mercoledì 30 maggio 2018

Fiori sopra l'inferno


IBS ogni tanto chiede brevi recensioni di libri in uscita e, se vanno bene, in cambio ti invia il libro gratis.
Per la recensione hai a disposizione solo le prime pagine del libro in questione, se non mi ispira nulla non faccio la recensione, come è accaduto, ma se mi aggancia in qualche modo allora si.
L'ho accettato solo due volte e questa è la seconda. Il libro mi è stato inviato gratis e non mi ha deluso, come accadde anche con l'altro, segno che già dall'inizio di un libro si può riconoscere una buona scrittura. Questa la mia recensione:
Longanesi - Fiori sopra l'inferno
Pennellate di una realtà tutta da scoprire: prima descrive un luogo e sembra di vederlo come in un quadro. Non si comprende cosa sia l'orfanotrofio che nel 1978 è ubicato nell'antico edificio. Non si sa cosa siano le creature del Nido..
Il tempo si sposta all'Oggi e di nuovo la descrizione dei luoghi, che si fa qui accurata nei particolari minimi, rivelando ancora di più la forma perfetta della scrittura della giovane scrittrice. 
Infine ci troviamo in una scena del crimine e veniamo lasciati in attesa…

Una intervista alla scrittrice dopo l'uscita del libro.



Ilaria Tuti
ARTICOLO DI: 
In tanti anni di Mangialibri questa è la prima volta che per organizzare un’intervista mi basta uscire di casa, percorrere cento metri, e sedermi al tavolino di un bar. Ma l’occasione è davvero particolare perché ad attendermi c’è Ilaria Tuti. Oltre ad essere mia concittadina, Ilaria è l’autrice di un romanzo che, non ancora uscito, già faceva parlare di sé durante una delle più importanti fiere internazionali del libro e oggi sta velocemente scalando le classifiche di vendita italiane. Ilaria è una giovane donna dal carattere riservato ma con uno sguardo determinato che fa capire la serietà del suo lavoro. In poche parole riesce a sintetizzare il senso della suo scrivere, del suo essere friulana e alcuni dei meccanismi che l’hanno portata a racchiudere in un romanzo thriller una vicenda storica dai risvolti inquietanti.



Ilaria, il tuo Fiori sopra l’inferno è un esordio da manuale. Tuttavia, non di esordio vero e proprio si deve parlare, dico bene? Raccontaci un po’ di te! 
Sono nata nel 1974 e ho sempre vissuto a Gemona. Scrivo dal 2011, ma ho cominciato con piccoli racconti su forum di scrittura e, tramite alcuni amici, ho partecipato a dei contest online vincendone alcuni. Ho scritto anche dei racconti per i Gialli Mondadori ricevendo buoni riscontri e soddisfazioni. Ad un certo punto però ho sentito il bisogno di cambiare dimensione e ho tentato la strada del romanzo.
Hai studiato economia, da bambina volevi fare la fotografa, ti sei appassionata di scrittura e illustrazione. Come sei approdata alla scrittura? 
Sin da quando ero una bambina dell’asilo mi piaceva dipingere e ho sempre pensato che il mio futuro sarebbe stato in qualche modo legato a quell’arte. In effetti, anche la pittura è un modo, seppure più complesso e lento, di raccontare storie. Anche un quadro ha una propria ambientazione, dei personaggi per cui, alla fine, la voglia di raccontare storie, in un modo o in un altro, è sempre stata dentro di me. Ad un certo punto mi sono resa conto però che per farlo mi veniva più immediato e naturale scrivere, per cui ho scelto di continuare.
E sei subito approdata al thriller? 
Ho iniziato scrivendo alcuni racconti noir, di fantascienza e anche un horror splatter rurale ambientato a Tarvisio, che è piaciuto molto e che ha vinto anche un concorso. Sono un’appassionata dei romanzi Stephen King e Donato Carrisi, che mi ha davvero ispirata.
Raccontami un po’ del tuo libro. Com’è nato il personaggio di Teresa Battaglia? Una donna così poco fashion e fuori dagli schemi…
Stavo pensando a un racconto da scrivere e ho avuto questa specie di illuminazione: la visione di una donna non più giovanissima, con un fisico debilitato e intenta a studiare dei foglietti di carta. Non pensavo a Teresa come alla solita eroina trentenne o quarantenne irrisolta e mi è subito sembrata terribile e affascinante al tempo stesso. La volevo commissario di polizia, senza la pistola e non abituata a sparare, quindi destinata a un confronto psicologico più che fisico; una donna che usa la mente come arma principale ma che allo stesso tempo è anche il suo peggior nemico, come in una grande sfida. Senza svelare troppo, posso dire che, alla fine, con questo romanzo ho cercato in qualche modo anche di dare voce a chi soffre come Teresa, portando alla luce le paure, le crisi, la solitudine che queste persone possono provare.
Alcuni dettagli autoptici descritti nel romanzo sono molto precisi. Come ti sei documentata? 
Leggendo i romanzi di Carrisi mi sono appassionata alla criminologia e ora, per rilassarmi, la sera mi leggo molti manuali riguardanti questa materia e che in effetti sono una botta allo stomaco, ma ti danno anche una strepitosa chiave di lettura della mente umana e soprattutto mi hanno dato lo spunto per dare a Teresa quella compassione straordinaria che lei ha per alcuni soggetti definiti “mostri”, che sono persone che in effetti hanno avuto un passato interrotto. Studiando questa materia, la cosa che mi ha colpito di più è che questa interruzione avviene in un arco temporale molto specifico, cioè dalla nascita ai sette anni, che è il periodo di tempo in cui un bambino sviluppa la sua emotività e l’empatia nei confronti degli altri. Se in quel periodo di tempo avviene un trauma, un abuso o un abbandono psicologico, può accadere che questa emotività smetta di evolvere, creando disturbi che in età adolescenziale possono diventare pesanti.
Come sei arrivata invece agli studi del dottor Spitz ai quali fai riferimento nell’evolversi del romanzo? 
Studiando la psicologia di uno dei personaggi, mi sono imbattuta in questi studi che erano stati addirittura iniziati da Federico Secondo di Svevia, che aveva cercato di capire quale fosse il linguaggio naturale dell’essere umano, usando cento neonati che poi aveva rinchiuso in una torre. Il suo scopo era scoprire quale sarebbe stato il linguaggio autentico di un bambino al quale viene dato solo il nutrimento e non affetto. I risultati furono tragici. Da Federico Secondo di Svevia sono arrivata agli studi del dottor Spitz, che aveva osservato e analizzato la condizione di alcuni orfanotrofi americani degli anni Quaranta, il cui metodo di lavoro era simile.
Come mai hai scelto di inserire anche il personaggio di Massimo Marini, sottoposto del commissario Teresa Battaglia e nuovo arrivato alla prima prova con la squadra? 
Non ho mai trovato interessanti i libri con un unico protagonista. Nella vita, tutti noi interagiamo continuamente creando legami più o meno profondi. Teresa, pur non essendo madre, ha un grande istinto materno e in Massimo trova un amico/nemico nel quale riversare qualcosa dell’essere suo madre, seppur trattandolo bruscamente. E poi un personaggio forte ha sempre bisogno di una spalla, qualcuno con cui intrecciare un rapporto solido e fatto anche di battute più o meno scherzose.
L’ambientazione del romanzo è, per chi vive qui, riconoscibile e ci riporta al confine tra Friuli e Austria, dalle parti di Tarvisio…
Sono i luoghi della mia infanzia, dove ho trascorso molto tempo e dove continuo ad andare. Ho immaginato un paesino nei pressi della cittadina, isolato e in alto sulle montagne. Un luogo misterioso e affascinante allo stesso tempo.
Qual è il tuo metodo di lavoro? Sin da subito sai dove inizi e dove andrai a finire?
Sì, io so esattamente dove voglio arrivare. Lavoro con scalette dalle quali mi discosto un po’ durante il percorso, ma per scrivere un thriller è importante avere subito ben chiaro l’impianto indiziario.
Ho letto che un paio di anni fa il tuo desiderio era quello di scrivere un giallo classico con delitto, ma ambientato in una stazione spaziale. Una specie di enigma della camera chiusa, insomma. A che punto di realizzazione è questo tuo desiderio? 
È ancora un punto molto lontano per ora, perché a monte c’è un lavoro di documentazione enorme per evitare di commettere errori. Ma si tratta di una situazione molto affascinante. Non vorrei fosse una storia di fantascienza ma la situazione, quella di una stazione spaziale, sarebbe davvero estrema e con dei paletti impossibili da oltrepassare, per cui una condizione affascinante.
Insomma, una vera sfida. A parte Stephen King e Donato Carrisi, chi altri fa parte del tuo cosmo letterario? 
Leggo di tutto, a dire il vero e mi piacciono molto le poesie di Alda Merini. Secondo me è una donna che ti insegna veramente a mettere il cuore in quello che scrivi. Le sue frasi sono vera passione. E poi, forse l’ha detto Carrisi, chi scrive thriller dovrebbe leggere romanzi d’amore per imparare a mettere la passione dentro ai suoi personaggi e, viceversa, chi scrive romanzi d’amore dovrebbe leggere anche i thriller per apprendere i tempi della suspense.
Secondo te, vivere in una piccola cittadina come Gemona ed essere piuttosto lontano dai grandi eventi comporta dei limiti per uno scrittore o piuttosto lo consideri un valore aggiunto? 
Ho già avuto modo di esprimere questo concetto. Da ragazzina senti il bisogno di andartene e vivere altri luoghi, di fare esperienze diverse, mentre quando sei un adulto cominci a sentire il bisogno di radicarti in un luogo. Provi vero affetto per i tuoi luoghi, quelli dove sei nata e qui noi abbiamo panorami estremamente suggestivi che ti permettono di creare atmosfere uniche. In questo libro ho voluto proprio dichiarare questo mio affetto per la nostra terra e, dai riscontri che ricevo, penso di esserci riuscita.

