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mercoledì 31 agosto 2016

I terremotati rimasti senza niente e quelli dell'arrembaggio alle nostre accoglienti coste.

Da: La Repubblica.it Migranti: 13.000 persone salvate in quattro giorni, soccorsi due gemelli appena nati. Fiocco azzurro in motovedetta.
Dovremmo essere contenti secondo certe teste che si sentono "pensiero a sinistra" (non so cosa potrebbe pensarne Berlinguer) e certe altre che si sentono "profondamente cristiane". Ebbene io appartengo alla categoria di quelli che della sinistra approvavano le giuste rivendicazioni operaie, la critica al potere politico della Chiesa Cattolica e ti fermi lì; dell'essere cristiani mi è rimasta la carità, che non può diventare approvazione di un "tentare a tutti i costi l'assalto alla diligenza" da parte di chi si butta a mare "sperando che arrivino i nostri", con tanto di ostetrici al seguito per aiutare l'ennesima donna incinta a partorire.
Dopo aver mangiato, essere stati alloggiati e curati gratis non ce ne è uno che si sia mai avventurato, da quando anni fa è iniziata questa invasione che sconsideratamente viene etichettata come "immigrazione", e guai a chi si permette di chiamarla "clandestina", in luoghi a bassa densità abitativa come, ad esempio, le terre spopolate del centro Italia, per lavorare terreni ormai abbandonati ed incolti... Meglio stare ai semafori ad offrire un servizio petulante e non richiesto, oppure davanti ai supermercati a fare la stessa cosa, oppure lungo le spiagge dove non ci si può più riposare perché si viene importunati ogni 5 minuti, oppure, se stai parlando con qualcuno ti interrompono senza tanti complimenti per offrirti merce fornita non si sa da chi... 
13.000 in 4 giorni!!!! Dai, Italiani, tirate fuori i soldi! E che sono 13.000 da mantenere, dopo tutti quelli che stiamo già mantenendo?
Però... però ... ci sono 2.600 Italiani che hanno pagato le tasse per generazioni che non hanno più niente... Né la casa né un reddito: tutto sbriciolato. E' gente che in quelle terre a bassa densità abitativa era rimasta coraggiosamente. Sono terre dove quelli delle barche "salvati" non vogliono certo andare ... preferendo le città italiane e le spiagge... 
Sempre da: La Repubblica.it

Santa Sede, il Papa crea nuovo dicastero: si occuperà personalmente di migranti


Il papa bacia il bambino nero di pelle. Manifestazione propagandistica? Di certo no! In quanto, come scrive  La Repubblica.it:
Nel nuovo dicastero confluiranno, dal primo gennaio 2017, quattro Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum (coordina e organizza le azioni umanitarie e di aiuto della Santa Sede in caso di catastrofi o di crisi nonché l'attività caritativa della Chiesa cattolica), Pastorale migranti e Operatori Sanitari. In quella data, questi dicasteri verranno soppressi.
Dunque il nuovo dicastero dello Stato Vaticano si occuperà di molte cose compresa  Pastorale migranti e Operatori Sanitari. 
Bene! Vuol dire che i  migranti  entreranno nello Stato Vaticano e troveranno ivi accoglienza! E gli Operatori Sanitari  saranno quelli stipendiati dal Papa!! Abbiamo risolto.

martedì 30 agosto 2016

Scuola Pubblica nel caos!!!

