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lunedì 30 maggio 2016

Violenza cieca

La notte fra sabato 28 maggio e domenica 29 maggio 2016
Uccisa a 22 anni dall'ex fidanzato, guardia giurata, che l'ha strangolata e poi bruciata.
Era una studentessa universitaria.

L'auto della madre della ragazza uccisa, data alle fiamme dall'assassino che, come hanno mostrato i video di alcune telecamere, ha affiancato poi speronato l'auto della vittima, per poi aggredirla. 

Da: La Repubblica
In 25 anni di questo lavoro non ho mai visto un delitto così atroce", ha detto il capo della squadra mobile di Roma Luigi Silipo
Secondo quanto ricostruito, nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza che hanno inquadrato il luogo del delitto, almeno due auto sono passate prima che Sara fosse uccisa e la ragazza ha chiesto aiuto invano, senza che i conducenti si fermassero. Gli automobilisti sono stati rintracciati dalla polizia e hanno affermato di non aver capito che la ragazza invocava aiuto.
"Ci vuole coraggio da parte dei cittadini, da parte di chi passa e vede qualcuno in difficoltà, una telefonata al 113 è gratis: se si vedono cose strane è dovere chiamare le forze dell'ordine", ha aggiunto Silipo.

Continua in tutto il suo orrore la violenza cieca di maschi (non uomini) brutali, frustrati e bestiali contro le proprie fidanzate, conviventi, mogli, ex mogli.
Maschi tanto tracotanti quanto psicologicamente minus non sopportano di essere lasciati, abbandonati, traditi, quando per secoli le donne in Italia hanno subito corna, botte e ogni genere di vessazione, solo raramente ribellandosi ai propri aguzzini.

Ma questi bruti uccidono anche senza aver subito corna e botte, senza che la donna sia la loro aguzzina, ma semplicemente non ne voglia più sapere di loro.
Privi di qualsiasi meccanismo civile di compensazione della frustrazione che sentono, reagiscono con una brutalità feroce e cieca.
L'uomo delle caverne è ancora in loro e c'è solo da averne paura.
L'unico consiglio che mi sento di dare alle giovani donne dall'alto dei miei 70 anni è:
sceglietevi dei compagni civili. I segni per riconoscere la civiltà ci sono. Innanzi tutto la cultura, che sempre è uno strumento di crescita verso il raggiungimento di uno standard di civiltà... La possibilità di acculturarsi ormai è data a tutti attraverso la Scuola Pubblica. La civiltà, unita ad una buona educazione familiare, difficilmente crea maschi che non rispettino la donna, che vogliano dominarla, che la considerino un oggetto di proprietà. 
Dietro a uomini civili, e non maschi brutali, c'è sempre una buona madre che li ha educati alla pari con la figura femminile, non c'è mai un'ottusa genitrice che si compiace "del figlio maschio", come se avesse messo al mondo un essere superiore.

Infine, parlando sempre di civiltà, gli automobilisti che sono passati e non hanno capito cosa stava avvenendo non li biasimo per non essersi fermati, giacché in certi casi si rischia la propria vita, ma come ha detto il Capo della Mobile di Roma potevano avvertire le Forze dell'Ordine e Sara forse si sarebbe salvata.

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