giovedì 30 novembre 2017

RAI senza ritegno

Capita di rado che la RAI trasmetta produzioni accettabili giacché, seguendo mode del momento, costruisce sceneggiature penose, con personaggi inattendibili sul piano psicologico e della vita reale, situazioni spesso volgari, piene di parolacce, mostrando un'umanità livellata verso il basso in tutti i sensi, spingendo così spettatori deboli di carattere a ritenere giusto parlare in modo sboccato, manifestare apertamente le proprie tendenze sessuali e altri deprecabili comportamenti da società degradata.
Ogni tanto c'è qualche produzione ben fatta ed è questo il caso di "La strada di casa", prodotto dal bravo attore Luca Barbareschi, che presenta una storia con situazioni umane credibili, attendibili, dignitose pur nella loro complessità, con personaggi dalle psicologie ben costruite, con quel tanto di mistero da svelare che tiene desto l'interesse dello spettatore e con degli attori bravissimi oltre che belli come il giovane attore Eugenio Franceschini.
Eugenio Franceschini: bello, volto molto espressivo, figlio d'arte.
Ebbene, la RAI ha pensato bene di vendersi al massimo un'Opera benfatta e dunque gli italiani, paganti volenti o nolenti il famoso canone ora anche in bolletta elettrica grazie a Renzi, dunque per molte famiglie pagato più volte se hanno più case con contratto elettrico per residenti, si sono dovuti sorbire continue interruzioni pubblicitarie dello sceneggiato con inevitabile fastidio.
Ricordo che molti anni fa giornali e telegiornali davano addosso alle TV di Mediaset perché interrompevano i film e gli sceneggiati con inserti pubblicitari, affermando che, essendo Opere artistiche, non si potevano interrompere senza creare un danno all'Opera stessa.
Motivi che si sono rivelati pretestuosi al massimo, visto che la RAI ha poi cominciato a farlo superando in interruzioni la TV privata, che è giustificata dal fatto che vive solo di pubblicità, mentre la RAI è soltanto senza alcun ritegno e rispetto per il telespettatore pagante canone.

giovedì 23 novembre 2017

Bellezza e bravura italiana

Caterina Murino e Alessio Boni: due fra i nostri attori più belli e bravi. Ne abbiamo molti, fra gli attori giovani, di belli e bravissimi, ma mi piace ricordare questi due che sono eccezionali per bellezza e bravura. Se fossimo gli USA potrebbero essere divi da star-system, ma l'Italia è un Paese piccolo, con investimenti necessariamente minori... Molti di loro parlano e recitano in inglese volendo, lingua che completa la loro preparazione professionale.


Il volto bellissimo ed espressivo di Caterina Murino


Bellissima, sarda di nascita, Caterina si è cimentata in Opere teatrali, cinematografiche e in TV, sempre bravissima, duttile e molto espressiva.



Alessio Boni e Lucrezia Lante della Rovere in una produzione di Luca Barbareschi per RAI 1 "La strada di casa".
Finalmente un'Opera molto ben fatta con un bravissimo Alessio e una strepitosa Lucrezia, veramente molto brava.

martedì 21 novembre 2017

Italia sempre più in basso



Strada Provinciale 215 Km. 34-38 20 novembre 2017 h. 11:30
prostitute di pelle nera nude sul ciglio della strada: intorno rifiuti di ogni genere, in un Paese che parla di differenziazione dei rifiuti.
Per Legge (cosa che ormai in questo Paese fa solo ridere) la raccolta dei rifiuti deve essere effettuata dal Comune sotto il cui territorio ricade la strada: questo tratto della SP 215 ricade sotto il Comune di Artena RM.
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, October 10, 2017 6:27 PM
Subject: Denuncia con raccolta firme problema SP 215 km. 34-38 presentata ai Carabinieri di Artena RM

Spett.li Autorità Politica e Giudiziaria
 
facendo riferimento alla denuncia da me presentata in data 3 maggio 2017, relativa alle esibizioni oscene quotidiane e in pieno giorno sul tratto di SP 215 in oggetto specificato ricadente sotto l'Amministrazione territoriale del Comune di Artena, ringrazio i Carabinieri per quanto fatto in loro possibilità e potere avendo constatato un leggero contenimento delle oscenità da parte delle donne di colore esposte sul ciglio della strada, ma oggi alle h. 11:05, causa la lentezza di un camion stracarico che mi precedeva, ho dovuto procedere lentamente ed assistere ad una scena ignobile: una di codeste donne esponeva il sedere verso i mezzi in transito a gambe larghe, il busto piegato a 90° verso il bosco, le mutande abbassate fino ai ginocchi. Il camion che mi precedeva aveva una targa di colore giallo: AG635MM e l'autista ha necessariamente visto la stessa scena. A questo aggiungasi l'enorme quantità di rifiuti che ormai sono ammassati ai lati di detto tratto di strada aumentando il degrado.
Chiedo al Sindaco la ragione della mancanza di rimozione di detti rifiuti, essendo compito della Società appaltatrice del Servizio di raccolta dei rifiuti urbani di raccogliere anche i rifiuti abbandonati lungo le strade del Comune di Artena.
Grazie.
 