IL MISTERO ALGORITMO
Con l’algoritmo del Miur, sotto accusa per l’assegnazione delle sedi, scade oggi il termine per le ‘conciliazioni’ tra insegnanti e Miur. Hanno presentato il tentativo di conciliazione soprattutto quei docenti che nel 2015/2016 sono stati immessi in ruolo con sede provvisoria e che hanno fatto richiesta di mobilità per la sede definitiva. A causa dell’algoritmo, sono stati trasferiti fuori regione in un posto che avevano chiesto non in prima istanza, mentre – secondo i ricorrenti – nel luogo che avevano indicato per prima sarebbero stati trasferiti insegnanti con un punteggio inferiore. Presto per dire se tutto rientrerà o se e in quanti casi si finirà davanti a un giudice.
Da: Quotidiano.net
PROFESSORI CHE DEBBONO PRESENTARSI A SCUOLA IL 1° SETTEMBRE, DOPODOMANI, E NON SANNO IN QUALE SCUOLA!!! CONOSCONO SOLO IL COSIDDETTO "AMBITO" CHE ALTRO NON E' CHE UNA PROVINCIA ED IL SUO TERRITORIO.
L'ALGORITMO, I CUI CRITERI DOVREBBERO ESSERE PUBBLICI DATO CHE E' SPECIFICATO NELLA LEGGE USANDO LA PAROLA "TRASPARENZA", HA SBATTUTO I PROFESSORI A CENTINAIA DI CHILOMETRI DI DISTANZA E DOMANI DOVREBBERO AFFRONTARE UN VIAGGIO IN TRENO, IN AEREO, IN NAVE? SENZA SAPERE COME PRENOTARE, VISTO IL BUIO IN CUI LI LASCIA IL MIUR E PER ESSO GLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI!!!
RISULTATO: SPENDERANNO TANTI SOLDI PER VIAGGI AL BUIO, ARRIVERANNO SENZA SAPERE IN QUALE SCUOLA PRESENTARSI, DOVE POTRANNO DORMIRE E PER QUANTO TEMPO!!!!
L'ITALIA NON AVEVA BISOGNO DI ALTRA VERGOGNA RENZI!!!!
VEDI COSA STANNO FACENDO GLI IRRESPONSABILI CHE GESTISCONO QUESTO SCHIFO E NON NASCONDERTI DIETRO IL TERREMOTO!!!

Italia: Paese dell'Emergenza, mai della Prevenzione

"Purtroppo l'Italia è un paese in cui più si alza il livello di responsabilità, meno ce la si assume quando si commettono dei reati. Ma fin quando non si vincerà la battaglia per mettere in sicurezza dalla A alla Z il Paese avremo sempre le morti, i funerali di Stato e i pianti."

Dott. Vincenzo Vittorini, della Fondazione 6 Aprile per la Vita - L'Aquila


Vincenzo Vittorini è un medico, un Chirurgo, nel terremoto di 7 anni fa de L'Aquila ha perso la moglie e la figlia.
Insieme al suo collega, il medico Pediatra Massimo Cinque, che nel terremoto ha perso la moglie e 2 figli, ha fondato l'Associazione "6 aprile per la Vita", con lo scopo di chiedere giustizia per quanto accaduto. Non si può certo processare la Natura, ma si può richiamare alle proprie responsabilità chi era profumatamente pagato per assicurare una sicurezza che non poteva dare.
Le colpe morali sono politiche: l'aver istituito una Commissione Grandi Rischi, i cui componenti, come in tutte le Commissioni istituite dallo Stato, venivano pagati molto bene, e che non poteva certo prevenire i terremoti. Dunque inutile il processo, finito in una assoluzione della Scienza nella persona dei suoi rappresentanti in detta Commissione. Non nascondo di aver espresso la mia solidarietà ad Enzo Boschi, che mi ha ringraziato dicendo che stava vivendo un incubo. L'errore di Boschi è stato, a mio modesto avviso, accettare di far parte di quella Commissione, essendo il suo compito solo consultivo e questo servizio egli poteva darlo già semplicemente nella sua veste di Presidente dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia. Purtroppo si è sempre portati ad accettare di essere inseriti nelle Commissioni: perché sono sempre incarichi che danno ulteriore prestigio, oltre a tutto il resto. Ma la coscienza di un uomo corretto non deve mai prestarsi alla manipolazione politica: l'uso spettacolare ed inutile che il governo Berlusconi, nella persona del Responsabile della Protezione Civile Guido Bertolaso, ha fatto di quella Commissione. Inutile rassicurare la popolazione se i terremoti la Scienza sa che non possono essere previsti né temporalmente, né per l'intensità, mentre per i luoghi si conoscono solo le zone a rischio sismico e l'unica cosa che si poteva fare, già molto tempo fa, era costruire le nuove case secondo criteri di edificabilità antisisma.  
In questo ennesimo terremoto, si spera che l'attuale Presidente del Consiglio, lungi dal mettere su inutili e dispendiosi carrozzoni, agisca come ha detto: iniziando una vera bonifica degli edifici ad iniziare dalle Scuole, contenitori di quanto di meglio possiede una Nazione: il futuro.
Mi si rimprovera, e qualcuno mi deride anche, perché non attacco e non demolisco il nostro Presidente del Consiglio e, nonostante molte cose di questo Governo non mi piacciano, continuo a credere nella sua buona volontà.
Le cose che non vanno le ho denunciate e continuo a denunciarle su questo piccolo blog: la politica dell'accoglienza di un esodo interessato proveniente dai più disparati Paesi africani; l'aver fatto una legge per la "Buona Scuola" che, causa un'impostazione NON trasparente del cosiddetto algoritmo, sta distruggendo economicamente e non solo famiglie di insegnanti, spargendoli per l'Italia ed innescando una serie infinita di ricorsi sia amministrativi che legali.
Stia attento Matteo, a cui voglio ancora dare fiducia, a non fare dell'Italia un Paese di deportati: né quelli dell'attuale terremoto, né chi, come sua moglie, insegna e ha il diritto di stare, se non sotto casa, almeno ad una distanza umana dalla propria casa e dalla propria famiglia.


