venerdì 28 luglio 2017

Vaccini: governo in contraddizione

 Nel 1966 nasce la legge sull'obbligatorietà della vaccinazione anti-polio di massa per i nuovi nati nel primo anno con vaccino tipo Sabin, anche in considerazione della frequenza della malattia in questi anni.


E' l'anno in cui nasce la mia prima figlia dunque ho vissuto in prima persona tale Legge obbligatoria sommamente giusta.
Bisogna dire, però, che la vaccinazione antipolio l'avevo fatta anch'io nel 1957, anche se la legge non c'era ma c'era soltanto, nelle scuole, la possibilità di vaccinarsi gratuitamente facendo l'iniezione intramuscolo del vaccino Salk. Ricordo che mio padre insistette perché facessi la quinta iniezione di richiamo ma io non la volli fare.
Dunque mio padre, anche se non c'era l'obbligatorietà per legge, pensò intelligentemente di proteggermi visto che lo Stato me ne dava comunque la possibilità.
I miei figli hanno tutti fatto il vaccino Sabin.
Ora apprendo che sono tornati al Salk dato che quello orale, il Sabin, non garantiva dal prendersi la polio da vaccino.

Da: Il Corriere della Sera
VACCINI

Siria: epidemia di poliomielite, già 17 bambini paralizzati

Primi casi dal 2014 nel Paese dilaniato dalla guerra. L’Oms: «Caso molto serio vaccino-derivato» in aree sotto il tasso di immunizzazione dal virus e a basso livello igienico

Epidemia derivata
Il vaccino orale contro la poliomielite (Opv) contiene piccole quantità attenuate di virus attivo, che si riproduce nell’intestino per un breve periodo facendo sviluppare la risposta immunitaria nell’organismo. Però in zone dove il livello igienico è scarso, spiega l’Oms, il virus può essere trasmesso tramite cibo o acqua contaminati da materiale fecale ai non vaccinati, allargando il fenomeno chiamato «immunizzazione passiva». In rari casi, tuttavia, se una popolazione si trova molto al di sotto del livello minimo di immunizzazione, il virus escreto dai vaccinati può continuare a sopravvivere e a circolare. Più a lungo sopravvive, più mutazioni genetiche subisce e, in casi ancora più rari, il virus derivato dal vaccino può modificarsi in una forma che porta a paralisi chiamata cVDPV (circulating vaccine-derived poliovirus). Per svilupparsi occorrono almeno 12 mesi in una zona sotto- o non vaccinata. In questi casi, conclude la nota dell’Oms, il problema non consiste nel vaccino in   sé, ma nella bassa copertura vaccinale. Se la popolazione fosse completamente immunizzata, sarebbe protetta sia dal cVDPV sia dal virus “selvaggio” della poliomielite. 

Il vaccino orale dunque non è diventato più sicuro nemmeno in Italia, eppure i miei figli, nati nel momento chiamato del "baby boom" in Italia, ne hanno usufruito come milioni di altri bambini senza problemi. Ma negli anni dal 1966 al 1970 in Italia non circolavano masse di stranieri provenienti da Paesi dove la popolazione  NON fosse completamente immunizzata, né da zone dove il livello igienico è scarso, essendo allora l'Italia un Paese che faceva rispettare le frontiere e che applicava la legge in modo severo quanto a permessi di soggiorno, e l'ho testimoniato in altri post su questo blog riportando la mia esperienza di lavoro in una Università statale, dove mi sono occupata per 10 anni, dal 1990 al 2000, di un Accordo Culturale fra il nostro Paese e l'allora Cecoslovacchia che proprio in quegli anni si divise in due Repubbliche distinte. 
Gli studiosi che venivano in Italia, pur essendo coperti economicamente dall'Accordo e rimanendo qui solo per brevi periodi di studio e ricerca di qualche mese, dovevano immediatamente, a loro arrivo, essere segnalati alla Questura che rilasciava, previo invio dei dovuti documenti, il breve permesso di soggiorno senza il quale non potevano circolare.
Oggi si può ben dire che viviamo in un'altra Italia. Appena 17 anni dopo.
In questi anni l'Italia ha iniziato a sprofondare nel Mediterraneo, l'Italia, non solo i barconi pieni di nerissimi che la propaganda falsa e pietista dei nostri governi spacciavano nei TG per "siriani".
Sono arrivati anche i siriani, ma sono stati una minoranza.
L'ho scritto: i nostri governi, soprattutto da Renzi in poi, ogni giorno, usando la guerra in Siria, hanno provato a farci digerire africani provenienti da una decina di Nazioni diverse, secondo la propaganda, TUTTE IN GUERRA.
Senza alcun cordone sanitario!

Per farci digerire lo jus soli sono arrivati a martellarci con l'esempio degli USA! Guardandosi bene dal portare tale Paese, grande circa 50 Italie, ad esempio per quel che riguarda la sicurezza sanitaria: Ellis Island, quarantena... 
Ellis Island: controlli sanitari e quarantena per tutti.


