venerdì 12 settembre 2014

L'Orsa e i suoi cuccioli

Da: Il Fatto Quotidiano


Daniza, morta l’orsa del Trentino. “Non è sopravvissuta alla narcosi”

Dalla Provincia fanno sapere che l'animale è stato narcotizzato, insieme a uno dei suoi cuccioli, ma non è sopravvissuto. L'esemplare di 19 anni verrà sottoposto ad autopsia, mentre del fatto sono stati avvertiti anche il ministero dell'Ambiente, l'Ispra e l'autorità giudiziaria. In agosto, dopo che l'orso aveva aggredito un cercatore di funghi, le istituzioni avevano assicurato: "Non verrà abbattuta, ma solo catturata". M5S e Brambilla: "Presidente della Provincia si dimetta". Verdi: "Schifo e vergogna"


È morta l’orsa Daniza, l’animale che la Guardia Forestale stava cercando dopo che, a Ferragosto, aveva aggredito un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo, in Trentino. La Provincia aveva assicurato che “l’abbattimento sarebbe stata la soluzione estrema”, ma, fanno sapere, l’orsa “non è sopravvissuta alla narcosi che è stata effettuata nella notte per catturarla”.  
La cattura e la morte – Nella notte, i responsabili che monitoravano gli spostamenti dell’animale hanno creato la situazione ideale per la cattura. Hanno, così, narcotizzato sia la madre che uno dei suoi cuccioli che, successivamente, è stato liberato con tanto di marca auricolare per monitorarne i movimenti. L’esemplare di 19 anni verrà sottoposto ad autopsia per accertare le cause della morte. Del fatto, intanto, sono stati avvertiti il ministero dell’Ambiente, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e l’autorità giudiziariaLa Provincia di Trento ha diffuso i particolari dell’operazione di cattura. Secondo quanto riportano, l’orso era sotto monitoraggio intensivo da un mese e “la scorsa notte si sono create le condizioni per intervenire”. L’orsa è stata fermata con la telenarcosi, così come uno dei suoi cuccioli.

“Orsa morta per possibile problema cardiaco” – Intanto Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani, ha spiegato che le dosi di farmaco utilizzate per questo tipo di operazioni è standard e quindi non è ipotizzabile un errore da parte degli addetti alla cattura. “Questo tipo di anestesie – ha spiegato il veterinario – sono sempre rischiose perché l’animale subisce uno stress importante, anche a causa dello sparo dell’anestetico che è necessario effettuare per raggiungerlo. Inoltre, non possono mai essere escluse complicanze che l’anestesia può comportare quando non è possibile eseguire test prima di agire”. L’orsa potrebbe essere morta a causa di un problema cardiaco o metabolico.
Aperta indagine su “maltrattamento e uccisione di animale” - Il corpo forestale dello Stato ha aperto un’indagine d’iniziativa a seguito della morte dell’Orsa Daniza che non è sopravvissuta alla narcosi disposta dalla Provincia autonoma di Trento. Si ipotizza il delitto di maltrattamento e uccisione di animali.

