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lunedì 31 marzo 2014

La palude resiste


Era inevitabile: la palude resiste.
La spinta riformista franca, aperta, chiara in cui Matteo Renzi ha puntato anche la sua carriera politica, trova ostacoli da tutte le parti.
A nessuno gliene importa niente dell'Italia, ciascuno pensa solo ai propri interessi ammantandoli con ipocrite, false motivazioni, ma la sostanza è questa: ognuno ha interessi personali, di partito, di lobby.
Accusano questo giovane coraggioso e franco di tutto e di più, non sanno come fermarlo, scavano freneticamente nella sua vita, insinuano di tutto spaccando il capello in quattro.
Di fronte al suo andare avanti comunque mio marito, che aveva intuito già da tempo le sue potenzialità, dice che teme che lo facciano fuori anche fisicamente.
Questo suo timore mi ha fatto sorridere, ma certo ci proveranno in tutti i modi "a farlo fuori", anche se non fisicamente come teme mio marito. 

Come ho scritto io lo vedo come il biblico David contro il gigante Golia, immagine che calza con la mostruosità burocratico-istituzionale che paralizza l'Italia uccidendo fino la democrazia, ridotta al lumicino.
Un gigante che non vuol cedere le sue rendite di posizione e che vede male i cambiamenti.

Non solo io, in molti speriamo che Matteo Renzi ce la faccia, anche se tanti non riescono neppure più a sperare.
Ci piace anche Del Rio che ha smentito in TV molte delle voci propalate ad arte per screditare l'operato del Presidente del Consiglio.

Ma facciano attenzione quelli del PD: se ostacolano Matteo Renzi loro si disintegreranno definitivamente, finiranno in schegge prive di senso con le loro cariatidi tipo Bindi, D'Alema,  Finocchiaro ed altri animali di palude.
Trionferà quella strana cosa che è il Movimento 5 Stelle dove, insieme a molti giovani puliti e motivati, si vedono già segnali di vecchi modi di fare vestiti di facce giovani che non danno alcun apporto al vero cambiamento. Gente che scalfisce i problemi in superficie incapace di affrontarli e risolverli.

Matteo è l'ultima possibilità, poi la rovina sarà totale.

Le follie tipo "uscire dall'euro" le propongono i folli: non dovevamo entrarci allora, ma ora che ci siamo NON possiamo uscirne se non con un crollo economico di tutto il Paese.
Matteo Renzi, come Del Rio, dicono invece che bisogna continuare in Europa e cercare di migliorarla a nostro vantaggio.