domenica 28 agosto 2016

"Il Leprottino" da Novelle Nuove

Il Leprottino



In mezzo alla campagna laziale, circondata da poche ville e case rurali, si ergeva una villetta economica, su un terreno che non poteva dirsi un giardino, in parte tenuto pulito per averci allocato un po' di giochi di plastica per bimbi piccoli che, nonostante i colori vivaci, avevano un aspetto malinconico e disadorno.

Con il diploma di puericultrice alcune e di maestra per la scuola d'infanzia altre, non avevano trovato lavoro, come speravano, in strutture comunali, dunque si erano organizzate in cooperativa ed avevano presentato il loro progetto a quel comune della campagna laziale. Era stato accettato, e per loro era stata una vera svolta. La villetta economica, di proprietà di una di loro, era stata messa a norma e subìto i controlli del comune. Anzi, li subiva periodicamente.
Le mamme lavoratrici affidavano nelle loro mani i loro tesori e tutto sembrava procedere bene.
A chi chiedeva loro dove lasciavano i loro bambini dicevano con forzata allegria: "A "Il Leprottino"!" Sembrandogli, quel tenero nome, rassicurante.
La sorvegliante Adalgisa prese la delega che una delle mamme, che lasciava il suo bambino ad orario più lungo, causa la lontananza del suo luogo di lavoro, aveva preparato per la nonna. "Quando non ce la faccio ad arrivare in tempo verrà la nonna." Disse con un sorriso fiducioso.
Adalgisa la prese e subito il cognome di quella donna la colpì. Era un cognome raro e lei aveva un'amica con quel cognome.
Appena la nonna venne a prendere il nipotino glielo disse: "Ho un'amica con questo nome, forse è parente?"
"Non so, - disse l'anziana donna - ma di certo viene dallo stesso paese: quel cognome nasce solo da quel posto, un paesino del Molise. Mi faccia sapere come si chiama la sua amica." Concluse sorridendo.
Ma quando Adalgisa riportò il nome di quella nonna alla sua amica, questa ebbe una reazione inaspettata.
"Quella! - Disse con un sorriso che pareva un ghigno. - E' una stronza, viziata dal padre e, quando è morto, ha rinchiuso sua madre in un ospizio e le ha preso la casa. Se è per questo siamo pure parenti! Ma non nominarmi con lei! Dille che ti sei sbagliata!"
"E come faccio?!"
"Allora dille che ho cambiato casa! Ma non ci tengo a incontrare quella matta! Perché è pure matta!"
Quando la nonna si trovò di nuovo nella necessità di sostituirsi alla mamma del suo dolce nipotino, chiese ad Adalgisa se poi aveva parlato con la sua amica.
Ma quella, sfuggendo il suo sguardo, disse che aveva cambiato casa e che comunque si era sbagliata su quel cognome.
Ma l'anziana donna non era una stupida ed aveva notato la stranezza del comportamento dell'Adalgisa, dunque fece una piccola ricerca e non le fu difficile scoprire che una donna con il suo cognome abitava in quella zona.
Non sapendo cosa quella avesse contro di lei, visto che erano effettivamente anche lontane parenti, ricordò con affetto la madre di quella donna: una persona di rara bontà e sincerità. Ignorava totalmente sia l'astio che colei aveva espresso, sia le notizie calunniose e distorte che aveva proferito su di lei. Pensò, soltanto, ad una ritrosia, perché decenni erano passati senza avere più alcuna occasione di incontro, e la sfiorò anche il sospetto che tale imbarazzo potesse nascere dalla differenza di condizione economica che, già esistente alla nascita di ciascuna, non era mutata con lo scorrere della vita e ad essa si era aggiunta una differenza sempre più marcata di cultura e di ambiente.
