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giovedì 16 febbraio 2012

Trenitalia: quarta puntata della favola kafkiana

Per chi volesse ripassarsi la Brutta Favola Kafkiana di questa storia, troppo simile a tante altre, i passaggi precedenti sono riassunti nei miei post del :
20/01/2012 "Trenitalia: terza puntata della "favola kafkiana",
04/01/2012 "Monoliti Italiani: TRENITALIA", 
06/11/2011 "FF.SS.".

Il motivo per cui continuo a seguire questa ridicola storia è perché l'unico modo che abbiamo per spubblicare le Istituzioni, gli Apparati statali e/o partecipati dallo Stato, è quello di rendere nota l'anomalia, l'abuso, il calpestare i diritti, il calpestare i regolamenti, tutte cose che si traducono in un danno al cittadino ed in uno spreco di denaro pubblico.
Erano euro 7, ma se fossero stati 70 o 700 il perverso meccanismo della NON restituzione sarebbe stato lo stesso. Nessuno ripaga il cittadino del disservizio subito, ma almeno che gli si restituiscano i propri soldi.

Questi gli ultimi sviluppi,le e-mail sono in sequenza dall'ultima alla prima:

----- Original Message -----
Sent: Thursday, February 02, 2012 12:23 PM
Subject: R: richiesta rimborso


Cordialmente le rispondo informandola che il problema  tecnico “DENUNCIATO” riguarda i database del programma aziendale che gestisce i mandati di pagamento.
Nella speranza che i suoi 7 euro le pervengano in breve tempo, e nella ulteriore speranza di averle fornito le informazioni di cui necessita sia lei che suo marito, sono a porgerle i miei cordiali saluti.

Da: Rita.Coltellese@gmail.com [mailto:rita.coltellese@gmail.com]
Inviato: martedì 31 gennaio 2012 15.04
A: Rimborsi Trenitalia DR Toscana
Oggetto: Re: richiesta rimborso

Gentile Sig. L. S. C.
della Direzione Toscana di Trenitalia
Ufficio Vertenze e Rimborsi
_____________________________________

La ringrazio dell'informazione che però mi appare non del tutto chiara nella motivazione del mancato rimborso:..."per un problema ai database informatici". Il Vs. database? Oppure quello delle Poste Italiane S.p.A. dove è il c/c a cui l'accredito deve essere destinato? Ed esattamente:

Si richiede il rimborso di tale biglietto per l'intero importo di euro 7,00 e a tale scopo si forniscono le coordinate bancarie del c/c Poste Italiane intestato a G. Natali e Rita Coltellese: Codice IBAN ecc. ecc.

Fino al 30 novembre 2011 sono stata un Funzionario Amministrativo della Pubblica Amministrazione, ora in pensione, e negli ultimi due anni di servizio ho fatto, fra l'altro, centinaia di mandati di pagamento tramite bonifico bancario senza avere alcun problema informatico né della struttura universitaria dove lavoravo né delle varie Banche a cui veniva fatto il bonifico.
Qualora il disservizio da Lei denunciato sia attribuibile a Banco Posta (sarebbe in assoluto la prima volta, perché fino ad ora ha sempre funzionato molto bene)ce lo comunichi in modo che noi si possa presentare giusto reclamo.
Sperando che non si verifichino altri intoppi, la ringrazio e la saluto cordialmente.

Rita Coltellese in Natali    
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, January 31, 2012 11:53 AM
Subject: richiesta rimborso

Gentile cliente, dalle verifiche effettuate risulta che la domanda di rimborso effettuata a nome di suo marito sig. Natali Giuliano, per un problema ai database informatici, pur essendo stato autorizzato e ritornato con esito negativo e conseguente riaccredito. Abbiamo pertanto disposto un nuovo bonifico bancario per l’importo di 7 euro, nella speranza che l’operazione vada a buon fine, scusandoci per l’inconveniente, siamo a porgerle i nostri cordiali saluti.

L. S. C.

Ufficio Vertenze e Rimborsi
!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Alla data di ieri, 15 febbraio 2012 non risultavano accreditati i soldi del biglietto pagato per soppressione del treno regionale per sciopero. 
Dato che il Sig. S. C. dell'Ufficio Vertenze e Rimborsi Trenitalia Direzione Regione Toscana scrive di aver  disposto un nuovo bonifico bancario, dato che il precedente per un problema ai database informatici, pur essendo stato autorizzato è ritornato con esito negativo e conseguente riaccredito, in data 31 gennaio 2012, verosimilmente, dopo 15 giorni l'accredito avrebbe dovuto esserci. Ma non c'è.
Considerazioni:  il Sig. S. C. scrive che il problema  tecnico “DENUNCIATO” riguarda i database del programma aziendale che gestisce i mandati di pagamento, dunque hanno un programma aziendale che non consente una cosa semplicissima come l'evasione dei mandati... Come faranno a pagare con un mandato di pagamento (sostanzioso) le fatture della ditta che gestisce tale software? Andranno a buon fine quei mandati? Oppure torneranno indietro come i 7 euro del mio rimborso, che sono soldi miei e non dei contribuenti come quelli che Trenitalia paga alla ditta che gestisce tale software!