Rita Coltellese 

Questo l'ultimo tentativo in ordine di tempo di avere una qualsivoglia risposta dalle Autorità competenti: la data della e-mail si può leggere chiaramente. Nessuno dei due indirizzi ha dato "Failure" con ritorno al mittente di tale avviso, dunque debbo darle per arrivate su detti indirizzi di posta.    

venerdì 17 novembre 2017

Ferocia senza ripensamento

Da: Quotidiano.net
IL FRATELLO DI BORSELLINO - Con la morte di Riina "scompare un'altra cassaforte dopo quella vera scomparsa dopo la sua cattura", commenta Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. "Ci saranno tante persone che gioiranno del fatto che Riina, morendo, non potrà più parlare" . Da Borsellino poi l'affondo contro la "distruzione delle intercettazioni di Napolitano: se fossero state rese pubbliche avremmo potuto avere le idee più chiare su quegli indicibili accordi di cui scrisse il suo consigliere politico D'Ambrosio prima che un 'provvidenziale' infarto lo portasse via". 


Di certo non si può aggiungere nulla a quanto dichiarato dal fratello di Paolo Borsellino.
Né aggiungere nulla a quanto dichiarato da Rita Dalla Chiesa: "Totò Riina è morto a 87 anni, gli uomini di Stato che ha ucciso no.
Oggi, nel primo pomeriggio, su RAI 3 hanno mandato una sequenza impressionante di tutti i morti ammazzati da questa belva umana ed è stata una serie di immagini devastanti per la ferocia di questo essere purtroppo appartenente alla specie umana. Alcuni delitti li ha compiuti in prima persona, di moltissimi è stato il mandante. 
Pensavo a quanta gente esiste che su ordinazione è disposta ad uccidere.
Commentava la ricostruzione storica di tante efferatezze Paolo Mieli e alla fine, dopo aver mandato una ricostruzione anche dell'operato di Giovanni Falcone, se ne è uscito con un parallelo fra la belva assetata di soldi e di sangue e l'eroe vittima al servizio della legalità e dello Stato dicendo: "Sono due giganti uno del bene e uno del male." Dissento totalmente da questo incredibile commento e pensiero di Paolo Mieli tanto che ho commentato a voce alta: "Ma cosa dice? E' impazzito?"
Trovo sconcertante il suo definire Totò Riina "un gigante", essendo stato egli quanto di più meschino e miserabile possa esserci in un essere umano: la malvagità nell'esercitare la sopraffazione dell'altro fino a rubargli la vita per fini di predazione dell'altrui lavoro e volta al proprio arricchimento; la bestialità malvagia di mentire e calunniare per distruggere... Dov'è la grandezza Mieli? Sia pure nel male, dov'è? E come si è permesso, nel suo paragone, di mettere sullo stesso piano, sia pure su fronti opposti, un gigante come Giovanni Falcone e un miserabile pigmeo feroce, furbo e ignorante? 


Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Caponnetto
Da: Libero Quotidiano.it

Totò Riina, dopo la morte il




messaggio mafioso della figlia Maria Concetta: "Silenzio"





 


giovedì 16 novembre 2017

Violenza sessuale, molestie sessuali, avances e tanta tanta ipocrisia

Da un lato all'altro dell'Atlantico è scoppiato lo scandalo sessuale generalizzato della Società cosiddetta Occidentale, giacché se esploriamo i costumi africani, o indiani, o cinesi chissà cosa potremmo scoprire sull'argomento!
Per Società Occidentale si intende anche l'Australia, naturalmente, anche se è laggiù, fra l'Oceano Indiano e il Pacifico.
Ciò che unisce i popoli cosiddetti "occidentali" è la cultura, ritenuta da molti la più avanzata in fatto di Diritti Civili e dunque di rispetto della persona.
Detto questo dobbiamo ammettere, al di là della istituzionalizzata ipocrisia, che sotto sotto molti uomini di questa "civilissima" civiltà occidentale se possono allungano le mani sulle donne, soprattutto se queste si trovano in situazioni gerarchicamente inferiori a loro o nel bisogno di lavorare.
Questa genìa maschile proterva e volgare è sempre esistita e andrebbe bene se finalmente se ne parlasse sputtanandola, ma quando si alza un polverone si perdono i contorni della verità e non si distinguono più nettamente i confini di certe situazioni.
Quando la signora Asia Argento, ad esempio, parla di violenza sessuale da parte del maiale accertato Weinstein, si rimane perplessi poi ascoltando i particolari da lei raccontati sulla sua vicenda con il potente produttore di Hollywood. In una intervista rilasciata al quotidiano "Il Mattino", il cantante Morgan, padre della figlia di Asia Argento, ha dichiarato: "le persone che subiscono violenze non ottengono guadagni da questo, come un posto di lavoro,". Come non essere d'accordo?
La signora Argento ha subito sicuramente una violenza morale da parte del maiale che le ha proposto brutalmente il suo sesso, ma non l'ha rinchiusa nella camera d'albergo segregandola, né l'ha riempita di schiaffi aprendole le gambe a forza. Dunque non può parlare di violenza carnale senza apparire ipocrita, anche perché ella ha continuato nel tempo il suo rapporto con il maiale. Oggi, ripensandoci, sente la frustrazione di aver pagato quel pedaggio per poter lavorare e parla impropriamente di violenza sessuale.
Che lei e quelle come lei vadano a leggersi i particolari di una vera violenza sessuale subita da tante donne che non possono che sentirsi offese dall'essere equiparate a lei.
Di tutt'altra sincerità era meritevole Marylin Monroe che sui produttori dichiarò pubblicamente: "Tutte l'hanno fatto. Faceva quasi parte del mestiere. Loro volevano assaggiare la mercanzia e se dicevi di no ce ne erano almeno altre venticinque disposte a dire di sì. Non era un dramma".