Ma il malanimo è una malapianta che si propaga per contagio, soprattutto fra menti deboli. Così, un giorno che era andata di nuovo a prelevare quel tesoro di meno di due anni, sentì la giovanissima sorvegliante, una ragazza dai capelli neri, deridere il suo nipotino dandogli del matto. La nonna sorrise, pensando ad uno scherzo, ma quella insistette, ripetendo scherzosamente la parola rivolgendosi con reiterata incongruenza verso la nonna la quale, pur non comprendendo perché quella desse del matto a quel bimbo così tranquillo e dolce, mentre intorno piccole pesti si agitavano facendo baccano, sorrise ancora compiacente. Ma riferì a sua nuora le sue perplessità, descrivendo la puericultrice su richiesta della mamma del povero nipotino dileggiato. La giovane era meno sensibile e attenta per carattere e rassicurò la nonna dicendo che, dalla descrizione fattale, quella doveva essere Dora e che adorava suo figlio.
La nonna fu felice di essere rassicurata, anche se dentro di sé mai aveva pensato che estranei potessero "adorare" i suoi figli e sempre era stata attentissima ad ogni sfumatura li riguardasse. Ma sua nuora spesso si convinceva che, anche nel suo posto di lavoro, qualcuno "adorava" il suo bambino solo perché, incontrandolo una volta, l'aveva ricoperto di complimenti superficiali e di maniera.
Ma un giorno che dovette stare nella casa dei genitori del piccolo, perché stava poco bene e non poteva dunque andare a "Il Leprottino", scoprì con meraviglia che il bambino, appena deposto sul grosso fasciatoio per essere cambiato, cominciò ad urlare piangendo! A nulla servivano le dolci rassicurazioni della nonna, il bimbo non sembrava sentire, ma reagire automaticamente a qualcosa che lo spaventava. La donna faticò non poco a cambiargli il pannolino ma, appena vide suo figlio, gli comunicò la strana reazione: faceva così forse perché stava male? Ma il figlio la sorprese dicendole: "No, è un po' di tempo che lo fa anche con me quando lo metto sul fasciatoio per cambiarlo e anche con la madre."
La nonna non voleva mai interferire nelle scelte dei suoi figli, temendo di urtarne le suscettibilità, e mai faceva mostra della sua esperienza, ma l'istinto di protezione, verso quella povera creaturina indifesa che amava, le fece dire: "Figlio mio! Questo bambino viene regolarmente e malamente sculacciato senza ragione quando lo mettono sul fasciatoio per cambiarlo! Ne sono certa! Questo bambino ha una reazione da trauma! Ma possibile che non lo avete pensato?"
"Mamma sì. Però non abbiamo prove. Ora Graziella parlerà con qualcuno al Nido."
In seguito seppe che sua nuora aveva segnalato al Nido le strane reazioni del bimbo, che avvenivano da un po' di tempo, e riferì alla nonna, molto preoccupata, che aveva dei sospetti su una, ma sperava che, con la segnalazione, le malvagità cessassero.
La nonna pensò che qualche veleno doveva essersi sparso in quel Nido, frequentato in prevalenza da figli di gente modesta e che, se suo figlio e sua nuora avessero dato ascolto ai suoi consigli abitandole più vicino, suo nipote avrebbe potuto stare con chi lo amava e non in quell'asilo il quale, nonostante l'accattivante nome, aveva un aspetto così desolato e del personale così desolante. 

mercoledì 24 agosto 2016

Tino di Accumoli Rieti

 "Abbiamo paura di essere dimenticati, il patrimonio edilizio è del tutto compromesso", sintetizza tra le lacrime il sindaco, Stefano Petrucci. "L'Aquila è una ferita ancora fresca, sono passati sette anni e non è ricostruita, che cosa accadrà a noi?"


