giovedì 30 novembre 2017

RAI senza ritegno

Capita di rado che la RAI trasmetta produzioni accettabili giacché, seguendo mode del momento, costruisce sceneggiature penose, con personaggi inattendibili sul piano psicologico e della vita reale, situazioni spesso volgari, piene di parolacce, mostrando un'umanità livellata verso il basso in tutti i sensi, spingendo così spettatori deboli di carattere a ritenere giusto parlare in modo sboccato, manifestare apertamente le proprie tendenze sessuali e altri deprecabili comportamenti da società degradata.
Ogni tanto c'è qualche produzione ben fatta ed è questo il caso di "La strada di casa", prodotto dal bravo attore Luca Barbareschi, che presenta una storia con situazioni umane credibili, attendibili, dignitose pur nella loro complessità, con personaggi dalle psicologie ben costruite, con quel tanto di mistero da svelare che tiene desto l'interesse dello spettatore e con degli attori bravissimi oltre che belli come il giovane attore Eugenio Franceschini.
Eugenio Franceschini: bello, volto molto espressivo, figlio d'arte.
Ebbene, la RAI ha pensato bene di vendersi al massimo un'Opera benfatta e dunque gli italiani, paganti volenti o nolenti il famoso canone ora anche in bolletta elettrica grazie a Renzi, dunque per molte famiglie pagato più volte se hanno più case con contratto elettrico per residenti, si sono dovuti sorbire continue interruzioni pubblicitarie dello sceneggiato con inevitabile fastidio.
Ricordo che molti anni fa giornali e telegiornali davano addosso alle TV di Mediaset perché interrompevano i film e gli sceneggiati con inserti pubblicitari, affermando che, essendo Opere artistiche, non si potevano interrompere senza creare un danno all'Opera stessa.
Motivi che si sono rivelati pretestuosi al massimo, visto che la RAI ha poi cominciato a farlo superando in interruzioni la TV privata, che è giustificata dal fatto che vive solo di pubblicità, mentre la RAI è soltanto senza alcun ritegno e rispetto per il telespettatore pagante canone.

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