martedì 29 maggio 2018

Effetto Mattarella

Anche se non condividevo il programma del M5S, come ho ampiamente scritto, continuo a ritenere errata e una forzatura contro la democrazia l'azione fatta da Mattarella.
Lui si è preoccupato dei Mercati, dei risparmi degli Italiani e per ora l'effetto che ha sortito è stato l'alzarsi dello spread, le borse in calo, l'euro indebolito rispetto al dollaro.

Da: AffarItaliani


ECONOMIA

lunedì 28 maggio 2018

Sul filo di lana dell'impeachment



Se gli Italiani hanno votato in modo che due forze politiche potessero mettersi d'accordo su un "contratto", condiviso per governare secondo idee che gli Italiani che li hanno votati approvavano, come può il Presidente di una Repubblica NON Presidenziale, come ad esempio è la Francia, stoppare tale progetto voluto da milioni di Italiani dicendo che no, quel nome influenzerebbe malamente i mercati finanziari e vorrebbe uscire dall'euro?!
Come ho già scritto, sull'uscita dall'euro è una sua personalissima affermazione, giacché nessuno dei due partiti in gioco lo ha affermato e lo stesso Prof. Savona ha detto tutt'altro, e quello che ha detto trova d'accordo anche me, che non ho votato nessuno dei due partiti che dovevano salire al governo del Paese senza  lo stupefacente stop di Sergio Mattarella. Quel nome era importante proprio per l'indirizzo economico che i due partiti volevano dare al loro governo. Dare un veto così drastico a quel nome è togliere a chi aveva formato quel governo la possibilità di realizzare gli aspetti più importanti che si prefiggeva.
Mattarella si è fermato sul filo di lana dell'impeachment, attaccandosi alle parole scritte nella Costituzione proprio sul confine del lecito e dell'illecito, questo dice Ainis.
Ovviamente, da Costituzionalista, se l'è studiata bene, ma non cantassero vittoria sogghignando quelli del PD e i corpuscoli alla loro sinistra: l'IPOCRISIA si vede da lontano. Hanno accusato Salvini e Di Maio di aver minacciato il ritorno alle urne, durante queste difficili trattative, non considerando che le elezioni costano ai contribuenti mezzo miliardo di euro!
Ora non dicono che questa spesa ce l'ha buttata in collo il Presidente della Repubblica infischiandosene del mezzo miliardo che ci potevamo risparmiare, visto che i due partiti avevano trovato la quadra.
Senza vergogna quelli del PD continuano a parlare del Presidente incaricato Conte come di un tecnico! Oppure che non era un eletto!
L'ipocrisia e la sfacciataggine lasciano esterrefatti!
Renzi in quale Parlamento era stato eletto? E Cottarelli, che già hanno detto che voteranno, non è forse un tecnico?
Sono così ipocriti e ingiusti che alle elezioni prossime venture scenderanno ancora, a meno che gli Italiani non abbiano capito che il PD ci vuole asserviti ai furbacchioni che guardano solo agli interessi delle loro Nazioni, mentre noi dobbiamo diventare una specie di colonia africana che accoglie il peggio di quei Paesi che Francia e UK hanno a lungo sfruttato come colonie. La Merkel si è presa molti siriani, altro popolo, altra storia, e vere vittime di guerra.
Noi ben altro e si vede da come sono ridotte le nostre città, dai fatti che accadono. Con Gentiloni che senza più alcun potere parla però di jus soli, con gente come la Boldrini rieletta perché messa in un collegio blindato, con gente come la Bonino che ha dichiarato che noi abbiamo bisogno di almeno un milione e seicentomila "profughi" l'anno! Sul mio sito facebook ho pubblicato tempo fa un filmato in cui, da uno studio televisivo, faceva queste stupefacenti affermazioni.
Se il popolo Italiano non si sveglia dopo questo esproprio della sua volontà saranno cavoli amari!