Questo di Marylin Monroe è un esempio di coerenza: ha accettato il compromesso e, avendolo accettato sottomettendosi di sua volontà alle voglie di quegli sporcaccioni, non faceva la vittima, essendo ben cosciente che avrebbe potuto benissimo dire di NO, rinunciando alle sue ambizioni.
Norma Jeane Mortenson Baker Monroe, in arte Marylin Monroe
Monroe è il cognome di suo nonno materno, Mortenson del secondo marito di sua madre, Baker del primo marito di sua madre che, secondo l'uso statunitense, la donna aveva conservato.
Scatenatosi il "dalli all'untore" si sono fatte avanti tardive vittime di generici abusi sessuali, come ad esempio uno sconosciuto attore che decenni fa ebbe la sorte di subire delle avances da Kevin Spacey. Il quale, giustamente, non ricordava l'episodio, visto che è accaduto appena 30 anni fa e che nella circostanza era ubriaco, ma da persona intelligente quale è si è pubblicamente scusato sul suo sito facebook. Dato che lo ha solo molestato e non tentato di violentare, in questo caso si può parlare di pesanti avances, ma di null'altro, dunque bisogna fare ancora dei distinguo con generiche accuse di violenza.
Nonostante ciò il puritanesimo isterico ed ipocrita, tipico di certe fasce di popolazione degli USA, ha fatto sì che si passasse alle vie di fatto eliminando e cancellando professionalmente Spacey. Un fatto obbrobrioso. Data la stura al linciaggio si passa a ricordare sue feste gay su un panfilo qui in Italia.
Se vogliamo gettare la gogna su Spacey perché è omosessuale allora iniziamo da Leonardo Da Vinci e cancelliamo per questo tutti i suoi meriti intellettuali.
Egli fu indagato per questo e si capisce bene cosa faceva a Salaì, un ragazzino che viveva con lui.
Da: Wikipedia
L'unico documento storico sulla vita sessuale del giovane Leonardo è un'accusa di sodomia attiva intentatagli nel 1476, quando aveva cioè 24 anni ed era ancora lavorante presso la bottega di Andrea del Verrocchio[23]. Il 9 di aprile viene sporta una denuncia anonima, inserita nel "tamburo" - una specie di cassetta per le lettere attaccata al muro di Palazzo della Signoria - che accusa un orafo adolescente (17 anni) e dedito alla prostituzione maschile, un tal Jacopo Saltarelli (a volte indicato anche come modello di artisti) di essere "parte di cose assai miserabili compiute per compiacere le persone che ne fanno richiesta"; si faceva quindi il nome di quattro persone che avrebbero commesso atti di sesso anale col ragazzo: un sarto di nome Baccino, un certo Bartolomeo di Pasquino, Leonardo Tornabuoni - membro dell'aristocratica famiglia deiTornabuoni - ed il precoce artista di talento Leonardo da Vinci.
Il nome di Saltarelli era già noto alle autorità, perché un altro uomo era stato condannato per sodomia compiuta su di lui all'inizio di quello stesso anno[25]; le accuse in questo caso furono però respinte in quanto non si prendevano in considerazione quelle avvenute per via anonima. La stessa accusa riappare, sempre in forma anonima, il 7 giugno, venendo ancora una volta respinta[26]: il requisito legale per avviare il procedimento penale era difatti che fosse firmata. Tali accuse potevano sì esser fatte in segreto, ma non anonimamente. Si ipotizza anche che, poiché la famiglia di uno degli accusati, i Tornabuoni, era in stretti rapporti conLorenzo de Medici, fu esercitata una certa pressione affinché la cosa fosse presto archiviata[27][28].

