesco fa: "No! Magda! Non si fa così!"
"Vuoi dire Elena.."
"Ma certo! Ma ti assicuro che è identico! Di diverso c'è solo il nome della povera disgraziata!"
"E tu scatti."
"Eh!! Mi conosci, io non sono come la povera Magda che soffriva in silenzio, ma ti giuro che in questa prigionia e con lui così, compresi i suoi rituali ossessivi, sto pensando al suicidio come la moglie di un Furio interpretato da Veronica Pivetti!"
"Ma dai Elena! Non dirai sul serio?!!" Faccio seria e un poco preoccupata.
"Giuro Rita che, sia pure di sfuggita, ci ho pensato! Mi sento in prigione e lui ci mette un carico in più!"
"Cara, capisco, ma lui non lo cambi e devi sopravvivere comunque... Certo è esasperante uno che ti riprende senza motivo. Ma poi ti spiega il perché? Gli hai detto che, posate le buste, vai a lavarti le mani?"
"Ma certo! Ma non te lo dice il perché! Non ammette la sua follia e dice che glielo chiedo perché voglio litigare! Ma, se è lui che rompe le scatole  a me senza motivo, sono io che voglio litigare?"
"Fai una cosa Elena, fagli lo stesso tu: ogni momento digli "no, non si fa così", pure quando non ha fatto niente di scorretto sul piano della prevenzione, oppure chiedigli "ti sei lavato le mani?" pure quando sai che l'ha fatto, e così via!"
"Vendetta, insomma..." E sento che si è rasserenata e sorride.