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mercoledì 20 maggio 2015

Della serie: "Lei non sa chi sono io!!!"


Da: Bergamonews il Video




Da: Il Messaggero l'articolo

Formigoni perde il volo, sfuriata e minacce in aeroporto 

di Simone Pierini
Roberto Formigoni fuori di sé in aeroporto per aver perso il volo. L'ex governatore della Lombardia perde la pazienza e al telefono si infuria scaraventando insulti all'altro capo della cornetta.
«Figli di pu….a», «Banda di co….i», «Teste di ca..o». Urla Formigoni che poi minaccia l'interlocutore: "Vi denuncerò". Una volta terminata la conversazione sfoga la sua rabbia scagliando in terra il telefono del gate. La scena è stata ripresa con un cellulare da un passante che ha pubblicato il filmato su Facebook.
Il motivo scatenante la rabbia è la perdita del volo. Secondo l'autore del video «ci sono dei voli in ritardo. Un gruppone è arrivato e li hanno imbarcati tutti. Dopo un bel pezzo è arrivato lui, solo lui, il solo rimasto a terra». E lo difende, almeno fino alla sfuriata. «Non aveva torto - scrive - almeno fino a quando non ha dato in escandescenza».

«La compagnia italo-araba ha dato ieri sera sfoggio di inefficienza, incompetenza e incapacità». È il commento del senatore Roberto Formigoni sull'odissea vissuta tra i varchi dell'aeroporto di Fiumicino. «Ero arrivato in anticipo al varco di imbarco indicato che è poi stato cambiato quattro volte - racconta - e alla fine, dopo avere percorso chilometri di corridoi in aeroporto, insieme con altri tre passeggeri, sono stato costretto a restare a Roma un'altra notte». Formigoni ribadisce, come già aveva detto ieri sera in aeroporto, di non avere nulla contro i dipendenti: «non ce l'ho con voi, ho detto ieri sera - sottolinea il senatore - che dovete rispettare delle disposizioni ma con la Compagnia». L'ex governatore della Lombardia spiega di essere giunto «al varco B02, indicato sulla carta d'imbarco, alle 21.25, quindi in anticipo rispetto al termine richiesto per il volo delle 22, ma di esser stato indirizzato ad un altro varco, il B11, dove invece stavano imbarcando un altro volo, quelle delle 21, che era in ritardo. Dopo aver provato ad essere imbarcato su quell'aereo ('mi hanno detto prima sì e poi nò), Formigoni è stato mandato al varco B6. «Da lì, insieme con altri due passeggeri, sono stato mandato al B27 dove ho trovato il volo chiuso e l'ultimo bus dei passeggeri che stava per partire. I dipendenti, ma non è colpa loro, non hanno voluto sentire ragioni e io, con gli altri, siamo stati costretti a tornare a Roma, prendere un albergo e ripartire stamani. Ciliegina sulla torta: il volo delle 8 di stamane è partito alle 9...». 
Il Senatore Formigoni, cattolico di Comunione e Liberazione, ha rotto un telefono pagato anche con le mie tasse e dunque lo deve ripagare. Tanto con la politica, che consente prebende ricche come nessun'altra carica equivalente in Europa, è così ricco che sarà per lui una spesa minima...
Per il resto si vede che è cattolicissimo dal comportamento tenuto: umile, niente parolacce...
Egli non sa che quello che è avvenuto a lui è pane quotidiano per noi "Terzo Stato"!
Fra i diecimila aneddoti che potrei raccontare io, una qualsiasi del "Terzo Stato", ne scelgo uno molto attinente: 
nave per la Sardegna, Porto di Civitavecchia, ogni anno, dal 1987, parte sempre con un poco di ritardo "per aspettare qualche ritardatario", ma davanti al portellone aperto e con la nostra auto quasi imbarcata siamo in attesa dell'auto di nostra figlia con due bambini che ha sbagliato l'uscita dell'Autostrada, spostata in avanti per non far attraversare la città alle auto che si recano all'imbarco, preghiamo di attendere qualche minuto, sta arrivando, spieghiamo... Alle 8:30 in punto il Comandante dà ordine di tirare su il portellone e noi dobbiamo fare retromarcia. I marinai sono dispiaciuti e non possono dire che il Comandante è uno stronzo, non lo diciamo neppure noi quando mia figlia arriva un attimo dopo, in tempo per vedere il portellone che si sta chiudendo e i bambini si mettono a piangere.
Quante volte dal 1987 ad oggi abbiamo atteso anche mezz'ora ed oltre, già imbarcati, per aspettare non si sa cosa prima della partenza: oltre 20 anni di esperienza di partenze per quella bella terra.. Una volta che mia figlia ha tardato meno di 5 minuti la nave è partita in perfetto orario.
Io non sono un Senatore della Repubblica e dunque non abbiamo i soldi di un Formigoni: abbiamo pagato una grossa differenza per poterci imbarcare su una nave che partiva alle h. 10:00 ed era più lenta. Non sappiamo perché costava di più: abbiamo pagato e basta, passeggiando per il porto in attesa e cercando di consolare i nostri nipotini in lacrime. 