Verdi: “Schifo e vergogna”. M5S e Brambilla: “Presidente Provincia si dimetta” - Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale dei Verdi, commenta così la notizia: “Con la morte dell’orsa Daniza lo schifo e la vergogna sono stati raggiunti. Contro la mamma orsa si è costruito un accanimento da parte delle istituzioni che hanno portato alla sua morte e per questi motivi ritengo che la procura, sulla base del nostro esposto già presentato, debba aprire immediatamente un’inchiesta penale”. Carla Rocchi, presidente dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), parla di animalicidio e aggiunge: “Il ministro dell’Ambiente dovrebbe dimettersi”. “Daniza – si legge un articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo dal titolo ‘Giustizia per Daniza’ firmato dal deputato Riccardo Fraccaro – è vittima della totale incapacità dell’amministrazione locale, che ha portato avanti una caccia selvaggia, immotivata e disumana. Il Presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, deve rispondere di questo blitz criminale: si dimetta immediatamente”. Sul blo viene poi lanciato l’hashtag#GiustiziaPerDaniza. La stessa richiesta è stata avanzata dall’onorevole di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla, che a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, ha sostenuto: “Ancora una volta, un animale innocente ha perduto la vita per l’arroganza e l’incapacità dell’uomo”. E ha chiesto ai responsabili politici di trarre le “debite conseguenze”, “lasciando la propria carica”.
La storia di Daniza – L’animale era stato portato nei boschi del Trentino nel 2000, nell’ambito di un progetto di ripopolazione dell’area. Il 15 agosto scorso, però, Daniza aveva aggredito un cercatore di funghi sulle montagne di Pinzolo e, per questo motivo, era partita la caccia all’animale e ai suoi cuccioli. Le istituzioni locali avevano da subito dichiarato che l’abbattimento dell’orsa “rimane come ipotesi estrema qualora l’animale, durante l’operazione di cattura, dovesse provocare un imminente, grave e non altrimenti evitabile pericolo per gli operatori e per terzi”. Un boscaiolo aveva segnalato, nei giorni scorsi, che l’animale era entrato in un ovile e aveva ucciso delle pecore. Si era poi alzato su le zampe anteriori con l’intento di attaccare l’uomo che, però, era riuscito a scappare.
Povera mamma Orsa... Povera cara... Pure un ebete capisce che lei difendeva i suoi cuccioli e che ne sapeva lei delle intenzioni del cercatore di funghi.. Il quale doveva sapere che in quei luoghi i suoi simili hanno voluto ripopolare la fauna naturale e, dunque, poteva essere più accorto.
Ma gli uomini sono i dominatori del pianeta Terra, dunque, hanno sempre ragione, pure quando hanno torto!
L'incauto cercatore di funghi è stato vendicato e due cuccioli sono senza mamma!
Sembra di rivedere la straziante scena del bellissimo film Bambi di Walt Dysney, quando il cacciatore uccide la bella madre del noto cerbiatto e lui, umanizzato, la cerca al grido che stringe il cuore: "Mamma, mamma!"
Lo stavo rivedendo per l'ennesima volta con il mio nipotino più piccolo, 5 anni, qualche giorno fa... e non mi vergogno di dire che mi commuove sempre.
Questa storia dell'Orsa non solo mi commuove, ma mi indigna per la sua crudele ed inutile stupidità: per fortuna, come si legge nell'articolo del Fatto Quotidiano, l'indignazione è stata unanime e di tutti i colori politici!!
Cosa si pretende dagli animali? L'uomo "facesse pace con il cervello", come diceva una mia giovane e saggia collega di lavoro, da una parte vuole ripopolare in modo che i turisti possano vedere gli animali come in uno zoo all'aperto... dall'altra però loro debbono limitarsi a passeggiare facendosi guardare e basta!
L'uomo è schizofrenico allora! L'animale ha il suo mondo, i suoi bisogni, anche quello di mangiare... Se ammazza le pecore è giusto che la Provincia di Trento rifonda il contadino o allevatore del valore delle pecore, ma non ci si può scandalizzare se l'orso cerca da sé il suo cibo... Mica è il gatto di casa a cui la signora compera la scatoletta al supermercato!
I soldi per pagare i forse involontari assassini della Mamma Orsa invece la Provincia di Trento se li poteva risparmiare, insieme a quelli del narcotico!!

Acea ATO2: attenti alle bollette!!


a Rocca Priora sono state recapitate le prime bollette acea ato2 richiedenti conguagli sulla tariffa risalenti dal 2006, cioè da quando acea è subentrata al consorzio acquedotto della Doganella per utenze attivate prima del 2006. Questa richiesta di pagamenti da parte del gestore è completamente illegittima. Il tribunale di TIVOLI ha giudicato, con sentenza depositata il 9 giugno 2014, l'illegittimità del metodo tariffario fino al 01/01/2012, data di entrata in vigore della tariffa unica valida in tutti i comuni appartenenti alla autorità d'ambito. Se vi capitano bollette di questo tipo, non pagate e contestate le fatturazioni non dovute attraverso un'associazione di consumatori, un caf o un avvocato o contattate il comitato acqua pubblica del vostro comune. Fate girare con passaparola.

Per coloro che possono accedere a facebook potete contattare Alessandro sul suo sito: egli è il referente del Comitato Acqua Pubblica per il Comune di Rocca Priora, Comitato che fa parte del Comitato Acqua Pubblica Castelli Romani che, a sua volta, è in contatto perenne con tutti i Comitati Acqua Pubblica sparsi in tutta Italia.