All'improvviso, il medesimo governo (Renzi o Gentiloni non fa differenza) che predica l'ecumenica accoglienza di gente proveniente dal Continente Africano, notoriamente pieno di malattie di ogni genere dovute al clima e alle condizioni di vita, sente la necessità, non solo di ripristinare per legge l'obbligo vaccinale, ma di legiferare minacciosamente su sanzioni onerose, e addirittura perdita della patria potestà! Quest'ultima ritenuta follia persino da loro stessi, ormai fuori di testa, e fortunatamente rientrata!

Da: ANSA.it
L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritto a scuola decadde nel 1999, dopo che per oltre trent'anni, e cioe' dal 1967, era stato invece indispensabile per l'iscrizione. Di conseguenza oggi e' possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati. L'accordo appena raggiunto tra ministero e Regioni punta però ora a reintrodurre con una legge nazionale l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione alla scuola materna su tutto il territorio nazionale. Dopo 18 anni, l'obiettivo è dunque quello di ripristinare l'obbligo delle vaccinazioni a tutela della salute della popolazione.
LEGGETE CHI FURONO GLI AUTORI DELL'ABOLIZIONE
DELL'OBBLIGATORIETA', oggi urgentemente e dittatorialmente
rimessa in auge.
Irresponsabili quelli di allora o irresponsabili quelli di adesso?
Oppure, terza possibilità, si sono accorti che gira troppa gente
sparsa per l'Italia senza controllo? 
Allora chi paga pegno sono i nostri bimbi!


Da: Gazzetta Ufficiale
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 gennaio 1999, n. 355 
Regolamento recante  modificazioni al decreto del  Presidente della
Repubblica 22  dicembre 1967, n.  1518, in materia  di certificazioni
relative alle vaccinazioni obbligatorie.
(GU n.243 del 15-10-1999)

 Vigente al: 30-10-1999  

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visto l'articolo 87 della Costituzione;
  Visto il decreto del Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1967,
n. 1518,  concernente regolamento  per l'applicazione del  titolo III
del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264,
relativo  ai  servizi  di  medicina  scolastica,  ed  in  particolare
l'articolo 47;
  Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito il  parere del  Consiglio superiore  di sanita',  espresso in
data 30 settembre 1998;
  Udito  il parere  del Consiglio  di Stato,  espresso dalla  sezione
consultiva  per gli  atti  normativi nell'adunanza  del 28  settembre
1998;
  Vista la  deliberazione del Consiglio dei  Ministri, adottata nella
riunione del 5 novembre 1998;
  Sulla  proposta del  Ministro  della sanita',  di  concerto con  il
Ministro della pubblica istruzione;
                              E m a n a
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1. L'articolo  47 del  decreto del  Presidente della  Repubblica 22
dicembre 1967, n. 1518, e' sostituito dal seguente:
  "Art. 47. - 1. I direttori delle  scuole e i capi degli istituti di
istruzione pubblica  o privata sono tenuti,  all'atto dell'ammissione
alla scuola o agli esami, ad  accertare se siano state praticate agli
alunni le vaccinazioni e  le rivaccinazioni obbligatorie, richiedendo
la   presentazione   da   parte   dell'interessato   della   relativa
certificazione, ovvero  di dichiarazione sostitutiva, ai  sensi della
legge  4   gennaio  1968,  n.   15,  e  successive   modificazioni  e
integrazioni,  e  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  20
ottobre 1998, n. 403,  comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni
e delle rivaccinazioni  predette, accompagnata dall'indicazione della
struttura del Servizio sanitario  nazionale competente ad emettere la
certificazione.
  2. Nel caso  di mancata presentazione della  certificazione o della
dichiarazione di cui al comma 1,  il direttore della scuola o il capo
dell'istituto  comunica  il  fatto   entro  cinque  giorni,  per  gli
opportuni  e  tempestivi  interventi,  all'azienda  unita'  sanitaria
locale di appartenenza dell'alunno ed  al Ministero della sanita'. La
mancata  certificazione   non  comporta  il  rifiuto   di  ammissione
dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami.
  3.  E' fatta  salva  l'eventuale adozione  da parte  dell'autorita'
sanitaria di  interventi di  urgenza ai  sensi dell'articolo  117 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.".
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 26 gennaio 1999
                              SCALFARO
                                  D'Alema,  Presidente  del Consiglio
                                     dei Ministri
                                  Bindi, Ministro della sanita'
                                  Berlinguer, Ministro della pubblica
                                     istruzione
  Visto, il Guardasigilli: Diliberto
  Registrato alla Corte dei conti il 6 ottobre 1999
  Atti di Governo, registro n. 117, foglio n. 24
Ammesso  a  visto e  alla  conseguente  registrazione in  conformita'
  alla  deliberazione  n.  33/99/E  delle  sezioni  riunite  adottata
  nell'adunanza del 20 settembre 1999.



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