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lunedì 10 novembre 2014

Il Sindaco Lucci e i sudici barbari

Spiaggia di Sabaudia ieri: l'orrore abita qui

Il Sindaco Lucci amministra un territorio bellissimo e delicatissimo. All'inizio della passerella in legno c'è un cartello che illustra ai visitatori ignari della raccolta differenziata che qui c'è: con tanto di figure dei bidoni di vari colori. Però i bidoni sul Lungomare sono stati rimossi, esistendo solo durante la stagione estiva.
Questo non giustifica i barbari scesi in spiaggia a lasciare questo ignobile scempio, naturalmente, potendo, se fossero stati uomini e donne civili, caricarsi dei loro rifiuti e depositarli nei primi bidoni trovati....
Solo le bestie lasciano dietro di sé tanto orrore.
Però, Sindaco, faccia mettere qualche bidone in pochi punti del Lungomare per favore e nei fine settimana faccia girare qualche vigile in borghese nelle ore pomeridiane, quando i barbari levano le tende.. e li multi, per favore, li multi, li multi!!
Una natura offesa nella sua bellezza
Bisogna ripulire.....


La Legge Merlin è fuori da questo tempo presente

Sono piccole, sono nere, molte minorenni e qualcuno le mette lì, lungo la strada, mezze nude, e ci mangia.
Passano le auto dei Carabinieri ma non si fermano per accertare perché stiano lì con il sedere nudo porto verso lo sguardo di chi passa.
Chi passa non sono solo i sudicioni che si fermano, ma anche gente normale, che ha in auto dei bambini.
Possono i nostri politici, con tutte le leggi che sfornano, accertare se le ragazzine, nude ogni giorno lungo questa come in molte altre strade d'Italia, hanno il permesso di soggiorno e come si mantengono nel nostro disgraziato Paese?
Possono accertare se dietro di loro ingrassa una criminalità di parassiti ignobili?
Possono rivedere la Legge Merlin risalente all'Italia del 1957?
Posso suggerire delle Zone Controllate dove chi vuole può esercitare il mestiere più antico del mondo senza sbatterlo in faccia ai bambini e l'arresto per chi lo eserciti al di fuori di dette zone da istituire? 


Vedi i miei precedenti post sull'argomento del: 29/04/2014 e 09/09/2013.

Dal sito del Governo: una speranza per ALCOA

Alcoa: sottoscritto Protocollo d'intesa tra Governo, Regione Sardegna e Glencore

10 Novembre 2014
Il Governo della Repubblica Italiana, rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, la Regione Autonoma della Sardegna (RAS), rappresentata dal Presidente Francesco Pigliaru, e Glencore International AG, rappresentata dall'Amministratore Delegato Ivan Glasenberg, in data odierna, hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa concernente le condizioni fondamentali perché Glencore avvii un confronto con Alcoa circa la possibile acquisizione e riattivazione dello smelter di produzione di alluminio primario in Portovesme.
Il Governo e la RAS perseguono l’obiettivo della ripresa della produzione nello smelter di Portovesme, cessata per decisione della proprietà Alcoa. Tale obiettivo è perseguito sulla base degli Accordi fra Governo, RAS, Enti locali, Parti sociali e Alcoa che prevedono anche l’impegno di Alcoa a favorire, in assoluta buona fede, il riutilizzo produttivo dell’Impianto.
Il Governo e la RAS hanno pertanto invitato tutti gli operatori potenzialmente interessati a verificare le condizioni per rilevare l’impianto, prospettando a tutti identiche condizioni di contesto.
In questa prospettiva, il Governo e la RAS, come fatto anche con altri operatori, hanno invitato
Glencore, proprietaria nella stessa area di Portovesme di altro impianto di produzione di metalli non ferrosi, a discutere quali condizioni fondamentali debbano sussistere per considerare la possibilità di riavviare l’impianto. Glencore è pronta a proseguire attraverso ulteriori approfondimenti in questa opportunità.
Il Protocollo rappresenta lo stato attuale, alla data della sottoscrizione, delle discussioni avviate da Governo, RAS e Glencore. Pertanto il suo contenuto non costituisce in alcun modo vincolo contrattuale per nessuna delle Parti né potrà costituire fonte di affidamento per terzi.
Il confronto fra Governo, Regione e Glencore, si è sviluppato prevalentemente: sulle condizioni economiche di fornitura dell’energia; sulle possibilità di sostenere con risorse pubbliche gli investimenti necessari; sul miglioramento delle condizioni di contesto infrastrutturale.
L’Intesa conseguita fra Governo, RAS e Glencore, sul complesso dei suddetti punti, è basata su soluzioni di mercato e sul rispetto delle regole della concorrenza dell’UE e della Repubblica.
L’esito dell’operazione è tuttavia subordinato al completamento da parte di Glencore di una esaustiva due diligence in relazione all'impianto e alle condizioni della sostenibilità della gestione delle attività sul lungo termine.
Il Governo e la RAS faranno tutto quanto in loro potere per facilitare il buon esito dell’operazione.