La sodomia era (almeno teoricamente) un gravissimo reato, che poteva addirittura condurre alla pena di morte, ma la sua stessa gravità la rendeva altrettanto difficile da dimostrare; nella Firenze del tempo, la pena relativa veniva eseguita molto raramente e l'omosessualità era sufficientemente diffusa e tollerata da rendere la parola Fiorenzen-fiorentina un termine gergale per indicare l'omosessuale in terra tedesca[29]
L'elenco di personaggi che hanno fatto cose meravigliose nelle loro professioni e mestieri ma che nella vita intima non erano proprio delle persone meravigliose è lunghissimo! Se per questo dovessimo bandirle cancellando le loro opere.. resteremmo privi di molta Arte e molta Scienza..
Dunque attenti alla caccia alle streghe.
Che esistono volgari predatori i quali si approfittano di una apparente posizione di forza per sottomettere sessualmente persone è un dato di fatto. Ma esistono non soltanto nel mondo dello spettacolo dove girano molti soldi, esistono anche nei posti più miseri.
Un esempio è in un racconto recente fattomi da una dolce signora ormai ultracinquantenne: quando era più giovane ella faceva le pulizie in un forno insieme ad un'altra signora più anziana. Il datore di lavoro fece in modo che l'anziana restasse a casa e alla inconsapevole vittima che chiedeva dove fosse la sua collega e altri lavoranti del forno, il maiale, chiudendo la porta dietro di sé, disse che "dovevano trovare un accordo: tu dai una cosa a me e io do una cosa a te..". Capita l'intenzione la poveretta infilò la porta e fuggì dalla trappola. Ovviamente non andò più a lavorare in quel posto e al marito che glie ne chiedeva il perché rispose che era troppo gravoso il lavoro (suppongo peraltro in nero!), per evitare che, apprendendo dell'agguato, suo marito andasse a rompere le corna al maiale compromettendosi. Ma la allora giovane lavorante parlò con la collega più anziana che tristemente le disse che sapeva delle abitudini del proprietario del forno e per questo aveva preso il posto della sua giovane figlia, già insidiata. Tempo dopo la ex giovane lavorante ebbe modo di parlare con la moglie del maiale la quale dimostrò identico livello di schifo del suo coniuge dicendo più o meno: "Quelle che ci cascano sono puttane, ma lui torna a casa da me la sera e a me mi chiamano Signora..." 
Dunque benissimo denunciare, ma prima di togliere il lavoro alle persone, come sta accadendo al regista Fausto Brizzi, bisognerebbe arrivare, dopo le denunce, ad una sentenza. Certo a sentire le testimonianze si rimane sconcertati ma, o le denunce vengono fatte nelle sedi opportune e non soltanto nei media, o Brizzi a questo punto se non è vero deve querelare e una sentenza deve uscire per forza e ci rimetterà chi mente. 

I Racconti di una cattivissima vecchia 4°

A Roma c'è un detto: "Ma che te sei messo in testa? Maria pe' Roma?" Per chi non è romano spiego il senso.
Roma è grande e di Marie, nome comunissimo, ce ne sono tantissime. Dunque solo uno stupido privo di senso della realtà può andare in giro cercando una Maria come se tutti dovessero conoscerla come al paesello o in una ristretta borgata.
Il senso è stato esteso, nel pensiero popolare, a tutti quegli ottusi che si mettono in testa qualcosa di sbagliato su qualcuno, per limitatezza di pensiero e di intelletto.
E più sono stupidi più sono sicuri nel loro errore senza rendersi conto della figura barbina che fanno.
Come ho illustrato nei 3 precedenti racconti ero buona, tanto tempo fa, ma adesso sono una vecchia cattivissima e penso con cattiveria a tutti gli scemi che su di me si erano messi in testa "Maria pe' Roma".
Mi vengono in mente vari aneddoti.
Un parente, della mia stessa età ed estrazione piccolo borghese, mi derise perché avevo parlato di "ricette di cocktail". Stupita, gli dissi quello che avrebbe dovuto sapere anche lui: "Si chiamano ricette anche quelle che indicano come fare un cocktail." Senza cattiveria... ero giovane.
Lui continuò a deridermi nella sua ignoranza.
Non pensai che fosse poco intelligente, anche se, pur avendo la mia stessa età, si diplomò due anni dopo.
Ma quello che una persona è si ripresenta nel tempo e dunque mi colpì che, quando mi annullarono l'esame della patente conseguita presso un'autoscuola, perché il geometra della Motorizzazione Civile si era accorto (per ignoranza delle leggi) che con la mia infermità visiva non potevo passare la visita autorizzativa con il semplice oculista dell'autoscuola, ma dovevo essere esaminata dalla Commissione Medica per le Patenti Speciali, egli mi derise adombrando che stavo mentendo per coprire una bocciatura (gesto meschino e per me impensabile) dicendomi: "Hanno fatto sta' legge solo pe' te!" Tentai di spiegare che la legge c'era, ma sia i gestori dell'autoscuola sia il Geometra della Motorizzazione Civile non ne erano a conoscenza; portai a prova anche il fatto che, una eventuale bocciatura, non avrebbe consentito di rifare l'esame pro-forma dopo 15 giorni presso la Motorizzazione Civile dopo il passaggio in Commissione Medica, dato che tutti sapevano che in caso di bocciatura non si poteva ripetere l'esame prima di 1 mese!
Ma perché darsi tanta pena di spiegare, come a giustificarsi, ad un imbecille meschino che, probabilmente, così pensava perché per lui mentire per nascondere sue defaillances o insuccessi era evidentemente normale?