Edilizia: troppi organi a decidere, blocchi ingiusti e abusi ovunque

Da: Nuovo Quotidiano di Puglia
Il Tar boccia la Regione: il Resort di Sant'Isidoro non sfregia il paesaggio
LECCE - Il Tar ha bocciato inequivocabilmente nel merito le motivazioni con le quali la giunta regionale ha negato nel dicembre 2012 il nulla osta paesaggistico alla società Oasi Sarparea Srl che ha presentato un progetto per la realizzazione di un resort a 5 stelle a Sant’Isidoro di Nardò. Una bocciatura avverso la quale la Regione ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. La risposta arriverà tra qualche mese o tra qualche anno.

Per ora ci sono due risultati evidenti, non proprio da ricordare tra le buone pratiche: gli investitori inglesi (l’immobiliarista Alison Deighton e il socio, il magnate del petrolio Yan Taylor) che avevano puntato sulla marina di Nardò per realizzare un investimento da 70 milioni di euro dopo aver speso 5,3 milioni di euro nel 2008, per il solo acquisto di trenta ettari su cui insistono ulivi secolari, hanno deciso di lasciar perdere, stanchi di continuare un percorso a ostacoli che non ha fine; è esplosa la polemica sulla burocrazia che blocca gli investimenti e sulle diverse letture che è possibile dare dei fatti urbanistici, tant’è che sul progetto di Sant’Isidoro, e quindi sugli strumenti urbanistici ai quali lo stesso si deve uniformare, il Tar e la Regione esprimono posizioni in assoluto contrasto.

Dire se la ragione stia da una parte o dall’altra è impossibile, perché la parola del Tar (la sentenza che annulla il parere negativo della Regione) è preminente rispetto a quella (la delibera di giunta) della Regione. L’ultima parola spetta al Consiglio di Stato. Si sa, la giustizia è cieca, nel senso che non guarda in faccia i portatori di interesse ma decide solo sulla scorta di norme, regolamenti, leggi. Però a volte accade, soprattutto ai cittadini che vogliono semplificazione e chiarezza nei loro percorsi di vita, di non comprendere come sia possibile che un giudice decida in un senso e in appello la decisione possa essere ribaltata. E questo ribaltamento di decisione rispetto alla sentenza del Tar potrebbe arrivare, perché non è immaginabile la Regione abbia in animo con i suoi atti di sconvolgere la vita delle persone e di mostrarsi ottusamente burocratica in un percorso fine a se stesso.

L’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, che di strumenti urbanistici si intende per professione (è docente di Pianificazione territoriale al Politecnico di Bari), ha detto due cose in particolare con riferimento al contenzioso apertosi attorno al resort di Sant’Isidoro: il Comune di Nardò non ha adeguato il piano regolatore al Putt/paesaggio e quindi non può dare certezza agli investitori in aree nelle quali il Prg consente l'edificazione e che il Putt tutela dal punto di vista paesaggistico; dal 2010 a oggi la Regione ha rilasciato 265 pareri paesaggistici, 256 del quali sono stati favorevoli, a conferma del fatto che se gli strumenti urbanistici comunali e regionali sono in sintonia i problemi si risolvono.

Resta il fatto che il resort di Sant’Isidoro rischia di diventare un caso di scuola. Nella sentenza con cui il Tar di Lecce (presidente Cavallari) ha annullato il parere paesaggistico negativo espresso dalla Regione si legge testualmente che «alla luce delle previsioni di Piano regolatore è evidente che la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi non è preclusa in relazione a complessi a realizzarsi in Ate (Ambiti territoriali estesi) di tipo “D” (ambito di valore relativo che riguarda aree laddove pur non sussistendo la presenza di un bene costitutivo sussiste la presenza di vincoli (diffusi) che ne individui una significatività), ben potendo invece realizzarsi, ancorché in armonia con l’assetto idro-geomorfologico d’insieme, e con salvaguardia delle attuali visuali panoramiche. 