Conosco bene il Geom. Stefano Petrucci, è una persona perbene, bravo e rigoroso nel suo lavoro di Perito. Si è occupato, nel suo lavoro di libero professionista, dei miei terreni, delle eredità che da quei luoghi, oggi devastati dal terremoto, mi arrivavano dalle famiglie dei miei genitori: entrambe di Tino di Accumoli.
Coltellese è un cognome che, quando sono nata nel 1946, esisteva solo in quel posto e non altrove. Oggi, grazie al moltiplicarsi delle generazioni, si è sparso un po' ovunque... Ma l'origine è lì e soltanto lì. Quando ero bambina si potevano trovare sparsi in Italia molti
Coltellesi
Cortellesi
Cortellese, ma i Coltellese erano tutti e solamente originari di quel piccolo paesino del contrafforte appenninico facente parte dell'Abbruzzo e della provincia di L'Aquila, fino alla creazione della provincia di Rieti in epoca fascista.
E dell'antica provincia di appartenenza ha il destino geologico: zona di terremoti storici. Solo che uno così devastante non c'è stato da che io sono al mondo: 70 anni.
In quei posti dei miei avi passavo le estati. Ricordo un terremoto in cui vedevo le antiche pietre di quei muri, tirati su nel 1300 con la rena del fiume Tronto e la calce, ballare come entrando ed uscendo dai muri stessi, per poi, passato quel frullare di spavento, ritornare immoti e a posto come se si fosse trattato solo di un effetto visivo.
Quei muri non crollavano. Poi sono iniziate le ristrutturazioni, gli abbellimenti, gli ampliamenti... Sospetto non sempre con i dovuti permessi ed i dovuti controlli da parte dell'Ufficio Tecnico del Comune... E la mancanza di applicazione delle regole antisismiche, che pure in quei luoghi ci sono, comporta i disastri che ora hanno creato lutti.
Il terremoto però questa volta è stato davvero forte, molto forte.
Ha ragione a piangere il Sindaco Petrucci, giacché quei luoghi sono da tempo in discesa economica e i paesi si sono spopolati, rimanendo solo pochi coraggiosi giovani agricoltori e piccoli allevatori.
Il Governo, Matteo e gli altri, debbono aiutare soprattutto questi giovani che sono rimasti a far vivere quei luoghi di montagna: loro sono l'avvenire di quei posti.













Estate del 1965, una mia immagine diciottenne, con colui che sarebbe diventato mio marito, in un tratturo della campagna intorno a Tino di Accumoli.
Oggi solo brutte immagini...


Foto di Cecilia Coltellese da Facebook: Una strada di Tino di Accumoli con case crollate

sabato 20 agosto 2016

Italia: Terra Promessa per chi arriva non richiesto, NON PER GLI ITALIANI


Bene! Io non sono razzista, giacché la razza e l'etnia nulla c'entrano con questo problema, e non sono imbecille, essendo l'imbecille persona di scarsa e limitata intelligenza e credo che fin qui, 70 anni, le mie azioni ed i miei scritti possano testimoniare che ho la fortuna di avere una buona intelligenza. Proprio per questo dico a chi ci governa: NON LASCIATE L'ITALIA IN MANO A SALVINI, MA ASCOLTATE ALTRA GENTE DELLA LEGA NORD, POLITICI, CHE DICONO COSE GIUSTE E REALISTICHE. 
Pro-memoria:
Ma erano 20.000!!! L'Albania era alla fame grazie al governo comunista, come la Romania, la Bulgaria, l'Ungheria e tutti i Paesi dell'Est che avevano provato il Comunismo al governo.
Oggi, l'Ungheria dice questo
E non è solo l'Ungheria. Le cifre parlano al di là della PROPAGANDA portata avanti dal Governo Italiano. Difendersi si può se si vuole.
E' come dire: possono entrare tutti da tutto il pianeta, indiscriminatamente, in Italia.
PER ME E' FOLLIA PURA
Ora non abbiamo più neppure la Bossi-Fini
Buonista, buonismo, brutte parole, equivoche...
Esiste la bontà, l'umanità, che però non sono mai subordinate al buonsenso. Altrimenti usciamo tutti di casa e prendiamo quanti più mendicanti sporchi e affamati troviamo a dormire per strada e portiamoli in casa nostra, laviamoli, sfamiamoli, mettiamoli a dormire nei nostri letti, laviamo le loro lenzuola e non cacciamoli poi via. Assurdo? No, affatto, giacché è la coerente logica di quello che dobbiamo fare se ci diciamo d'accordo con quello che sta facendo il nostro Governo.
Svizzeri, francesi, ungheresi, austriaci, inglesi, questi ultimi che addirittura hanno preferito andarsene dall'Europa piuttosto che accettare la distribuzione degli invasori, sono tutti cattivi e disumani?
Sono buoni e umani solo i nostri governanti? 
Non è propaganda leghista: l'ha detto l'ex galeotto truffatore e assassino Buzzi che, scontata la condanna, è assurto a gestore delle Cooperative rosse. L'ha detto in una intercettazione dei Benemeriti Carabinieri: "...rendono più della droga..."