1789: eliminazione delle basi economiche e sociali del cosiddetto Ancien Régime

Da: Il Fatto Quotidiano

Vitalizi politici, Boeri: “Slegati dai contributi versati, faremo trasparenza”

“I politici hanno sempre giustificato le retribuzioni molto vantaggiose che si sono dati”, con motivazioni che, analizzate, “non reggono. E reggono ancora meno i vitalizi che si concedono e che sono in gran parte slegati dai contributi da loro versati. Anche su questo faremo una operazione di trasparenza“. Lo ha promesso il presidente dell’Inps Tito Boeri intervistato davanti alle telecamere di DiMartedì“Sento spesso parlare di diritti acquisiti, ma uno acquisisce il diritto ad avere una pensione versando i contributi durante tutta la vita lavorativa. Se ci sono persone che hanno versato pochi contributi e poi hannopensioni altissime, non li chiamerei diritti acquisiti“, aveva detto poco prima ribadendo che quello di avere “pensioni molto più alte dei contributi versati” è un sistema “insostenibile” e che andrebbero “riallineate le pensioni alte ai contributi versati”. 
Commento condivisibile


io non ho mai capito che cosa fanno di tanto speciale per aver diritto al vitalizio che sarebbe un premio a chi ha operato per il bene comune; questa gentaglia non ha mai lavorato per il bene comune ma solo per loro e per gli amici degli amici

Francia 1789: La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: clero,nobiltà e terzo stato. Il terzo Stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva consistenti privilegi per la nobiltà e il clero.
Li chiamavano sicuramente DIRITTI ACQUISITI: se li erano dati da soli e li avevano "acquisiti".
Questa Casta attuale inqualificabile ha fatto lo stesso, come se la Rivoluzione, che cambiò la Storia, non ci fosse mai stata!!!

E Franco Di Mare.. Floris.. minimizzano con il sorrisetto di intelligenza


Da: Il Messaggero

Strage Bardo, fermato marocchino a Milano. In Italia con barcone migranti




Un cittadino nordafricano di 22 anni, Touil Abdel Magid, presumibilmente marocchino, è stato arrestato nel Milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al Museo del Bardo a Tunisi. Ne ha dato notizia, stamani, la Polizia di Stato. L'uomo è arrivato in Italia a inizio 2015 a bordo di uno dei barconi partito dalla Tunisia carico di migranti. 
Il marocchino arrestato era ricercato a livello internazionale dalle autorità Tunisine che lo ritengono coinvolto nell'attentato costato la vita a 24 persone, tra cui quattro italiane. È stato catturato dalla Digos e dai Ros a Gaggiano (Milano) ieri sera. Gli investigatori nel corso delle perquisizioni hanno sequestrato alcune pen drive con all'interno materiale informatico.

I reati contestati nel mandato di cattura emesso dal Tribunale di Tunisi sono: omicidio volontario con premeditazione, cospirazione al fine di commettere attentati contro la sicurezza interna dello Stato e commettere un attentato allo scopo di mutare la forma di governo, incitamento della popolazione ad armarsi l'una contro l'altra e provocare disordini sul territorio tunisino, sequestro di persona a mano armata, partecipazione ad addestramento militare all'interno del territorio tunisino al fine di commettere reati terroristici, utilizzo del territorio della Repubblica al fine di reclutare e addestrare persone per commettere atti terroristici.

Il marocchino arrestato a Gaggiano, nel Milanese, in quanto ritenuto del gruppo che ha messo a segno l'attentato al museo del Bardo è irregolare ed è stato trovato in un'operazione congiunta di Ros e Digos presso dei parenti che invece hanno un permesso di soggiorno.

Touil Abdel Magid non era conosciuto alle forze dell'ordine in Italia. Su di lui c'è solo un decreto di espulsione del 17 febbraio scorso, un mese prima dell'attentato a Tunisi. Nell'appartamento in cui vivono la madre e i fratelli (estranei all'inchiesta, ndr) è stato sequestrato del materiale da parte degli agenti della Digos di Milano. Materiale su cui gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.