domenica 27 maggio 2018

Processo alle intenzioni

Chi segue questo blog, leggendo i post con etichetta Politica, sa che fra il residuato craxiano Amato e Mattarella avevo caldeggiato il nome del serio Sergio Mattarella quale Presidente della Repubblica. Ciò non toglie che, come scrivo di continuo, bisogna giudicare i fatti al di là delle persone, e il fatto che oggi abbia mandato all'aria un possibile Governo per la preclusione totale al nome del Prof. Savona, critico nei riguardi di questa Europa, lo trovo quasi un golpe.
Ho scritto che non ho votato per Salvini né per i 5S, ma trovo gravissimo quanto fatto dal Presidente della Repubblica.
La democrazia è stata violata, esercitando un potere che è andato oltre la consuetudine del Presidente super partes.
L'anomala telefonata di Macron al Prof. Giuseppe Conte, incaricato di formare il Governo, è un sintomo grave di come siamo asserviti a certi Paesi facenti parte dell'Europa e di come si tema una eventuale uscita dell'Italia, cosa che dovrebbe darci più forza contrattuale su tante cose!
Mentre Mattarella parlava mi sono detta, scandalizzata, che non poteva fare il processo alle intenzioni del Prof. Savona parlando di sicura uscita dell'Italia dalla moneta unica: questo non è stato detto né da Savona, né dai due rappresentanti delle forze politiche in gioco. Con la sua decisione clamorosa il Presidente della Repubblica ha messo il suo veto su una scelta di prestigio solo perché non favorevole allo statu quo.
Nei giorni scorsi c'era chi aveva ventilato il nome dell'ex Presidente dell'ISTAT da contrapporre al nome scelto dai due leader politici del nascente governo.
Costui, ricordo a tutti, nella sua veste di massimo rappresentante dell'ISTAT, si fece pagare una ricca prebenda, insieme agli altri commissari in una Commissione formata all'uopo, per decidere come equiparare le ricche prebende degli eletti italiani a quelle degli equivalenti eletti nei Paesi dell'UE. Dopo un mese gettò la spugna dicendo che non ne era stato capace.
Non si può continuare così.
Ricordatevi tutti che la Germania, che oggi ci tiene per il collo con i Titoli comperati del nostro debito (creato in gran parte dai governi Andreotti e Craxi), uscì dalla Guerra piena di debiti da rifondere ai Paesi occupati, come la Grecia, e non ha onorato tutti i suoi debiti. Le sono stati abbonati? Per diversi lustri, in cui sono esistite 2 Germanie, ciascuna con 2 sistemi economici diversissimi, la Germania ha fatto la pecorella fino ad ottenere la riunificazione con l'aiuto dei Paesi dell'UE. Tutto le è stato abbonato, ma ora fa lo strozzino con l'Italia.
Con queste riflessioni sono arrivata a pensare che forse non era tanto peregrino quello che diceva Luigi Di Maio, di andare a ridiscutere il nostro debito che ci strozza e ci preclude un futuro di crescita. Se in passato la Germania ha ottenuto aiuto economico perché non possiamo osare di chiederlo noi?
E che dire della Francia? Basta ripassare solo la Storia degli ultimi 100 anni: colonialista e, in questo, seconda solo alla Gran Bretagna, dagli anni '60 del secolo appena passato ha trasformato la sua egemonia su tanti Paesi africani, e non solo, in protettorati. Ma non vuole questi migranti che Renzi, per pietire elasticità economica dall'UE, ha firmato perché venissero scaricati nei nostri porti italiani.
Grazie alla sinistra siamo diventati la latrina dell'Europa e, senza vergogna, la Francia respinge a Ventimiglia gente proveniente da quei Paesi che sono stati sue colonie.
Chi serve questa Europa ci vuole servi di essa.
Si calpestano i voti di coloro che, a milioni, hanno votato Salvini e Di Maio, i loro partiti, perché prospettavano un cambiamento, un riscatto dell'Italia fatta serva dall'Europa. Questa non è certo democrazia. Non vi è certezza che l'economista scelto da queste forze politiche avrebbe proposto un'uscita suicida dall'euro, tout court! E' persona troppo intelligente per non sapere che sarebbe un'impresa disastrosa, ma certo avrebbe impostato le cose in modo meno servile di come è andata fino ad ora. Ma Mattarella parla di mercati, di finanza, dunque di speculatori...
Il popolo vuole cambiare ma Mattarella si è arrogato il diritto di bloccare il cambiamento congelando la democrazia.
Anche se non ho votato né per la Lega né per il M5S DIFENDO IL LORO DIRITTO E DI CHI LI HA VOTATI!   

martedì 22 maggio 2018

L'Italia, il Venezuela, l'Argentina

Premetto che, pur avendo studiato un po' di Economia Politica nel corso dei miei studi della Scuola Media Superiore (ho un Diploma di Maturità di Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere), capire l'Economia per me non è facile. Ho un familiare laureato in Economia e Commercio che certo può capire meglio quello che accade in questo campo, ma ho rare occasioni di parlare di questo argomento con lui, dunque cerco di documentarmi leggendo dell'attualità, giacché non vi è nulla di più fluido e mutevole di questa materia.
Parlo dunque da non addetta ai lavori ma credo che questa materia sfugga, per la sua fluidità, anche a chi è addetto ai lavori.
Abbiamo visto cosa ha fatto Monti, presentato come gloria dell'Economia che ci invidiavano anche a livello europeo. Non solo, ma spulciando nella Storia recente dei governi italiani, ho scoperto che è stato collaboratore del Ministro Cirino Pomicino in un governo Andreotti, e l'ho pubblicato in un post su questo blog.
Alcune fonti:
http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/867931/altro-che-risanatore-dei-conti-monti-moltiplico-il-debito-italiano.html

http://www.imolaoggi.it/2015/08/19/storia-di-un-colpo-di-stato-da-monti-a-renzi-litalia-schiava-della-tirannia-ue/

https://www.investireoggi.it/economia/laustero-mario-monti-negli-anni-80-fece-esplodere-il-debito-pubblico/