Citazione dello scrittore spiritualista Don Miguel Ruiz: "Quello che gli altri dicono e fanno è una proiezione della loro realtà.

In fondo anche Sigmund Freud ha, dal suo punto di vista scientifico, descritto il cosiddetto "Meccanismo delle Proiezioni".

Se quello che gli altri si mettono in testa corrisponde poi a fatti reali è ovvio che non si tratta di loro proiezioni interiori, ma quando dall'altra parte non esiste la realtà che loro vedono, o vogliono vedere, allora si parla di "Meccanismo delle Proiezioni".
E per completare il quadro di questo poverino, afflitto da un sentimento di inferiorità nei riguardi di un suo fratello maggiore, dirò che era completamente influenzato da una moglie racchia quanto meschina come e peggio di lui. Era una di quelle donne definibili appunto "donnette". Invidiosa e sempre in competizione, soprattutto su piccole cose meschine.
Portatori entrambi dei valori dell'Avere e poco dell'Essere (quanto all'Essere si accontentavano di gonfiare quel poco che erano, eludendo parti della realtà che avrebbero svelato che erano molto meno di quello che volevano far apparire), lui volle regalarle subito una pelliccia di Lapin e un viaggio di nozze all'estero. Aveva pochi e magri guadagni ma li aveva tenuti accortamente per sé, per regalarsi quello che a quei tempi non era usuale per quel livello sociale. Mentre il fratello, con cui aveva nella sua testa un continuo confronto da cui lui doveva riuscire sempre vincitore, aveva versato per anni soldi in famiglia per consentirgli anche di terminare i suoi stentati studi.
Bisogna dire che non ritengo questo poverino cattivo, a differenza della sua meschina consorte, la quale ha sempre avuto invece una punta di malignità nel carattere. Ma la sua povertà intellettiva e spirituale faceva si che egli soggiacesse anche alle piccole invidie di sua moglie che, se si sposavano in qualche modo con le figure legate al fratello a cui si sentiva intellettivamente inferiore, avevano come conseguenza episodi grotteschi come il seguente:
dopo 7 anni di matrimonio il fratello, generoso verso di lui e verso la sua famiglia di origine, regalò una pelliccia di Lapin a sua moglie. Non che la moglie ci tenesse più di tanto, pensando che comunque quella calda copertura era frutto della morte di tanti animali... Ma, nonostante la sua racchia consorte l'avesse avuta appena sposata e la indossasse da due anni, qualcosa di quel dono di suo fratello alla moglie doveva aver suscitato un sentimento meschino di invidia. Quando le due donne si trovarono, in una occasione di riunione della parentela, vestite entrambe con le rispettive pellicce, lui spinto da un istinto irrazionale prese un ciuffo della pelliccia nuova della moglie del fratello e lo tirò staccandolo, mentre quella lo guardava sorpresa da quel gesto insensato che danneggiava il suo fresco capo di abbigliamento. Per compensare il gesto compulsivo, rendendosi conto del danno, cercò allora di fare altrettanto sulla pelliccia che indossava la moglie, la quale lo redarguì inviperita e da quel capo non fu strappato nessun ciuffo di peli. 
A questa coppia si aggiungeva un altro elemento: la sorella maggiore di lui, afflitta da uguali complessi di inferiorità verso il fratello primogenito. Costui, colpevole ai loro meschini occhi di avere una intelligenza ed una cultura maggiori delle loro per solo suo merito, aveva sposato una donna di adeguata intelligenza e di una cultura costruita dalla sua sete di conoscenza, che aumentava e valorizzava gli studi canonici fatti. La sorella del poverino la odiava e a nulla servirono i tentativi di quella donna di buona volontà di ignorare la manifesta ostilità dell'invidiosa.
Questo soggetto soffriva di una invidia che ritengo patologica e che in parte aveva mutuato da sua madre.
Anche in questo caso si può capire meglio con un aneddoto la situazione psicologica della madre.
In una occasione di incontro della famiglia con quella della racchia, allora ancora fidanzata con il poverino, la madre invidiosa e sua figlia si erano vestite di tutto punto, dovendo andare tutti insieme a cena fuori. Quando la madre vide la futura moglie del suo figlio minore e la sua futura consuocera vestite con abiti dal taglio moderno e di fresco acquisto, rimase malissimo. Le due donne salutarono e  precedettero al ristorante la famiglia del poverino, dicendo: "Intanto andiamo a prendere i posti." Rimasero con la madre: la figlia e il fratello maggiore con la moglie, la quale assistette, con infinito stupore, al pianto di una donna di sessanta anni, consolata dalla figlia, che diceva come una bambina: "Loro sono vestite meglio... Hanno abiti nuovi." La figlia, più che altro per la presenza esterrefatta della moglie del fratello maggiore, cercava di calmarla. 
Che cervello deve avere una donna che, arrivata a 60 anni, piange per un simile motivo? Di gallina?
Come rapportarsi ad un cervello intriso di una superficialità e di una stupidità di tale livello?
Il rapporto con chi ha tali limiti è impossibile se non si è simili.
Con queste persone è un continuo dover dire "Ma che te sei messo in testa? Maria pe' Roma?" Giacché presuppongono che anche tu debba essere invidioso come loro. Dalla donna anziana, capace di piangere per invidia verso persone vestite meglio di lei, ne ho sentite di tutti i colori: che io potessi essere invidiosa perché sua figlia, più vecchia di me, aveva già la patente... oppure perché avesse un abito nuovo... Cose incomprensibili per il mio modo di pensare.