Una sgrammaticata scritta che insulta i nostri sempre Benemeriti Carabinieri. Chi gli ha detto di venire a casa nostra? Sarebbe più giusto dire: "Chi glielo ha consentito?" Gli stessi che gli consentono di insultare l'unico baluardo che è rimasto fra noi cittadini Italiani e l'anarchia voluta da chi ci governa. 



Ancora più espliciti!
Notare l'aspetto sciupato di persone che fuggono dalla guerra secondo la propaganda dei TG RAI e non solo, che li spacciavano anche per siriani, considerandoci evidentemente dei poveri selvaggi che non sanno neppure dove è collocata la Siria e le etnie che la abitano.
Facce di profughi provenienti da guerre? Scusate l'inevitabile ironia: i segni degli stenti sono evidenti sui loro volti...


Profughi e profughe (de' che? da dove?), dall'aspetto evidentemente denutrito, sbarcano da un traghetto sotto gli occhi di un povero poliziotto italiano costretto, come tutte le Forze di Polizia, ad un tour de forces perenne. 


Evviva! Ce l'abbiamo fatta! Ci daranno, con le tasse degli Italiani, quello che i nostri governi non ci hanno dato!


E adesso un bel "selfie" con i nostri cellulari!


 Nata con il nome di Kashetu Kyenge a Kambove, nella provincia congolese del Katanga, da una famiglia benestante e numerosa di etnia bakunda (il padre, funzionario statale, era capo villaggio e aveva quattro mogli e 39 figli), dopo le scuole superiori decise di intraprendere gli studi di medicina e chirurgia all'università, ma una commissione governativa la dirottò alla facoltà di farmaciadell'Università di Kinshasa; grazie all'interessamento di un vescovo ottenne quindi nel 1983 una delle tre borse di studio messe a disposizione degli studenti congolesi per frequentare medicina all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, borsa di studio che, tuttavia, non giunse.

Arrivò dunque in Italia con un visto di studio ospite di alcuni religiosi e di laici impegnati in attività di assistenza. Si stabilì provvisoriamente in un collegio di missionarie laiche a Modena, lavorando nel frattempo come badante per mantenersi. Si laureò alla Cattolica di Roma per poi specializzarsi in oculistica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
Acquisì la cittadinanza italiana nel 1994 quando contrasse matrimonio con un ingegnere nativo di Modena ma di originecalabrese.
Questo si legge su Wikipedia, molto utile, tanto che sono già tre volte che do un piccolo contributo all'impresa, ma verifico sempre con riscontri le informazioni ivi scritte.
Avendo sposato un italiano oggi questa signora è cittadina italiana, ma quando arrivò con un permesso di studio, posso dirlo con cognizione di causa essendomi occupata di soggiorni di studio di cittadini Cecoslovacchi quando la Repubblica Ceca e la Slovacchia non erano ancora divise e non erano incluse nella UE, per poter stare per un periodo limitato sul suolo italiano bisognava che la struttura ospitante facesse immediata segnalazione alla Questura per ottenere il permesso di soggiorno temporaneo, dimostrando, il responsabile di tale struttura, che era garantito un reddito dalla struttura medesima e motivando la sua presenza con valida certificazione. Nel mio caso di lavoro c'era un Protocollo d'intesa e un Accordo di scambio per studio e ricerca fra il Politecnico di Praga e la struttura universitaria per la quale lavoravo. 
Nel caso della Kyenge cosa fu fatto allo scadere del periodo limitato concessole per studio lo potete leggere nelle cronache, e si capisce perché manifesti che la clandestinità non debba essere un reato. 
Un Italiano manifesta con giovani neri "rifugiati", dall'aspetto solido e prestante, con una scritta propagandistica priva di senso ma ad effetto: chi è nato in questa povera Italia, figlio di italiani, nipote e pronipote di italiani non è clandestino perchè ha costruito questo Paese con i propri sacrifici e con le proprie tasse.
Questa scritta è razzista allo stesso livello delle mussoliniane leggi razziali sugli italiani ebrei, in quanto ci dichiara CLANDESTINI NEL NOSTRO PAESE!