Dunque grazie alla sua influente e ben pagata collaborazione con il Ministro, che doveva risanare il bilancio dello Stato,  il deficit aumentò!
Premesse queste riflessioni e fatti, penso che l'Italia ora deve stare molto attenta. L'Economia, già non in buono stato di salute, può essere drogata da tanti fattori che ci legano a doppio filo all'Europa, che non fa i nostri interessi e ha mille modi per far alzare lo spread.
Siamo oggetto delle speculazioni finanziarie internazionali...
Se ne rendono conto i due che pensano di governare questo Paese?
Salvini, che è stato Deputato Europeo, un poco di esperienza ce l'ha... L'altro... oltre a quello che gli raccontano Grillo e il figlio di Casaleggio non so...
L'Argentina, come il Venezuela, quando stavano economicamente bene hanno attirato tanta emigrazione italiana.. Che vi ha trovato lavoro e un discreto benessere.
Poi... 19761983, un grosso debito fu accumulato per finanziare diversi progetti poi incompleti,
la disoccupazione, calcolata al 18%.
creazione di una nuova moneta, l'austral, la prima moneta in Argentina a non chiamarsi peso. La nascita dell'austral fu all'origine di nuovi prestiti e quando lo Stato divenne incapace di pagare gli interessi sul debito, la fiducia nell'austral crollò. L'inflazione, che era stata mantenuta a tassi mensili tra il 10 ed il 20%, andò fuori controllo. Nel luglio 1989, l'inflazione argentina raggiunse il tasso mensile del 200%,
La lotta all'inflazione ebbe successo e ricominciò la ripresa economica. Con il Ministro dell'economia Domingo Cavallo nel 1991 si fissò il cambio a 10 000 austral per 1 dollaro, valore al quale ognuno poteva convertire i propri austral in dollari. Per assicurare la convertibilità, la banca centrale argentina dovette mantenere riserve in dollari in quantità pari alla moneta in circolazione. Lo scopo iniziale di queste misure era di assicurare l'accettazione della moneta nazionale, che durante i periodi di iperinflazione era rifiutata da molti, che preferivano usare il dollaro. Questo principio diventò poi legge (Ley de Convertibilidad) che ripristinò il peso come moneta argentina, con un tasso di cambio fisso verso il dollaro.
I risultati della legge furono una riduzione drastica dell'inflazione, la stabilità dei prezzi ed una valuta stabile. Ciò ebbe effetti positivi sulla qualità della vita per molti cittadini che poterono di nuovo viaggiare all'estero, acquistare beni d'importazione e chiedere crediti in dollari a tassi di interesse bassi.
Tuttavia l'Argentina aveva ancora un debito pubblico collocato all'estero da ripagare e per farlo continuava a chiedere nuovi prestiti. Il tasso di cambio fisso rendeva convenienti le importazioni, portava ad una fuoriuscita di capitali dallo Stato e causò la deindustrializzazione dell'Argentina con conseguente caduta dell'occupazione.
Nel frattempo le spese del governo e la corruzione restavano elevati. Il debito pubblico argentino crebbe velocemente durante gli anni '90 e il paese appariva sempre meno capace di ripagarlo. Il Fondo Monetario Internazionale continuava comunque a concedere all'Argentina prestiti e dilazioni di pagamento. Un'enorme evasione fiscale unita al riciclaggio di denaro portarono all'evaporazione di una grande quantità di capitali, che si trovavano ora in paradisi fiscali. 
Leggere tutto questo fa pensare... Certo noi siamo nell'UE e la nostra destabilizzazione economica avrebbe riflessi gravi anche sui Paesi più forti come la Francia e la Germania... Ma siamo un'UE sempre più zoppa, la Gran Bretagna ne sta uscendo..
La terribile crisi del Venezuela fa paura.. Certo poggiavano troppo tutto sul petrolio e quando il prezzo del greggio è sceso... Certo Maduro è un dittatore di sinistra e abbiamo visto cosa ha fatto il socialismo-comunismo in alcuni Paesi europei...
A partire dal 2013 l'economia venezuelana ha subito un calo degli indici macroeconomici, inaugurando un periodo di recessione e di crisi. L'origine di questa caduta è una combinazione di problemi strutturali dell'economia venezuelana e la forte influenza esterna della crisi finanziaria globale, con la caduta dei prezzi del petrolio. Particolarmente difficile la crisi in Venezuela si manifesta in un forte aumento della disoccupazione, con un tasso di disoccupazione del 14% nel primo trimestre del 2015.
Se semplifichiamo, paragonando la gestione economica di un Paese a quella di una famiglia numerosa, è evidente che per vivere decentemente tutti non si deve spendere più di quello che si guadagna. Altrimenti si finisce in miseria o, peggio, in mano agli usurai.
In parte già ci stiamo in mano agli usurai, giacché la dissennata gestione precedente ci ha indotto a chiedere prestiti e ci siamo indebitati.
Cosa fare per uscirne? Si potrebbe chiedere conto a chi ha firmato appalti per opere pubbliche mai terminate o gonfiate fino a 10 volte il prezzo di aggiudicazione, oppure realizzate in modo tecnicamente fraudolento, espropriando i loro beni e quelli dei loro familiari fino all'ultimo centesimo per risarcire il popolo contribuente. Ma per fare questo servirebbe un sistema dittatoriale. Non è fantascientifico, tutt'altro: Hitler espropriò di ogni bene i cittadini ebrei ricchi e poveri, che nulla avevano fatto.
Invece, in questo caso, mascalzoni, che hanno avuto in mano il potere a vari livelli, si sono arricchiti gonfiando la spesa pubblica e portando il Paese all'indebitamento. Quindi non è infattibile una simile determinazione: pagare gli interessi del debito pubblico con l'esproprio dei beni delle famiglie di chi questo debito ha creato negli anni.  
Ma veniamo all'oggi. Bene azzerare le accise (leggendarie sono quelle per la guerra libica che gravano sulla benzina!), un'entrata di meno per le casse dello Stato. Bene alleggerire le tasse sull'impresa: un'entrata di meno per le casse dello Stato. Per rimediare alla mancanza di queste entrate basta spendere di meno.
Ma qui si parla di spendere di più!
L'INPS paga la Cassa Integrazione, paga le pensioni (oggi assegni) sociali a chi NON ha mai versato contributi pensionistici, paga pensioni ai familiari degli stranieri che lavorano in Italia giunti per ricongiungimento familiare (legge voluta da Prodi), paga...
Pagherà, presumibilmente, anche il reddito di cittadinanza. Dicono euro 780 a persona al mese! C'è gente che per andare a lavorare per uno stipendio di poco più di mille euro ne spende per: trasporti quotidiani, asili nido per i figli, mangiare fuori casa ecc. ecc. e, al metto delle spese per lavorare gliene restano in tasca anche meno di 780 euro al mese! 
Ma prima di trovare assurda e rovinosa questa legge voluta e promessa dal M5S, andiamo a leggerla per essere giusti.