Sarà la corte d'appello a valutare la richiesta di estradizione attesa da Tunisi per il marocchino arrestato. Prima della segnalazione da parte dei servizi di intelligence italiani, Abdelmajid non era conosciuto dalle forze dell'ordine italiane, così come i suoi due fratelli, che a quanto si apprende in ambienti investigativi svolgono attività di spaccio e comunque sono ignari dell'attività terroristica contestata al 22enne e non sono stati colpiti da provvedimenti.

Le congratulazioni di Alfano. L'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi dimostra «l'eccellente lavoro delle Forze di Polizia: congratulazioni ai nostri uomini in divisa, agli inquirenti e all'intelligence, che hanno saputo tessere con alta professionalità la rete investigativa, senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione». Poi la replica alle critiche provenienti da Fi, M5S e Lega: «Leggo dichiarazioni surreali o deliranti di indignazione perchè abbiamo avuto l'abilità di arrestare un sospettato di terrorismo. Questa è l'opposizione. Anche questa è la ragione per cui governiamo».

I premier via Twitter. Renzi invece ha affidato ai Social le sue congratulazioni.«Grazie alle forze dell'ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati della strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità».

Tutti contro Renzi colpevole di voler fare

Da: Repubblica.it   
Renzi-Zingaretti, scintille sugli aumenti delle tasse nel Lazio

Scintille tra il premier Matteo Renzi e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Ad innescare la polemica è  stato il presidente del Consiglio parlando a Porta a Porta: "In Lazio, Piemonte, Liguria, Abruzzo hanno portato l'addizionale al livello massimo, loro volevano alzare il tasso dell'addizionale ma noi abbiamo messo una forchetta. Lo spieghino perché aumentano le addizionali: i comuni devono essere messi in condizioni di spiegare le tasse e noi abbiamo creato il sito Soldipubblici.it". 

La risposta di Zingaretti è arrivata poco dopo. Dai toni molto espliciti: "E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali" attacca il presidente del Lazio. Ed ecco la nota completa: "Spiego con piacere al Presidente del Consiglio il motivo per cui nel Lazio, ma solo per i redditi superiori a 35 mila euro, è stata aumentata l'aliquota Irpef: perché il governo ci ha tagliato circa 725 milioni di euro di trasferimento in due anni. Se ce li restituisce, siamo pronti ad abbassare subito  Irap e Irpef. Voglio anche evidenziare che, grazie a politiche virtuose di bilancio, per il rimanente 80% degli abitanti del Lazio non ci sarà alcun incremento dell'Irpef ma addirittura per gli scaglioni da 28mila a 35mila una riduzione.  E' giusto poi ricordare che in questi due anni, oltre ad aver tagliato circa 1 miliardo di euro di sprechi, abbiamo anche pagato 8,7 miliardi di debiti ereditati e fatti negli ultimi 15 anni dalle precedenti amministrazioni.  Mi capitò di dirlo qualche mese fa: è molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali. Lo sanno fare tutti".

19 maggio 2015 a "Ballarò"
Primo ospite l'ex premier Enrico Letta. Comincia l'intervista e Letta esordisce: "Ho fatto del mio meglio. L'Italia di oggi? Son cambiate molte cose in positivo, mai stato una condizione per la quale la moneta è messa molto bene. Abbiamo occasioni, nella situazione dell'Italia possiamo cogliere delle opportunità. Sentenza sulle pensioni? Situazione complessa, io penso bisogna essere onesti e il governo ha preso la decisione che andava presa. Riforma della scuola? Anche questa si sta via via raddrizzando".

Sono contenta dell'equilibrio dimostrato da Enrico Letta, nonostante il meschino tentativo di chi lo intervistava di far leva su un suo eventuale rancore nei riguardi del compagno di partito che lo rasserenava incitandolo però a fare di più e, vista la sua cautela, gli ha levato il bastone del comando dalle mani.
Ripeto che se le riforme di Matteo Renzi saranno buone lo sapremo in futuro. Diamo tempo al tempo. Gli effetti del Governo Monti li vediamo ora e li paga proprio il suo Governo. Se la Corte Costituzionale si fosse pronunciata quando era al Governo Letta la patata bollente l'avrebbe avuta in mano lui: e Letta, da persona onesta, lo sa e l'ha riconosciuto.

Intorno una canea di critiche aprioristiche. Ritengo questo, da parte delle opposizioni e di certo giornalismo, assolutamente
irresponsabile. 
Quanto a Zingaretti, stesso partito del Presidente del Consiglio, dice bene:"E' molto semplice far quadrare i conti del governo centrale con tagli agli enti locali". Ma le Regioni in passato hanno scialacquato e da qualche parte bisogna iniziare ad operare il risparmio della spesa! 
Quanto all'IRPEF è aumentata anche sulle pensioni non eccelse come la mia che, avendo iniziato a versare i contributi solo a 40 anni di età, necessariamente non è elevata: eppure dal primo cedolino del dicembre 2011 ad oggi il netto che percepisco è diminuito proprio a causa delle ritenute dell'IRPEF Regionale e dell'IRPEF comunale. 