No. Per essere cittadini bisogna contribuire a costruire un Paese e non costituire un costo. Non vi abbiamo chiamati qui e non abbiamo soldi per mantenervi come il nostro Governo sta facendo.
Il nostro Governo ci dice che per chi lavora non ci sarà pensione o quasi, che dovrà lavorare fino a vecchiaia inoltrata. Chi cerca un lavoro ha difficoltà enormi a trovarlo. Molti emigrano ma nei Paesi dove vanno NON LI MANTIENE NESSUNO, come qui si pretende si faccia con voi!

Per chi di voi vuole lavorare c'è lo sfruttamento per gli uomini e per le donne, e non siamo noi italiani onesti, che viviamo correttamente, che ce ne avvantaggiamo:
Chi non serve alle Cooperative rosse o alle ONLUS cattoliche, per pompare soldi statali, finisce a fare il bracciante sfruttato, come gli africani tratti a forza dal loro continente dai negrieri per lavorare nelle piantagioni USA. Oppure:

Prostituzione: a Ragusa sgominata organizzazione che metteva sulla strada anche bambine di 14 anni




Bambini bellissimi! Chi li mette al mondo li deve anche mantenere. Come facciamo noi Italiani. Lo Stato non ci aiuta e posso dirlo con cognizione di causa con prove e fatti, essendo madre di 3 figli e nonna di quasi 6 nipoti: 5 al mondo ed 1 quasi in arrivo.
Tutti siamo capaci ad accoppiarci e a generare se poi si pretende che il problema non sia nostro ma di altri:

Ma che bravi! Come sono soddisfatti! E che ci vuole ad accoppiarsi? Ora ve lo dobbiamo mantenere noi con le nostre tasse vostro figlio? E perché? Perché se tutte le Donne Italiane che non hanno soldi e aiuti sono spesso costrette a rinunciare ad una gravidanza, con dolore e nel più assoluto menefreghismo dello Stato Italiano e della Chiesa Cattolica antiabortista?
Ho scritto un racconto-inchiesta in proposito riportando casi reali: è pubblicato su questo blog; sotto il link per una ricerca più rapida.




Infine: questa è la realtà della Siria!

Non solo la commozione per il bambino sull'ambulanza!
Questi hanno bisogno di aiuto perché li stanno uccidendo da 5 anni: Assad e tutti i gruppi ribelli, compreso Al-Nusra, quello a cui abbiamo pagato il riscatto  per le due sconsiderate, chissà quante armi e bombe ci hanno comperato! 


giovedì 18 agosto 2016

Governo: il senso della realtà si sta facendo strada?

Da: La Repubblica.it

Stretta sui profughi: niente appello per chi chiede asilo

Stretta sui profughi: niente appello per chi chiede asilo
Subito dopo uno sbarco in Sicilia (ansa)
Il caso. Il disegno di legge anticipato dal ministro della Giustizia Orlando: cambiano le regole per stabilire chi ha diritto alla protezione internazionale. Tribunali ingolfati da oltre 3mila ricorsi al mese. Il governo: in caso di rifiuto espulsioni più veloci


Fine della Seconda Guerra Mondiale: Soldati russi liberati dai campi di prigionia della Germania

Così riducono la fame e gli stenti della guerra.
Basta con le menzogne della propaganda dell'accoglienza.
I fatti visibili smentiscono e se c'è menzogna vuol dire che c'è altro, non confessabile, dietro il fiume di denaro tolto agli Italiani. 

lunedì 15 agosto 2016

L'algoritmo

Definizione: Qualsiasi schema o procedimento sistematico di calcolo


Esistono numerosi modelli matematici di algoritmo. In generale, un algoritmo riceve un insieme di valori (dati) in input e ne genera uno in output (chiamato soluzione). Dato dunque un algoritmo A si denota con fA la funzione che associa a ogni ingresso x di A la corrispondente uscita.
Questa corrispondenza tra input e output non rappresenta il problema risolto dall'algoritmo. Formalmente, un problema è una funzione  definita su insieme Di di elementi che chiameremo restanze, a valori su un insieme Ds di risoluzioni.
Lo studio di un algoritmo viene suddiviso in due fasi:
  1. sintesi (detta anche disegno o progetto): dato un problema A, costruire un algoritmo f per risolvere A, cioè tale che f=fa.
  2. analisi: dato un algoritmo f e un problema A, dimostrare che f risolve A, cioè f=fa (correttezza) e valutare la quantità di risorse usate da f (complessità concreta).

