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mercoledì 2 agosto 2017

Una nuova rubrica di scrittura a tema: "Pazzi e sottosviluppati un tanto al chilo"

"Pazzi e sottosviluppati un tanto al chilo" è la nuova raccolta di racconti e raccontini, un po' cattivi dato l'argomento, che mi è venuta in mente dopo "Cronache di pazzie quotidiane", novelle brevi per raccontare episodi di stranezze che accadono a ciascuno di noi ogni giorno.
La nostra società, lo avvertiamo tutti (o quasi), è degenerata un bel po' in questi ultimi anni. 
La mia lunga esperienza di vita, sempre attenta e riflessiva per carattere, mi ha fatto registrare un rilassamento dei comportamenti degli individui nel nostro Paese. Siamo allo sbracamento totale, per cui solo chi ha un rigido rispetto di sé e degli altri si contiene. Pazzi affetti da varie nevrosi, psicosi, storture mentali di vario genere non si contengono più, dato che si dà per scontato che la stranezza deve passare come normalità. Sottosviluppati sia sul piano intellettivo che culturale non avendo consapevolezza di sé e dei propri limiti sproloquiano e vanno fuori dagli argini.
Il costume, subito dopo la sanguinosa seconda guerra mondiale, era totalmente diverso: non girando tanti soldi (oggi spesso di non chiara provenienza) la gente aveva una maggiore umiltà e consapevolezza dei propri limiti. Limiti del comportamento che, qualora si tracimava, venivano sanzionati dal sistema e creavano disdoro  e pubblica riprovazione.
Per fare degli esempi concreti, se una donna fosse andata in giro nuda come ha fatto quella ragazza a Bologna, non se la sarebbe cavata con una semplice ammenda per il depenalizzato reato "Atti osceni in luogo pubblico", ma l'avrebbero immediatamente ricoverata alla Neuro. Essendo ritenuto un simile comportamento segno sicuro di alterazione psichiatrica.
Ricordo un episodio che può dare la misura di come sono cambiati i costumi: Daniela Rocca, la bellissima e brava interprete di "Divorzio all'Italiana", finì sui giornali e ricoverata alla Neuro per aver lasciato la sua auto in mezzo alla strada intralciando il traffico. Un comportamento ritenuto da persona alterata e quindi bisognosa di cure. Oggi bisognerebbe portare alla Neuro una pletora di pazzi e cafoni che lasciano le loro auto in doppia e tripla fila infischiandosene del resto dell'umanità e, redarguiti, neppure ritengono di doversi scusare.
Al massimo la gente gli grida parolacce, fra cui pazzo, ma più facilmente "stronzo", perché il comportamento asociale, sfrontato, arrogante, insensato, non è più ritenuto segno di pazzia e bisognoso di ricovero coatto.
Questo mutamento dei costumi però, questo allentamento dei confini del lecito, lascia un margine di tolleranza alle anomalie, non più considerate tali, pericoloso, perché quando poi la persona fuori di testa ne combina una grave si ripenserà a tutto il pregresso a cui non si è voluto dare giusto peso.
Infine i sottosviluppati sul piano intellettivo e culturale che non hanno il senso dei loro limiti, soprattutto se, con mezzi non sempre onesti, hanno racimolato un po' di soldi. Una mia personale opinione è che nessuna persona intelligente è mai sottosviluppata, anche se non ha condotto studi regolari, giacché l'intelligenza cerca da sé la conoscenza.
Ergo: il sottosviluppato non è mai intelligente, piuttosto è furbo.

Africani fotografano con i loro cellulari la "pazza" che passeggia nuda per le strade di Bologna mostrando sul corpo nudo vistosi tatuaggi.