https://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf

https://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf

Ve lo dico tout-court: mi sembra pura follia.

Un conto è scrivere le parole, un conto è la pratica realizzazione:
1) vale per i componenti di tutta la famiglia: una famiglia di 4 persone può arrivare a percepire anche 1950 euro. Naturalmente esenti da tasse, ed esenti anche da pignoramenti.

Quante famiglie, pur lavorando, mettono insieme questa cifra? Pagandoci le tasse che, invece, secondo il Reddito di Cittadinanza la stessa famiglia, mantenuta dallo Stato, non pagherebbe?!

2) Una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno: il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito.

Il nostro idraulico ci diceva indignato che suo padre, che ha lavorato come operaio e versato i contributi, prende una pensione di poco superiore a quella di suo zio che ha vissuto mangiandosi tutto ed oggi risulta nullatenente ed usufruisce della pensione minima da 400 euro senza aver mai versato contributi! Ora il M5S vuole premiare ancora questo gaudente dandogli l'integrazione al reddito!
Lo trovo ingiusto ed IMMORALE! 

Penso che questa follia darà la stura ad abusi di ogni genere. Fa ridere ed è patetica la scritta:Comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito.

In un Paese dove gli evasori sfuggono ai controlli insufficienti e lassi non c'è bisogno di grande fantasia per immaginarsi come andrà!
Questa proposta è l'inno al parassitismo, l'incentivo all'adagiarsi, lo stimolo all'approfittarsi, a spese di chi ha sempre fatto il proprio dovere fino in fondo che vede calpestata ogni giustezza del diritto. 





domenica 20 maggio 2018

Ma non è una cosa seria...

Da: La Repubblica.it

Come certificato dal notaio, che ha garantito la regolarità del voto, hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no". Scrive il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, sul 'Blog delle stelle'.


Giorgia Meloni: coerente
"Ho sentito dire a Salvini 'noi a quel tavolo rappresentiamo il centrodestra'. Matteo sa che lui era il nostro nome da portare al Quirinale nel caso di un incarico al centrodestra. Ci eravamo dati delle regole nella coalizione e quando siamo andati dal presidente Mattarella abbiamo chiesto un incarico per Matteo Salvini, per il centrodestra". Lo ha detto Giorgia Meloni, leader Fdi, in una diretta Facebook, commentando la bozza di contratto M5S-Lega .
"Però - ha aggiunto - se lui si lancia in avventure con altri partiti contro cui abbiamo fatto la campagna elettorale, quello non lo fa a nome di tutto il centrodestra, lo fa a nome della Lega. Non so se lo faccia a nome di Forza Italia (non so cosa si siano detti Salvini e Berlusconi quando si sono visti lunedì ad Arcore) ma non lo fa certamente a nome di Fratelli d’Italia".



mercoledì 16 maggio 2018

Meglio pulita separazione che Divorzio all'Italiana

Antonio Logli, conferma la condanna a 20 anni per il marito di Roberta Ragusa

La donna scomparve dalla sua casa a Gello di San Giuliano, in provincia di Pisa, il 14 gennaio del 2012. La decisione dei giudici dopo sei ore di camera di consiglio. L’uomo resterà libero fino alla sentenza della Cassazione

PISA – Colpevole «al di là di ogni ragionevole dubbio». Dopo sei anni di incertezze, un proscioglimento annullato dalla Cassazione e una condanna a 20 anni di carcere, anche per i giudici della Corte d’Appello di Firenze, Antonio Logli, 54 anni, è l’assassino della moglie Roberta Ragusa scomparsa di casa la notte del 12 gennaio del 2012 con un pigiama rosa e un paio di pantofole. La corte, dopo sei ore di camera di consiglio, ha confermato nei  confronti di Logli la condanna di primo grado (20 anni di carcere) con le accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere.  Non è stata invece accettata la richiesta del procuratore generale di arresto immediato dell'imputato. Logli resterà libero sino alla sentenza della Cassazione.
Il volto distrutto di chi pensava di farla franca

Sembra un morto l'assassino di Roberta e si aggrappa per sorreggersi ai suoi avvocati.
A parte nel primissimo interrogatorio dei Carabinieri, in cui ha dovuto rispondere alle domande nell'immediato della scomparsa della moglie, quest'uomo si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai magistrati, parlando sempre attraverso gli avvocati.

Ormai Roberta è morta, ed è morta molto male.
In questo caso, per fortuna, la Giustizia ha saputo agire con la G maiuscola, nonostante gli errori stupidi delle indagini immediate, che avrebbero potuto essere decisive per il ritrovamento del corpo della sfortunata mamma di una bambina di 10 anni e di un adolescente di 15, oggi influenzato dall'unico genitore che gli sta tutti i giorni accanto, vivendo nella stessa casa con l'amante del padre. 
Di queste tragedie ne abbiamo viste tante nella peggiore cronaca nera, scaturite spesso dalla volontà di non separarsi del coniuge fedifrago per non rimetterci in soldi.
Le loro scellerate scelte assassine invece, oltre al resto, portano nelle loro disgraziate vite proprio un danno economico totale, molto peggiore di quello che hanno voluto evitare con una pulita separazione.
Vedi Parolisi ad esempio. Hai voglia a pagare gli avvocati per processi penali, costosissimi!
Quello che non hanno voluto perdere in una separazione se lo ritrovano maggiorato di mille volte di più in spese per gli avvocati.