L'Italia non si risolleverà mai da una situazione che riguarda troppi Apparati statali o comunque che stanno in piedi con i soldi dello Stato: essendo troppo capillare il disservizio dove nessuno viene chiamato a rispondere di nulla, ed a pagare è sempre e comunque il cittadino.
In codesto andazzo chi viene pagato per una certa funzione, in questo caso i Rimborsi di biglietti pagati per un Servizio non reso, se non raggiunge il fine per il quale è lì, pagato, ha sempre e comunque una scusa, è sempre colpa di qualcun altro. Se non funziona il programma di contabilità non si fa pagare una penale alla Ditta che ha vinto l'appalto e la morale è sempre e comunque: "Ma chi se ne frega del cittadino? Ma chi è? Che può fare? Mi può denunciare per abuso d'ufficio? Ma figurati! Gli costa di più del rimborso che aspetta!"

!!!!!!!!!!!!!!!!

NOTA: Il pubblico dipendente di Trenitalia, che ha fornito le informazioni soprariportate sullo stato del mancato rimborso del nostro biglietto, ha chiesto cortesemente l'anonimato e, nel rispetto del suo riserbo, abbiamo cancellato il suo nome dal post.

Uomini che uccidono donne

Omicidio funzionaria prefettura - Arrestato tecnico della polizia

L'uomo, su cui sin dall'inizio si erano concentrati gli investigatori, è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Rossella Goffo scomparve nel 2010 e i suoi resti vennero ritrovati lo scorso anno in un bosco dell'Ascolano.


ASCOLI PICENO - E' stato arrestato ad Ascoli Piceno Alvaro Binni, il tecnico della polizia indagato per l'omicidio di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa dal capoluogo nel maggio 2010, i cui resti furono ritrovati il 6 gennaio del 2011 in un bosco dell'Ascolano.

Da subito su di lui si erano concentrate le attenzioni degli investigatori per la scomparsa, prima, e l'omicidio poi della donna. E' stato arrestato questa mattina dalla squadra mobile di Ancona e da quella di Ascoli Piceno. A suo carico le accuse sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il provvedimento di ordinanza di custodia cautelare in carcere è stato emesso dal gip di Ascoli Carlo Calvaresi su richiesta della Procura di Ascoli titolare dell'inchiesta.

Binni aveva con la donna una relazione contrastata. All'origine dell'omicidio ci sarebbe stata la volontà di Rossella Goffo - sposata e madre di due figli - di andare a vivere con il tecnico, a sua volta sposato e padre, che invece non voleva saperne. Binni si è sempre difeso dicendo che la moglie era al corrente della passione di Rossella, e che dunque la propria situazione familiare non poteva costituire un movente per liberarsi della Goffo, che peraltro era arrivato anche a denunciare per stalking.

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Da anni seguo la trasmissione di RAI 3 "Chi l'ha visto", vera televisione di servizio alla gente che si trova di fronte alla drammatica situazione della scomparsa di un proprio caro: può essere un familiare come un amico, non importa, è comunque qualcuno di cui non si sa più nulla. Ho visto in tanti anni centinaia di casi e che le scomparse possono riguardare chiunque, gente di ogni età e di ogni estrazione sociale. Le persone che si trovano a vivere questa esperienza terribile non sanno dove sbattere la testa: spesso polizia e carabinieri non vogliono accettare da subito la denuncia di scomparsa, dicono di aspettare 24 ore, forse nella speranza che si tratti di un evento momentaneo e dunque per non avere dell'inutile lavoro in più. Però spesso questo iter risulta fatale perché la persona scomparsa, qualora immediatamente cercata, può essere strappata per tempo ad una sorte letale con un immediato soccorso.
Spesso, troppo spesso, molte di queste scomparse, soprattutto di donne, si risolvono in realtà in omicidi, come il caso soprariportato. E sempre c'è di mezzo il sesso e mai un sesso sano, normale ed alla luce del sole. Nel caso riportato si trattava di due persone sposate che avevano intrecciato una relazione adulterina e, invece della moglie, l'uomo ha preferito eliminare l'amante, ossessiva e, forse, minacciosa.
Ma moltissimi casi di sparizione di donne-mogli hanno dimostrato di avere come autore dell'assassinio e relativo occultamento del cadavere il marito. E questo mi colpisce per la frequenza. Sempre c'era di mezzo un'amante oppure dei conflitti in cui era evidente la prepotenza dell'uomo sulla donna.
Anche le donne uccidono, la storia della cronaca nera lo dimostra, ma sicuramente l'incidenza dell'uomo che uccide la moglie, la compagna, la fidanzata, l'amante è terribilmente frequente. E questo è visibilissimo nei casi che segue "Chi l'ha visto".