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martedì 31 dicembre 2013

Teniamo gli occhi aperti!

Da: Libero Quotidiano.it

Renzi, una poltrona d'oro al suo amico

Nominato direttore dell'Agenzia giovani un suo fedelissimo, noto solo per essere stato trombato nel suo paese e per aver scritto una biografia del sindaco

«Matteo Renzi lo conosco da dieci anni almeno, abbiamo condiviso l’esperienza della Margherita…»
Parola di Giacomo D’Arrigo, nuovo Direttore generale dell’Agenzia nazionale giovani. A nominarlo dirigente generale della pubblica amministrazione, incarico da circa centosessantamila euro l’anno, è stato il Consiglio dei ministri di venerdì 27, su proposta del ministro Cécile Kyenge, titolare della delega alla Gioventù dal giorno in cui si è dimessa Josefa Idem. Ma chi è il nuovo dipendente di Palazzo Chigi che Enrico Letta ha preferito per quel ruolo ai trecento che già lavorano - e percepiscono analogo emolumento - alla Presidenza del Consiglio? 
D’Arrigo ha 37 anni, è vicepresidente della Fondazione Big Bang, luogo di raccolta dei renziani siciliani, dove è stato numero due del responsabile Welfare del “nuovo” Pd, Davide Faraone. È stato in predicato di diventare segretario del suo partito in Sicilia: «È una voce che mi lusinga, ma ancora non c'è nulla di concreto», spiegava a SikilyNews lo scorso luglio. La trattativa, poi, è naufragata. Più recentemente si era ventilato un suo ingresso nella segreteria nazionale del partito, ma il numero uno democratico gli ha preferito l’altro siciliano e due erano troppi. Detto, fatto: un incarico - molto ben retribuito, di “prima fascia” come si dice in gergo - è spuntato fuori anche per lui. 
A risolvere la questione, con la controfirma sua e il “sì” di tutti i membri dell’esecutivo, è stato il presidente del consiglio, quello stesso che pure il sindaco di Firenze e la sua squadra stanno facendo tribolare non poco. Nessuno di loro sembra essersi accorto che questa manovra è l’esatta negazione di alcune delle frasi più ad effetto pronunciate dal sindaco di Firenze nel corso della sua lunga campagna congressuale: «Sogno un’Italia dove si va avanti per merito e non perché si conosce qualcuno», su tutte. 
Il nuovo direttore generale dell’Agenzia per i giovani «qualcuno» lo conosceva eccome. Il segretario del Pd, innanzitutto. Lo ha spiegato lui stesso in più d’una intervista. E conosce anche il suo fedelissimo Graziano Delrio, ministro per gli Affari Regionali: quest’ultimo ha firmato la presentazione-prefazione del libro che D’Arrigo ha scritto alcuni mesi fa e s’intitola: «L’Italia cambiata dai ragazzini. Nuovi amministratori, nuovi comuni». Il più riuscito dei «ragazzini» citati nel libro, neanche a dirlo, è il sindaco di Firenze, segretario del principale partito che sostiene il governo. Per il neo-dirigente generale di Palazzo Chigi ha rivoluzionato il modo di governare i Comuni, specie «in ambito culturale». 
Alla Presidenza del Consiglio la sua nomina sta facendo un certo rumore. Condividendo la necessità di contenere i costi dei ministeri e realizzare la spending review, gli ultimi premier si erano impegnati a valorizzare le risorse interne, portando a scadenza  senza rinnovarli i contratti dei dirigenti esterni. Stavolta è andata diversamente: lo Stato dovrà pagare un esterno per svolgere il suo lavoro e, contemporaneamente, terrà ai box un altro dei trecento dirigenti interni, che percepirà ugualmente il (lauto) stipendio. Per il renziano - professo - il governo ha fatto  una eccezione: sicuramente D’Arrigo se la sarà meritata. Ma nell’attesa che - come previsto dalla legge per tutti i dirigenti pubblici - il curriculum del nuovo Direttore finisca sul sito dell’Agenzia governativa, in molti si sono messi a cercare le informazioni disponibili. 
La sua “carriera” è cominciata nel Comune di Nizza di Sicilia (3467 abitanti, in provincia di Messina) dove è nato ed è stato eletto consigliere comunale. Da quel giorno D’Arrigo è stato attivo dentro l’Associazione dei Comuni italiani e - mentre Graziano Delrio era presidente - ha fondato e presieduto Anci Giovani. Nel 2012, forte di quel trampolino, si è candidato sindaco nel suo Comune con una lista civica di centrosinistra, arrivando terzo: 19,68% dei consensi, pari a 490 voti. D’ora in avanti gestirà una dotazione economica di molti milioni di euro, il bilancio di un’azienda di medie dimensioni. «Ringrazio il governo per la fiducia, in particolare il presidente Letta ed il ministro Kyenge», ha commentato appena dopo la nomina. Aggiungendo: «Un pensiero lo debbo anche a Graziano Delrio e Matteo Renzi che hanno avuto fiducia nella mia persona». Così facendo ha fugato ogni dubbio residuo.
di Paolo Emilio Russo

