martedì 22 marzo 2022

Liliana Resinovich scaricata nel boschetto urbano: morte naturale.

 https://www.fanpage.it/attualita/liliana-resinovich-non-ha-assunto-sostanze-prima-di-morire-cosa-e-emerso-dallesame-tossicologico/

“Liliana Resinovich non ha assunto sostanze prima di morire”, cosa è emerso dall’esame tossicologico

La morte di Liliana Resinovich resta un giallo. Neanche le analisi più sofisticate hanno consentito di trovare tracce di una sostanza che potrebbe aver ucciso la donna trovata morta a Trieste o averne alterato lo stato psicofisico.

L'articolo di cui sopra riporto il link, oltre al titolo e al sommario, comunica le ultime novità sulla scomparsa di Liliana Resinovich il 14 dicembre 2021 ed il successivo ritrovamento del suo cadavere il 5 gennaio 2022.

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2022/02/gialli-dal-vivo.html

http://www.ritacoltelleselibripoesie.com/2022/02/giallo-di-trieste-aumentano-le-tessere.html

Sopra riporto i 2 link ad altrettanti post che ho dedicato a questo fatto di cronaca nera.

Un tempo si leggevano i gialli Mondadori o quelli di Agata Christie esercitandoci a cercare di capire chi era l'assassino. Oggi, come ho già scritto, la cronaca nera ci offre gialli dal vivo a iosa. Le trasmissioni televisive che si occupano di cronaca ogni giorno seguono a puntate il giallo dal vivo di turno. Questo di Liliana Resinovich è un giallo strano giacché l'autopsia mostra un morte naturale, con fermo del cuore non subordinato a cause di violenza alcuna. Ora anche gli accurati e lunghi esami tossicologici non hanno trovato niente, dunque appare ancora più risibile quello che capita di sentire dai vari commentatori televisivi, fra cui anche una persona competente in fatto di crimini come la psicologa Roberta Bruzzone.

Alla luce di questa novità, che nulla di strano aveva ingerito la donna prima di morire, oggi mi è capitato di sentire le seguenti congetture: "E' chiaro che non si tratta di suicidio." E questa più che una congettura è una giusta constatazione forse, giacché, dato che dall'autopsia non si è trovato riscontro di asfissia come i due sacchetti infilati in testa potevano far supporre, come avrebbe mai potuto suicidarsi la donna procurandosi l'arresto cardiaco?

Ma, allo stesso modo, non si capisce come si possa allora parlare di omicidio come ha detto con troppa sicurezza Bruzzone. Su cosa si baserebbe una simile accusa a chicchessia se la donna non riporta segni di violenza, né di asfissia, né di sostanze comunque somministrate?

Oggi hanno rimesso in dubbio anche la testimonianza della fruttivendola che l'ha vista passare la mattina della sua sparizione con l'ipotesi di un ricordo falsato sul giorno dell'avvistamento. Ma fino ad ora si era parlato ovunque di una telecamera che l'aveva ripresa a Piazza Gioberti qualche minuto dopo quell'avvistamento confermandolo...

La 63enne ritrovata morta contesa da 2 uomini: il marito in foto, conosciuto 30 anni prima sposato con 2 figli e sposato solo dopo una lunga relazione e convivenza 15 anni dopo, e l'ex amante di 40 anni fa.


Altre inutili supposizioni ascoltate sono sul fatto che il cadavere, ritrovato in posizione fetale, quindi una posizione non drammatica ma raccolta come a cercare riposo, non è stato visto prima nonostante la zona del ritrovamento sia data per frequentata, e dunque potrebbe esservi stato deposto poco prima del ritrovamento.

Nessuno di questi commentatori ricorda il caso del cadavere di Yara Gambirasio? Decine di persone la cercavano anche sul prato incolto dove è stato ritrovato il suo cadavere, ma il ritrovamento è avvenuto per caso da una persona che stava giocando con un aereomodello.

Il boschetto dove è stato ritrovato il cadavere di Liliana Resinovich 



Nessuna imputazione di omicidio dunque può essere formulata, e la Procura indaga per sequestro di persona, rimanendo inspiegabile perché Liliana Resinovich sia stata abbandonata in quel boschetto urbano confezionata con due sacchetti in testa, legati non strettamente da un cordino in cui si sono trovate solo tracce del suo DNA e una labile di un DNA maschile, e un altro sacco più grande dalla testa in giù e un altro dalle gambe in su. Confezione che fa pensare alla sottoscritta che tale confezionamento sia servito solo per trasportare il cadavere in auto fin lì per evitare che lasciasse liquidi sulla macchina.

Resta la domanda: perché? Chiunque l'abbia deposta lì forse temeva che fosse morta per causa sua? Per uno spavento forte? Ma se fosse il marito, come continua ad insinuare non troppo velatamente Bruzzone,  avrebbe potuto chiamare soccorsi ovunque tale morte si fosse verificata, non avendo niente da nascondere, essendo ella morta per "scompenso cardiaco".

Diverso se tale scompenso l'avesse colta mentre era con l'amico ritrovato che era stato il suo amante sposato 40 anni fa. Di questa relazione segreta, lui dice durata un paio di anni, apprendiamo da questo strano signore che la cerca per primo perché, dice, quel giorno l'attendeva a casa sua dove si recava da settembre tutti i martedì "per stirargli le camice". Dice anche che la data della sparizione combacia con i loro progetti di partire per una breve vacanza per quel fine settimana seguita dall'andare a vivere insieme.

Tutto questo lo racconta lui, questo anziano signore, ma nessuno mette in risalto che la figlia di quest'uomo, a pochi giorni da un tale  cambiamento di vita di suo padre, nulla sapeva dell'esistenza di Liliana, né è stata trovata alcuna prenotazione di un albergo per loro due per quel fine settimana.

Claudio Sterpin, classe 1939, maratoneta, insignito del titolo di Commendatore della Repubblica per il suo impegno nell'Atletica.
Nessuno sapeva che 40 anni fa avesse avuto una relazione clandestina con la donna ritrovata morta nel boschetto dell'ex Ospedale Psichiatrico di Trieste, né che tale relazione fosse stata ripresa di recente con il concreto progetto di andare a vivere insieme proprio nei giorni in cui lei è scomparsa.
La figlia di Sterpin ha dichiarato di non sapere nemmeno chi fosse Liliana Resinovich.





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