I giudici amministrativi aggiungono che sul Piano «manca un parere degli organi (l’Autorità di Bacino; il Servizio Agricoltura e Foreste della Regione) preposti alla valutazione dell’impatto idrologico, sicché in difetto di tale specifica istruttoria, deve ritenersi del tutto arbitrario, e frutto di irrazionalità intrinseca, ritenere che il suddetto intervento alteri “l’assetto idro(geomorfo) logico d’insieme». Arrivando alla conclusione che il parere negativo della Regione «sconta un evidente deficit istruttorio e motivazionale, avendo l’amministrazione affermato il presunto contrasto con l’assetto idrogeolosant'isidorogico dell’area, in assenza di adeguata istruttoria su punto».


Non si può continuare così.
Questo esempio eclatante è emblematico di una situazione insostenibile in cui si trova l'Italia a causa di una burocrazia che dovrebbe garantire l'applicazione di leggi e regolamenti ma che, invece, si impantana avvolgendosi su se stessa, annegando in un mare di scartoffie, contraddizioni, cavilli assurdi che, lungi dal garantire la difesa del territorio, porta da una parte alla paralisi della vita di cittadini ed investitori e dall'altra ad un abusivismo selvaggio.

Infatti ogni giorno la cronaca ci informa di alluvioni, frane e disastri vari dovuti anche ad una cementificazione fuori controllo, dovuta ad abusi quasi mai demoliti, consentiti da Giunte Comunali che non si sa perché non pagano mai, magari con i propri patrimoni personali. Se non si cambia andremo sempre più verso il caos e verso l'ingiustizia impositiva, soprattutto ora che le tasse verranno decise dai Comuni.
Assisteremo alla situazione illegale e paradossale che pagheranno solo coloro che con fatica e con spese sono riusciti ad avere un'abitazione in regola con le leggi, mentre tutti gli abusivi, pur usufruendo dei servizi e gravando sul territorio, pagheranno di meno o non pagheranno affatto, dipende dall'abuso e dall'evasione conseguente.

Bisogna cambiare. Pochi organismi a decidere, brevi tempi per le pratiche, chiarezza nell'applicazione delle regole essenziali che in caso di diniego deve essere seriamente motivato. Per seriamente intendo non con cavilli burocratici, ma con motivazioni REALI, CONCRETE, del tipo distruzione o alterazione del territorio naturale accertabile visivamente! 
Prendiamo questo caso eclatante della Puglia: il motivo del blocco di un progetto, che avrebbe dato lavoro a tanti cittadini di quella località che di lavoro ha bisogno, è che il comune  "non ha adeguato il piano regolatore al Putt/paesaggio e quindi non può dare certezza agli investitori in aree nelle quali il Prg consente l'edificazione e che il Putt tutela dal punto di vista paesaggistico".
Stiamo freschi!! Adesso aspettiamo che il Comune metta d'accordo tutte le teste (partiti) facenti parte di quel Consiglio comunale e vari un Piano Regolatore "adeguato" al Piano Urbanistico Territoriale (immagino che Putt voglia dire questo!) per dare il placet ad un progetto che, è stato detto, scritto e ribadito, tutela in toto l'uliveto in cui il Resort sarebbe inserito. Meglio lasciare tutto così... le olive non le raccoglierà nessuno visto il costo del lavoro di raccolta, visto il costo della cura degli ulivi, visti gli infortuni in cui incorrono gli agricoltori che producono l'olio, tipo mosca olearia ecc. ecc... Infatti avevano preferito vendere all'imprenditrice inglese che avrebbe costruito un Resort di lusso in mezzo all'uliveto, frequentato dai ricconi proprio perché immerso in quell'uliveto a fare da schermo naturale alle loro vacanze. 
Niente, non se ne fa niente. La pazzia burocratica ha indotto un funzionario della Regione a fare ricorso alla sentenza del TAR! Tanto mica paga lui le spese legali: le pagano i cittadini con le loro tasse, essendo l'Ufficio Legale della Regione ad occuparsene! Lui sta dietro la sua scrivania pagato per questo: per mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole fare qualcosa per vie legali, corrette, senza pagare mazzette e cercare vie traverse... Lì il burocrate ha facile cammino perché esistono pareri contrastanti, leggi ad interpretazione, regole idem... Tanto a lui non lo licenzia nessuno, lo stipendio corre lo stesso e, finito l'orario settimanale come da contratto, se ne va a casa e sa che la poltrona non gliela leva nessuno, perché il posto alla Regione è a vita!!!!