sabato 3 giugno 2017

Le frustrazioni della Boldrini

Da: La Repubblica

Intervista alla presidente della Camera: "Manca la volontà politica, sono contraria a questa corsa al voto. Lo stop alla legislatura non è un destino scritto"


ROMA - Se c'è un'aria da "rompete le righe" nelle sedi dei partiti e nelle dichiarazioni di alcuni membri del governo, qualcosa arriva ormai anche in Parlamento. L'elenco di "opere incompiute" Laura Boldrini, presidente della Camera, lo tiene sul tavolo. Leggi che si sarebbero potute approvare e invece molto probabilmente non vedranno la luce. "Non perché non ci sia tempo o perché in Parlamento non si lavori - dice la presidente - ma perché manca la volontà politica". Tutti a lavorare giorno e notte per la legge elettorale ma per l'introduzione del reato di tortura, (tanto per citare uno dei provvedimenti orfano di voto finale "adottato" da Repubblica) non c'è fretta. Arrivato, dopo 30 anni d'attesa, alla quarta lettura, rimarrà molto probabilmente sospeso nel limbo. Al caso se ne discuterà la prossima legislatura. No, Boldrini non crede laicamente ai miracoli, però non getta la spugna e fa un invito alle forze politiche: "Facciamo uno sforzo finale per non deludere il Paese".

Presidente, ieri, su Repubblica, Michele Ainis ha citato Goethe: "Una vita inutile è una morte anticipata". La XVII legislatura rischia la morte anticipata e si trascina dietro decine di disegni di legge approvati da uno solo dei rami del Parlamento. Uno spreco.
"Ore di lavoro bruciate, emendamenti, audizioni. Io dico: ma perché? Il lavoro che abbiamo fatto è un patrimonio di questa legislatura, i provvedimenti che mancano all'appello sarebbero una buona eredità, sono attesi dall'opinione pubblica e sarebbe malaugurato deludere le aspettative. Voi citate il codice antimafia, il biotestamento, lo ius soli, il processo penale, la tortura, la legalizzazione dell'uso personale e terapeutico della cannabis. Ma io ne aggiungo altri che mi stanno a cuore e che so essere nel cuore di molti cittadini. Li ho appuntati su questo foglio. Glieli leggo".

Prego.
"Il cognome della madre ai figli, approvato dalla Camera nel settembre del 2014; il sostegno normativo agli orfani di femminicidio, già passato da noi nel marzo scorso; c'è il contrasto all'omofobia che porta il timbro di Montecitorio del 2013 ed è un provvedimento importante in un mondo di cyberbullismo e di violenza anche offline; ci sono anche i piccoli Comuni da salvaguardare, un tema in agenda da legislature, se vogliamo contrastare lo spopolamento che è un problema serio del Paese, soprattutto nel Centro Italia dopo il terremoto".

Lei presidente cosa può fare?
"Il mio compito è redigere un programma trimestrale e il calendario del mese, ovviamente tenendo conto delle richieste prioritarie dei gruppi, dell'equilibrio tra maggioranza e opposizione, della presenza dei decreti legge che, in nome dell'urgenza, hanno la priorità. La presidente ha un ruolo sostanzialmente di garanzia e coordinamento, non vota né in aula né negli organi decisionali. Il che non significa che non segua con attenzione le sorti di certi provvedimenti".

Come si sente di fronte al lungo elenco di opere incompiute?
"Un po' frustrata. Ma non dimentico che - in una fase politica travagliata - abbiamo anche approvato buone leggi: unioni civili, caporalato, reddito di inclusione, "dopo di noi". Abbiamo lavorato sodo".

Sarà sempre più difficile approvare lo ius soli, e le altre leggi rimaste a metà strada. Le sembra fatale andare a elezioni anticipate?
"No. Non è un destino già scritto. Prendo atto che i principali gruppi politici (Pd, M5S, Forza Italia, Lega) sembrano aver trovato l'accordo su un testo, come del resto ha chiesto da tempo il presidente Mattarella. Ma questo non vuol dire che la legislatura debba terminare ora".

Dotarsi di una legge elettorale non significa per forza dover buttare all'aria l'agenda parlamentare anzitempo.
"E infatti non c'è automatismo tra nuova legge e corsa al voto. Personalmente non sono convinta che sia di questo che ha bisogno il Paese. Abbiamo davanti l'aggiornamento del Def a settembre, la legge di bilancio... ma come presidente della Camera non posso non constatare che alcuni gruppi hanno espresso la volontà di andare al voto anticipato".

Addio ius soli.
" Mi auguro proprio di no. Se non si vuole deludere l'opinione pubblica un provvedimento come questo, che è una necessità, può essere ancora portato a casa. Per lo ius soli sarebbe davvero grave che il Parlamento non prendesse atto di come è cambiato il Paese".

