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sabato 2 giugno 2012

Ancora su Roberta Ragusa

Scrive Goffredo Buccini il 28 maggio 2012 sul Corriere della Sera: "Cautela, ci vuole ancora una volta cautela. Di sicuro qui c'è da raccontare la storia di una moglie umiliata, il resto è tutto da dimostrare."

A me sembra che di cautela se ne è avuta anche troppa. L'ho già scritto: con la cautela si è dato un enorme vantaggio all'assassino. Andavano perquisiti immediatamente tutti i mezzi di trasporto a disposizione della famiglia: ammesso che il corpo di Roberta sia stato trasportato con un'auto lontano dal luogo dove è stata vista viva per ultimo da suo marito. Certo fra le ovvie riflessioni che si affacciano alla mente di chiunque pensi c'è la domanda: "Come hanno fatto i suoceri a non rendersi conto di un motore di auto che si accendeva nella notte nel perimetro della loro proprietà?!" Debbono avere un sonno entrambi molto profondo. Molti giornalisti trascurano il fatto che la famiglia del cognato, che abita al piano di sotto, quel fine settimana non c'era. 
Oppure il corpo non è stato portato via con un'auto, allora è stato seppellito nella notte nei campi lì intorno. Infine l'ipotesi del suicidio: come scrive Buccini nel suo articolo, ripreso da Il Post, è difficile che un suicida faccia sparire il proprio corpo. Aggiungo a meno che non ci sia un corso d'acqua nei paraggi, cosa che non sembra. Comunque i fiumi e i torrenti spesso restituiscono i corpi, a meno che non siano zavorrati: Roberta ha provveduto a mettersi una pietra al collo?
Si vede bene che tali ipotesi risultano risibili. Come è altamente improbabile che sia uscita a piedi, in ciabatte o altro, in pigiama ed abbia accettato un passaggio da uno sconosciuto che poi l'ha fatta sparire. Andiamo! Basta! Tutto questo perché senza prove non bisogna dire chi aveva tutto l'interesse a farla sparire perché aveva già ampiamente dimostrato che per lui quella donna non era niente, solo un intralcio al proprio egoismo. Senza contare le implicazioni economiche di una eventuale separazione.
Questo Antonio Logli è persona sleale, capace di fingere e mentire. Per non parlare della slealtà e della finzione squallida della sua amante che riusciva senza difficoltà a recitare la parte di un'amica con la povera Roberta. Che affidamento di verità possono dare queste due persone così infide? Ma la Giustizia per incastrare gli assassini ha bisogno di prove e spesso gli assassini sono molto fortunati a giudicare dai delitti insoluti di cui le cronache sono piene.
Ieri sera la trasmissione "Quarto Grado" su Rete 4 ha riportato una notizia che fa rabbrividire se vera: Antonio Logli e la sua amante sono stati visti con la bimba undicenne di Roberta in un teatro di Pisa... Le hanno rubato la dignità e forse la vita e le rubano anche l'affetto di una bambina innocente, smarrita dalla sparizione della sua mamma, che potrebbe, per insicurezza, aggrapparsi alla figura umana che ha ingannato sua madre.