domenica 12 novembre 2017

Gemelle siamesi algerine: intervento eccezionale ma chi paga?


La famiglia algerina di religione musulmana
Mi spiace, nel giusto orgoglio per l'eccellenza dei medici italiani (e non solo) per l'intervento chirurgico della separazione delle due gemelline siamesi di nazionalità algerina, introdurre il discorso economico sulla spesa sanitaria. Ma è doveroso, visto i costi e gli sprechi della spesa sanitaria italiana mantenuta dai contribuenti italiani che, in cambio, non hanno sempre prestazioni soddisfacenti.
I giornali e i media in genere hanno parlato di "gara di solidarietà su facebook", ma non tutti hanno specificato che la cifra raccolta è servita per il viaggio e per l'alloggio in Italia della famiglia delle gemelline.
Chi ha pagato le spese dell'intervento chirurgico così poderoso e così complesso? 
Se è vero che l'Ospedale Bambino Gesù è proprietà dello Stato Vaticano è anche vero che: Il Bambin Gesù è una struttura finanziata dallo Stato italiano, anche se tecnicamente è un istituto estero che gode del diritto all’extraterritorialità.(Fonte: Il Post)
Nessun giornale o TV ha specificato chiaramente se codesto intervento chirurgico, costosissimo, sia andato o meno a gravare sui contribuenti Italiani.
Sempre dal quotidiano Il Post, dall'inchiesta effettuata dal Vaticano su volere dell'attuale Papa sull'operato dell'Ospedale Bambino Gesù e riportata dall'Agenzia di Stampa Associated Press, si legge: Per anni i medici hanno ricevuto pressioni per eseguire un numero molto elevato di interventi. Questo ha significato praticare interventi possibilmente superflui su malati terminali (il Bambin Gesù riceve un rimborso dallo Stato italiano per ogni intervento effettuato).
Sarebbe dunque cosa chiara, limpida, trasparente e giusta sapere CHI HA PAGATO QUESTO INTERVENTO: il Vaticano con i suoi fondi? Il governo algerino visto che la loro sanità non era in grado di effettuare questo tipo di intervento? Oppure i contribuenti italiani?

sabato 11 novembre 2017

Federica Angeli una donna coraggiosa

Le ricordo che quando 3 anni fa dovevate votare una mozione di solidarietà a me contro queste minacce il 5Stelle si è astenuto. Non si lascia solo chi combatte ogni giorno la mafia. Sono felice per solidarietà al collega.

Federica Angeli

giovedì 9 novembre 2017

Maksim Gorkij: "Storia di un uomo inutile"

Evsej Klimkov sarebbe "l'uomo inutile" di questo romanzo scritto da Maksim Gorkij nel 1913.
Maksim Gorkij