martedì 15 maggio 2018

Sabaudia e gli Ausiliari del traffico

Sabaudia LT, ieri, prima di tornare a Rocca Priora, anche se la giornata era ventosa e il mare ruggiva dal primo mattino, ho detto a mio marito: "Passiamo dal mare a dargli uno sguardo prima di tornare a Rocca, solo un momento.." Non l'avessi mai fatto! Ci siamo fermati non più di 5 minuti di orologio, letteralmente, dato che faceva freddo e c'era vento. Il tempo di scendere dall'auto su un Lungomare deserto, accostarsi a piedi alla passerella, percorrerla e fermarsi un attimo ad ammirare il mare, sempre bello anche se in burrasca. Torniamo e troviamo questa contravvenzione fatta da un Ausiliario del traffico. I peggiori, giacchè i Vigili Urbani, ne conosciamo qualcuno, hanno acume e cervello. Eravamo sbalorditi. Mio marito mi ha detto che, mentre io mi avviavo sulla passerella lui ha visto fermarsi un'auto senza alcun segnale della Polizia Locale, l'ha guardata, c'era solo lui a piedi a pochi metri dalla nostra auto, ma l'inqualificabile ausiliario, che ha scritto nel verbalino, (che poi abbiamo trovato sul cruscotto, messo evidentemente dopo che mio marito si è avviato anch'egli verso di me), MOTIVO MANCATA CONTESTAZIONE ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO. Un'auto ferma, intorno il deserto, un solo uomo che da qualche metro guarda la tua auto e scrivi ASSENZA DEL TRASGRESSORE E DEL PROPRIETARIO?
Vi dico subito che è inutile fare ricorso, perché so di fatti certi avvenuti pochi anni fa, in cui nemmeno dal Giudice di Pace la gente ha avuto giustizia.
Male, molto male. Pare che gli Ausiliari, dice qualcuno, prendano la percentuale sulle contravvenzioni.
E' un'immagine squallida che si da della città, dando un potere di sanzionare la gente non per un ordine ma per intascare dei soldi. Dov'è l'infrazione? Siamo rimasti su quella passerella pochissimo, per via del vento forte.
Vergogna!


Vale la pena ricordare un fatto accaduto alla famiglia di mia figlia pochi anni fa: il primo giorno in cui hanno messo i parcometri, essendo mio genero residente, sono andati con i loro figli, 4 persone, al Comune a ritirare il tagliando per l'abbonamento al parcheggio con sconto per i residenti e dopo aver attaccato l'adesivo all'interno del cruscotto dell'auto si sono recati in spiaggia. Al ritorno hanno trovato una contravvenzione sul lunotto dell'auto. Sbalorditi sono andati dai Vigili i quali hanno detto che era stato un ausiliario del traffico che non aveva visto l'adesivo (quell'anno era giallo chiaro e forse con il sole forte era possibile). Hanno detto di prendere appuntamento con l'ausiliario presso il Comando dei Vigili contestando l'indebita contravvenzione.
Ebbene da Roma, dove mio genero e mia figlia lavorano, hanno dovuto prendere appuntamento con codesto lavoratore, non potendo scegliere loro il giorno e l'ora e, recatisi secondo il comodo di costui a Sabaudia da Roma, il soggetto non si è fatto trovare il giorno e l'ora da lui scelto presso il Comando dei Vigili Urbani!
Non è rimasto loro che il ricorso al Giudice di Pace, ma né la testimonianza di 4 persone, né la fotocopia del Registro del Comune con il giorno e l'ora in cui avevano pagato e ritirato il tagliando adesivo ha fatto prendere a tale Giudice di Pace la decisione giusta: ha detto di pagare comunque la sanzione senza l'aumento visto che non l'avevano pagata fino ad allora! Ilricorso a quanto pare non sospende la scadenza di pagamento! Se volevano potevano denunciare l'ausiliario per falso, ma essendo faccenda penale non riguardava lei, Giudice di Pace.
Bontà sua!  
Quindi hanno pagato l'abbonamento e hanno dovuto lo stesso pagare un'ingiusta multa messa dall'intoccabile ausiliario poco vedente, in più spendendo soldi di benzina per viaggi e giri...
Forse era meglio denunciarlo direttamente per falso e abuso d'ufficio?
Non lo so. So che quell'anno ho assistito a scene continue di persone che, non avendo abbonamento, avevano esposto il ticket regolarmente pagato al parcometro ed avevano trovato ugualmente la multa. Ho assistito a due famiglie che protestavano con una pattuglia della Polizia Locale che suggeriva di fare ricorso e che gliel'avrebbero tolta, che non erano stati loro ma gli ausiliari del traffico, palesando il loro critico dissenso sull'operato di costoro.
Andando per conto di mia figlia al Comando dei Vigili incontrai una di queste signore che avevano fatto ricorso pur avendo pagato il ticket orario: era furibonda e ancora non aveva risolto.
La morale è che né noi né mia figlia abbiamo più fatto l'abbonamento annuo ai parcheggi, dunque forse il Comune ha perso un po' di soldini. 
Andiamo in bici ed io che sono agée con il triciclo con un bel cestone per portare le cose da spiaggia.
 

martedì 8 maggio 2018

Il bel tempo che fu...

Non sono così vecchia dentro da dire: "Un tempo era meglio."
E' l'errore che fanno le persone anziane confondendo l'andazzo dei tempi con i loro anni giovanili, in cui tutto era più bello solo perché loro erano giovani.
Ma di fronte ai fatti debbo arrendermi.
Roma, Via del Tritone: ho avuto la fortuna di vivere dalla nascita nel cuore di Roma: Via della Mercede. E' una via adiacente a Via del Tritone. Quei luoghi sono impressi nella mia mente (e nel mio cuore) come erano allora ed ho la fortuna di essere stata uno di quei bambini che registrano tutto nella loro piccola lucida mente e ricordano tutto fin dai primissimi anni.  
Questo nei primi anni '50 del secolo scorso era impensabile:
Via del Tritone: da Piazza Barberini scende verso Via del Corso


E' accaduto oggi 8 maggio 2018

Un autobus dell'Azienda Municipalizzata di Roma esplode e prende fuoco in pieno centro

Roma - Via del Tritone - Appena luglio scorso - In pieno giorno un uomo di colore completamente nudo passeggia

Altri scorci della tranquilla passeggiata dell'uomo di colore in Via del Tritone, cuore di Roma


