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lunedì 4 aprile 2016

Attacco a Renzi

Da: Il Tempo 12 marzo 2016

D’Alema attacca Renzi "Arrogante e fazioso"

Mentre i rapporti tra la maggioranza renziana e la sinistra Pd restano tesissimi dopo il caos primarie e i presunti brogli ai danni di Bassolino a Napoli, è Massimo D’Alema a reputare «gravissima» la situazione in cui versa il proprio partito e ad attaccare frontalmente il principale responsabile, il premier e segretario Matteo Renzi, definito «arrogante e fazioso».
Il Lìder Massimo è preoccupatissimo per la piega che sta prendendo la dialettica tra Renzi e l’opposizione interna, tanto che non esclude affatto che il malessere della sinistra Dem si trasformi «in un altro partito».
Nello stesso giorno la minoranza Pd si riunisce a Perugia per lanciare l’attacco al vertice del partito, ma nessuno parla di scissione, anzi, Bersani ironizza: «Se Renzi se ne vuole andare...».

Da: Il Messaggero 4 aprile 2016

Pd, Cuperlo contro Renzi: non sei all'altezza e sei un capo arrogante

«Matteo, io non penso che tu sia una persona onesta, io penso che tu sia una persona profondamente onesta e appassionata della politica ma io penso anche che tu non ti stia mostrando all'altezza del ruolo che ricopri, non stai mostrando in questi passaggi delicati della vita del Paese e della sinistra la statura di un leader e a volte coltivi l'arroganza dei capi». Lo ha detto Gianni Cuperlo, della minoranza dem, intervenenedo alla direzione del Pd dopo il segretario Matteo Renzi.

«Tu non stai facendo il segretario e stai spingendo diversi ad andarsene via» magari «in cambio avrai applausi da destra, ma rischiamo di perdere pezzi della sinistra. Io sento il peso di stare in un partito che non ha molto delle ragioni che me lo hanno fatto scegliere e ora magari tu mi risponderai con un faticoso e meditato "ciao"», ha continuato Cuperlo rivolto a Renzi.

«Qui non c'è nessuno che ha più titoli di altri a chieder lealtà. Noi siamo impegnati a far vincere i nostri candidati alle amministrative e sono anche pronto a una moratoria sul confronto tra noi ma nella chiarezza sento il dovere di dirti quello che penso», ha aggiunto l'esponente della minoranza dem.

«La vicenda Tempa Rossa non si può chiudere nella sintesi "ho deciso io". Non è importante solo chi ma anche come si decide. C'è un emendamento stoppato e poi inserito di notte perché lo decide il premier? La questione non è una telefonata o l'inadeguatezza di un ministro ma il processo e il luogo della decisioni», ha rilevato poi Cuperlo.

«Ancora l'altroieri hai usato la riforma costituzionale come non si deve mai fare. Hai detto che le opposizioni verranno spazzate via e chi dovrebbe rimanere dopo che hai spazzato via chi non la pensa come te? Quello non è il tuo referendum ma l'occasione di superare il bicameralismo e più lo personalizzi e lo carichi di significati impropri più alimenti le ragioni di dissenso anche nel tuo campo e nel tuo partito», ha sottolineato ancora Cuperlo.
Eppure è grazie a Matteo Renzi che mio marito ed io, pur non essendo del PD, siamo usciti di casa per ben due volte per andare nei seggi dove si votava il candidato del PD prima, il segretario poi, pagando gli euro dovuti e l'abbiamo votato. Mio marito, poi, ha dato anche il suo voto al PD. Io no, l'ho dato ai 5Stelle. Infine l'anno passato ho dato per la prima volta il contributo per un partito sul 730, in vista della totale abolizione del finanziamento pubblico: e l'ho dato per il PD. Significherà qualcosa questo? E non siamo i soli, naturalmente.
Arroganza? Ma chi è stato ed è più arrogante di Massimo D'Alema? Vogliamo rifare la sua storia? Come divenne Presidente del Consiglio?  Come condannò il suo agire Romano Prodi? Ricordo il termine: "spietatezza".
Cuperlo è senza memoria? D'Alema è senza ritegno e se l'avesse dovrebbe solo stare zitto: basta pensare solo a come ha gestito la faccenda del Cermis! Ma su lui tutti zitti e tutti nel partito a leccargli il culo.
Funzionarietti di partito che recitano il nobile ruolo di "uomini di sinistra" che non si sa più cosa vuol dire e non lo sanno più neppure loro...
Uno degli ultimi VERI uomini di sinistra è stato Pietro Ingrao, e lo era in modo così concreto che lo percepivi nello stile di vita dei suoi familiari, due dei quali ho avuto modo di frequentare: niente barche e scarpe da un milione di euro per capirci...

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