Anche Maksim come Evsej rimane orfano presto, ma lui fu più fortunato del suo infelice personaggio perché andò a vivere dalla nonna, grande narratrice di leggende popolari.
In mancanza della lettura i racconti verbali avevano da sempre una potenza immaginifica sulle menti, aprendo spazi e luoghi mai visti, e vicende ricche di vita e di sentimenti. 
Quando l'affetto della nonna gli mancò a causa della sua morte il giovane ed evidentemente sensibile Gorkij tentò il suicidio. Ma si riprese ed iniziò giovanissimo una vita errabonda ed avventurosa mantenendosi facendo mille mestieri. Imparò a leggere e scrivere da un cuoco alfabetizzato su un battello dove lavorò. Nessuna scuola, nessuna università: soltanto la vita. Questo dimostra che il romanziere è come il pittore, come lo scultore, come qualunque artista una potenza interiore che deve esprimersi e prendere forma.
Leggere, come sto facendo, "Storia di un uomo inutile" per la prima volta a 71 anni è diverso dal leggere lo stesso libro in un'età precedente. Me ne accorgo quando invece rileggo dopo molti anni libri già letti in gioventù: è come se leggesse si la stessa persona che quel libro ha amato,ma allo stesso tempo vedendo tante cose con occhi più maturi, dunque diversi. Non sono cambiata fino al punto da leggere autori o libri che non ho amato in gioventù, perché distanti dal mio modo di essere, ma certo quel che leggo risente della mia lunga vita molto riflessiva e attenta e dunque di tutta l'esperienza accumulata.
Forse anche da giovane Evsej mi avrebbe fatto pena, ma non con aggiunta la desolata consapevolezza della ingiustizia senza Dio, e dunque senza consolazione, che debbono sopportare gli innocenti.
E Evsej è innocente e non capisce tutta la miseria a cui deve assistere, le azioni degli squallidi personaggi con cui gli tocca vivere i suoi giorni di orfano, solo, cercando di capire l'incapibile, mentre intorno a sé ciascuno proietta su di lui i suoi pensieri, senza capire l'assoluta inconsapevole innocenza del ragazzo, anzi, infischiandosi altamente di cercare di capire in quale fatica, a comprendere le loro azioni, egli sia immerso.
Egli annaspa nella sua misera condizione di innocente e cerca di galleggiare come una fragile barchetta di carta sull'acqua di un torrente che viene trascinata via, dove la corrente vuole. 
E guardo ad Evsej come ad un figlio o ad un nipote abbandonato e solo: ed è una creatura per me da proteggere.
Forse Evsej è una parte dell'Autore, una parte del suo vissuto, alcuni aspetti di esso. Sempre per chi scrive c'è qualche pezzetto di sé in ciò che scrive..  
La inconsapevolezza e l'incomprensione portano il ragazzo ad assecondare le figure con cui, suo malgrado, deve convivere. Per certi tratti la solitudine affettiva fa si che egli si affezioni, come un cagnolino innocente, a questo o a quel personaggio, per poi restarne allontanato nel suo stupore per le loro sconsiderate e a lui oscure azioni. Suo malgrado egli rimane coinvolto, pur se innocente, nelle squallide vicende di uomini e donne che conducono vite misere e disperate.
A Evsej, come a molti, viene negata la possibilità di scegliersi una vita... una qualsiasi vita.
La Russia che viene descritta è di grande miseria. C'è chi spera nello Zar, ma verrà comunque perseguito dalla polizia politica che reprime e basta, senza cercare di capire chi è ancora a favore del Potere ancora in atto.
Siamo dunque prima della Rivoluzione di un secolo fa.
Mentre leggevo mi tornavano in mente squarci della Russia durante la Rivoluzione descritta da Boris Pasternak: stessa fatica, stessa miseria.
E dopo tutto questo patire.. Stalin!
Maksim Gorkij con Stalin

domenica 5 novembre 2017

Populismo ad intermittenza

Da: La Stampa

«I posti di lavoro sarebbero stati di più se le banche avessero lavorato meglio. E invece qualcosa non ha funzionato», ha spiegato ieri Renzi nella newsletter inviata agli iscritti al suo sito. E ancora: «Se vogliamo che qualcosa cambi davvero le alte burocrazie di questo Paese devono smettere di buttare la croce addosso ai politici di turno e assumersi anche loro le proprie responsabilità. Chi ha sbagliato, paghi: non è populismo, è giustizia».

Quando le pare, Renzi, è populismo eh?
Chi non vuole l'invasione africana, che ritiene una follia e un danno futuro e irreversibile per il Paese, invece è populista.
Addirittura insiste che deve essere approvato lo jus soli entro la fine della legislatura, fino a mettere la fiducia!!! Subito, appena l'africana incinta sbarca e scodella il pupo, avremo cittadini italiani da mantenere.
Eh, sì, da mantenere, giacché non risulta che costoro siano portatori di alcunché, se non delle loro bocche e bisogni di quello che stentatamente i contribuenti Italiani hanno costruito, nonostante le depredazioni varie tipo il gonfiamento di ogni opera pubblica per farci rientrare le mazzette e tanto altro...
Peccato Renzi... peccato...

giovedì 2 novembre 2017

Famiglie che si possono smembrare e famiglie che non si possono smembrare

Ieri al TGR Lazio sentita e vista la seguente notizia:
"Famiglie con bambini senza casa si sono sistemate sotto il portico della Chiesa dei S.S. Apostoli. Vivono accampati nell’ampio porticato della Basilica minore dei Santi Apostoli, nel cuore di Roma. Sono peruviani, italiani, magrebini e cittadini dell’est europeo che hanno trovato riparo qui dopo essere stati sgomberati da un edificio di Cinecittà che avevano occupato."


I frati oltre a fornire loro l'acqua li foraggiano anche di cibo
"Io ci ho diritto, me devono da da'!"

Questo si sente dire dai parassiti. Nasciamo tutti nudi, chi in famiglie povere, chi in famiglie che hanno qualcosa o molto. Ma poi la vita dobbiamo costruircela noi con le nostre mani. 
C'è gente che ha colpi di sfortuna non addebitabili a sé, ma credo che tanta gente viva trascinandosi svogliatamente, mettendo comunque bambini  al mondo senza porsi il problema di come li crescerà... Tanto si aspetta che debbano essere gli altri a pensarci: dunque vogliono la casa come un diritto e se non la ottengono occupano quelle altrui. Scacciati da abitazioni rivendicate dalla proprietà si accampano e pretendono che gli si dia la casa, mentre altri per averla pagano un affitto, oppure mettono soldi da parte come le formiche rinunciando  a tante cose per comprarsela. 