Magistratura che brancola

DA: ANSA.it

Sisma L'Aquila: pm, Grandi Rischi non è processo a scienza

Accusa, ma a funzionari Stato. Difesa, condanne ingiuste

ANSA) - L'AQUILA, 10 NOV - Non un processo a degli scienziati, ma a dei 'funzionari dello Stato' per non aver analizzato correttamente tutti i rischi di quei giorni. Non dolo ma omicidio e lesioni colpose. È questa la tesi della Procura aquilana che ha guidato tutta l'accusa al processo di primo grado ai componenti della commissione Grandi Rischi.
    Bocche chiuse al palazzo di giustizia in attesa della sentenza della Corte d'Appello prevista per il pomeriggio. I sette imputati il 22 ottobre 2012 furono condannati a sei anni perché non avrebbero analizzato tutti quegli indicatori che avrebbero dovuto far tenere loro un comportamento diverso: questo è in sostanza quanto ha scritto nella sua sentenza il giudice di primo grado Billi e che per l'accusa aquilana resta ancora valido. In sostanza, la tesi accusatoria confermata dalla sentenza e fatta propria anche dalla procura generale in appello, è che nessuno ha mai processato la scienza ma quei funzionari dello Stato che non rimarcarono con la necessaria forza gli eventi aquilani precedenti al sisma, che una scossa forte era probabile in quanto non si verificava da 400 anni, che l'Aquila ha una struttura medioevale, che tutti conoscevano la inadeguatezza sismica dell'edilizia costruita dopo la guerra e che era una città piena di studenti. La tesi della Procura è che se la valutazione giuridica è opinabile, se la colpevolezza è più o meno applicabile, i fatti non sono in discussione. "I fatti non cambiano, con la sentenza di primo grado la tavola è stata apparecchiata, le pietanze sono quelle, ma siccome il diritto è dialettica l'eventuale valutazione delle responsabilità può essere solo un fatto tecnico. Quello che andava ricostruito e ci siamo riusciti, era ricostruire la verità a prescindere dal parere dell'opinione pubblica e dai giudizi dell'informazione", si sintetizza negli ambienti della Procura aquilana.
    Di tutt'altro parere le difese. Il professor Franco Coppi contesta fortemente la tesi che ha portato alla condanna di primo grado spiegando che "qui il funzionario pubblico non c'entra: c'entra semmai, e lo contestiamo, quel singolo che potrebbe aver sbagliato. Quando affermano che questi scienziati possono aver sottovalutato il rischio sismico, si riferiscono al titolo individuale dell'imputato, e quindi c'è il rischio di condannare degli scienziati perché hanno sbagliato nel loro ruolo scientifico, quando tutti sanno che non è possibile prevedere un terremoto". (ANSA).



Di medievale in questa storia non c'è solo l'edilizia fragile della città aquilana, bensì una giurisprudenza che non sa valutare la realtà oggettiva, applicando le leggi come un sacco addosso ad una persona pretendendo che sia un vestito tagliato su misura.

Espressi la mia solidarietà al serissimo Prof. Boschi per e-mail ed egli mi rispose dicendo "che stava vivendo un incubo".
In effetti da Galileo in poi la Scienza ha dovuto sempre scontrarsi con l'arroganza dell'ignoranza.
Come si fa a scrivere che siccome "erano 400 anni che non c'era un devastante terremoto esso era prevedibile"? Capisco che i magistrati l'unica scienza che conoscono è quella studiata al liceo, ma l'intelligenza ci consente di leggere, documentarci e capire prima di applicare le leggi come un sacco. D'altra parte, da quanto hanno scritto nella sentenza di primo grado, si capisce che ritengono essi stessi "la valutazione giuridica opinabile e quindi la colpevolezza più o meno applicabile"...
L'Aquila esiste su un territorio sempre soggetto ai terremoti, come ho ricordato in un mio post del 25 ottobre 2012.
Se criminali ci sono bisogna cercarli in coloro che hanno costruito e permesso di costruire un'edilizia senza rispettare le regole antisismiche: dunque i Pubblici Amministratori del territorio.
Ogni edificio ha in catasto l'anno in cui è stato costruito. Una buona indagine sarebbe stata l'elefantiaca ricerca edificio per edificio e, là dove non siano state applicate le previdenze antisismiche, quando vigenti, constatare chi erano i responsabili del controllo per le concessioni edilizie date. Probabilmente molti di questi veri assassini avrebbero dovuto andarli a tirare fuori dalle fosse, ma forse qualcuno ancora in vita per fargliela pagare lo potevano trovare.
Cosa ne sarà stato di chi ha costruito la Casa dello Studente per l'Università de L'Aquila usando più sabbia che cemento? Lì è uno degli assassini e i suoi complici sono i tecnici del Comune preposti al controllo e i tecnici della struttura statale che ha erogato i fondi per costruirla che, per mia conoscenza, sono anche loro responsabili del collaudo: senza collaudo non si saldano certe fatture.
Tutta la mia solidarietà al Prof. Boschi.