Il primo luglio ci sarà anche lei al grande raduno del nuovo centrosinistra di Pisapia?
"Sì
certo. È un progetto che nasce per includere e allargare, per non rinunciare ad una visione di società aperta e innovativa. Senza paura, credendo nei diritti come motore per il futuro. Sui diritti l'area progressista ritrova identità e unità".


Se si legge il curriculum di "madame" Boldrini non si ha nulla da eccepire: ottima famiglia, ottime scelte di vita, ottimi studi, coerenza con le proprie idee maturate attraverso esperienze dirette e cercate.
Dunque rispetto per le sue idee che, però, non sono affatto le mie e nemmeno quelle di tantissime persone che mi capita di sentire, ascoltare, leggere... 
Diffido di chi parla delle proprie idee rafforzandole con le frasi: "Facciamo uno sforzo finale per non deludere il Paese".
No, non è il Paese che vuole quello che elenca in questa intervista la Presidente della Camera dei Deputati: questo è quello che vuole lei, che lei ritiene prioritario, insieme ad un gruppo di potere eterogeneo che si è formato SENZA LA VOLONTA' DEMOCRATICA DI UN VOTO POPOLARE.
Sono idee imposte dall'alto, che nascono da compromessi fra i vari poteri politici in gioco, tenuti su da alleanze di LORO UNICO INTERESSE, fragili e per questo più esposte ai compromessi: tu mi dai questo ed io ti faccio approvare quest'altro.
La gente che non ha avuto la possibilità di scegliere cosa fare nella vita come la signora Laura Boldrini, che non ha potuto viaggiare, fare le proprie esperienze, studiare serenamente all'Università, ma ha dovuto arrabattarsi dietro affanni della vita per sopravvivere economicamente, che ha dovuto dedicare il suo tempo a familiari per la cui assistenza non esiste alcun aiuto dallo Stato Italiano, non ritiene prioritario ciò che lei mette in calendario:
"Il mio compito è redigere un programma trimestrale e il calendario del mese, ovviamente tenendo conto delle richieste prioritarie dei gruppi, dell'equilibrio tra maggioranza e opposizione, della presenza dei decreti legge che, in nome dell'urgenza, hanno la priorità."
Per chi vorrebbe votare per ripristinare la realtà della vita degli Italiani non è prioritario il disegno di legge sullo "Ius soli". Non dobbiamo popolare l'Italia che già ha un'alta densità umana per kmq..
"Se non si vuole deludere l'opinione pubblica un provvedimento come questo, che è una necessità, può essere ancora portato a casa. Per lo ius soli sarebbe davvero grave che il Parlamento non prendesse atto di come è cambiato il Paese".
Quale Paese? Quello ipocrita della "intellighenzia" di sinistra che con sufficienza dice di accogliere gli africani che arrivano sui barconi, basta però che non li distribuiscano nel comune di Capalbio dove molti di loro hanno il "buen retiro" di pensatori?
Esiste già un'ottima legge per chiedere la cittadinanza italiana, una legge che non la concede a cani e porci, come sarebbe con la legge sullo "Ius soli", svenduta a chiunque, ma che prevede non solo il nascere sul suolo italiano ma anche il crescervi fino alla maggiore età, poi la richiesta di averla che dimostri una volontà espressa. Oppure, anche senza essere nati su questo suolo italico, lavorarvi per almeno dieci anni contribuendo con le proprie tasse al sostentamento del Paese, indi chiedere di diventare cittadino italiano con una domanda che esprime una precisa volontà.
Invece una corrente di pensiero, che Boldrini e sodali dicono essere la volontà del Paese, dice che "gli Italiani non aspettano altro che dare la cittadinanza italiana ai tanti neonati nigeriani, senegalesi, marocchini, tunisini, somali, sudanesi ecc. ecc. che provvide donne, imbarcate sui barconi dopo aver pagato il passaggio fidando sulle navi che poi avrebbero fatto da staffetta fino alle nostre coste, hanno pensato bene di generare in terra africana arrivando qui già con il pancione bello gonfio.
Questo linguaggio, che farebbe storcere l'aristocratico naso a Laura Boldrini, è crudo e spoglio come la realtà dei fatti che l'ipocrisia di chi pretende di rappresentarci  vorrebbe idealistica e nobile.
L'Italia ha pagato un prezzo altissimo ad altre correnti di pensiero che pretendevano di parlare a nome di tutti gli Italiani, tanto da far dire agli allora alleati germanici che in Italia "erano tutti fascisti". Non era vero affatto. Gli Italiani hanno subito, allora come adesso. Giacché per farli ribellare gli devi proprio togliere tutto. Finché hanno un minimo di tranquillità esistenziale tirano avanti, in mezzo a mugugni, critiche e disincanti, ma vanno avanti.
Sapranno votare quando Lady Boldrini e compagni ce lo permetteranno di nuovo "democraticamente", bontà loro? 
Se daranno forza a chi ritiene prioritario il "reato di tortura", come se ci fosse ancora in piedi Via Tasso a Roma, votino ancora per Boldrini e compagni. In attesa io vorrei invece che si desse alle Forze dell'Ordine la possibilità di fare serenamente il loro lavoro, unico baluardo per chi non ha la scorta e le auto blù, pagate dai contribuenti, come Boldrini.
Il resto delle leggi citate e calendarizzate da Boldrini sono sovrastrutture a leggi già esistenti che, se correttamente applicate da una magistratura deludente ed ondivaga, sarebbero più che sufficienti per punire: 
chi discrimina e offende senza ragione alcuna un altro essere umano, senza dover ricorrere alla parola limitante che è omofobia; 
chi attua gesti di prepotenza e sopraffazione con vari mezzi, compresa la rete, senza ricorrere alla parola alla moda del momento "cyberbullismo".
E che dire delle leggi che, secondo questa donna che occupa la Terza Carica dello Stato, "il popolo aspetta ansiosamente", come l'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi diceva ugualmente della Legge sul falso di bilancio, tipo aggiungere il cognome della madre a quello del padre, in modo che finiremo come certi nomi dei nobili spagnoli lunghi due righe di scrittura! Oppure "l'uso terapeutico della cannabis" !!
Qualsiasi sostanza, alcool o marijuana, psicofarmaci e pasticche varie fino alle droghe pesanti, altera la mente e la prova è nella cronaca nera, negli incidenti stradali in cui qualcuno paga per la libertà di qualcun altro di assumere sostanze.
In tutte queste norme liberiste e garantiste per chi si comporta peggio non si tiene in alcun conto di chi invece rispetta le regole e non desidera alterare le proprie facoltà mentali con niente, tantomeno giustificando tale pratica prima con "la modica quantità per uso personale" ed ora con l'ipocrita "uso terapeutico". Secondo Boldrini con queste leggi così prioritarie si lascerebbe "una buona eredità" al Paese, giacché questi provvedimenti  "sono attesi dall'opinione pubblica e sarebbe malaugurato deludere le aspettative".
Ma quale opinione pubblica? Non certo la mia e quella di tanta gente, la più svariata per cultura e stato sociale, con cui mi capita di parlare!
Per questo l'altera ma gentile signora auspica di restare ancora sulla sua comoda poltrona e che tutti i deputati e senatori, eletti con una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta, rimangano al loro posto fino a maturare la pensione, sempre sostanziosa, in modo da lasciarci queste insostituibili leggi che cambieranno il Paese, in degradata discesa, sicuramente in meglio!