Può un algoritmo sconvolgere la vita della gente?
Può un algoritmo essere così cieco da non tener conto dei dati immessi per trovare la soluzione?
Penso di no. Bisogna vedere quali sono stati i dati immessi e se questi non hanno tenuto conto delle distanze fra il soggetto che subisce l'output (o soluzione) e la sua posizione iniziale. 
Temo che errori ed omissioni ce ne siano stati nell'impostazione dell'algoritmo del MIUR, se la soluzione ha sconvolto tante, troppe famiglie degli italiani.
Trovare la soluzione ad un problema con un algoritmo non è semplice, giacché molto dipende dal metodo scelto, dal tipo di algoritmo, dai dati immessi.
Dunque il risultato di questo algoritmo, se ha creato tanta confusione, fa pensare che, con una impostazione diversa del problema, il risultato poteva essere diverso.
Il Governo deve farsi carico di questa applicazione del MIUR, che non è insindacabile, e getta discredito sull'intera Legge 107 del 13 luglio 2015.
Mi è stato ribadito da persona preparatissima ed illuminata, che occupa un posto di responsabilità nella Scuola Pubblica, che la Legge è giusta e benfatta, quello che ingenera confusione è come il MIUR la sta applicando.
Già l'anno passato, causa il ritardo nella sua promulgazione, dovuta all'andirivieni degli emendamenti nelle due Camere, il MIUR ha scaricato sulle Scuole responsabilità e scadenze a breve termine che hanno provocato vittime.
Un esempio è stata la data della presa di servizio. Al momento esisteva un'unica circolare ministeriale in cui si stabiliva che la data della presa di servizio in fase C doveva essere inderogabilmente il 1° dicembre 2015. Chi aveva un contratto di tipo privatistico si è sentito dire a voce, presso la Scuola, che poteva anche chiedere una breve dilazione fino a febbraio 2016. Come fidarsi senza nulla di scritto?
Ma circolari esplicative di questa possibilità, ad esempio, nell'USR (Ufficio Scolastico Regionale) del Lazio non ce ne erano e dunque molti insegnanti hanno dato le dimissioni perdendo molti soldi, perché non hanno potuto dare il preavviso di legge.
Ora si vedono sparati a centinaia di chilometri dalla loro vita (affetti, casa, famiglia) senza neppure quello che spetta a tanti lavoratori pubblici: rimborso per il cambio di sede e trasloco.
Questo non può non creare malcontento, in alcuni casi complessi vera disperazione, e una destabilizzazione sociale proprio in chi deve educare e trasmettere equilibrio e cultura.
Non pretendevano, questi lavoratori della Scuola, di avere la sede sotto casa, un minimo sacrificio era previsto e prevedibile, ma quando si parla di Regioni lontanissime dalla vita abituale il problema creato dall'algoritmo fa pensare ad un'impostazione che NON ha tenuto conto di fattori essenziali nella vita della gente, non solo in quella dei lavoratori della Scuola.
L'algoritmo ha reso la vita di queste persone impossibile: sul piano economico, dati gli stipendi non ricchi (è un eufemismo), come fare i pendolari sia pure solo al week-end? Le distanze debbono essere umane, non disumane.
Maligni mi dicono che "Renzi ha fatto la Legge per sistemare sua moglie che, fatti i calcoli a tavolino, è diventata finalmente di ruolo, giacché aveva solo supplenze annuali, ed ha avuto la cattedra sotto casa".
Spero di no e spero che ci siano possibili correzioni, altrimenti avrebbero ragione altri, ancora più cinici, che dicono "fatta la legge, sistemata la moglie, gli altri sono stati sbattuti a centinaia di chilometri da casa così danno le dimissioni e si fa spazio per altri, si sapeva che ne ha fatti entrare troppi..."
Mi prenderà di nuovo in giro chi mi dice "che sono innamorata di Renzi", ma spero che induca la Ministra Giannini (che confesso non mi piace affatto) a misure correttive avverso i delitti umani dell'algoritmo. Procedure burocratiche umane si possono studiare, qualora non ci fossero già nel nostro ordinamento.