Paesi prepotenti e Paesi sciocchi

Da: Lettera 43 - 19 maggio 2015


Irlanda, storico incontro tra Carlo e Gerry Adams

Il leader dello Sinn Fein e il principe a colloquio nel primo giorno di visita sull'isola dell'erede al trono.

Una cordiale stretta di mano e un affabile scambio di battute. Si è aperto così l'incontro - definito storico da media britannici - fra il principe Carlo e il leader repubblicano nordirlandese dello Sinn Fein, già braccio politico dell'Ira, Gerry Adams. Teatro dell'evento, l'università di Galway, nella prima delle quattro giornate di visita dell'erede al trono nell'isola d'Irlanda.

Si tratta del primo faccia a faccia in Eire tra il vertice del partito nordirlandese e un membro della famiglia reale.
VISITA IN ULSTER. Con fonti dello Sinn Fein che hanno sottolineato la cosa come un nuovo passo verso la «riconciliazione»: in continuità, ha evidenziato lo stesso Adams, con la stretta di mano di Belfast nel 2012 fra la regina Elisabetta e Martin McGuinness, altra figura di spicco dello Sinn Fein ed ex comandante storico dell'Ira. Carlo, accompagnato da Camilla, dopo la Repubblica d'Irlanda sarà anche nel Nord, in Ulster. E vivrà un momento per lui particolarmente emozionante a Mullaghmore, nella contea di Sligo, dove nel 1979, in un attentato terroristico, proprio l'Ira uccise con una bomba piazzata sulla sua barca Lord Louis Mountbatten, ammiraglio e già vicerè delle Indie che del principe era prozio e fu l'influente e affezionato precettore.
Gli Inglesi stanno ovunque, anche dove proprio non dovrebbero stare. Infatti che ci fanno "col piedino" nella bella Irlanda? Da alcuni anni le cose sono cambiate un po', ma sempre il Regno Unito tiene "il piedino" dove non deve.
Pensate alle isole Falkland, in realtà Malvine: geograficamente Argentine.
E c'è chi ha il coraggio di chiamare colonialisti gli Italiani! Pensate se noi avessimo fatto la guerra che ha fatto il Regno Unito nel 1982 contro l'Argentina per riaffermare la sua prepotenza colonialista...
L'Inghilterra è uno dei Paesi più colonialisti in assoluto: vuol dire prepotenti nel sottomettere i popoli ed occupare territori che sono lontani dal Regno.
Il loro egoismo si palesa anche sull'Europa. Hanno voluto mantenere la loro Lira Sterlina, dunque sono entrati in Europa solo  "col piedino", ed ora i confini dell'Europa a loro non li riguardano. Gli africani e gli asiatici che sconfinano in Italia se li tenesse l'Italia. Loro non ne vogliono sapere: i colonialisti accolgono, tuttalpiù, gli indigeni delle loro colonie o ex tali.
I Francesi non sono da meno. Presenti con i loro interessi in Africa, dei "rifugiati" loro non ne vogliono sapere e lo hanno dimostrato, come ho ricordato con più post su questo blog, rifiutando i lasciapassare che l'Italia invasa aveva dato, quale Paese dell'UE, ai rifugiati anni fa. Furono tutti respinti a Ventimiglia. Ora apprendo, da esperienze di italiani dirette, che sui treni italiani che attraversano la frontiera "europea" a Mentone i gendarmi francesi, trovando africani clandestini fuggiti dopo essere entrati in Italia, li manganellano e li rispediscono in Italia.
Dalla mia fonte pochi giorni fa:
"A Mentone la polizia francese ha bloccato tutte le uscite e le vie di fuga. Li ha individuati e li ha costretti a scendere. I poliziotti erano armati con pistole e manganelli. La volta precedente li avevano scaraventati giù dal treno di peso! Penso che quelli di oggi li abbiano rimessi sul treno in senso contrario per farli rientrare a Ventimiglia. I francesi non li vogliono! Rispediti al mittente!"
Ma di quale Europa parliamo?
L'Europa degli indebitamenti della Grecia e di chi lucra in modo usuraio su di essa?
Prevedo che una Europa così non arriverà alla fine del Secolo: finirà molto prima.
Bisogna che l'Italia si svegli ed inizi ad attrezzarsi.