Beh! Non è perché ero una bimbetta quando vivevo lì... ma era un salotto.. Ora ditelo voi cosa è.. Mi verrebbe: un inferno! Africani che girano come se fossero nella giungla... e non mancano anche le fiamme! 
E il PD, per bocca di Gentiloni, continua a dire che dobbiamo importarne ancora...
E la Raggi, dopo 2 anni, doveva dare una svolta a Roma... Cosa fa? Continua a dire che è colpa di chi c'era prima? 
Sarà per questo che se penso al governo d'Italia con PD o M5S ho paura?

giovedì 3 maggio 2018

I Racconti di una cattivissima vecchia: 7° - Vicini di casa di tanto tempo fa


Vicini di casa di tanto tempo fa

Dai vecchi ci si aspetta saggezza e... bontà.
L'unica bontà che riesco ancora a provare è verso gli innocenti, non solo i bambini che subiscono la follia degli adulti, ma anche gli adulti vittime innocenti di pazzi, disgraziati senza morale ed etica. Dai miei precedenti racconti si è capito che non ho indulgenza per i folli. 
Chi sta così male con la testa da fuggire totalmente la realtà è anch'egli indifeso, gli altri lo disprezzano, lo beffeggiano, quando non gli fanno del male... 
Ma ci sono i pazzi che, pur con le storture delle loro nevrosi e psicosi, mantengono un rapporto sia pur fuorviato con la realtà e sono quelli che creano problemi agli altri. L'aspetto peggiore è come cercano poi di coprire le loro malefatte mentendo cinicamente e cercando di gettare sugli altri le motivazioni dei loro distorti comportamenti.
Nella vasta genìa delle persone perniciose ricadono colleghi di lavoro, vicini di casa, oltre coloro che incrociate per strada guidando l'automobile!
E' inutile dire ipocritamente che il vivere fra esseri umani sia facile e che i rapporti siano tutti zuccherosi!
Se sei già una carogna da giovane non ti accorgerai molto di quanto siano carogne gli altri, dato che le fai e te le aspetti!
Ma se sei una persona perbene ti accorgerai vivendo che se è vero che "chi trova un amico trova un tesoro"  è ancora più vero che chi trova un collega leale e corretto trova un tesoro e chi trova un vicino di casa perbene che rispetti il suo prossimo trova un tesoro!
D'altra parte se esiste un simile proverbio sull'amicizia vuol dire che gli esseri umani non sono tanto bravi e buoni e che trovarne costituisce una rarità!
Un parente di mio padre non molto intelligente, poco scolarizzato ed elementare nei rapporti sociali, mi disse un giorno che "avere dei buoni vicini di casa era una ricchezza"!
Ero giovane e pensai a quelli dei miei genitori. Di solito si trovano buone persone se sei persona semplice, dall'aria indifesa, cosa che fa scattare il bisogno di proteggere e la voglia di aiutare in molta gente. Aiutando chi sente inferiore a sé in qualche cosa la gente si sente importante.
Capitò a mia madre appena urbanizzata: timidissima, fu presa sotto l'ala protettrice della portinaia del palazzo dove abitava in affitto. Gentilissima le indicò dove doveva recarsi per i vari uffici pubblici dandole tutte le informazioni su come muoversi in città, e mantenne verso di lei un'aria di protezione affettuosa che si estendeva anche verso di me bambina piccola. Questa rara persona ho appreso recentemente che ebbe poi un grande dolore: la sua figlia femmina, mia compagna di giochi, diventata adulta faceva l'indossatrice, segno che era diventata molto alta e molto bella, ma si ammalò di leucemia e morì ancor giovane.. La vita è trascorsa senza che io avessi più notizie di quel luogo, di quel palazzo, ma una mia parente aveva mantenuto dei rapporti con quel luogo e, parlando del nostro passato e delle persone conosciute allora, mi ha dato questa triste notizia di fatti avvenuti ormai tanto tempo fa.
Dopo i miei genitori non hanno più avuto la fortuna di buoni vicini di casa, anche se loro erano molto buoni, rispettosi ed accoglienti. Segno che ho ragione a dire che le persone perbene sono una rarità e con il procedere del tempo e del degrado sociale sono diventate sempre più rare.
A dire il vero un paio di famiglie brave capitarono nella casa di fronte alla nostra. Avevamo acquistato un appartamento sul cui pianerottolo si affacciava solo un altro appartamento e negli anni che abitammo lì in quell'appartamento si avvicendarono molte famiglie.
Dapprima c'erano un fratello ed una sorella: scapolo lui, nubile lei. Lui aveva una gamba offesa e lavorava in casa. A volte mi facevano entrare in casa loro e la sorella mi mostrava orgogliosa i lavori di suo fratello: erano attestati, diplomi, certificati, scritti in bei e vari colori, in caratteri che sembravano di stampa, ma lui li realizzava a mano, questa era la sua arte. Doveva aver studiato bella calligrafia, un tempo si usava, e sapeva scrivere in corsivo inglese, gotico ed altri tipi di caratteri calligrafici. Quel lavoro credo fosse il loro unico sostentamento.
Quando diventai più grande, ormai non abitavano più lì, mi chiesi per chi mai redigesse quei diplomi.. Di certo le scuole pubbliche, dovendo rilasciare diplomi tutti uguali, li dovevano ordinare alle tipografie, forse era lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione che provvedeva a tale bisogna... Chi mai poteva ordinare al nostro vicino di casa diplomi, attestati ed altro che erano copie uniche, fatte a mano con tanta perizia?! Di certo non poteva trattarsi di attestati, certificati e diplomi che significassero titoli rilasciati legalmente da organismi statali...
Poi arrivò una famiglia molto perbene. La signora Fraschetti aveva due maschi adolescenti e li educava molto bene. Ricordo la sua inflessibilità nell'imporre ad uno di loro, liceale, di andare a scuola, anche se lui diceva di non sentirsi tanto bene: ma la mamma subdorava che si trattasse di una scusa per evitare qualche interrogazione non avendo studiato abbastanza bene. A questi vicini dettero fastidio invece i miei genitori per un loro tremendo litigio che mi spaventò moltissimo e la dolce e ferma signora Fraschetti mi prese in braccio e mi portò in casa sua dove io, tremante, mi vergognai moltissimo dei suoi due educatissimi ragazzi, perché avevo solo una vesticciola da notte che mi lasciava scoperte le gambette di pudicissima bambina. 