Ci sono scelte che devono subito essere captate come campanelli d'allarme.
L'ho già provato in un certo partito che, a parole, parlava di trasparenza e di coerenza che nei fatti non c'era...
Chi spera che sia arrivato finalmente chi farà le cose giuste, anche se sente delle stecche nella melodia, rimane un po' deluso.. un poco interdetto... ma spera che ci sia un'altra spiegazione.. magari onesta... 
Sbagliato: a quelle stecche se ne aggiungeranno altre, poi altre ancora, finché ci si deve arrendere all'evidenza.
Speriamo che per Renzi non sia così, ma perché mai Letta aumenta la spesa pubblica di centosessantamila euro l’anno per lo stipendione di questo 37enne? L'Italia ne aveva proprio bisogno? Essere stato vicepresidente di una qualsivoglia Fondazione di natura politica non mi sembra preparazione accademica, culturale o manageriale di così pregnante importanza da dargli uno stipendio del genere in tempi di magra e di disoccupazione giovanile e non.
Non diceva Renzi che: "Con 5.000 euro al mese ci si vive benino, via!"????  
Non dice Letta che bisogna tirare la cinghia nella Sanità, nella Scuola ecc. ecc.???
Però regaliamo soldi a "quelli del giro", come al solito, come sempre.
E' la solita storia dei "Profumi e balocchi": "Mamma tu compri soltanto profumi per te!"
Non ci sono soldi, ma per gli amici si trovano.
Glielo ha chiesto Renzi a Letta di "valorizzare" il renziano con il denaro pubblico? E Letta ha passato l'ordine al suo ministro Kyenge?
Funziona così? Allora funziona come prima, peggio di prima.

Auguri di Buona Fine e Buon Principio a chi legge questo blog



Buona fine 2013...
Senza botti ed esplosioni che svegliano i bimbi e i vecchi
che spaventano gli animali...
solo qualche girandola e fuoco non troppo rumorosi...


Un felice 2014
non dipende tutto da noi renderlo felice...
ma possiamo applicarci per la parte che ci riguarda!

Vediamo cosa farà ACEA...

Da: Osservatore Laziale

ACQUA PUBBLICA: APPROVATI I CRITERI PER LA RIMBORSABILITA' DELLE BOLLETTE
19/12/2013 08:57:00
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Bortoni: “Nell’anno in corso sono stati inoltre approvati i criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011. A inizio dicembre, l’Autorità ha intimato ai soggetti che non avevano ancora proceduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questa scadenza, l’Autorità determinerà forfettariamente il rimborso”. L’annuncio del presidente dell’Autorità dell’energia, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici. In 5 anni serviranno 25 miliardi di investimenti. Le restituzioni ai consumatori dei soldi già pagati. Misure contro l’acqua arsenicata
di Maurizio Aversa
Il 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo Metodo Tariffario Idrico introdotto dall’Autorità per l’energia,per favorire costi sempre più efficienti e per stimolare investimenti che riducano le perdite e l’inquinamento ambientale. E, sempre a inizio anno, diventa operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette, per renderle più chiare e dare maggiori informazioni sui diritti dei consumatori, con l’obbligo ai gestori di pubblicare on line le Carte dei servizi.
Ad annunciare queste novità il presidente dell’Autorità, Guido Bortoni, nel corso della seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici che si è tenuta a Milano per tracciare un bilancio sull’attività svolta e per delineare le linee strategiche e gli sviluppi futuri. Gli obiettivi prioritari dell’Autorità nel settore idrico sono promuovere, attraverso una regolazione stabile e certa, l’economicità, l’efficienza e l’equilibrio economico finanziario nelle gestioni, un servizio di qualità, lo sviluppo delle infrastrutture e la sostenibilità ambientale della fornitura “affinché -ha affermato Bortoni – tutta la cittadinanza possa avere una buona acqua, restituita alla natura dopo una depurazione efficace, non lasciando alle generazioni future un’eredità negativa di inquinamento e sprechi”. Oggi le perdite superano il 30%, gli impianti di depurazione non coprono il 30% della cittadinanza e il 15% degli scarichi non ha sistemi fognari. L’Autorità stima che sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. “Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo -ha detto Bortoni – insieme alle misure tariffarie l’Autorità è orientata allo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia’’. Su criteri innovativi poggia, in particolare, il nuovo Metodo Tariffario Idrico in vigore dal 2014, con particolare riferimento a due principi guida: la selettività e la responsabilizzazione da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari rispetto ai quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali. Nel frattempo, in seguito alle approfondite verifiche previste, quest’anno sono già state approvate le tariffe di 486 gestioni in base al precedente metodo tariffario transitorio, per un totale di oltre 20 milioni di abitanti serviti; l’incremento medio è stato contenuto al 2,7% rispetto al 2012, un valore inferiore al limite previsto dall’Autorità per evitare aumenti indiscriminati. Nell’anno in corso sono stati inoltre approvati i criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011. A inizio dicembre, l’Autorità ha intimato ai soggetti che non avevano ancora proceduto, di individuare entro 30 giorni l’importo da restituire agli utenti. Trascorsa questa scadenza, l’Autorità determinerà forfetariamente il rimborso.
Fra le iniziative a tutela dei consumatori, l’avvio di un’indagine per verificare il rispetto delle norme sulla lettura dei consumi e la gestione del contatore, indispensabile anche per introdurre la tariffa sociale prevista nel ddl ambiente collegato alla legge Stabilità. Sugli interventi per garantire ai soggetti economicamente disagiati una fornitura gratuita per soddisfare i bisogni fondamentali, l’Autorità ha già fatto una consultazione prevedendo anche misure per limitare la progressività tariffaria alle famiglie numerose e ulteriori interventi per favorire l’accesso all’acqua.
L’Autorità ha anche deciso un supplemento di istruttoria sull’acqua contaminata da arsenico per acquisire ulteriori elementi utili a valutare le ricadute tariffarie, ma anche per verificare se i gestori hanno preso tutte le misure per garantire ai consumatori dei comuni coinvolti un servizio sostitutivo adeguato e per riportare i parametri nella legalità. (fonte e-gazette)