Il cronista del TGR, a conclusione del servizio, auspicava che presto bisognasse dare una sistemazione a queste famiglie con bambini, ma senza separarle smembrandole!

Ma certo! Nel pensare ai bambini, così "sistemati" dai loro non molto responsabili genitori, bisogna tener conto anche degli adulti!
Guai a separare le famiglie!

Nessuno, in questa Società schizofrenica, pensa alle centinaia di famiglie di insegnanti della Scuola Pubblica  smembrate senza ritegno, né criterio, né vergogna da un Ministero impazzito tramite i suoi Uffici degli Ambiti Territoriali che hanno diviso famiglie con bambini deportando madri e padri a centinaia di chilometri dai loro figli!
Persone che hanno studiato, lavorato, si sono sacrificate, hanno acquistato case pagando mutui, a cui nessuno paga queste trasferte forzate e gli affitti che debbono pagarsi per mantenere una casa in più!

Però debbo sentire che a gente che pretende sempre dalla Società si deve dare una casa gratis e stare attenti a non smembrare la famiglia!
Fra queste belle persone hanno intervistato anche un arabo che non sapeva nemmeno parlare bene l'italiano ma, con aria decisa, ha detto "che da qui non ci muoviamo finché non ci danno una casa"!

Avrei voluto dire a costui e a quelli come lui: "Ma chi ti ci ha chiamato? Arrivi e pretendi? Perché non vai a chiedere una casa al governo del tuo Paese? Marocco? Tunisia? Qualsiasi sia perché non vai con la stessa aria decisa a chiederla a loro, dove sei nato e dove sei cittadino?"

Questa Italia abbandonata, l'Italia degli insegnanti della Scuola Pubblica, sappia chi deve ringraziare di questo ignobile stato di cose e si regoli quando andrà a votare!

mercoledì 1 novembre 2017

Oppio, religioni e ragionevole ateismo

"Le religioni sono l'oppio dei popoli" Karl Marx.
Karl Marx - nato in Germania nel 1818: filosofo, economista, politologo, storico, sociologo, uomo politico e giornalista


Grande mente: e aveva ragione.

Ma l'Uomo ha sempre cercato di darsi una spiegazione della sua esistenza e del mondo che lo circonda e, anche se la conoscenza che andava via via acquisendo gli forniva spiegazioni razionali basate sulla constatazione del reale, non tutti riescono ad accettare cosa siamo, dove siamo e tutto ciò che ci circonda. Molti si smarriscono, hanno paura, e cercano rifugio nell'immaginario consolatorio delle religioni.

Come dargli torto? L'Uomo è un animale debole, con una mente più evoluta degli altri animali del pianeta Terra, ma non tutte le menti hanno un tale equilibrio del raziocinio da accettare che tutto finisce con la morte biologica, che siamo fragilissimi e fragilissimo è l'habitat in cui viviamo.

Meglio dunque le religioni che l'oppio, visto come le droghe riducono gli uomini che ad esse si affidano.

Uno dei messaggi religiosi migliori della Storia dell'Uomo è stato sicuramente quello dell'ebreo Gesù Cristo.
La Chiesa Cattolica e le fedi Protestanti l'hanno raccolto, ciascuno interpretandolo a suo modo.

Il Papa, Capo di una Chiesa che si è fatta Stato, ha un peso enorme sulle masse, dato che il cattolicesimo è seguito da molti popoli. 

Pur tenendo presente la contraddizione in cui la Chiesa Cattolica vive il messaggio Cristiano non si può non tener conto che, proprio per il peso che l'autorità del Papa ha sulle masse, certi suoi gesti non siano di beneficio per questa dolente Umanità.

Trovo, dunque, importante il messaggio che egli ha voluto dare recandosi a celebrare il rito della Messa nella ricorrenza dei Defunti presso il cimitero militare americano di Anzio-Nettuno, dove riposano giovani statunitensi ricordati ciascuno solo da una croce bianca con su inciso il nome e gli anni in cui la loro vita è finita per venire qui, a liberarci da un'oppressione in cui un governo irresponsabile ci aveva gettati.

Andai anch'io con mio padre e mia madre in quel cimitero quando avevo 15 anni e non ho dimenticato che su quelle croci ricorreva frequentemente un'età: 20 anni.

Bello dunque il gesto di Francesco e, a seguire, la visita alle Fosse Ardeatine.

L'unica cosa che possiamo e dobbiamo fare nel ricordare i Morti è ricordarli con amore e gratitudine per il dolore ingiusto che hanno patito nella loro morte: i giovani sotto le croci bianche ad Anzio e i martiri della malvagità umana delle Fosse Ardeatine sono simboli di come non si debba morire, visto che la Morte arriva sempre ma dovrebbe essere per tutti quella naturale e mai per mano di altro uomo.