Infine, altra perla rara, venne ad abitare in quell'appartamento una famiglia che aveva un chiosco di frutta nell'elegante quartiere della Vittoria. Lui sembrava un gran signore non un fruttivendolo. La mattina usciva prestissimo con un grembiule color carta da zucchero abbottonato sopra i vestiti  e, dovendo lavorare all'aperto, spesso portava un cappello di lana ed una sciarpa. Parlava in perfetto italiano e sorrideva e salutava educatamente. La moglie ugualmente ed era una gran bella signora. Avevano una sola figlia, Sandra, che crescevano come una principessa: ottime scuole ed ottima educazione. Se ne andarono quando acquistarono una casa proprio nella via dell'elegante quartiere della Vittoria dove avevano il chiosco.
Arrivò un'altra coppia di fruttivendoli. Anche loro si alzavano presto, molto presto: all'alba, avendo un banco in un mercato non si sa dove collocato. Questi avevano l'aspetto di gente molto semplice ed elementare, ma quando ci si incontrava sul pianerottolo salutavano rispettosamente. Senonchè un giorno sentimmo un gran trambusto: grida sul pianerottolo. Aprimmo la porta e vedemmo una giovane alta, molto dignitosa, che non rispondeva se non con frasi educate alle urla della fruttivendola, la quale le rovesciava addosso frasi volgari di cui, in particolare, ne ricordo una che mi stupì per la sua trivialità. La giovane cercava di chiudere delle valigie che la fruttivendola le aveva scaraventato sul pianerottolo e che si erano aperte e alla sua frase: "Ma dove le metto le valigie?" Quella le gridò: "Mettitele nella fregna!" Scoprimmo così che i fruttivendoli affittavano una stanza a quella giovane e, per qualche contenzioso che era sopravvenuto fra loro e l'affittuaria, l'avevano cacciata scaraventandole poco urbanamente le valigie in mezzo al pianerottolo.
Le due splendide persone che erano i miei genitori nei riguardi del loro prossimo li indussero a consolare la giovane dall'aria seria e dignitosa e ad offrirsi di tenerle per qualche giorno le valigie nel nostro ingresso, in attesa che lei trovasse un'altra sistemazione. 
Avevo tredici anni ma già non ero come i miei genitori, vedendoli troppo accondiscendenti con il loro prossimo. Forse il seme della cattiveria era già in me.. L'idea di avere il nostro ingresso occupato per giorni da quei fagotti non mi piaceva affatto e lo dimostrai senza infingimenti. Ma ovviamente prevalse la bontà e disponibilità dei miei genitori.
La giovane si recò dai Carabinieri per denunciare i nostri dirimpettai e tornò accompagnata da un Carabiniere. Come andarono i loro contenziosi legali non lo so, ricordo solo che il Carabiniere l'accompagnò poi da noi e io chiesi quanto tempo dovevano stare i bagagli della ragazza nel nostro ingresso. Venne fuori che i due giorni detti approssimativamente erano diventati almeno una settimana. Il Carabiniere, vista la mia contrarietà che contrastava con la dolcezza di mia madre, disse: "Quanti anni ha?" "Tredici." Risposi. Mia madre sorrideva quasi a scusarsi, la ragazza mi guardava in silenzio seria, e il Carabiniere con un sorriso mite guardando mia madre  disse:"Così piccola e già così dura." Non mi offesi. Era la constatazione di un fatto: sapevo di essere proprio così. Inflessibile con me stessa e con gli altri. Amavo l'ordine in tutti i suoi aspetti, a cominciare dai comportamenti umani.
La ragazza venne più volte a prendere delle cose dalle sue valigie e, ammirata dal suo contegno serio e dignitoso, un giorno scambiai con lei qualche frase.
Aveva 19 anni ed era di un paese più a nord: disse il nome.. Glielo feci ripetere perché non l'avevo mai sentito ed aveva un suono non particolarmente accattivante sul piano turistico: suonava come "...gonchio..". Anche il suo nome non era usuale dalle nostre parti: era un nome breve, più da uomo ma al femminile, e il cognome anch'esso non frequente nel centro Italia.
Mi disse che era a Roma per studiare canto e che per pagarsi le lezioni cantava nei locali da ballo e nelle serate. Ma anche la sua mamma l'aiutava. Veniva dal mondo contadino e "La mia mamma ha le galline e si vende le uova per aiutarmi" disse. Nelle valige teneva gli abiti da sera per le serate e una volta venne proprio a prenderne uno perché aveva una serata. Mi disse che prendeva lezioni da un famoso Maestro di musica leggera che lavorava in televisione, disse il nome, e disse che da altre allieve si faceva pagare in natura... Anche se avevo 13 anni capii. "Ma io pago seimila lire l'ora - ci tenne a dire con un certo orgoglio - grazie alla mia mamma che mi manda i soldi e al mio lavoro." Credeva nelle sua capacità vocali e si vedeva dal suo serio impegno. Le chiesi come era la sua voce: pensò un attimo guardando sopra la mia testa, era molto alta, poi rispose: "Fra Mina e Milva."
Quando venne a riprendere definitivamente le sue valigie salutò i miei genitori promettendo di invitarli ad una sua serata per far sentire la sua voce. I miei sorrisero benevolmente e non si offesero quando poi lei non si fece più viva: capirono che era troppo impegnata a costruire con mille problemi il suo avvenire. Io, invece, notai che non aveva mantenuto la promessa: "Avuto il favore arrivederci e grazie!"
Tre anni dopo, ero in casa di una mia amica, e lei mise sul giradischi un 45 giri dicendomi: "Senti che voce questa nuova cantante!" Era una voce bellissima, potente, particolarissima e il ritornello ripeteva: "Come ti vorrei, vorrei, vorrei..." 
Sulla copertina del disco c'era la foto di questa nuova cantante: bella, truccata e pettinata in modo raffinato. Non ricordai subito il suo nome scritto sulla copertina, perché non misi immediatamente in relazione quella giovane raffinata con il viso acqua e sapone della seria ragazza che aveva lasciato le sue valigie in casa mia tre anni prima: i capelli castano chiari di quella ragazza erano pettinati con la "banana" sulla nuca fermati da mollette, il viso senza un filo di trucco, l'abito di una foggia semplice, di una stoffa che andava molto in quel momento, colore verde militare a quadri. Questa della copertina aveva i capelli corti e vaporosi acconciati in una pettinatura alla moda e resi di un bel colore castano fulvo, ben diverso dal colore smorto naturale.. Il trucco, non pesante, valorizzava la bella bocca e i grandi occhi... La riconobbi dal naso: un naso importante... e ricordai il nome. Aveva avuto il successo che meritava, sia per la sua serietà, sacrificio ed impegno, sia per la sua splendida voce.
Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale, essendo il racconto frutto della fantasia della scrittrice Rita Coltellese.