Da: IMOLA OGGI  

La figlia della Boldrini scortata da poliziotti “belli”. E’ polemica

Laura Boldrini con la figlia Anastasia
Un vero e proprio giallo sta coinvolgendo la famiglia della presidente della Camera, Laura Boldrini. Dopo che sul sito del settimanale “l’Espresso” era stato pubblicato un articolo dal titolo: “La famiglia Boldrini è sotto scorta. E i poliziotti sono di bell’aspetto”, si era subito scatenato il prevedibile tam tam, con relativa diffusione su tutti i social network.
Poi l’inizio del mistero e dei veleni. Come mai è scomparso quel pezzo? Chi è stato a prendere la decisione? Chi l’ha voluta? Errore o censura? Purtroppo non si è ancora venuti a capo del giallo.
In realtà l’articolo non è scomparso ed è ancora reperibile qui, nella cache di google
http://webcache.googleusercontent.com
L'articolo pubblicato dal settimanale "L'Espresso", ancora trovabile sul web alla data di questo articolo di IMOLA OGGI.it 12 aprile 2014: alla data del presente post al link pubblicato da IMOLA OGGI.it non è più trovabile e neppure nell'Archivio di espresso.repubblica.it/archivio
Potenza del potere!

Secondo quanto riportava l’Espresso, Anastasia, la figlia della Boldrini – che studia e lavora a Londra – quando viene in italia è scortata da poliziotti “giovani e di bell’aspetto”. Il motivo? Semplice, per non dare nell’occhio rispetto a colleghi più anziani che avrebbero destato curiosità in compagnia di una giovane. Ma a questo punto la polemica si è fatta ancora più rovente. Non solo perchè l’articolo non si trova più
Intanto il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha precisato che “i dispositivi di scorta e tutela nei confronti di persone esposte a rischio sono disposti in modo autonomo dagli Uffici competenti. In particolare si sottolinea che ogni azione a tutela del soggetto interessato non è sottoposta all’approvazione dello stesso, considerando le esigenze di sicurezza prioritarie sulla volontà del singolo. Da ultimo si evidenzia che l’individuazione degli operatori preposti ai compiti di tutela e sicurezza, dipende dall’Ispettorato di P.S. Viminale ed avviene esclusivamente in base a criteri di professionalità e competenza”.